Il Valencia CF è la sua Academy. Una delle realtà più produttive del calcio europeo, capace di attraversare epoche sportive differenti senza rinunciare a un principio che oggi rappresenta il cuore dell’intero progetto: “Educare persone, formare calciatori”. Non è uno slogan pubblicitario, ma il risultato di un lavoro di ricerca sviluppato dal Dipartimento Psico-Educativo della VCF Academy attraverso interviste, questionari, confronti con studi scientifici e anni di osservazione interna, con l’obiettivo di definire il DNA culturale del club.
La Ciutat Esportiva de Paterna rappresenta il centro nevralgico di questa filosofia. Inaugurata all’inizio degli anni Novanta, è molto più di un centro di allenamento: è il luogo in cui convivono quotidianamente Prima Squadra, settore giovanile e dipartimenti specialistici, favorendo una continuità metodologica rara nel panorama europeo. La vicinanza fisica tra i giovani e il calcio professionistico non ha soltanto un valore logistico, ma educativo. Ogni allenamento diventa un’opportunità per osservare il livello successivo, comprendere gli standard richiesti e respirare l’ambiente del professionismo fin dall’adolescenza. Proprio questa integrazione ha reso Paterna uno dei simboli della formazione calcistica spagnola.
Dietro ogni seduta esiste una struttura organizzativa che lavora in maniera trasversale. La direzione della VCF Academy coordina un sistema nel quale area metodologica, preparazione atletica, match analysis, dipartimento portieri, performance, psicologia, nutrizione e area medica condividono informazioni quotidianamente. Il giovane non viene valutato esclusivamente per ciò che produce durante la partita, ma attraverso un monitoraggio continuo della crescita tecnica, cognitiva, emotiva e comportamentale. L’idea è che il talento, senza una formazione completa, difficilmente riesca a consolidarsi nel calcio professionistico. Negli ultimi anni una figura centrale nello sviluppo dell’Academy è stata quella di Marco Otero, direttore della VCF Academy, protagonista del processo di ridefinizione della filosofia del club insieme ai responsabili dell’area identità e ai coordinatori metodologici.
Accanto a lui operano i responsabili delle diverse aree specialistiche, che hanno il compito di trasformare la filosofia in comportamenti osservabili sul campo, evitando che i valori rimangano semplici dichiarazioni d’intenti. Il lavoro metodologico coinvolge infatti ogni allenatore della cantera, affinché esista un linguaggio comune dall’attività di base fino alla squadra riserve. Il Valencia non costruisce il proprio modello partendo dal sistema di gioco, ma dal tipo di calciatore che desidera formare. La ricerca interna dell’Academy ha individuato tre valori fondanti: Sentiment, Courage e Fellowship. L’appartenenza alla maglia, il coraggio nell’affrontare il gioco e la capacità di mettere il collettivo davanti all’individualità diventano principi educativi prima ancora che calcistici. Da questi valori nasce anche l’idea di calcio proposta dall’Academy: una squadra verticale, coraggiosa, capace di creare superiorità attraverso iniziativa e aggressività, mantenendo una pressione costante senza palla e risultando difficile da superare nelle transizioni difensive.
Per trasferire questi principi, la metodologia si fonda sulla cosiddetta Empowerment Pedagogy, un approccio che attribuisce al giovane un ruolo attivo nel proprio percorso di crescita. Autonomia decisionale, orientamento al compito, senso di appartenenza, piacere nell’apprendimento e responsabilizzazione rappresentano gli elementi centrali del processo educativo. L’allenatore non viene considerato soltanto un trasmettitore di esercitazioni, ma un facilitatore dello sviluppo cognitivo del calciatore, chiamato a stimolare continuamente lettura del gioco, capacità decisionale e comprensione delle situazioni.
Anche il reclutamento riflette questa visione. La rete di scouting privilegia innanzitutto il territorio valenciano attraverso numerose scuole affiliate, senza rinunciare a una presenza stabile nelle principali aree calcistiche della Spagna. L’obiettivo non è soltanto individuare il talento più precoce, ma selezionare ragazzi compatibili con l’identità del club e con un percorso di crescita a lungo termine. Il Valencia tende a integrare progressivamente i migliori prospetti locali nelle categorie inferiori, inserendo solo un numero limitato di giovani provenienti da altri contesti nelle fasce d’età più avanzate, preservando così il senso di appartenenza che caratterizza la cantera. Questo modello spiega perché il passaggio verso la Prima Squadra non venga vissuto come una rottura, ma come la naturale prosecuzione di un percorso iniziato molti anni prima.
I principi tattici, il lessico utilizzato dagli allenatori, gli obiettivi comportamentali e le modalità di lavoro rimangono coerenti durante tutta la crescita del calciatore. Arrivare al professionismo significa semplicemente eseguire a una velocità superiore ciò che è stato interiorizzato nelle categorie giovanili. La storia recente del Valencia conferma la solidità di questo sistema. David Silva, Jordi Alba, José Gayà, Carlos Soler, Ferran Torres e numerosi altri calciatori rappresentano percorsi differenti accomunati dalla stessa formazione culturale e metodologica. Non sono soltanto prodotti della cantera, ma esempi di come il club abbia saputo costruire giocatori capaci di adattarsi ai massimi livelli mantenendo un’identità riconoscibile.
Non sorprende quindi che il CIES Football Observatory abbia collocato ripetutamente la VCF Academy tra le migliori accademie europee per capacità di produrre calciatori destinati ai principali campionati del continente. Allo stesso tempo, la metodologia sviluppata a Paterna è diventata oggetto di studio internazionale, con allenatori provenienti da Europa, America e Asia che visitano regolarmente il centro sportivo per osservare da vicino l’organizzazione della Academy, il modello pedagogico e la struttura metodologica che sostiene quotidianamente lo sviluppo dei giovani. Più che esportare esercitazioni, il Valencia esporta una cultura del lavoro, costruita sulla convinzione che il futuro di un club nasca molto prima dell’esordio in Prima Squadra.
Fonti
https://www.valenciacf.com/vcf-academy-philosophy?utm_source=chatgpt.com

BIO: Vincenzo D’Aniello è nato ad Aversa (CE) il 25-5-1985 . È in possesso della licenza di allenatore UEFA/B e ha allenato in diverse categorie e in diverse scuole calcio della provincia di Caserta e Napoli.










