E adesso??? Era una partita di un’ importanza assoluta. Un match decisivo, senza appello, da giocare come una finale: vincere era l’imperativo assoluto al fine di assicurarsi uno dei due posti ancora disponibili per la prossima Champions League. Un match da affrontare con la massima attenzione. Il Cagliari, già salvo, scendeva in campo senza pressioni ma con la determinazione e l’orgoglio di onorare appieno il suo percorso concluso con una salvezza preziosa. Abbiamo gettato tutto al vento con una prestazione tra le più scadenti degli ultimi anni, sotto tutti i punti di vista.
La nostra squadra in settimana aveva cercato di isolarsi dai vari “rumors” che aleggiavano da troppo tempo intorno all’ambiente rossonero, rinfrancati dalla vittoria di Genova, cercando di mantenere quella concentrazione che a questo punto della stagione doveva essere quel fattore che molto spesso fa la differenza nel raggiungimento di un obiettivo.
I soliti meravigliosi 70.000 cuori pulsanti questa sera a San Siro a fare sentire ancora una volta tutta la loro vicinanza. Quei 70.000 cuori che mai hanno smesso di battere malgrado un 2026 decisamente insufficiente ed adesso fallimentare in termini di risultati e prestazioni. Loro non hanno mai fatto mancare il sostegno incondizionato alla squadra.
Ieri sera quei “rumors” sulla permanenza in panchina di Max Allegri, sugli ultimatum della dirigenza, su acquisti futuri e cessioni di calciatori più o meno illustri della rosa attuale dovevano rimanere fuori dal nostro stadio, tutto ciò non doveva rappresentare un eventuale alibi. Un unico e incontrovertibile pensiero doveva pervadere totalmente il cuore, la mente e le gambe dei nostri calciatori: onorare l’A.C. Milan, un nome che è blasone, tradizione da 127 anni in tutto il mondo, un nome che mai nessuno può permettersi di trattare esclusivamente alla stregua di un prodotto commerciale usa e getta senza un’anima. 127 anni di storia fatta di gloria e trionfi in tutto il mondo conquistati sempre attraverso il bel gioco. Tutto questo non è stato difeso e onorato, consegnandoci inermi ai nostri avversari per un epilogo tra i più tristi degli ultimi anni. Abbiamo perso tutti.
Max Allegri confermava il consueto 1-3-5-2 con Maignan in porta, difeso dai tre centrali Tomori, Gabbia e Pavlovic. Sulla corsia destra tornava Saelemaekers, mentre sulla sinistra Bartesaghi. In mezzo al campo: Fofana con Jashari e Rabiot (Luka Modric ancora dalla panchina). In attacco ancora fuori Rafa Leao e Pulisic, conferma per la coppia di attacco di Genova Gimenez e Nkunku.
PRIMO TEMPO
Milan che parte bene e dopo appena 3 minuti trova il vantaggio con Saelemaekers, bravo a sfruttare una bella sponda di testa di Gimenez e battere in diagonale Caprile. Il vantaggio, invece di galvanizzare la squadra ha l’effetto soporifero, diventiamo lenti senza avere quella determinazione e cattiveria che la partita richiede. Il Cagliari dal canto suo cresce e fa la partita mettendo spesso in affanno la nostra fase difensiva, stasera inadeguata. Il primo avvertimento arriva al 19° minuto, con Gaetano il cui bel tiro a rientrare viene neutralizzato da un volo di Maignan bravo a sventare. Soffriamo il maggior dinamismo del centrocampo del Cagliari che prende il sopravvento su quello rossonero, Jashari poco preciso non incide nella costruzione, Fofana è fuori dalla manovra, Rabiot è l’unico che prova a dare ordine ma gli isolani ben schierati da Pisacane non soffrono mai la nostra sterile iniziativa. Al 21° minuto i timori che avevamo subdorato si manifestano con il pareggio del Cagliari, bravo a sfruttare un corner deviato da Mina, con la nostra difesa rimasta immobile, a favore di Borrelli lesto a spingere facilmente la palla in rete per il pareggio rossoblu.
