Il nuovo corso del Cagliari Calcio ha le sue radici nella stagione 2025/26, aperta con la scelta coraggiosa di affidare la panchina, da parte del presidente Giulini, al giovane Fabio Pisacane, promosso dalla Primavera. Un’annata bizzarra quella passata, ma ricca di segnali positivi: nonostante una salvezza certificata solo alla 32ª giornata con la vittoria di misura sulla Cremonese firmata da Sebastiano Esposito, i sardi hanno espresso sprazzi di grande calcio, togliendosi la soddisfazione di battere o fermare corazzate come Atalanta, Roma, Juventus e Milan.
Il marchio di fabbrica imposto da Pisacane si è basato su un atteggiamento aggressivo e diretto, posizionando il Cagliari al 6° posto in Serie A per azioni di pressing. Ottima anche la riaggressione immediata. La decisione della società di rinnovare il contratto del tecnico fino al 2028 ha confermato la volontà di proseguire nel progetto incentrato sulla valorizzazione dei giovani.
Sul piano tattico, Pisacane ha dimostrato grande flessibilità. Dopo aver lavorato sul 1-4-4-2 della passata stagione, l’allenatore ha alternato un 1-4-3-2-1 (albero di Natale) e un 1-4-2-3-1 per valorizzare gli innesti estivi.
L’ipotesi di formazione titolare, confermata nelle prime giornate di questo torneo si fonda su un’ossatura ben definita: in porta è rimasto Elia Caprile (25 anni, 191 cm), dominante tra i pali e primo vero “playmaker” della squadra nelle uscite dal basso e nei lanci diretti, parliamo ormai di uno dei migliori interpreti del ruolo nella nostra Serie A. In difesa: la linea a quattro è composta dai centrali Alessandro Deiola, capitano e mediano arretrato nella posizione di regista difensivo, e il ventunenne uruguagio Juan Rodríguez, affiancati sui lati dai terzini Zé Pedro a destra e Adam Obert a sinistra (con il nuovo innesto Giuseppe Aurelio pronto a ruotare in attesa del rientro dell’infortunato Riyad Idrissi). La scelta di arretrare Deiola in difesa ha portato alla momentanea, e assai coraggiosa, rinuncia al colombiano Yerry Mina 194 cm di fisicità ed esperienza, perno della difesa della passata stagione.
In mediana spicca l’esperienza internazionale dell’inglese Harry Winks come regista, già visto in Italia con la maglia della Sampdoria, supportato dalla muscolarità di Michel Adopo e dal dinamismo del giovane Alessandro Romano, proveniente dallo Spezia. La qualità fra le linee è garantita da Jacopo Fazzini e Daniel Maldini. In avanti, il principale punto di riferimento offensivo è stato lo spagnolo Kevin Carlos, in prestito dal Nice, tuttavia nelle prime giornate Pisacane ha puntato in modo deciso sul giovane senegalese Paul Mendy lanciato dal vivaio e già autore di due reti.
L’estate 2026 ha visto tuttavia un profondo restyling della rosa. Sul fronte uscite si registrano addii di peso come quello di Gianluca Gaetano (ceduto all’Atalanta per circa 15 milioni complessivi), la complessa vicenda di Sebastiano Esposito (riscattato dall’Inter e poi girato al Sassuolo), oltre alle partenze di Zito Luvumbo, Gabriele Zappa e Matteo Prati. In entrata, la dirigenza ha piazzato colpi ad alto tasso qualitativo come Fazzini, Maldini, Winks e Kevin Carlos. Nelle battute finali il mercato si è arricchito con l’arrivo di due profili esperti come Mbala Nzola, centravanti già noto alla Serie A, e Yukihari Sugawara, esterno destro nipponico con esperienze al Werder Bremen e al Southampton.
Tra tutti i nuovi innesti della sessione estiva, il profilo più affascinante è senza dubbio quello di Alessandro Romano. Prelevato dalla Roma per una cifra tra i 5 e i 6,5 milioni di euro e blindato con un lungo contratto fino al 2032, il centrocampista classe 2006 (svizzero ma prossimo alla maglia Azzurra) rappresenta un investimento strategico di primissimo livello. Romano è un regista mobile di grande tecnica e visione di gioco, in grado di agire sia in un centrocampo a tre che in una mediana a due. Il suo valore è stato confermato dall’inserimento nella prestigiosa lista dei 100 migliori giovani talenti d’interesse per la Nazionale azzurra gestita da Lega Serie A e FIGC insieme ai compagni rossoblù Kofler, difensore altoatesino prelevato dal Sud Tirol, e Idrissi. Pisacane gli ha concesso subito grande fiducia, inserendolo nell’undici titolare fin dalle prime giornate di campionato e venendo ripagato anche con la prima marcatura personale in maglia rossoblù.
Le prime battute della Serie A 2026/27 hanno confermato la bontà del lavoro svolto ad Assemini. Il Cagliari ha registrato una partenza record, impreziosita dalla clamorosa impresa esterna a Bergamo contro l’Atalanta (vittoria per 2-1 firmata dai gol di Mendy e Maldini).
Alla luce della solidità difensiva ritrovata, dell’organizzazione tattica nell’aggredire gli avversari e della freschezza dei suoi giovani talenti (Romano, Maldini, Mendy e Fazzini su tutti), il Cagliari ha tutte le carte in regola per vivere una stagione lontano dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Il team di Pisacane può realisticamente puntare a una salvezza tranquilla, con concrete possibilità di insediarsi nella parte centrale della classifica tra il 9° e il 12° posto.
Punti di forza
- Organizzazione e aggressività difensiva: La squadra mostra una linea difensiva molto compatta e ben organizzata sulla propria trequarti. Il primo pressing è particolarmente efficace nell’indirizzare la giocata avversaria, abbinato a un’altissima intensità nella riaggressione immediata sul portatore di palla. La linea dei sardi è stata tra le più basse della passata stagione, con il suo 41.47 defensive distance del reparto.
- Impatto fisico e duelli aerei: L’elevata stazza media nei settori chiave, ad esempio Mina in difesa e all’attacco con Nzola, permette alla squadra di essere molto dominante nei duelli individuali e nel gioco aereo.
- Palle inattive e solido gioco diretto: La squadra sa sfruttare al meglio i calci piazzati a favore ed è molto efficace nel risalire il campo attraverso giocate dirette sulla prima punta fisica, che lavora da boa per far salire i compagni
Punti di debolezza
- Irruenza e gestione dei cartellini: L’atteggiamento difensivo fortemente aggressivo porta a commettere un elevato numero di falli. Questo si traduce in molti cartellini gialli subiti già nella prima frazione di gioco, costringendo diversi interpreti a giocare sotto pressione.
- Difficoltà nel creare superiorità nell’1vs1: La rosa presenta pochi giocatori con spiccate qualità nel dribbling e nel superamento diretto dell’avversario, limitando la capacità di creare superiorità numerica tramite spunti individuali. Partiti Palestra e Luvumbo il Cagliari, alla lunga, potrebbe pagare l’assenza di un certo tipo di calciatori.
- Mancato utilizzo dell’ampiezza e presenza in area: Privilegiando la densità nella zona centrale del campo, la manovra fa un uso ridotto delle corsie esterne. Inoltre, il dispendioso lavoro di raccordo richiesto alla punta centrale per far salire la squadra la porta spesso a essere poco presente al momento della finalizzazione all’interno dell’area avversaria.

BIO: Stefano Terranova, nato a Policoro (MT) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare.










