“Papà, quando siamo arrivati??? ”
Mi capita di sentire questa frase durante la gran parte dei viaggi con i miei figli, dalla media distanza in su. La riflessione spontanea che mi arriva riguarda l’inconsistenza della percezione che i bimbi di sei anni possano avere rispetto all’idea di tempo. Sì perché fin da piccoli non sappiamo controllare il tempo e a seconda del grado di coinvolgimento nell’attività in corso, esso può trascorrere più o meno lentamente.
L’aspettativa di arrivare in fretta o di gestire l’ansia e la paura di perdere è centrale nelle persone, specie in età giovanile. Ecco perché l’unico approccio sostenibile, a qualsiasi età, è quello che privilegia il qui e ora nella sua dimensione più essenziale e allineata con il ciclo delle stagioni.
In altre occasioni in questo blog ho parlato di fuso orario personale, quello che caratterizza l’unicità di ciascuno di noi. E anche adesso vorrei mettere nella priorità la pazienza del contadino che aspetta la stagione del raccolto proteggendolo nei mesi estivi da fattori esterni quali caldo estremo e parassiti, affinché le fatiche primaverili e invernali, quelle dei mesi della semina, non siano state vane.
A volta la smania di voler arrivare in fretta, non ci fa rispettare il processo e allora skippiamo convinti che si tratti soltanto di ricerca del livello successivo. In realtà è solo un farsi pressione da soli, non si apprezza l’avanzamento al punto da minimizzarne l’apprendimento.
Il saggista statunitense Timothy Gallwey, nel suo manuale sull’ Inner Game nel gioco del tennis (ma evidentemente le considerazioni valgono in qualsiasi sfida,sportiva e non, della vita) evidenzia che è nella zona comune fra divertimento e apprendimento che un atleta trova la sua dimensione al punto da apprezzare la fatica, legandosi ad essa con ogni sua fibra. E apprezzare lo sforzo significa anche riuscire ad hackerare il tempo, alterandone la percezione durante una performance.
Mai sentito parlare di stato di flow?
Nelle prossime puntate svilupperemo questa particolare metodologia, ne descriveremo le principali caratteristiche e vedremo anche quanto possa fare la differenza nella performance.
Rimane, di fondo, l’importanza di vivere l’oggi e l’adesso, accettandolo in ogni caratteristica che ci avvicina a domani.

Bio: Francesco Borrelli
Francesco è un Mental Coach certificato Acsi – CONI. Oltre alla Laurea in legge presso l’Università degli Studi di Genova, si è formato in PNL attraverso corsi e Master conseguiti nell’ambito di aziende private di cui ha fatto parte. Negli anni ha coltivato la sua passione per lo sport scrivendo per testate giornalistiche liguri, oltre a svolgere il proprio lavoro di consulente d’azienda in ambito bancario. L’attività di Mental Coach lo porta da diverse stagioni ad accompagnare sportivi impegnati a preparare Olimpiadi e Mondiali, oltre a calciatori di tutte le età, agevolandone i rispettivi percorsi e seguendone tutta la trafila giovanile fino all’approdo in prima squadra. Il suo sogno è continuare ad aiutare i giovani calciatori, anche rossoneri, dal suo ufficio a Milanello, di fianco alla “palestra delle leggende”.
fraborrelli40@gmail.com
IG. fraborre24_
facebook.com/healthybrainnutrition
0039 328 6212598










