L’EROE DEI TRE MARI: IL CALCIO CI DICE CHI SIAMO

Torna L’eroe dei due mari, il pluripremiato romanzo d’esordio di Giuliano Pavone, insieme al sequel Il terzo mare

Il 9 ottobre è la data di uscita – per Laurana Editore – di L’eroe dei tre mari, il nuovo libro di Giuliano Pavone. Si tratta della riedizione del fortunato L’eroe dei due mari, pubblicato originariamente nel 2010 da Marsilio, con l’aggiunta di un romanzo inedito, Il terzo mare, ambientato nel 2026, che costituisce un nuovo capitolo della stessa storia.

Utilizzando il registro della commedia amara, e alternando ironia e lirismo, Pavone propone uno spaccato dei nostri tempi, servendosi del calcio come illuminante chiave di lettura. Le due storie, che pure hanno un respiro universale, riguardano in modo specifico Taranto, città dalla storia peculiare, da anni impegnata in un difficile percorso per risollevarsi da una crisi sanitaria, ambientale ed economica.

L’eroe dei due mari – da cui è stato tratto anche un graphic novel – accompagnò e in una certa misura anticipò i fermenti del “caso Ilva”, che sarebbe scoppiato nel 2012 con il sequestro giudiziario dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico. La narrazione si sviluppa intorno a un fatto clamoroso: Luís Cristaldi, uno dei calciatori più forti del mondo, in seguito a una miracolosa guarigione, lascia l’Inter per giocare gratis nel Taranto.

L’opera ha vinto il Premio Selezione Bancarella Sport e il Premio USSI Puglia per il racconto sportivo, e ha ricevuto una segnalazione particolare al Concorso Letterario CONI.

In una recensione del 2012, Alessandro Leogrande si espresse così su L’eroe dei due mari: “Il bello dei sogni calcistici è che hanno uno stretto legame con l’epica e la fantascienza, e che di per sé sono un genere letterario. Al cuore di molte opere narrative contemporanee che ruotano intorno al mondo del calcio (argomento apparentemente ‘basso’, in grado però di rilevare i meccanismi di tutto ciò che è apparentemente molto più ‘alto’) c’è questa constatazione. E il bel romanzo di Giuliano Pavone lo rivela appieno”.

Con Il terzo mare, Pavone torna a Taranto dopo quasi vent’anni, descrivendola, tra realtà e fiction, in equilibrio tra le scorie di un passato che non vuole passare (proprio in questi giorni tiene banco il possibile spegnimento dell’ultimo altoforno della grande fabbrica) e le incognite di un futuro ancora tutto da scrivere. A tenere tutti col fiato sospeso, oltre alle manovre speculative di chi vuole mettere le mani sulla città, è la partita che potrebbe portare per la prima volta il Taranto in Serie A.

La postfazione di Pippo Russo, sociologo e acuto osservatore del nostro sport nazionale, offre ulteriori spunti di riflessione sulla “saga” di Pavone, che, tra l’altro, parla anche delle trasformazioni che hanno investito il calcio.  

Scrive Russo: “La vicenda di pallone è dunque il centro della narrazione in questo sequel, così come lo è nel primo romanzo pubblicato quasi vent’anni fa. Ma poi c’è tutto l’intorno, fatto di cerchi concentrici: ciascuno dei quali racconta uno strato di storia e di realtà che appartengono a una città complessa, segnata nel dopoguerra da un meccanismo di surdeterminazione che ne ha fatto la summa delle principali contraddizioni nazionali, per poi approdare al Ventunesimo secolo scoprendosi assetata d’immaginario”.

BIO: Giuliano Pavone (Taranto, 1970) è autore di oltre venti libri. Tra i suoi titoli di narrativa, oltre a L’eroe dei due mari, 13 sotto il lenzuolo (Marsilio, 2012), Gli scorpioni (Laurana, 2022), Per diventare Eduardo (Laurana, 2024) e Limbo – La vita che torna da me (Laurana, 2025). Il suo ultimo lavoro dedicato al calcio è L’urlo di Tardelli – Il gol del Mundial (Garrincha, 2025). Del “caso Ilva” si è occupato tra l’altro nel saggio Venditori di fumo. Quello che gli italiani devono sapere sull’Ilva e su Taranto (Barney, 2014).

Una risposta

  1. Taranto viene ricordata troppo spesso per l’Ilva e per la raffineria Agip che attraverso un oleodotto di 150 chilometri che attraversa la val d’Agri scendendo da Viggiano.
    E tutto questo colpisce la salute dei cittadini.
    Però voglio ricordare Taranto come una città che in termini di bellezza e storia offre molto.

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