MERITO, DEMERITO E MAZZETTE  

Michele Criscitiello patron di Sport Italia, famoso canale tematico televisivo interamente dedicato allo sport, in un’accesa discussione con il procuratore Beppe Galli ha pronunciato, tra molte altre polemiche, anche le seguenti parole: “Siete i primi (…voi procuratori…)  che date le mazzette ai direttori sportivi per prendere i giocatori…”.

Detto da un presidente di una squadra neopromossa in serie C, che ben conosce dall’interno il sistema calcio, queste parole avrebbero dovuto scatenare un’ enorme bomba mediatica. In un paese normale almeno le procure federali se non i tribunali civili e penali sarebbero dovuti intervenire immediatamente chiamando i due protagonisti a rispondere delle affermazioni espresse davanti alle telecamere.

Ed invece, come capitato già per il famoso servizio delle “Iene” di Italia Uno con Salvatore Bagni beccato in diretta a prendere una mazzetta per passarla ad un direttore sportivo di una squadra di serie C per far ingaggiare un giocatore che non nemmeno esisteva, nessuno si è mosso.

Purtroppo fino a quando tutti gireranno lo sguardo dall’altra parte facendo finta di credere che i problemi del calcio italiano siano: “i ragazzi non giocano più per strada”,  “non ci sono più gli oratori di una volta,  “i ragazzi non sanno più soffrire”, il nostro calcio non tornerà a livelli accettabili.

Hanno molto colpito anche le parole di Fàbregas, allenatore del Como, con le quali sostiene di sentirsi obbligato a cercare fuori dall’Italia i giovani talenti perché i suoi osservatori, qui da noi,  non ne trovano. Non sarà forse perché il meccanismo di pagare i direttori sportivi, come sostiene il buon Criscitiello, comincia molto presto e quindi non salgono i più bravi ma quelli con le famiglie disposte ad “Investire”?

Portiamo, per conoscenza diretta, la storia di un giovane giocatore davvero forte. Acquistato da un’ importante società professionistica dopo molti goal tra Eccellenza e serie D.  Girato in prestito in serie C per farlo giocare. Nella prima parte di stagione gioca solo una manciata di minuti. Poi finalmente in una partita, pur subentrando dalla panchina, segna uno splendido goal-vittoria mettendo in mostra una abilità tecnica ed una velocità di esecuzione davvero fuori dal comune. Grandi pacche sulla spalle, sorrisi, abbracci e complimenti con titoli sui giornali locali. Nelle successive sette partite il ragazzo non entra nemmeno un minuto. Demoralizzatissimo chiede inutilmente spiegazioni. Interviene il padre con il procuratore per cercare di capire ma la risposta è spiazzante: “Il ragazzo deve avere pazienza, tu ci hai messo dei bei soldi, ma c’è chi ne ha messi di più…”

Proviamo ad immaginare se Fabregas avesse mandato uno dei suoi scout a vedere qualche partita di questa squadra in serie C, chi avrebbe potuto vedere? La risposta è ovvia.

Nel frattempo la Spagna vince Europei e Mondiali. La Francia incanta il mondo con i suoi campioni. La Norvegia con quasi meno abitanti dei nostri tesserati alla FIGC ed i campi completamente gelati, per lunga parte dell’anno, ci rifila sette goal in due partite. Perfino la piccola Bosnia ci prende a pallonate ma continuiamo a girare la testa dall’altra parte.

Da qualche mese il timone della federazione è passato nelle mani di Giovanni Malagò. Per lungo tempo presidente del Coni e membro del Comitato Olimpico Internazionale. Non si può certo dire il “nuovo che avanza”.

Prima scelta del nuovo presidente appena insediato, è stato il direttore  tecnico Paolo Maldini. Grandissimo campione, uomo serio e super competente. Ma purtroppo siamo in Italia e il tengo famiglia vale per tutti. Anche Paolo tiene la sua. A parte il figlio Daniel, giocatore di serie A dotato di ottima tecnica individuale, ne ha un altro Cristian che guarda caso di mestiere fa il procuratore.

La scelta del Direttore Tecnico, dopo il clamoroso e non inaspettato no di Guardiola, sembra cadere, in questi giorni, su Andrea Pirlo. Campione del Mondo 2006 dotato di un talento fuori dal comune anche se poi come allenatore ha raccolto meno di ciò che ci si potesse aspettare. Ma anche lui detentore di famiglia: il figlio Nicolò di mestiere procuratore.

Ovviamente nessuno mette in dubbio la professionalità di queste persone e siamo tutti convinti che uomini di questa levatura, con uno straordinario passato da campioni, non possano che agire per il bene, senza compromessi, del Calcio.

Azzardiamo però che  forse ci sarebbe voluto maggior coraggio per dare un taglio netto e ricominciare davvero da capo con persone meno vicino a logiche e ad interessi che hanno portato a questo disastro.

Ma questo è solo un pensiero personale e siamo pronti a cambiare opinione a fronte di risultati positivi che speriamo di tutto cuore, per la stima che abbiamo soprattutto in Paolo Maldini, arrivino il più rapidamente possibile.

Vittorio Zucconi scrisse: “Duro ammetterlo ma se non si riconosce il demerito non si potrà mai valorizzare il merito”. Ecco, forse, noi avremmo iniziato da qui.

BIO: Alberto Salina

Vive ad Ornavasso in provincia di  Verbania.

