IL CALCIO IN SPAGNA – VILLAREAL: YELLOW SUBMARINE, UNA STRADA DIVERSA

La Spagna ha vinto il Mondiale. Da anni offre un calcio che qualcuno, me compreso, porta ad esempio. Oggi molti, non tutti, celebrano la Spagna. Spesso quando si parla di Spagna si pensa al Real Madrid e al Barcellona. In verità le realtà che andrebbero osservate e studiate sono molteplici.  In una serie di articoli scritti da Vincenzo D’Aniello proviamo a vedere quale sia l’approccio metodologico di alcuni Club che, pur con le loro diversità, possono considerarsi un riferimento per la Federazione spagnola (RFEF). Cominciamo presentando il Villareal Club de Fútbol. (Filippo Galli)

VILLAREAL – YELLOW SUBMARINE: UNA STRADA DIVERSA

Per una società proveniente da una città di poco più di cinquantamila abitanti sarebbe stato impossibile competere con Barcellona, Real Madrid o Atlético sul piano economico. Per questo il Villarreal ha scelto una strada diversa: investire nella formazione, nella ricerca metodologica e nello sviluppo delle persone prima ancora che dei calciatori. Negli ultimi anni il club ha strutturato un’area metodologica capace di collegare tutte le categorie del settore giovanile, creando continuità tra allenatori, preparatori e responsabili tecnici. Ogni squadra mantiene le proprie esigenze legate all’età dei giocatori, ma tutte seguono principi condivisi, evitando che il passaggio da una categoria all’altra rappresenti una rottura nel percorso di crescita.

Un po’ come le grandi scuole giovanili Europee come Ajax, Bayern Monaco ad esempio. La crescita del Villarreal non è stata casuale. L’area metodologica di fatto, non solo lavora trasversalmente sulla cantera ma tiene insieme anche il Villarreal B e la Prima squadra. L’obiettivo non era creare squadre identiche, ma garantire continuità nei principi di gioco, nei criteri di allenamento e nel linguaggio utilizzato dagli allenatori. Ogni giovane che sale di categoria deve trovare un ambiente familiare, riconoscere gli stessi concetti e poter concentrare le proprie energie sull’evoluzione personale.

Figure come Miguel Ángel Tena, responsabile dell’area metodologica del club, e professionisti come Sergio Navarro, hanno contribuito ad arricchire il dibattito sullo sviluppo del talento attraverso un approccio multidisciplinare. Lo stesso Tena, intervenendo in attività formative organizzate dalla Real Federación Española de Fútbol, ha sintetizzato la filosofia del Villarreal con una frase che dovrebbe essere incorniciata in ogni settore giovanile: «Per avere buoni giocatori bisogna prima avere buoni allenatori». Non è un caso che il 30-40% dei tecnici provengono dal percorso universitario e metodologico, con competenze in pedagogia, scienze motorie, metodologia o analisi della prestazione.

È una visione che sposta l’attenzione dal talento naturale alla qualità dell’ambiente formativo.

All’interno della cantera , ogni esercitazione viene progettata partendo dal gioco. La tecnica viene sviluppata attraverso situazioni reali, il calciatore è continuamente chiamato a prendere decisioni e l’errore viene considerato parte integrante del processo di apprendimento. L’obiettivo non è creare esecutori perfetti, ma giocatori capaci di interpretare contesti differenti, adattandosi alle richieste della partita.

Negli anni questa filosofia ha permesso al Villarreal di produrre numerosi calciatori per la Liga e per le Nazionali giovanili spagnole, dimostrando che una metodologia coerente può colmare il divario economico con realtà molto più ricche. Non è un caso che il club venga frequentemente visitato da tecnici provenienti da tutta Europa interessati a studiarne il modello organizzativo.

Il Villarreal rappresenta così un tassello fondamentale della scuola spagnola. Non ha costruito una metodologia alternativa a quella del Barcellona o della Federazione, ma ha dimostrato come gli stessi principi – formazione continua, centralità del giocatore, apprendimento attraverso il gioco e qualità degli allenatori – possano essere adattati alla realtà di un club profondamente diverso per storia, dimensioni e risorse.

Un esempio di allenamento per capirne il

Lavoro svolto

Una proposta coerente con i principi osservabili nel modello Villarreal può essere un 5 contro 5 più 3 jolly in uno spazio di 35×30 metri.

L’obiettivo non è il possesso fine a sé stesso, ma la capacità di creare e riconoscere linee di passaggio, orientare il corpo prima della ricezione e scegliere rapidamente la soluzione più efficace.

I tre jolly giocano sempre con la squadra in possesso creando situazioni costanti di superiorità numerica. L’allenatore interviene principalmente attraverso domande e feedback brevi, stimolando i giocatori a riflettere sulle proprie scelte. Il focus non è sulla correzione dell’errore tecnico, ma sulla comprensione della situazione che ha generato quell’errore.

In fondo, è questo uno dei principi che caratterizzano il calcio spagnolo moderno: non allenare soltanto ciò che il giocatore fa, ma soprattutto ciò che il giocatore pensa.

BIO: Vincenzo D’Aniello è nato ad Aversa (CE) il 25-5-1985 . È in possesso della licenza di allenatore UEFA/B e ha allenato in diverse categorie e in diverse scuole calcio della provincia di Caserta e Napoli.

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