RipartIva il campionato dopo la lunga sosta delle nazionali, ci eravamo lasciati con l’incoraggiante vittoria rossonera a San Siro contro il Lecce per 3-0, una vittoria che aveva portato una boccata di ossigeno e positività dopo un periodo alquanto interlocutorio della nostra squadra in fatto di prestazioni. L’appuntamento era nel tardo pomeriggio con la trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, un match delicato da sempre, pieno di potenziali “trappole”, cosa che conosciamo fin troppo bene. Il MAPEI Stadium di Reggio Emilia è da sempre il teatro dell’assurdo per il Milan, un prato in cui le emozioni si sono sempre amplificate fino all’eccesso, nel bene e nel male, trasformandosi a volte in trionfi indimenticabili e altre in incubi a occhi aperti.
Il legame del Milan con questo stadio resterà per sempre scolpito nella storia del club grazie a momenti indimenticabili. Il 19° Scudetto del maggio 2022 l’ultima gioia più grande, consumata proprio al MAPEI Stadium, letteralmente invaso da oltre 18 mila cuori rossoneri che fecero da cornice allo 0-3 contro i neroverdi. Il gol lampo di Rafa Leao del dicembre 2020, 6 secondi e 76 centesimi, la rete più veloce dei cinque principali campionati europei. Ma anche a momenti estremamente difficili, come il rocambolesco 4-3 per il Sassuolo del gennaio 2014 che costò la panchina ad Allegri, fino ad arrivare alla sconfitta più recente dell’ultimo maggio 2026, sempre con un unico sinistro denominatore, Domenico Berardi, ormai castigatore rossonero per definizione. Nessun campo in Italia come il MAPEI Stadium riesce a esprimere un altalena così estrema: un impianto capace di farti toccare il cielo con un dito o farti sprofondare nella crisi più nera nel giro di soli novanta minuti.
La recente sosta della nazionali ha riconsegnato ad Amorim un Gonçalo Ramos rinfrancato dalle ottime prestazioni e dai gol in nazionale. E questa notizia è bellissima, Gonçalo rappresenta una pedina fondamentale da inserire velocemente e definitivamente nel gioco rossonero, che proprio nel ruolo del numero nove, negli ultimi anni, ha avuto uno dei problemi principali. Notizia invece non positiva l’infortunio di Alexis Saelemaekers, uno stop che lo terrà lontano dai campi per alcuni mesi per un problema non banale alla caviglia.
Il Milan si presentava con l’inedito 1-4-4-1-1, che vedeva il ritorno della difesa a quattro con Gila ed Estupinan terzini, Pavlovic e Gabbia centrali difensivi, esterni di centrocampo Moreira e Chukwueze, centrocampisti centrali Musah (Modric in panchina) e Rabiot, con Pulisic sottopunta in appoggio a Ramos.
Il Sassuolo di Alberto Aquilani con il suo fluido 1-4-3-3, si affidava principalmente al suo tridente di attacco collaudatissimo, Berardi, Laurentiè a supporto di Seba Esposito ed al suo eclettico centrocampo composto dal carismatico di Matic, dalla forma smagliante di Adzic e dalla imprevedibilità di Bakola.
PRIMO TEMPO
Prima frazione tutt’altro che esaltante sul piano del gioco da parte dei rossoneri, che trovano il tiro e la pericolosità soltanto nei minuti finali. Il Sassuolo, con un pressing aggressivo e una fase difensiva attenta nella propria metà campo, inibisce fin da subito la manovra rossonera, lenta e priva di spunti. Il Milan non riesce a far decollare la propria azione, sempre monocorde e caratterizzata da molti errori tecnici, accompagnando poco gli attacchi che risultano troppo estemporanei e sterili.
Rabiot e Musah in mezzo al campo non riescono a dare ritmo; meglio Moreira rispetto a Chukwueze sugli esterni. Ramos come al solito fa movimento, ma risulta troppo slegato da Pulisic, suo punto di riferimento offensivo. Christian prova a svariare tra le linee in attesa di un’imbeccata del centricampo che tarda ad arrivare. Il Sassuolo di Aquilani fa la sua onesta partita: non crea grandi problemi, ma tenta comunque l’affondo con improvvisi lanci lunghi con lo scopo di sorprendere la linea difensiva rossonera con la velocità di Laurienté che si rivela il pericolo maggiore. La pericolosità del Milan si manifesta solo nei minuti conclusivi del tempo con due occasioni per Ramos: al 43° minuto con un destro respinto da Muric e soprattutto al 44° minuto con un colpo di testa insidioso, ancora una volta neutralizzato dal portiere neroverde. Nei minuti di recupero, esattamente al 49° minuto, è Moreira nel cuore dell’area del Sassuolo a rendersi pericoloso con un bel tiro respinto di nuovo da Muric. Finisce un primo tempo giocato male dal Milan, contro una squadra ordinata ma tutt’altro che irresistibile. Da segnalare l’ennesimo infortunio per lo sfortunato Matteo Gabbia al 14° minuto: al suo posto De Winter.