Sposato con Laura. Hanno quattro figli: Matteo, Andrea, Gabriele e Marta. Laureato in Scienze Geologiche, lavora nel settore della produzione di materie prime minerarie.

Appassionato di storia e libri gialli ha pubblicato la serie:  Le indagini del Maresciallo Gatti divise in sette capitoli. Nell’ottobre del 2013 il suo primo romanzo: I Moschettieri del Duce, nel novembre 2014: Adelaide, nel mese di novembre 2015: L. SS Adolf Hitler, nel settembre del 2016: Il Partigiano Mondo, nel dicembre del 2017: Il Genova, nel dicembre del 2019: Gesù Bambino e nel novembre del 2022: Il Mulino.  

8 risposte

  1. Complimenti che bell’articolo ma io mi chiedo,in tutta questo schifo di melma di corruzione come fa un ds a decidere chi gioca?
    Non esistono in Italia allenatori in grado di far giocare chi merita senza subire ordini dall’alto?
    Oppure anche loro hanno la loro fettina di contributo?
    Io penso che se un allenatore decide di testa sua nessuna ds corrotto riesce a farla franca.
    Quindi il nostro è un problema di allenatori prima di tutto.
    Ditemi dove sbaglio.
    Grazie e complimenti ancora questo è giornalismo come si deve

  2. Buon giorno Paolo
    Grazie per il tuo commento e per i complimenti.
    Ma direi che ci sono due tipi di allenatori: quelli che resistono alle pressioni e quelli che non resistono. Fare di ogni erba un fascio è sempre sbagliato anche tra i direttori sportivi e i procuratori ci sono galantuomini come in tutte le questioni della vita. Ciò che fa la differenza è il sistema nel senso che se un allenatore non si piega al volere del direttore chi salta è sempre l’allenatore (o nella stragrande maggioranza dei casi) è chiaro quindi che per il mister non è facile… Claudio Gentile (che non è certo un carattere che si piega facilmente) quando era allenatore dell Under 21 è stato fatto fuori… le sue interviste ascoltate oggi fanno venire i brividi sono di quasi vent’anni fa … è esattamente il meccanismo che poi è dilagato e che ha affossato il nostro calcio…
    Buon pomeriggio e grazie ancora
    Alberto

  3. Buongiorno Alberto, condivido sia l’articolo che la successiva risposta data al signor Paolo.
    Effettivamente il taglio si chiamava Baldini, con tutto il rispetto per Pirlo.
    D’altronde la Spagna ha vinto il mondiale.
    Poi, sicuramente, il problema non è l’allenatore, ma semmai ciò che è stato esposto nell’articolo; il caso Bagni è emblematico e nulla è successo.
    Come fanno a venir fuori i più bravi?.
    Ma non parlo soltanto dei giocatori…

  4. Buon pomeriggio Gian Paolo
    la sua è la domanda.. ma finché non saremo in grado di rispondere temo che ci aspetteranno ancora tempi duri per il nostro calcio.
    Forse la strada è creare una coscienza comune… che prenda atto di questa deriva legata al denaro e torni a preferire il merito … ma temo non sia semplice… troppe persone vivono sul calcio e le risorse non sono infinite…

    Cordiali saluti
    Alberto

  5. Bellissimo articolo Alberto, concordo in pieno, Chapeau!
    Hai analizzato e sintetizzato con esempi chiari e semplici l’andazzo del nostro calcio in Italia. La sua genesi trova radici negli ultimi anni dello scorso secolo con la rivoluzionaria sentenza Bossman una sorta di muro di Berlino abbattuto che ha letteralmente sconquassato il mondo del calcio facendolo meritocratamente ammalare mentre in parallelo come in una pazza giornata a Wall Street tutto Il business del football schizzava verso l’alto per via della creazione dei Deus ex machina alias Signori Procuratori! Il sacrario del calcio del nuovo millennio è già stato purtroppo costruito ed i futuri campioni della nostra Italia, semmai ne spuntassero, potrebbero recarsi a recitarvi una prece al fine di ritrovare uno straccio di spazio in erba e un briciolo di gloria in vita.

    Con tutta la mia stima.

    Massimo Baldoni

  6. Grazie Massimo per i complimenti.
    Concordo che la legge Bossman ha cambiato il mondo lasciando mano libera ai giocatori e creando un mercato libero. Ma un mercato senza regole è pericoloso perché può avere derive che lo portano ad ingoiare e a distruggere tutto. La domanda vera però è un’altra: come mai è capitato solo in Italia? negli altri paesi il mercato ha sviluppato un sistema magari non perfetto ma certamente virtuoso.. è solo in Italia che ha portato a questa deriva…

    Buona giornata

    Alberto

  7. Bell’articolo Alberto, concordo con quello che hai scritto. In questo momento che ti rispondo, Paolo Maldini che è una persona seria con principi ferrei, e che non accetta compromessi, si è già dimesso. Avvallando di fatto il tuo pensiero sul fatto che è molto difficile dare un taglio netto con l’attuale gestione politica della figc. Purtroppo comanda il dio denaro gestito da procuratori e faccendieri che poco hanno a che fare con il campo da gioco. Un abbraccio
    Fabio Simonetto

  8. Ciao Fabio
    Grazie per il tuo commento. Ne abbiamo parlato tante volte e come sai concordo con te….
    Purtroppo è una mentalità “truffaldina” difficile da sradicare…

    A presto

    Allberto

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