I 7 punti conquistati dagli azzurri in 4 partite di Nations League, con un crescendo di gioco, fiducia e autostima, appaiono ancor più sorprendenti se si considera lo sprofondo in cui era precipitata la nostra Nazionale negli ultimi anni, ma soprattutto rispetto al caos che ancora regna ai vertici del calcio italiano nonostante la svolta Malagò. Dalla sua elezione a presidente FIGC, non per sua colpa si sono succeduti pasticci e defezioni: il casting per il nuovo CT, il passaggio-lampo di Maldini e Leonardo, la nomina di Mancini dopo il voltafaccia del 2023, i conflitti di interessi di Buonfiglio jr (il padre è presidente CONI e fa la guerra a Malagò), l’ipotesi di commissariamento della Federazione per un cavillo burocratico, infine l’altro squarcio meteoritico di Diana Bianchedi che si dimette dopo pochi giorni dall’incarico di capo delegazione della Nazionale.
Un minestrone amaro di inguacchi degni di una fiction americana. Nel mezzo, appunto, una squadra di sbarbati e qualche vecchia figurina che intraprendono un cammino confortante, lottando contro fantasmi e vampiri. Benché personalmente Mancini non lo avrei mai richiamato per questioni etiche, bisogna riconoscergli di essere rimasto fuori da questa saga e soprattutto di essere riuscito a trasmettere tranquillità a un gruppo che sereno non lo era affatto.
Adesso, però, dopo 3 settimane di stop per la cannibalizzazione dei calendari, a pagare il conto saranno i club. Primo, con gli infortuni e le defezioni alla ripresa del campionato. Secondo, con una preparazione da ricominciare e ridisegnare quasi daccapo. Terzo, con una nuova compressione degli impegni che porterà per esempio il Milan a giocare – dall’11 ottobre al 30 gennaio – 25 partite. Due terzi di stagione in poco più di 3 mesi, con un’altra sosta tra l’8 e il 22 novembre. È proprio questo a preoccupare gli allenatori, per loro stessa ammissione, molto più dell’interminabile stop che ci lasciamo alle spalle lasciando spazio alle Nazionali.
Onestamente non so come i preparatori e i tecnici possano riprogrammare gli allenamenti in una situazione del genere, con assenti e presenti come in un hotel, con l’impossibilità di affinare moduli e tattiche giocando ogni 3 giorni, con cali di condizione e infortuni, affaticamenti, acciacchi piccoli o seri destinati a moltiplicarsi specie con l’arrivo della stagione più rigida (ormai parlare d’inverno è fuori luogo). La preparazione atletica e i ripassi tattici stanno subendo una vera e propria rivoluzione, schiacciati come sono i club dalla compressione dei calendari: campionato, coppe nazionali, coppe europee. Qualche piccolo vantaggio potrebbero averlo le squadre di seconda fascia, con meno calciatori impegnati nelle Nazionali e con una partita alla settimana.
Amorim ha detto che non farà un turnover massiccio nei prossimi 3 mesi, ma ruoterà qualche elemento in una formazione titolare definita, individuata. Concordo: il Milan ha assoluto bisogno di trovare un’identità, di plasmarsi intorno alla qualità che è circoscritta a 13-14 giocatori (uno di questi, Saelemaekers, destinato a una lunga assenza) alle prese con carenze numeriche in qualche ruolo nevralgico. Si scaldino dunque Camarda, Comotto, Diawara e lo stesso Tomori riapparso nei radar, lo stesso Gabbia, Jashari, Hutchinson: un paio alla volta, toccherà presto a loro.

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.











3 risposte
In Italia questo pianto continuo per le soste internazionali è il simbolo della nostra mediocrità attuale. Posto che nessun calendario può essere perfetto, ma prima di quest’anno c’era una anche una sosta a inizio settembre, un’altra a inizio ottobre e ancora un’altra a novembre. Ancora 10 anni fà c’era pure una sosta internazionale ad agosto, con partite amichevoli.
Ma poi, i giocatori italiani non giocano un mondiale dal 2014, l’anno scorso i club italiani non hanno superato gli ottavi di champions e nonostante questo in Italia non si fa altro che parlare di condizione fisica, stanchezza, preparazione, calendari intasati…
Intasati per chi ?? Ci sono club come PSG, Barça, Real i cui giocatori vanno sempre almeno in semifinale di : mondiali per nazionali, mondiali per club, champions league, coppe nazionali, e in più competono sempre per la vittoria nei rispettivi campionati. Il tutto senza piangere come facciomo noi in Italia. Poibil Milan in particolare che scuse può trovare ? Non gioca neanche la champions da anni…
Il mio non era un pianto ma un’analisi. Condivisa tra l’altro in molti Paesi e federazioni, non solo in Italia. Cosa c’entrino le mancate qualificazioni ai Mondiali e il Milan francamente non l’ho capito. Concludo che se non hai capito che l’ingolfamento dei calendari dà vantaggi solo economici, ma non certo tecnici né spettacolari, hai un problema
Non difendo affatto l’ingolfamento dei calendari. Semplicemente non capisco chi punta il dito contro le soste internazionali mentre il numero di partite internazionali non è mai aumentato, ma al contrario è pure diminuito (come l’ho scritto, prima c’era anche una sosta internazionale in pieno mese di agosto).
Gentile Serafini, sono proprio le competizioni per club che hanno intasato i calendari. Ma i club preferiscono puntare il dito contro le soste internazionali. Fa più comodo. Invece chi parla di riformare la serie A ? Il formato della coppa Italia ? La conference league serve davvero a qualcosa ?? L’europa League cosi lunga ?? Chi parla dell’inutilità del mondiale per club ??
Cosa c’entrano le mancate qualificazioni ai mondiali o il milan che non gioca la champions da anni ? Era una battuta appena ironica per spiegare che in Italia tutti si lamentano dei calendari intasati, quando in realtà, per i nostri giocatori italici non è poi cosi intasato il calendario, visto che non giocano o non vanno lontano nelle grandi competizioni.
Ed è la realtà dei fatti : giocatori di Barça, Bayern, Real, PSG hanno un minuttaggio mostruoso se paragonato ai calciatori di serie A, di Milan o della nostra nazionale.