SECONDO TEMPO
Amorim ridisegna la squadra schierando Modrić al posto di Estupiñán e passando all’ 1-3-5-2, con Moreira che si alza tornando a fare l’esterno a tutta fascia. La nuova disposizione sembra dare più certezze al Milan: Modrić dà ordine e la vivacità di Moreira, che spinge sulla sinistra crea subito preoccupazione alla difesa neroverde, apparsa decisamente più in affanno e meno ordinata. Malgrado un piglio diverso dei rossoneri, è però il Sassuolo a rendersi pericoloso al 59° minutocon Adžić, bravo a resistere alla carica di Gila e a calciare pericolosamente da posizione defilata; ottimo Maignan a respingere con il corpo.
Un minuto dopo, al 60° minuto, arriva il vantaggio rossonero con il suo uomo migliore, Rabiot, che da posizione angolata sorprende Muric sul primo palo con un gran tiro. La partita sembrerebbe essere in pugno ai rossoneri. Si tratta però di una falsa illusione che dura il battito di ciglia. Il Sassuolo, con caparbietà, rabbia e determinazione — grazie anche ai cambi di Aquilani, che inserisce Bowie per Esposito e Thorstvedt per Adžić — sfiora il pareggio due volte al 63° minuto: prima proprio con Bowie, il cui “piattone” viene deviato da Maignan, e sul prosieguo dell’azione, con la palla destinata a fondo campo recuperata da Laurienté che rimette in area, dove Thorstvedt per poco non sorprende il portiere rossonero con il tacco. Il Milan soffre maledettamente e iniziano a riaffiorare tutte le nostre lacune strutturali che si concretizzano al 69°minuto: sugli sviluppi di un corner, Odenthal nell’area piccola, con la difesa rossonera schiacciata verso la porta, devia in rete la palla del pareggio del Sassuolo.
Il Milan, colpito al cuore, avrebbe subito la palla per tornare in vantaggio al 71° minuto con Chukwueze, pescato splendidamente da un’imbeccata di Pulisic, ma il suo tiro finisce addosso a Muric, in uscita disperata. Amorim prosegue con i cambi inserendo Cisse, Jashari e Hutchinson al posto di Pulisic, Musah e Chukwueze. La manovra rossonera, tuttavia, resta lenta e prevedibile a causa del poco movimento dei nostri uomini in campo, non generando più alcun sussulto se non per un tiro di Cisse respinto di pugno da Muric.
Da segnalare anche un gol annullato a Thorstvedt per un fallo in area. Finisce con amarezza una partita giocata male, senza determinazione, ma soprattutto denotando ancora una preoccupante assenza di organizzazione di gioco. Ramos è stato completamente avulso dal gioco, che continua ad avere uno sviluppo troppo lento e privo di quei guizzi ed inventiva che servono per sparigliare le partite. Mancano uomini in grado di creare superiorità numerica alzando il livello tecnico della nostra fase offensiva; la squadra appare totalmente dipendente dalle giocate dei singoli. La nota più preoccupante resta la continuità con cui il Milan continua a subire reti sempre nella stessa situazione di gioco: le palle inattive. Archiviamo con grande rammarico questo turno che avrebbe potuto dare un volto interessante alla nostra classifica, e concentriamoci sul prossimo turno di Europa League contro il Salisburgo e la successiva difficile trasferta di sabato prossimo a Bergamo contro l’Atalanta.
Forza Milan!
TABELLINO
SASSUOLO (1-4-3-3): Muric; Van der Brempt ( dal 77′ Cinquegrano), Caleta-Car, Leysen ( dal 24’ Odenthal), Doig; Adzic ( dal 59′ Thorstvedt ), Matic ( dal 77′ Lipani), Bakola; Berardi, Esposito ( dal 59′ Bowie), Laurienté. A disp.: Satalino, Turati, Cande, Walukiewicz, Volpato, Ghion, Skjellerup, Dominguez, Obrador, Kakari. All. Alberto Aquilani.
