Piange Livorno, piange tutto il calcio italiano che ti ha conosciuto come giocatore ma ancora prima come uomo, piange quel calcio bello pulito e sincero che spesso invochiamo quasi in maniera disperata. Te ne sei andato troppo presto, lasciando una città e un popolo senza fiato, il popolo amaranto da oggi non sarà più lo stesso. Quello stesso popolo che nel lontano 1971, salutò per sempre un’altra enorme figura del calcio italiano e labronico, Armando Picchi. Tu sei stato per carisma, per impatto emotivo il suo naturale erede, hai lottato fino alla fine come quando combattevi contro le difese avversarie spesso beffate dalla tua tecnica e scaltrezza. Proprio come quel giorno del 2002 a Treviso quando hai regalato il sogno della serie A ad una città impaziente, festeggiando poi appeso ad una rete di recinzione davanti ad un pezzo di cuore di Livorno. La stessa cosa hai cercato di farla adesso, arrampicandoti ferocemente sopra quella maledetta malattia che in poco tempo ti ha colpito alle spalle vigliaccamente.
Ma questo avversario non si dribblava, questo maledetto portiere non si poteva battere. Tu lo sapevi, eppure hai camminato a testa alta fino all’ultimo, in quello struggente giro di campo alla prima di campionato, davanti a settemila cuori amaranto che battevano straziati, per te, solo per te, gli stessi cuori che gonfi di emozione salutarono il tuo passaggio con la torcia olimpica per le strade della tua Livorno e la tua ultima immagine pubblica, quando hai accompagnato tua figlia Noemi all’altare.
Tu Igor sapevi che quella palla non sarebbe entrata stavolta, eppure sei uscito dal campo della vita con fierezza, con quel sorriso romagnolo aperto, franco, sincero come la tua Rimini, città dove eri nato, città di artisti come Federico Fellini. Di te resteranno le 257 reti in carriera, gli inizi alla Virescit poi Messina, il titolo di capocannoniere di serie A, ai tempi felici del Bari, quando inventasti il trenino dell’esultanza insieme ai tuoi compagni, le maglie prestigiose di Napoli e Lazio, Reggiana e poi l’epopea amaranto, a Livorno, primo amore che hai portato dalla C alla A a suon di prodezze e di altri titoli di capocannoniere.
Di te resteranno i gol di rapina, con quel destro affilato, quella scelta di tempo unica. Resterà di te il ricordo di una città del calcio di provincia che hai riscattato da anni di sottoscala calcistico.
Soprattutto resterai tu, uomo per bene, onesto in un mondo che onesto spesso non è.
Resterai tu, Igor, lo Zar, per sempre nella leggenda.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .











7 risposte
Bravo Stefano….tributo doveroso e ben fatto di un uomo perbene, con dei valori personali superiori alla media oltreché grande e prolifico bomber, carismatico, trascinatore, che si è fatto benvolere ovunque sia andato, capace di regalare caterve di gol a qualsiasi squadra in cui abbia giocato. Una grande e prematura perdita per il mondo dello sport.
Grazie claudio grande perdita
Stupendo, Stefano! Anche dalle nostre parti il suo ricordo è stato indelebile. Capocannoniere col Bari nel 1995/1996. Uomo unico grande campione. Non aggiungi altro
Grazie claudio grande perdita .
grazie Vincenzo
Hai toccato le corde dell’anima con questo articolo dedicato alla memoria del grande ed indimenticabile Igor Protti!
Tutta Livorno e tutti i tifosi veri ed amanti del calcio puro te ne sono riconoscenti di vero cuore
Stefano!
R.i.P. Igor!🙏
Massimo 48
grazie Massimo gentilissimo