MILAN: PER LA DIFESA L’UNICA SOLUZIONE SAREBBE KIM. SAREBBE…

Forse con la “rosa corta” si è un po’ esagerato in ottimismo: vero, senza coppe il Milan (salvo qualche rara eccezione come quella di questi giorni) gioca una partita la settimana, ma infortuni e cali di condizione sono sempre dietro l’angolo. Probabilmente Allegri in estate si aspettava prospetti un po’ più consistenti, invece – al di là dei 13/14 titolari – ha a disposizione profili appena interessanti: prendete De Winter, per esempio. Come Thiaw nell’anno dello scudetto: può subentrare e far bene in una squadra organizzata e di spessore, altrimenti rischia di perdersi al pari degli altri. Vale per Athekame e Odogu, se vogliamo persino per Ricci e Jashari che sono certamente più strutturati, ma la maglia pesa di più se non hai l’aiuto dei compagni.

I rossoneri sono andati a Cagliari senza Gabbia – dall’inizio – e Pavlovic, con Fofana e Leao recuperati da poco e Pulisic in panchina, al pari di Fullkrug, con Nkunku out e Gimenez lungodegente. In precedenza sono mancati per un po’ lo stesso Leao e Rabiot (ecco perché continuo a pensare che Allegri stia trasformando l’acqua in vino). Dopo quella del centravanti, è nata da tempo l’emergenza difesa.

Il primo tassello è stato il tedesco ex Dortmund: 33 anni il prossimo 9 febbraio, è approdato tardi ad alti livelli. Dopo una carriera spesa tra Werder Brema (5 stagioni), Norimberga (3) e Hannover (2), è stato un anno al Borussia prima di emigrare in Inghilterra. Ha vinto una classifica cannonieri in Bundesliga, conta 24 presenze e 14 gol in Nazionale, ma la parentesi al West Ham è stata deleteria: in poco meno di un anno e mezzo solo 26 partite e 3 gol. Sferzante, un fan club degli hammers – alla notizia della sua cessione al Milan – ha postato: “Addio pigro ciccione, occupatore inutile di spazi. Grazie di niente”. Vista la sua prima mezz’oretta scarsa a Cagliari, Fullkrug non sembra affatto sovrappeso e anzi ha tenuto più palloni e fatto più sponde di Nkunku e Gimenez da inizio stagione… Servono lupi di mare motivati come lui.

Ecco perché, in difesa, il Milan di una volta non avrebbe avuto dubbi nell’andare a cercare e convincere prima il Bayern poi Kim. Non si può rimpolpare il pacchetto arretrato con un altro prospetto, un’altra ipotesi: serve un abate Faria che sbuchi dal nulla, dia un contributo consistente da subito e alla fine lasci un’eredità importante, alla Kjaer per intenderci. Forse non ricordate che il sudcoreano, 29 anni, fu inserito tra i 30 candidati al Pallone d’oro nel 2023 (arrivo 22°), ha giocato 75 partite con la sua Nazionale, ha piedi molto educati (utilissimi non solo per l’impostazione dal basso), è alto 1.90 e infatti ha segnato una decina di gol in carriera, facendo leva sulla tecnica e sul colpo di testa. Fisicità, tecnica, esperienza, affidabilità. Ci sarebbe da aggiungere la solfa del modulo: “Non adatto alla difesa a 3”. Panzane. Il caro Ginko Monti, indimenticabile medico del Milan per decenni, ripeteva sempre: “Chi sa, sa”. E Kim sa. 

Controindicazioni – siamo alle solite -: costo del cartellino (25 milioni), ingaggio (9 milioni). Bisognerebbe trattare, trovare una soluzione con il club bavarese e con il giocatore che al Milan verrebbe di corsa. Perse Supercoppa e Coppa Italia, senza Champions, gli introiti sono scesi. Bene, ma se le ambizioni sportive combaciano (combaciassero…) con quelle finanziarie, l’operazione andrebbe chiusa senz’altro. Kim garantirebbe altre 3-4 stagioni ad altissimo livello e contribuirebbe alla crescita dei suoi compagni di reparto. Sarebbe ammortizzato e garantirebbe continuità di rendimento e risultati. 

In questo momento non sei in corsa per il 4° posto, ma per lo scudetto. A un punto dalla prima sul traguardo del girone di andata, dovresti fare uno sforzo, un sacrificio, un investimento su un atleta di livello e integro. Dovresti dare ad Allegri, alla rosa, un altro rinforzo di qualità per aumentare le chances, consolidare opportunità del tutto impensabili a inizio stagione.

Purtroppo, le strategie di questa proprietà le conosciamo. E da una dirigenza (a parte Tare) assente allo stadio di Cagliari il 2 gennaio, forse ancora alle prese con lo smaltimento di brindisi e panettoni, non è lecito aspettarsi una svolta. Peccato, perché non solo Galliani, ma anche Maldini, Massara e Gazidis, questo colpo lo avrebbero fatto, essendo Kim l’unico che varrebbe la pena di prendere. Kim è uno da Milan, ma purtroppo non da questo Milan.

  

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di  Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.

4 risposte

  1. Come al solito un commento prezioso ed esauriente da un Giornalista con la G maiuscola, Rossonero vero.
    Grande Luca Serafini.

    1. Ineccepibile il tuo pensiero grande Luca! Sì hai ben detto sul nostro Max, sta trasformando l’acqua in vino ed ora starebbe solo alla dirigenza l’onere di arruolare tra le fila di una squadra in pole position per lo Scudetto un prospetto difensivo come hai ben evidenziato di alta caratura, oscurando, se tanto si tiene per i nostri colori, l’aspetto meramente economico. Siamo il Milan o no??
      Buona giornata!

      Massimo 48

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