MILAN – ATALANTA 3-2: VITTORIA CON I BRIVIDI

Difficile dimenticare il finale di stagione dello scorso anno, allorquando il Milan, in riserva di ossigeno e di idee, affrontava un’Atalanta senza molto da chiedere al campionato, se non una qualificazione alla Conference League. Scrivevo che la testa dei giocatori rossoneri, all’epoca, era «nebulosa, frastornata» dalla paura di perdere quanto, in un anno, era stato faticosamente costruito. I bergamaschi misero sotto il Milan per più di ottanta minuti, fino al gol di Pavlović e al rigore di Nkunku, che alleggerirono l’amara pillola di una sconfitta pesante.

La squadra scesa in campo stasera contro la Dea partiva da alcune certezze, ma anche da qualche problema da risolvere nelle letture difensive, come sottolineato da Amorim nel post-partita di Salisburgo: «Non sono d’accordo. Penso che in altre partite abbiamo giocato meglio, da squadra. Stasera abbiamo giocato bene, ma in alcune situazioni, se loro fossero stati più precisi, ci avrebbero fatto gol. Abbiamo perso qualche pallone davanti alla nostra area, abbiamo avuto qualche problema in costruzione. C’è da lavorare, insomma».

Senza una conferenza stampa e con un solo allenamento a disposizione per preparare la sfida agli orobici, queste parole diventano il paradigma attraverso cui interpretare la prova dei rossoneri.

Entrambe le compagini si sono rituffate in campionato dopo i rispettivi successi europei. L’Atalanta rinuncia a pedine importanti come Scalvini, l’ex Kessié e Raspadori. Il tecnico portoghese, che deve fare a meno di Gabbia e Saelemaekers, indisponibili ancora a lungo, ahinoi, ne cambia sette rispetto a Salisburgo. Tra i pali conferma l’inamovibile Maignan. Gila riprende il suo posto in difesa con De Winter e Pavlović. A centrocampo tornano Modrić e Musah. Chukwueze e Moreira sono le scelte sulle fasce, occupate da Hutchinson e Cissè in Austria. Rabiot, confermatissimo al pari di Maignan, supporta Gonçalo Ramos assieme a Pulisic. Il Diavolo cerca contro la Dea una vittoria che manca da ben sei partite. L’ultimo successo a San Siro risale al 26 febbraio 2023.

Nonostante la pioggia dell’ora di pranzo, il terreno è in ottime condizioni e il Milan sembra pimpante e deciso a disputare un’ottima gara. Al 10’ l’asse di sinistra sembra funzionare ancora una volta bene, come a Salisburgo: Chukwueze serve Rabiot, che tira, ma la conclusione termina fuori. Al 12’ Pulisic segna, ma il gol viene annullato dal VAR. Le situazioni a cui alludeva Amorim trovano riscontro nell’occasione ospite del 19’. Uscita sbagliata della retroguardia meneghina, Krstović ne approfitta, supera Maignan ma calcia sull’esterno della rete. Il VAR torna protagonista al 24’, questa volta a favore dei padroni di casa. Il tiro di Musah viene deviato col braccio da Obrić in area. Chiffi viene chiamato alla review e indica il dischetto: Gonçalo Ramos realizza. È la seconda marcatura in questo campionato per il costosissimo attaccante, la prima dagli undici metri. I rossoneri giocano una partita ad altissima intensità e pressano con facilità la trequarti avversaria. Al 43’ Moreira sguscia via sulla fascia e offre un assist a Rabiot che, con un tiro preciso sul primo palo, batte Carnesecchi. San Siro applaude i propri beniamini, propositivi, dinamici e padroni del campo, come vuole il loro allenatore.

Ad inizio ripresa le due squadre scendono con gli stessi effettivi della prima frazione. Al 53’ Amorim toglie Chukwueze e inserisce Hutchinson. L’undici rossonero, galvanizzato dai primi quarantacinque minuti, riprende ad attaccare e al 57’ ottiene un altro calcio di rigore: Kristensen devia con il braccio il tiro di un Rabiot travolgente. Dopo il consulto VAR, Chiffi assegna il secondo penalty della serata. Questa volta però Ramos si fa neutralizzare da Carnesecchi. Ma il terzo gol è nell’aria. Sul successivo calcio d’angolo Rabiot spizza di testa e Gila insacca da due passi per il 3-0. Il Milan è dominante e sembra nella serata giusta per dilagare.

Invece, su una lettura errata della difesa, l’Atalanta ne approfitta. Il neoentrato Zalewski imbecca Gaetano, che con il sinistro mette alle spalle di Maignan. A questo punto la partita sembra improvvisamente riaprirsi e gli ospiti colgono il momento di difficoltà dei rossoneri, che si abbassano troppo. Il tecnico portoghese toglie Pulisic, Musah e Modrić per Jashari, Estupiñan e Loftus-Cheek. La Dea insiste e accorcia ancora: Krstović questa volta è più preciso e, su cross di Bellanova, colpisce la palla spedendola nell’angolino. Siamo all’81’ e l’andamento della gara è identico a quello del 10 maggio, ma a parti invertite e con maggior tempo a disposizione per i nerazzurri, che potrebbero mettere a segno la clamorosa rimonta. All’83’ entra Tomori al posto di Gila per serrare i ranghi. Maignan si deve superare su Zappacosta per salvare il risultato.

