LA RIVOLUZIONE UMANA DI NAVARRO: PERCHÈ L’INVESTIMENTO COGNITIVO CREA L’ATLETA DEL FUTURO

L’esperienza di Sergio Navarro alla guida di Milan Futuro offre una lezione illuminante sul valore della persona nel calcio giovanile. Le sue scelte — portare scacchi, carte e Forza 4 a Milanello per limitare lo smartphone, consigliare libri illuminanti come Il gioco interiore del tennis di Tim Gallwey, fino alle esperienze di volontariato con i cani abbandonati o accanto a persone con paralisi cerebrale — non sono stravaganze eccentriche. Piuttosto hanno a che fare con la testimonianza diretta di come l’empatia, l’ascolto e la sensibilità umana debbano precedere qualsiasi nozione tattica o dato fornito dai GPS o da “macchine sparapalloni”.

In una metodologia che conta oltre 100 colloqui individuali in due mesi e in cui in allenamento non si fischiano i falli per insegnare ai ragazzi ad auto-arbitrarsi, si riflette una profonda scelta pedagogica. Lasciare che siano i calciatori a decidere la strategia di gara o la gestione delle regole di spogliatoio significa fare un investimento sistematico sulle loro facoltà cognitive, emotive e decisionali. Sollecitare il pensiero critico, la lettura e il gioco analogico garantisce nel medio e lungo periodo un rendimento straordinariamente superiore e una capacità di lettura delle situazioni che nessun automatismo ripetuto a memoria potrà mai sostituire. E tanto meno un algoritmo. 

Nel percorso di mental coaching, questo approccio rispecchia appieno la centralità della focalizzazione sul processo prima che sul risultato. Quando si crea un ambiente basato sulla fiducia incondizionata, sull’azzeramento dell’ego da parte dello staff e sulla sicurezza emotiva — dove la rinascita di un talento passa prima dal capire cosa lo renda felice nella vita e poi dal calcio —, l’atleta si libera dall’ansia del giudizio. Il potenziale e l’intelligenza emozionale di ogni ragazzo possono così emergere in modo naturale, rendendolo protagonista autonomo del proprio percorso.

La testimonianza di Navarro ci ricorda che un giovane calciatore è prima di tutto una persona che affronta complessità, pressioni e fragilità. Investire sul suo intelletto, sulla sua maturità interiore e sul senso di comunità attraverso piccoli gesti quotidiani — come l’obbligo di esultare tutti insieme a ogni gol — rimane l’unica reale garanzia per costruire non solo atleti evoluti, ma uomini capaci di guidare sé stessi dentro e fuori dal campo.

Bio: Francesco Borrelli

 Francesco è un Mental Coach certificato Acsi – CONI. Oltre alla Laurea in legge presso l’Università degli Studi di Genova, si è formato in PNL attraverso corsi e Master conseguiti nell’ambito di aziende private di cui ha fatto parte. Negli anni ha coltivato la sua passione per lo sport scrivendo per testate giornalistiche liguri, oltre a svolgere il proprio lavoro di consulente d’azienda in ambito bancario. L’attività di Mental Coach lo porta da diverse stagioni ad accompagnare sportivi impegnati a preparare Olimpiadi e Mondiali, oltre a calciatori di tutte le età, agevolandone i rispettivi percorsi e seguendone tutta la trafila giovanile fino all’approdo in prima squadra. Il suo sogno è continuare ad aiutare i giovani calciatori, anche rossoneri, dal suo ufficio a Milanello, di fianco alla “palestra delle leggende”.

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2 risposte

  1. Interessantissimo! Grazie davvero.

    Leggendo, non ho potuto fare a meno di pensare che quanto scritto per i giovani calciatori valga anche per i giovani in generale.

    Ho provato a immaginare i risultati di una scuola a tempo pieno in cui, accanto alle materie fondamentali per capire e sapersi districare nel mondo una volta adulti — penso più a imparare i fondamenti dell’economia e a scrivere modelli di AI che a tradurre Tacito o Senofonte, come ho fatto io al liceo — ci fosse spazio anche per un percorso di questo tipo, dalla scuola dell’obbligo fino alla laurea.

    Mi sono immaginato una società composta da adulti, davvero adulti e consapevoli, capaci di vivere più pienamente, con prospettive quindi molto più interessanti e con conseguenti enormi benefici per la collettività. E con meno futili devastazioni a Milano, per esempio.

  2. Mi incuriosisce moltissimo questo approccio filosofico. Lo ritengo molto simile a quello che penso io. Credo che Navarro possa davvero rappresentare una novità brillante nel panorama calcistico italiano. Bravo davvero!

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