La squadra colpita nel morale non riesce a sviluppare gioco, al contrario i nostri avversari continuano a volare sulle ali dell’entusiasmo e della leggerezza, con Gaetano e Esposito sugli scudi, bravi a ripartire con pericolosità, palesando chiaramente la nostra difficoltà nel ripiegare in fase difensiva. Intorno alla mezz’ora abbiamo un sussulto con Nkunku che al 27° minuto si divora il vantaggio con un interno piede troppo debole. La spinta offensiva dei rossoneri è approssimativa e senza raziocinio, priva di spunti, iniziative ed elettricità. Si chiude così il tempo con un Milan deludente che ci aveva illuso con una partenza che sembrava portare il match in discesa.
SECONDO TEMPO
La ripresa riparte con Pulisic al posto di Gimenez, Allegri prova così a cambiare qualcosa, ma i frutti sperati non si vedono. Il Cagliari ben schierato in campo inibisce qualsiasi nostra iniziativa, oscurando le linee di passaggio del nostro centrocampo sempre troppo scolastico e prevedibile. Il pubblico inizia a spazientirsi e piovono i primi fischi. Al 57° minuto, sull’ennesima ripartenza veloce del Cagliari andiamo in difficoltà, con un intervento irruento di Pavlovic su Esposito. Sulla punizione di Gaetano la nostra difesa si fa trovare ancora mal posizionata e poco reattiva, Maignan para come può su Borrelli ma non può far niente sul tap-in di testa di Rodriguez che porta in vantaggio il Cagliari.
La situazione si fa drammatica e dagli altri campi arrivano notizie tutt’altro che rassicuranti: Juventus, Roma e Como sono in vantaggio, il Milan scivola al sesto posto. Allegri prova il tutto per tutto: dentro Fullkrug, Athekame e Modric, fuori Nkunku, Tomori e Jashari. Il Cagliari non si fa intimorire ed inserisce il gioiello Palestra, che inizia subito con le sue incursioni a creare più di un pericolo alla nostra squadra inevitabilmente sbilanciata, dentro anche Leao per Fofana. Il Milan con azioni confuse non crea nessun pericolo alla difesa del Cagliari che, anzi, riparte più di una volta in contropiede rendendosi pericolosissima in tre, quattro occasioni. Al 73° minuto ci salva un doppio miracolo di Maignan su Borrelli e al 76° minuto ancora Maignan è bravo a deviare una velenosa conclusione di Adopo. Inizia la contestazione, la squadra appare svuotata e rassegnata, con il passare dei minuti la resa incondizionata dei nostri giocatori piegati su sé stessi diventa il triste fotogramma della nostra stagione. Per fortuna Maignan ci salva da una punizione ancora più severa all’ 86° minuto salvando su Mendy lanciato solitario verso la nostra porta.
Finisce la partita con il Milan quinto in classifica e fuori dalla Champions.
Inutile raccontare lo stato d’animo di chi era allo stadio o davanti alla televisione, quello di stasera è stato uno dei verdetti più terribili degli ultimi anni, soprattutto per le dinamiche maturate negli ultimi mesi, personalmente il peggiore dopo Istanbul. Difficile prevedere cosa potrà accadere nell’immediato futuro a livello societario e tecnico, perché gli scenari cambieranno radicalmente per ovvi motivi. Chi sicuramente soffrirà in maniera indicibile sarà come sempre il popolo rossonero che mai ha abbassato la guardia e mai lo farà anche in questo triste e malinconico momento.
Rubo solo poche righe per ringraziare in primis Filippo Galli per l’opportunità datami di raccontare il nostro Milan ed un grazie anche a tutti i lettori del blog “La Complessità del Calcio” per l’apprezzamento ai miei articoli sui post-partita della nostra squadra.
FORZA MILAN
TABELLINO
MILAN-CAGLIARI 1-2
Marcatori: 2’ Saelemaekers, 20’ Borrelli, 57’ Rodriguez
LE FORMAZIONI
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori (dal 61’ Tomori), Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Fofana (dal 69’ Leao), Jashari (dal 61’ Modric), Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (dal 61’ Fullkrug), Gimenez (dal 46’ Pulisic). A disp.: Pittarella, Torriani, De Winter, Estupiñan, Odogu, Vladimirov; Loftus-Cheek, Ricci, Sardo; Balentien. All.: Allegri.
CAGLIARI (1-3-5-2): Caprile; Zé Pedro (dal 63’ Dossena), Mina, Rodríguez (dal 62’ Palestra); Zappa, Adopo, Gaetano, Deiola (dal 74’ Sulemana), Obert; Esposito (dal 90+4’ Felici), Borrelli (dal 74’ Borrelli). A disp.: Ciocci, Sherri, Raterink; Grandu, Mazzitelli, Russo, Sulev; Albarracín, Belotti, Trepy. All.: Pisacane.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata.
