È senza dubbio la realtà più bella del nostro calcio, una favola infinita che piano piano, pur con qualche sacca di resistenza, ha coinvolto tutti gli amanti di questo gioco sia in Italia che, adesso, in Europa. Sì, perché il Como 1907 è riuscito a stupire portando una ventata fresca e positiva in un campionato, quello italiano, che purtroppo ha perso il suo antico appeal. Uno stadio (il Sinigallia recentemente ristrutturato) incastonato in una delle cornici tra le più idilliache del nostro paese, adagiato sulle rive del Lago di Como, con colline verdeggianti che si ergono imponenti proprio a ridosso dell’acqua, regalando una visione dal sapore onirico. Uno scenario divenuto elemento centrale dell’identità del club sotto l’oculata e lungimirante e facoltosa proprietà indonesiana. Un’identità forte, che la famiglia Hartono con il presidente Suwarso, hanno voluto dare alla società di Calcio Como 1907, plasmandola sapientemente sotto ogni aspetto, fino a farla diventare cosa unica e imprescindibile. Programmazione, società forte, tecnico all’avanguardia, pubblico fidelizzato, location clamorosa, gli ingredienti che hanno costruito un connubio che ha portato, con il tempo, un sogno diventare splendida realtà.
Dall’ acquisizione del club Lariano nel 2019 quando, dopo il fallimento del club, militava in serie D in soli 7 anni la società è riuscita a scalare la piramide del calcio italiano, fino ad arrivare alla conquista dell’ accesso alla Champions League lo scorso campionato. Se la società ha avuto un ruolo fondamentale con le sue intuizioni e investimenti, altrettanto bisogna dirlo di coloro che di questo progetto hanno avuto il merito di metterlo in pratica: Osian Roberts, colui che dopo 21 anni ha riportato il Como in serie A, attualmente figura chiave al vertice di tutta l’area tecnica e metodologica del club, depositario della “Mission” di creare quella che possiamo tranquillamente chiamare la “Cultura Como”. Progetto ambizioso che consiste nella formazione e pianificazione dello sviluppo degli allenatori e dei giovani talenti del club, cercando di uniformare lo stile di gioco dalle giovanili fino alla prima squadra. Infine l’allenatore, Cesc Fabregas, che proprio di Roberts nell’estate 2024 ha preso il posto dopo esserne stato il vice . Ex grande centrocampista uscito dalla cantera del Barcellona, con un passato glorioso nell’Arsenal e nel Chelsea in Inghilterra, cardine di uno dei centrocampi più talentuosi di tutta la storia del calcio mondiale, quello della Spagna.
La filosofia tattica di Cesc Fàbregas come allenatore è un’ affascinante mix tra il gioco di posizione (ispirato a Guardiola) e una progressione verticale e diretta (ispirata ad Arsène Wenger). Un ponte immaginario tra coloro che di Cesc sono stati rispettivamente ispiratore e maestro. Invece di costringere i giocatori all’interno di schemi rigidi e meccanici, Fàbregas ha privilegiato l’autonomia individuale dei suoi ragazzi, allenando la squadra a saper leggere la partita. Un 1-4-2-3-1, capace di trasformarsi camaleonticamente a seconda delle varie fasi di gioco all’interno del match.
In fase di impostazione, fondamentale il ruolo del portiere Butez, il cui inizio della costruzione dal basso non è un semplice giro palla difensivo ma una vera e propria “trappola tattica” per far saltare il primo pressing avversario, che lo stesso Fabregas non vuole bypassare assolutamente solo con lanci lunghi, bensì attirandolo a sé per poi neutralizzarlo. La squadra crea come un blocco dinamico, una sorta di 2+2 con i centrali difensivi Ramon e Chalobah e i due mediani, un terzino (quasi sempre il sinistro Alex Valle o Kaiki) che si alza per dare ampiezza, mentre il terzino destro Yan Couto accentra la sua posizione per fungere da supporto alla manovra.
Ed è proprio fluidità l’aggettivo che Fabregas vuole dai suoi ragazzi, con i due mediani bassi, Perrone e Da Cunha a impostare, ed una trequarti piena di inventiva e talento nei suoi tre interpreti: il talentuoso Baturina (a sinistra ), l’estroso Nico Paz ( più centrale), l’imprevedibile giovane Diao a destra che agiscono tra le linee legando centrocampo e attacco, con il compito di creare superiorità numerica con la loro velocità verticale e rifinendo con imbeccate illuminanti per il centravanti Douvakis, in grandissima ascesa in questo avvio di stagione o il nuovo arrivato Kean .
Il mercato estivo della squadra lariana è stato di altissimo profilo, tanti nomi importanti di caratura internazionale ma anche giocatori italiani giovani di sicuro avvenire. E’ obbligatorio partire dal riscatto a titolo definitivo dal Real Madrid della stella Nico Paz, talento cristallino, Trevoh Chalobah roccioso difensore centrale proveniente dal Chelsea, Yan Couto dal Borussia Dortmund, Kaiki dal Cruzeiro, fino ad arrivare agli italiani, Ricci dal Milan, Liberali dal Catanzaro (scuola Milan), il bomber Moise Kean dalla Fiorentina, il colpo last minute che ha arricchito una rosa di primissimo ordine.
Per analizzare l’inizio di stagione del Como, bisogna considerare il quadro storico che la squadra sta attualmente vivendo: la società lariana non solo sta affrontando la Serie A, ma si sta misurando anche con lo storico debutto in UEFA Champions League iniziato con la squillante vittoria allo Stadio Sinigallia per 4-1 contro il Lipsia.
Il bilancio complessivo delle prime 5 giornate di campionato parla di 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta, posizionando il Como con 10 punti complessivi a ridosso delle prime; un cammino spedito, interrotto dalla sorprendente sconfitta contro il Frosinone, nell’ultimo turno del campionato prima della sosta per le nazionali.
Un futuro eccitante ancora tutto da scrivere, che merita di essere vissuto dai propri tifosi con grande orgoglio ed entusiasmo, le battute di arresto fanno parte di un processo di crescita e devono servire come insegnamento. La sensazione è che quanto sapientemente seminato dalla Società Como 1907 possa germogliare ulteriormente, regalando al proprio pubblico ulteriore gioie e soddisfazioni.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .











2 risposte
Articolo puntuale, come sempre, carissimo Stefano! Il Como è attualmente il bel salotto del calcio italiano. È una società che potrà togliersi tante soddisfazioni e che può contare su risorse inestimabili. Certo, i passaggi a vuoto ci saranno, com’è giusto che sia, ma l’idea guardioliana-wengeriana di Fabregas è foriera di grandi risultati.
Concordo con la recensione dell’amico Vincenzo grande Stefano! Gran bella squadra questo Como. Il suo percorso mi ricorda molto, ma ovviamente solo in parte, quello del Chievo Verona la cui dirigenza ne sanzionó purtroppo la scomparsa dal calcio che conta.
Invece su quel favoloso ramo del Lago di Como sembra proprio che vogliano fare sul serio e dunque forza Lariani!!
Un caro abbraccio!
Massimo 48 ❤️🖤