CAMARDA, COMOTTO E LA LINEA VERDE

La doppietta di Camarda a Glasgow nella prima amichevole stagionale del Milan e la buonissima esperienza maturata da Comotto a La Spezia, oltre al fatto che in Scozia nel primo tempo è stato tra i pochi a non naufragare, hanno creato appetiti sfiziosi tra i tifosi del Milan e forse anche in Amorim. Anche perché nella ripresa l’allenatore ha aperto le porte a tutti i giovani aggregati alla prima squadra per la trasferta e sappiamo che su alcuni sono riposte più che speranze.

Cresciuti insieme e legati da una forte amicizia, Camarda e Comotto rappresentano un futuro presente suggestivo e concreto. I loro 18 anni, la freschezza, la gavetta, il patrimonio tecnico rappresentano infatti fondamenta solide su cui costruire una carriera importante. A tutti i luoghi comuni che accompagnano questa età, che rappresentano in vero una specie di codice di maturazione quando si parla di atleti, va aggiunta la variabile di essere al Milan. 

Sappiamo bene quante e quali difficoltà un ragazzo che gioca a pallone già a buon livello, incontri non solo sul campo, ma anche nell’ambiente che lo circonda: la famiglia, gli amici, i procuratori…I primi ripongono sovente aspettative esagerate sul conto del pargolo, gli ultimi vivono con l’acquolina in bocca, contandosi sulle mani gli agenti vecchio stampo che pensano solo a dare opportunità e scelte oculate ai loro imberbi assistiti.

Camarda e Comotto sembrano avere alle spalle un’impalcatura solida, mi riferisco soprattutto ai parenti e agli amici, con radici calcistiche lontane. Il che aiuta non poco.  La variabile è rappresentata dal Milan. Siamo in Italia, abbiamo il culto pagano del risultato, poca fiducia nei giovanotti perché i vecchi bucanieri danno più garanzie, più sicurezza. All’estero sono più spregiudicati o, semplicemente, coraggiosi. In un grande club perdersi è più facile che affermarsi: le pressioni sono moltiplicate, esasperate.

Gli errori vengono ricordati più a lungo delle gesta eclatanti, a volte rinfacciati. Servono spalle larghe, maturità, umiltà e perseveranza. Il caso Liberali è significativo. Il ragazzo un anno fa voleva la Primavera o il Milan Futuro, non la prima squadra, dove sapeva benissimo che non sarebbe mai stato impiegato, finendo così per non giocare in nessuna delle 3 squadre. Finì al Catanzaro in prestito, adesso è al Como più o meno per le stesse ragioni.

Perché oltre alle spalle larghe e al resto dell’elenco, c’è un’ultima componente assolutamente indispensabile ai ragazzi che mettono la punta del piede sulla ribalta del palcoscenico: la continuità. Devono poter giocare. Infine, l’aiuto più importante che non è tanto quello dell’allenatore, ma dei compagni di squadra più navigati: se giocano bene e il gruppo gira, l’inserimento degli sbarbati è più semplice. E questo vale per tutta la colonia verde che Amorim si sta portando appresso in questa estate bollente.

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di  Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.

2 risposte

  1. Analisi giusta e dettagliata Luca!
    Le variabili dipendenti ed indipendenti volte a maturare l’esplosione verso il successo di uno sbarbatello giovanotto sono molteplici e spesso, come hai ben scritto, influenzate da ambiente, parentado e compagnie. Tuttavia parlando dei ns. colori vantiamo una marea di adolescenti che si sono dimostrati campioni tra I 16 ed i 18 anni. Due nomi su tutti tra passato e recente: Gianni Rivera e Gigio Donnarumma. Furono coraggiosi i loro trainers Nereo Rocco e Sinisa Mijailovich oppure la loro classe indiscussa? La risposta in questi casi è semplice ed ora il medesimo quiz è rivolto al duo Camarda Comotto dove di volontà e classe già se ne è intravista gran buona parte e dunque non resterebbe che dire….se son rose fioriranno!!
    Buona giornata!

    Massimo 48

  2. La mia sensazione, con Liberali, è di avere perso un talento vero. Lo ricordo nelle amichevoli estive con la prima squadra: il ragazzo dava del tu alla biglia con una velocità di pensiero come pochi altri. Che peccato!

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