Ammoniti: 2’ Zé Pedro, 56’ Pavlovic, 57’ Maignan, Sulemana 90’+6.
Recupero: 1’ 1T, 5’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










20 risposte
Ciao Stefano, fino all’ultimo ti sei dimostrato professionale e corretto, cosa che io ho difficoltà ad essere: ma ci proverò, per rispetto in primis verso Filippo e poi verso di te, che ti impegni ogni domenica nonostante le sofferenze (sportive) che ci dà il Milan.
Per commentare questa partita, e questa stagione, mi viene in mente le polemiche di qualche mese fa che erano sorte tra “giochisti” e “risultatisti”: noi, forti dei nostri 24 risultati positivi e consecutivi, snobbavamo quelli che esaltavano le squadre allenate dai vari Fabregas e Gasperini. E oggi? Chi aveva ragione?
Avrei da dire molte altre cose, ma preferisco finirla qui, perché non meritano la mia attenzione. Con te Stefano ci vedremo il 5 giugno a Siena. Con i commenti sulle partite ci rivedremo ad agosto, buone vacanze a tutti.
Grazie Lugi un caro saluto e Forza Milan
Complimenti Stefano per quest’ultima fatica! Dove essere una festa, è stato un funerale. Esordio a san Siro contro la Cremonese e vittoria dei grigiorossi (retrocessi), ultima a San Siro con il Cagliari (salvo) e sconfitta umiliante per 1-2. È il risultato delle più umilianti sconfitte della nostra gloriosa storia: Cavese, Rosenborg e, da ieri, Cagliari. Partita giocata malissimo, come se dovessero andare i sardi in. Champions.
Servono le idee. Lo dico da sempre. Non si può improvvisare. Tutto deve essere programmato, condiviso, studiato. Allegri ha perso la bussola dopo il derby. La sconfitta contro la Lazio ha determinato l’inizio della fine. Non possiamo continuare a prendere le riserve dell’immenso parco giocatori del Chelsea che ha trovato nel Milan un ottimo acquirente. Serve un allenatore con un’idea di gioco chiara, che ricordi a tutti che il Milan deve dominare su tutti i campi, a partire da San Siro, una volta un fortino, oggi un castello di sabbia. È il tempo delle decisioni, quelle importanti, delle programmazioni serie e non delle manovre di marketing che a noi tifosi interessano ben poco.
Forza Milan❤️🖤….oggi più forte di ieri
Complimenti Stefano, come ha detto l’amico senese dev’essere stato veramente difficile riuscire a fare la cronaca, al solito ben scritta, di una partita che ha certificato una stagione sorprendentemente fallimentare, vista la situazione delineatasi anche solo poche settimane fa. Io penso che purtroppo la pochezza tecnica, la proposta di gioco antica e superata evidenziata dal nostro tecnico è la causa principale di questa Caporetto calcistica. Probabilmente ci sono altre concause, dalla proprietà alla campagna acquisti operata da una dirigenza tanto autoreferenziale quanto inadeguata ma alla fine in campo ci vanno i giocatori ed il tecnico, e ciò che abbiamo visto in queste ultime settimane evidenzia un’inadeguatezza dell’offerta di calcio proposta da un allenatore che oramai non ha più nel calcio il baricentro dei suoi interessi. Acciuga mi dà l’idea di uno che mentalmente ha già staccato dagli anni sabbatici già presi in passato, di una mancanza di voglia di aggiornarsi e di adeguarsi all’evoluzione a cui anche il calcio, come tutte le discipline sportive e non, è soggetto. Quindi Stefano, mentre cerco inutilmente di darmi pace al pensiero che bastava un cavolo di punto (uno solo!!!!!) per centrare la CL, ti saluto e ti abbraccio.
Faccio difficoltà a rimanere lucido. Sicuramente Allegri ultimame avrà perso le redini della squadra, ma questi non sanno giocare. Passaggi sistematicamente arretrati di una trentina di centimetri, tempi di gioco sbagliati, visone di gioco inesistente, capacità di smarcamento nulla, velocità di esecuzione da serie C. Cosi anche le difese riescono a schierarsi con facilità e diventano insormontabili A quel punto ci sarebbe bisogno di qualcuno che saltasse l’ uomo per darti la superiorità numerica e oggi nel Milan un uomo cosi non esiste più.