Il finale è convulso.

Estupiñan rischia di offrire un assist involontario a Scamacca. Il Milan però resiste e ha due occasioni, con Hutchinson e con Ramos, per chiuderla definitivamente. Sul tiro del portoghese arriva il triplice fischio di Chiffi. Finisce 3-2 per gli uomini di Amorim, che dopo più di tre anni battono l’Atalanta.

Vittoria importante e sostanzialmente meritata per i rossoneri, che salgono a 15 punti in classifica e riscattano il brutto pareggio di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Bene per un’ora, poi la fatica per il turno di coppa e la disattenzione hanno riaperto un match virtualmente chiuso. Migliore in campo, senza ombra di dubbio, Rabiot, autore di una notevole prestazione, condita da un gol e da un assist. Positiva anche la prova di Ramos, che ha trovato la rete su rigore e avrebbe potuto firmare la sua prima doppietta in Italia: gli amanti del fantacalcio avranno imprecato. Ad eccezione dell’onesta prova di Hutchinson, male i cambi e il titolare De Winter, che ha colpe su entrambe le reti bergamasche.

Profetiche le parole di Amorim a Salisburgo. Il nostro Milan deve ancora crescere, soprattutto in attenzione e sulla tenuta fisico-tattica dei 90’. Questa volta gli avversari sono stati più precisi e hanno segnato due gol. Siamo stati bravi a portare a casa la posta in palio, ma l’ultimo quarto d’ora in apnea dovrà far riflettere. Per dirla con le parole del tecnico, c’è ancora da lavorare.

IL TABELLINO

MILAN-ATALANTA 3-2

Marcatori: 24’ Ramos, 43’ Rabiot, 57’ Gila, 66’ Gaetano, 81’ Krstović.

LE FORMAZIONI:

MILAN (1-3-4-2-1): Maignan; Gila (dall’85’ Tomori), De Winter, Pavlović, Moreira; Musah (dal 75’ Estupiñan), Modrić (dal 75’ Loftus-Cheek), Rabiot; Chukwueze (dal 53’ Hutchinson), Ramos, Pulisic (dal 75’ Jashari).

ATALANTA (1-4-2-3-1): Carnesecchi; Bellanova, Kristensen, Kolašinac (dal 20’ Obrić), Bernasconi (dal 75’ Zappacosta); Pašalić (dal 59’ Gaetano), Éderson; De Ketelaere, Samardžić (dal 75’ Scamacca), Rowe (dal 59’ Zalewski); Krstović.

BIO: VINCENZO PASTORE

Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.

Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.

Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”

Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.

3 risposte

  1. Bella cronaca la tua Vincenzo .. peccato aver “sporcato” la nostra prestazione con un finale altamente preoccupante. Siamo ancora nel pieno dei lavori in corso e purtroppo siamo ricaduti in cali di tensione che iniziano ad essere allarmanti . Alla fine è andata bene ma se per caso prendevamo il terzo gol si sarebbe aperta una voragine polemica. Purtroppo la nostra prerogativa è di avere scritto in fronte quando andiamo in difficoltà e dopo il 3-1 si avvertiva l’inizio dei problemi. Occorrerà lavorare anche sull’aspetto mentale

    1. Grazie carissimo Stefano, gentilissimo! Mi dispiaceva già aver preso gol. Poi, l’aver rischiato di essere rimontati mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca. Un conto è commentare un 3-0, un altro un 3-2 che lascia tante domande e questioni irrisolte. Io mi fido delle parole di Amorim, un po’ meno del lavoro fattivo (le idee ci sono). C’è molto da lavorare e da migliorare. Importanti i tre punti, ma bisogna dare continuità.

      Forza Milan

      Vincenzo ♥️🖤

  2. Buongiorno Vincenzo, la partita di domenica, certifica ancora una volta che il Milan non è una grande squadra, per mentalità, oltre che per valori.
    I 65 minuti giocati bene, avrebbero dovuto essere ampiamente sufficienti per avere ragione di un’Atalanta che non è più quella di Gasperini: invece, con 25 minuti da serie B, siamo riusciti a soffrire anche questa volta.
    Queste partite dovrebbero concludersi nel completo relax, invece in questa occasione si è rischiato di finire in un incubo, cosa peraltro già successa abbondantemente nel recente passato.
    Rabiot ha parlato molto bene questa volta (non sempre ha parlato in maniera sensata), mandando un chiaro messaggio ai compagni, al mister ed alla società.
    Se vogliono capire bene altrimenti galleggeremo ancora per tanti anni nella mediocrità come seconda squadra di Milano.

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