La Spagna ha vinto il Mondiale. Da anni offre un calcio che qualcuno, me compreso, porta ad esempio. Oggi molti, non tutti, celebrano la Spagna. Spesso quando si parla di Spagna si pensa al Real Madrid e al Barcellona. In verità le realtà che andrebbero osservate e studiate sono molteplici. In una serie di articoli scritti da Vincenzo D’Aniello proviamo a vedere quale sia l’approccio metodologico di alcuni Club che, pur con le loro diversità, possono considerarsi un riferimento per la Federazione spagnola (RFEF). Il terzo appuntamento è con la Real Sociedad. (Filippo Galli)
Nel calcio europeo esistono società che investono nel settore giovanile e società che costruiscono il proprio futuro partendo dal settore giovanile. La Real Sociedad appartiene a questa seconda categoria. A San Sebastián la cantera non rappresenta un’alternativa al mercato né una soluzione nei momenti di difficoltà economica. È il punto di partenza dell’intero progetto sportivo. Roberto Olabe lo ha spiegato con una frase che racconta meglio di qualsiasi slogan l’identità del club: «La Real Sociedad non punta sulla cantera. Nel nostro modello di identità la cantera è la base della piramide. Non è qualcosa di occasionale, è qualcosa di strutturale». È da questa convinzione che nasce il modello di Zubieta. (rfef.es)
Negli ultimi anni la Real Sociedad è diventata una delle realtà più stabili del calcio europeo senza rinunciare alla propria identità. Mikel Oyarzabal, Martín Zubimendi, Ander Barrenetxea e Jon Pacheco sono soltanto alcuni dei calciatori cresciuti nel vivaio e arrivati fino alla prima squadra. Non si tratta di una generazione irripetibile, ma del risultato di un’organizzazione che considera la formazione un processo continuo. Lo stesso Olabe, intervenendo ai corsi della Federazione spagnola, ha spiegato che «il successo di qualsiasi progetto nasce dall’equilibrio tra modello di gestione e modello di sviluppo, tenendo conto dell’identità del club». È un concetto semplice ma decisivo: prima si costruisce un sistema, poi arrivano i risultati. (rfef.es)
Il luogo in cui questa filosofia prende forma è Zubieta. Più che un centro sportivo, è un ecosistema nel quale tutte le squadre parlano la stessa lingua calcistica. Dalle categorie di base fino al Sanse, ogni allenatore aggiunge un tassello al percorso del ragazzo senza interrompere il lavoro svolto da chi lo ha preceduto. La progressione tecnica e tattica non viene affidata all’intuizione del singolo allenatore, ma segue una linea condivisa che permette al giovane di crescere all’interno dello stesso contesto per molti anni. È questa continuità, più ancora delle strutture, a rappresentare il vero patrimonio della Real Sociedad. (rfef.es)
Anche il modo di allenare riflette questa idea. Le immagini delle sedute diffuse dal club mostrano un calcio costruito quasi esclusivamente attraverso situazioni di gioco. Possessi posizionali, partite a tema, esercitazioni in spazi ridotti e continui cambi di superiorità numerica non vengono utilizzati per automatizzare movimenti prefissati, ma per mettere il giocatore davanti a problemi da risolvere. Ogni proposta obbliga a osservare, riconoscere gli spazi, orientare il corpo, scegliere rapidamente e soltanto dopo eseguire il gesto tecnico. La tecnica non viene separata dal gioco, perché il club ritiene che la qualità di un calciatore dipenda soprattutto dalla sua capacità di prendere decisioni corrette nel minor tempo possibile. Questo approccio emerge con chiarezza anche nei contenuti tecnici e nei video condivisi periodicamente dalla Real Sociedad, dove il pallone è sempre il centro dell’apprendimento e l’allenatore assume il ruolo di guida più che di semplice istruttore. (fundazioa.realsociedad.eus)
La stessa attenzione viene riservata agli allenatori. Attraverso il programma RS Coach Training, la Real Sociedad organizza incontri periodici con esperti di metodologia, leadership, innovazione e scienze dello sport. Roberto Olabe e il responsabile di Zubieta, Luki Iriarte, partecipano direttamente a questi percorsi perché il club considera la formazione continua dei tecnici una condizione indispensabile per migliorare quella dei giocatori. L’idea è chiara: un vivaio cresce soltanto se continuano a crescere anche le persone che lo guidano. (fundazioa.realsociedad.eus)
Forse, però, l’aspetto che distingue maggiormente la Real Sociedad riguarda ciò che accade lontano dal campo. La Fondazione del club segue il percorso scolastico e universitario dei ragazzi attraverso un’équipe educativa che lavora quotidianamente con famiglie e istituti scolastici. Secondo i dati diffusi dalla società, oltre il novanta per cento dei giovani della cantera in età universitaria frequenta anche un percorso accademico. Luki Iriarte ha ribadito più volte che il successo del settore giovanile non coincide con la vittoria di un campionato giovanile, ma con la capacità di accompagnare ogni ragazzo nel proprio percorso di crescita. In una recente intervista ha affermato con decisione che «non cerchiamo il successo immediato», spiegando che, se l’obiettivo fosse vincere a tutti i costi nelle categorie di base, il club costruirebbe squadre diverse. La priorità, invece, resta il miglioramento del giocatore e della persona. (Mundo Deportivo)
I risultati confermano la solidità di questa visione. La Real Sociedad viene regolarmente indicata tra i club europei che utilizzano con maggiore continuità calciatori cresciuti nel proprio vivaio e El País ha individuato proprio nella centralità di Zubieta uno dei motivi della crescita del club negli ultimi anni. Non è una scelta romantica, ma una strategia che permette di mantenere competitività e identità allo stesso tempo. (rfef.es)
Se Villarreal ha costruito il proprio successo attraverso l’organizzazione dei processi e Lezama ha fatto dell’identità territoriale la propria forza, la Real Sociedad dimostra che la continuità può trasformarsi in un vantaggio competitivo. È questa la lezione che arriva da Zubieta e che contribuisce a spiegare perché il modello spagnolo continui, stagione dopo stagione, a produrre calciatori pronti per il calcio d’élite.

BIO: Vincenzo D’Aniello è nato ad Aversa (CE) il 25-5-1985 . È in possesso della licenza di allenatore UEFA/B e ha allenato in diverse categorie e in diverse scuole calcio della provincia di Caserta e Napoli.