Non trovo un solo giocatore degno di poter giocare nel Milan. Se il campionato iniziasse oggi, con i giocatori in questo stato si rischierebbe la retrocessione. Vedo dura anche una rifondazione immediata. Speriamo bene. Forza Milan. Sono d’accordo, la più brutta pagina della nostra storia insieme a Cavese e Goteborg.
Io faccio questo ragionamento che per me vale per il portiere e per esteso al resto della squadra.
maignan non esce più. E quando esce lo fa male.
In parte è legato all’età, mi sembra che i portieri più diventano saggi meno escono ma in parte credo sia legato all’allenamento quotidiano: se non ti prepari non sei pronto.
Questo Milan assomiglia tremendamente all’ultima Juve di Allegri. Zero gioco, giocatori regrediti.
Non credo possa essere un caso
Faccio difficoltà a rimanere lucido. Sicuramente Allegri ultimame avrà perso le redini della squadra, ma questi non sanno giocare. Passaggi sistematicamente arretrati di una trentina di centimetri, tempi di gioco sbagliati, visone di gioco inesistente, capacità di smarcamento nulla, velocità di esecuzione da serie C. Cosi le difese riescono a schierarsi con facilità e diventano insormontabili A quel punto ci sarebbe bisogno di qualcuno che saltasse l’ uomo per darti la superiorità numerica e oggi nel Milan un uomo cosi non esiste più.
Non trovo un solo giocatore degno di poter giocare nel Milan. Se il campionato iniziasse oggi, con i giocatori in questo stato si rischierebbe la retrocessione. Vedo dura anche una rifondazione immediata. Speriamo bene. Forza Milan. Sono d’accordo, la più brutta pagina della nostra storia insieme a Cavese e Goteborg.
Grazie Gianluca credo che la colpa di Allegri sia stata quella di rimanere troppo ancorato ad un sistema di gioco troppo rinunciatario generando nel gruppo con il passare del tempo una perdita di abitudine alla proposizione della fase offensiva
Con la Cavese giocammo meglio…
Dopo Como Milan Fabregas ci aveva avvisato:” in altre 9 occasioni, vinceremmo noi”.
Evidentemente aveva ragione.
Il Milan ha giocato bene pochissime partite di campionato, forse 5, per poter meritare qualcosa di più di questo quinto posto.
Un Milan senza idee in troppe occasioni: primi tempi scialbi, con interventi di Maignan a tenerci in gioco il più delle volte.
Secondi tempi sofferti, con partite a volte chiuse, anzi no, riapriamole per favore, perché dobbiamo tenere il tifoso sulla corda.
Pulisic, in particolare, ha permesso di nascondere la polvere di un gioco assente sotto il tappeto; poi, spentosi il talentuoso americano, sono cominciati i guai.
Guai che il buon Allegri non ha saputo gestire, sie per una rosa povera, soprattutto nel centrattacco, sia per mancanza di idee, cosa che lo contraddistinse anche nel primo ciclo rossonero.
La colpa maggiore di Allegri però, a mio avviso, non è il non essersi qualificati per la Champions (certo, senza coppe ed aver rinunciato a supercoppa e coppa Italia…), ma aver accettato una campagna acquisti fatta da altri, a parte Rabiot, giocatore di spessore, ma che evidentemente, non tiene una stagione intera (una partita a settimana!).
È chiaro che il giudizio su Allegri è influenzato per il quinto posto: se avessimo pareggiato, quale sarebbe stato il giudizio?.
Ma la sostanza del gioco non sarebbe cambiata.
Eppure, il problema più grosso non è nel tecnico.
Per me la colpa è Allegri.
Punto.
Tare ha fatto una campagna acquisti su cui si può fare qualche appunto solo per Nkuku.
Ma Allegri ha fatto giocare Modric fino allo sfinimento e altri giocatori fuori ruolo in modo pervicace
Giocatori senza determinazione, sempre secondi nei rimpalli, fermi come statue di sale.
meglio così: vale l’incipit del blog
NON SI VIVE CELEBRANDO
VITTORIE, MA SUPERANDO SCONFITTE
Certamente Stefano, l’incipit del blog è di attualità da attuare (mi scuso per il gioco di parole), ma non è soltanto Allegri ad avere colpe.