MILAN (1-4-4-1-1): Maignan; Gila, Gabbia (dal 20′ De Winter), Pavlovic, Estupinan ( dal 45′ Modric), Chukwueze ( dall’80’ Hutchinson), Musah (dal 76′ Jashsri), Rabiot, Moreira; Pulisic ( dal 76′ Cisse), Ramos. A disp.: Bouyer, Torriani, Diawara, Terracciano, Tomori, Bartesaghi, Comotto, Loftus-Cheek, Camarda. All: RubenAmorim
Arbitro: Fourneau
Ammoniti: 47′ De Winter (M), 89′ Ramos (M), 90′ Pavlovic (M), 93′ Thorstvedt (S)
Marcatori: 63′ Rabiot (M), 67′ Odenthal (S)

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .











9 risposte
Stefano concordo pienamente con i tuoi commenti. Brutta partita ma il risultato poteva essere anche peggio se all’ultimo secondo il Sassuolo non avesse sprecato un rigore in movimento. Non siamo stati capaci di tenere il risultato più di cinque minuti! Mi pare che ormai da tempo non riusciamo a trovare soluzione a questa fragilità. Speriamo bene per i prossimi incontri
Saluti Alessio
Grazie Alessio vero.. prova deludente e cosa più preoccupante, mancanza di gioco e furore agonistico… brutta situazione da cambiare velocemente, per evitare un altra stagione anonima un caro saluto
Commento ineccepibile, carissimo Stefano! Il Milan mi ha deluso nell’approccio. La vittoria sul Lecce, arrivata giocando un buon secondo tempo, resta lontana. Il più grande problema resta la continuità nella produzione del gioco durante la partita, riuscire in poche parole a determinare l’esito con quell’idea di gioco tanto conclamata da Amorim. Restano errori individuali e l’atavico problemi sulle palle inattive. Quando siamo in vantaggio non riusciamo mai a portare fino in fondo il risultato, come accaduto a Torino. Ora arrivano due partite importanti, se non già cruciali, a Salisburgo e con l’Atalanta. Invertire la rotta potrebbe essere il titolo per entrambe
Grazie Vincenzo.. brutta prestazione siamo lontani da quelle che erano le aspettative.. non si intravede il comando del gioco né tantomeno il pressing… sulla difesa beh è evidente problemi di posizione e anche di concentrazione
Ciao Stefano.
Analisi quando mai precisa: partita noiosa, a tratti stucchevole. Sarà per le molteplici partite che dobbiamo giocare in un mese, ma non riesco più a guardare Estupiñan che indossa il numero di maglia che fu di “Djalma Santos” Tassotti e di pendolino Cafù, è un’offesa al calcio. Per fortuna l’arbitro (tornerò su lui dopo) l’ha ammonito almeno Amorim l’ha sostituito. Riguardo al risultato per me sono due punti persi, più che per le occasioni sbagliate (quella di Chuku clamorosa) quanto per la voglia di chiudere la partita con il secondo gol. Più che di tattica spero il mister parli ai ragazzi di fame, di voglia di vincere, di quella garra che ti deve montare sul groppone e finché non l’hai raggiunta non ti rilassi.
La sostituzione di Pulisic non me la spiego, dopo aver visto un Chukuweze leggermente sottotono, a parte l’occasione del gol: sarà stato semplice turnover? Chissà…
Parentesi arbitro: raramente mi soffermo sugli arbitraggi, ma dopo aver visto il fischietto romano sventolare cartellini gialli solo verso i nostri giocatori, nonostante loro picchiassero come fabbri sull’incudine, beh come si può tacere. Sicuramente non è che non abbiamo vinto per colpa sua, ma alcuni falli dei neroverdi potevano essere sanzionati con il cartellino giallo come ha fatto per i nostri: clamoroso il giallo mancato a Laurientè su Gila (chissà che poi non sarebbero andati a rivederlo al VAR per un’eventuale rosso) quello di Van Der Brempt su Moreira, quello di Bakola sempre su Gila… forse loro avrebbero un attimino posto più attenzione nel fare altri falli, magari dandoci la possibilità di un fraseggio più tranquillo.
Ora ci aspetta il Salisburgo in coppa, e poi l’Atalanta in campionato: e speriamo vada tutto come deve andare, cioè con due vittorie per noi.
