Aspetterò sorridendo i commenti dalle 23 di domenica e poi quelli da lunedì 9 marzo, assumendomi in pieno la responsabilità del titolo. Sento che questo Milan-Inter sarà il più bello degli ultimi derby, il più libero di testa, il più platonico ed ecco perché mentalmente il più anarchico. Platonico? D’accordo, un derby non lo è mai, tanto più a Milano che è l’unica città dove le due squadre si sono giocate nella storia scudetti e coppe dei campioni, qualche volta anche la Coppa Italia… A Roma e Genova ci sono in ballo sempre e solo i piazzamenti, a Torino nemmeno quelli.
Proprio rispetto a questi traguardi sarà un derby platonico: anche se vincessero i rossoneri lo scudetto in questa stagione resterà affare nerazzurro, perché -7 o -10 da una squadra che ha vinto 22 partite su 27 resterà un margine incolmabile. Non c’è in ballo nessuna supremazia cittadina, a parte quella statistica.
Il Milan è in corsa per un posto in Champions, ma anche qui – scusate – i punti di vantaggio sulla quinta sono 9. Mentalmente, Milan e Inter domenica sera saranno concentrate solo sul battersi a duello per scrivere un’altra pagina di questa storia epica, ma non ne cambierà il corso in nessun modo. Non mi aspetto un Allegri spregiudicato. Questa storia del tridente (Pulisic a destra, Fullkrug in mezzo e Leao a sinistra), per dire, è un ottimo spunto per una conversazione da bar, ma non è sostenibile a inizio partita da una squadra che nelle stagioni dal 2023 al 2025 ha subìto un centinaio di gol… Max l’ha riplasmata immediatamente con un modulo schermato da 3 centrocampisti, un esterno da ripiego (Bartesaghi) e un atteggiamento attendista e speculatore. Impossibile che parta allo sbaraglio contro la squadra che più di tutte sa sfruttare spazi, contropiede, rapidità di gioco. Rapidità, sostantivo assai diverso da velocità: è la frequenza con cui ti passi il pallone, non con cui ti muovi. Il limite del Milan in molte delle sue ripartenze: una squadra corta e compatta quando difende, sfilacciata e disordinata quando riparte.
Non ha aiutato – fin qui – la condizione precaria degli attaccanti. Leao (ancora bisogna capire il suo valore da centravanti) e Pulisic sono convalescenti da dicembre, mese in cui è scomparso Gimenez. Nkunku si accende e si spegne come una luminaria di Natale. Füllkrug è arrivato bene, pronti via si è fratturato un dito del piede che lo costringe ad allenarsi male e giocare poco, riuscendo comunque a dare il suo contributo.
Ben altra cosa rispetto a Lautaro, Esposito, Bonny e dello stesso Thuram che non è nella sua epoca più brillante. La difesa di Chivu è certamente migliore nelle letture e nei posizionamenti, rispetto a quella di Allegri. Individualmente si fanno preferire Acerbi, Akanji, Bastoni e lo stesso Bisseck rispetto a Tomori, Gabbia e De Winter, nonostante gli evidenti progressi di quest’ultimo e la grande presenza di Pavlovic.
La chiave, come sempre, è il centrocampo. Rodato, solido e affidabile quello interista indipendentemente dagli interpreti. Per qualità e caratteristiche, Rabiot e Modric sono superiori a tutti gli altri – compagni e avversari -, ma è necessario che Fofana sia quello entrato in campo intorno al 35′ del primo tempo a Cremona, perché sino a quel momento dal fischio d’inizio ne aveva combinate più di Bertoldo. Il Milan vince anche nel confronto individuale tra portieri. Dopo di che, si possono mischiare le carte e iniziare a giocare. Confido in un derby sereno, senza sceneggiate, senza risse, senza simulazioni. Senza veleni. Confido in una bella partita, la più bella tra le due in questi ultimi anni: lo meriterebbe il pubblico pagante, allo stadio e in tv: è una bella occasione per il nostro calcio, anche in Eurovisione.

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.










3 risposte
Purtroppo hai centrato il cuore del problema: anche vincendo non scalfiremmo le ambizioni di scudetto dei cugini.
Però intanto vinciamolo poi….
Non so se sarà il più bello, ma non credo possa essere più brutto del “derbycidio”, pur cadendo anche questo nel mese di Marzo…
Condivido tutto Luca ma vorrei permettermi l’azzardo di fare per una volta il bastian contrario.
Se il Milan vincesse avrebbe poi da recuperare 7 punti in 10 gare.
Rapidamente mi appare un flashback risalente allo scudetto del ’99 il ns Centenario dove il team di Zaccheroni riuscì a riprrndere alla Lazio Ben 9 punti nelle ultime 8 gare…e sognare non costa nulla e allora amo ipotizzare dove i nerazzurri potrebbero perdere punti: 3 trasferte molto toste quelle di Como, Firenze e Roma contro la Lazio. Va da sé che il ns Diavolo dovrebbe semplicemente far filotto!…ma forse ho ingerito troppa camomilla…e l’eccesso di sonno fa allungare questo mio personale poetico sogno!
Buona serata!
Massimo 48 ❤️🖤