La Roma ha apportato dei correttivi seri mentre noi abbiamo preso un attaccante in saldo.
Bastava prendere un attaccante vero ad Agosto o a Gennaio e saremmo arrivati secondi.
Poi hai sicuramente ragione sul fatto che Allegri ha le sue colpe, ma la società è imbarazzante e già oggi lo sta dimostrando.
I 70 mila che offrono il sostegno incondizionato sono parte del problema. Stadio vuoto e poi vediamo se davvero tutto continua cosi’
condivido.
Il Covid è stata una grande fortuna per Pioli.
Verissimo.
Ma li’ il problema era la squadra, in blocco mentale. Qui e’ la societa’, in blocco cognitivo
Il mio primo pensiero non va al Milan umiliato, bensì a Stefano Salerno, meraviglioso e puntuale blogger della Complessità del Calcio che ci ha deliziato, con impeto, oggettività e limpidezza di narrazione degna dei migliori reporter sportivi, l’andamento dell’intera ed ondivaga stagione Rossonera. Quel bravo (o non) coach livornese, giocoforza sul filo del rasoio, come del resto ora lo è tutto il Milan, dovrebbe recitare un vecchio detto di un suo celebre conterraneo mai come adesso più di moda…
” l’è tutto da rifare!!”….e temo proprio che purtroppo sia così!
Un grande abbraccio carissimo Stefano e ti aspettiamo per leggere le tue news sulla prossima Europa League ….Diavolo permettendo!
Massimo 48 ❤️🖤
grazie caro Massimo la speranza e quella di dare in primis un racconto onesto e veritiero senza andare a trovare virtuosismi inutili.. Il mio obbiettivo rimsne quello di raccontare in maniera semplice quello che vedo e provo un abbraccio
Grazie Stefano per aver ben sintetizzato la ns. Delusione nel tuo ottimo articolo, come fatto per l’intera stagione. Alla vigilia sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata con il Cagliari ma in cuor nostro speravamo in un esito diverso, anche stringato. E ora ci aspetta un’ennesima rifondazione dove il realizzo delle plusvalenze sarà la preoccupazione principale della ns dirigenza. Credo che occorre un allenatore che detti la campagna acquisti e non la subisca come purtroppo ha fatto Allegri quest’anno. Ciò. Alla prossima stagione!
Grazie a te Alessio per i puntuali commenti
Addio partecipazione alla champions league … noi 7 e l’Inter solo 3. Marotta si è accorto dopo 2 anni che hanno più scudetti di noi, eppure le stelle sulle magliette lo rendono abbastanza evidente!
Mi mancano Maldini Massara, inopinatamente cacciati da Cardinale e Furlani.
Poi De Kaetelare seconda punta abbiamo scoperto chi è.
Invece Cardinale e Scaroni con le loro dichiarazioni ridicole hanno contribuito a minare da dentro una squadra che ha smesso di essere coesa, è partito il si salvi chi può, azioni personali con dribbling forzati, azzardati tocchi di fino o assist precipitosi tutti irraggiungibili sul fondo, senza schemi, triangoli e pressing alto di squadra, riuscito invece con l’ultimo derby vinto, prima della trasferta a Roma contro Sarri, da dove in poi i nostri avversari hanno dilagato sulle fasce.
Gli esperti fuoriclasse Rabiot e Modric sono entrati un po’ in apnea, mai sostituiti per manifesta inferiorità degli altri centrocampisti.
Alcuni giocatori psicologicamente e tecnicamente modesti non meritano la titolarità della maglia rossonera, anzi della terza maglia multi colorata, indossata 15 gg fa contro l’Atalanta!
Comunque se col Cagliari avessimo pareggiato non credo che Spalletti avrebbe sostituito Vlahovic con David, facilitando la rimonta sul 2-2 del Torino.
Dopo Verona, Villareal, Monaco, Istanbul abbiamo da oggi Cagliari e mi dispiace per il caro Stefano, per voi tutti… non ce lo meritiamo.
Per astra ad aspera.
E dopo averci torturato svendendo i nostri migliori giocatori per acquistare figure di secondo piano,
come vendere Kalulu invece di Calabria e comprarci uno come Royal Emerson, terzino molto simile a Estupinan, preso un anno dopo per sostituire Theo.
Avevamo Kessie, Tonali, Reijnders…
Con questi interpreti quale allenatore farebbe il bel gioco?
Un saluto