Forza Milan sempre!!! ♥️🖤
Grazie Luigi due punti pesanti persi banalmente. Gol preso con le solite dinamiche, assenza di reazione da squadra compatta c’è molto da lavorare un abbraccio
Buongiorno Stefano, apprezzo molto la cronaca della gara, ma ancor più l’analisi successiva da te fatta.
Purtroppo il Milan non possiede le capacità dell’Inter e di questo dobbiamo farcene una ragione, ma indubbiamente le scelte dell’allenatore contribuiscono a creare questa differenza con i cugini, molto più pratici, oltre che molto più performanti.
Estupinan non è certo la causa per la mancata vittoria, ma è evidente che, nonostante la sua serietà e professionalità, non può essere il titolare, tutt’al più una buona riserva, per fa rifiatare Moreira, nel qual caso ci fosse bisogno.
Ma Estupinan è più difensivo: beh, visto certi suoi posizionamenti, non aggiungo altro, se non che mi ricorda il caso Rodriguez Hernandez, con l’allenatore che preferiva il primo.
Modric in panchina: beh, anche qui mi pare che vadano fatte delle considerazioni, perché non gioca Rijkaard al suo posto, ma il buon Musah, anche lui serio ragazzo e sicuramente più importante nell’economia della gara rispetto ad Estupinan; ma il problema è che forse, Modric in un centrocampo non adeguatamente numeroso non ce lo possiamo permettere a meno che al centro della difesa ci sia il compianto Franco Baresi.
Così, qualche riflessione sulle reali potenzialità della squadra sono naturali: quali sono i reali motivi di questa campagna acquisti?.
Amorim aveva veramente un disegno preciso e se ce lo aveva, lo conserva tutt’ora?.
Come mai esce il giocatore più talentuoso, che fino a Dicembre della scorsa stagione ci ha tenuti in piedi da solo?.
Come mai “SpeRamos” nel Milan ha le “polveri bagnate” ed in Nazionale non fa rimpiangere Cristiano Ronaldo?.
perché Moreira vene schierato in un ruolo non suo?.
Perché dopo il goldi Rabiot, abbiamo fatto di tutto per far pareggiare il Sassuolo?.
Perchè ingigantire la prestazione con il Lecce, quando era chiaro che l’avversario non era un test così difficoltoso?.
Perchè Amorim parla ancora di calcio dominante quando il primo tiro in porta arriva al quarantesimo ed è così in tutte le partite del Milan?.
va bene quello che dice il lettore precedente sulle ammonizioni: confesso che anche io ho fatto le stesse considerazioni, ma qui il problema è il peso politico del Milan, però sappiamo bene che se la squadra è di valore, riesce ad andare oltre questi particolari.
Il proprietario di questo blog, che ci permette di scrivere (con educazione ovviamente e colgo l’occasione per ringraziarlo), ha sperimentato direttamente, soprattutto con il Milan di Sacchi, decisioni arbitrali incoerenti e dannose; eppure si è andati oltre grazie al valore eccellente della rosa, ma anche e soprattutto ad una forza di volontà, non solo del capitano, ma di tutti i componenti grandi professionisti, che non lasciavano respirare l’avversario.
I torti a Madrid: i torti, perché oltre al gol annullato in modo del tutto insensato, van Basten fu letteralmente picchiato per novanta minuti, eppure uscimmo (uscirono) con un risultato positivo seppur stretto.
Per non parlare di Belgrado….
A parte i ricordi, è chiaro che i valori delle rose non sono paragonabili, ma la voglia e l’intensità, vanno oltre il valore e qui vedo sempre delle grosse mancanze.
Grazie Gianpaolo…vero ..non si intravede quanto annunciato in estate per quanto riguarda gioco ed atteggiamento. Onestamente mi aspettavo molto di più come approccio ai match .. fino ad oggi ho invece solo constatato una preoccupante prosecuzione degli errori degli le stagioni passate.. Aspettiamo ad emettere sentenze e cerchiamo di essere fiduciosi un caro saluto
Ti leggo con ritardo Stefano ma concordo in pieno con la tua analisi. Siamo troppo scolastici, lenti e prevedibili. Questo terzo lusitano di fila deve spremere a mestiere le sue meningi per mostrare, a chi s’intende di vero calcio, di non essere un vecchio venditore di Folletto, ma di aver avuto l’onore di scaldare il suo fondo schiena in una delle panchine più prestigiose, per antico lignaggio e numero trofei vinti, nel mondo del football sin dai tempi della sua origine.
Forza Milan ora e sempre!
Massimo 48 ❤️🖤