Spagna Austria 3-0

WORLD CUP ’26 – OYARZABAL(L) E GOL: LA SPAGNA BRILLA E SPAZZA VIA L’AUSTRIA 3-0

Il flamenco è passione, specchio della strada e di emozioni profonde come gioia, tragedia e liberazione emotiva. In Spagna, e in particolare in Andalusia, lo sanno bene. È qualcosa che nasce da dentro e tocca ogni cosa. Anche il calcio, cullato nella patria di talenti, tikitaka e cantere. Musica, danza e sport si fondono nel corpus della Roja di De La Fuente, la Nazionale che, più di tutte le altre, esprime il meglio nel Mondiale: per palleggio, verticalità, movimenti, occupazione degli spazi, senso della posizione, tattica, tecnica e coralità.

La Spagna incanta e la sua estetica si vede. Non c’è niente di sofisticato, ma solo un’idea chiara alla base di tutto: giocare il pallone nella metà campo avversaria per allontanare il pericolo. Attaccare e difendere nel rettangolo nemico, con scalate, sovrapposizioni, imbucate e un pressing feroce alla perdita immediata del pallone.

A Los Angeles, nella patria del cinema, le Furie danno spettacolo. Il titolo della partita è lo stesso di un film spagnolo, La pelle che abito, e il tutto è avvolto nella vernice cinematografica di Pedro Almodóvar. La Roja dipinge il prato, giocando in maniera giusta, scientifica e chirurgica. Con quell’ossessione per l’identità che definisce la manovra, quasi al limite dell’etica.

Gli 11 in campo si muovono all’unisono: liberano lo spazio, viaggiano nelle zone “grigie” non presidiate dagli austriaci, creano superiorità sfruttando l’ampiezza e l’1 contro 1.

Oyarzabal impone la sua legge e la Spagna sciorina l’Oyarza-Ball: un meccanismo di distanze e sensibilità, con l’attaccante basco che si abbassa e Dani Olmo che si alza. Uno accorcia lo spazio, l’altro lo allunga garantendo una presenza fissa in attacco. Un gioco a due tra falsi nove tendenti al 10.

In questa alternanza c’è tutta la forza della Spagna, con due nove e mezzo a lavorare in modo certosino. In particolare “Bigfoot”, che scende a raccordare ma poi è onnipresente in area quando c’è da timbrare. Proprio come Harry Kane al Bayern Monaco e nell’Inghilterra, play-puntero per eccellenza.

E poi la potenza sulle fasce, con Pedro Porro e Yamal a destra e Cucurella e Baena a sinistra, un 2+2 devastante da contenere.  E infatti la formazione di Rangnick cade sotto i colpi delle Furie. Il primo squillo è di Oyarzabal, su assist magnetico di Cucurella; il secondo di Pedro Porro, con il terzo d’attacco Baena che chiama il terzino all’incornata in area. Il terzo è ancora di Oya, innescato nuovamente da Cucu: tocco dolcissimo e sfera nel sacco.

Spagna Austria 3-0
Spagna Austria 3-0 – Foto via Isola 24

SPAGNA BELLA E DOMINANTE

La Spagna abbina forma e sostanza, insidiando la Francia come miglior Équipe del torneo, con una superiorità nel gioco di manovra e negli spunti nello stretto. I Bleus sono più lunghi e si esaltano a campo aperto, un complesso che fa “rumore” con dribbling, numeri d’alta scuola e le magie dei 4 tenori d’attacco.

La Roja, invece, opera in “silenzio”, fa correre più il pallone (come Baggio sostiene da tempo) e lavora d’insieme, di reparti e con tutti gli effettivi, con nomi meno impattanti ma funzionali al sistema delafuentiano.

Con Mister Invisibile: Rodri, un fuoriclasse della mediana che sbaglia un solo pallone, quasi alla fine del primo tempo, e poi detta i tempi con padronanza assoluta.

Ma c’è un altro dato che racconta la solidità della Spagna, che va in antitesi con la convinzione secondo cui chi gioca troppo in avanti si difende poco e male (lo si è detto anche del Como, miglior difesa dell’ultimo campionato). Un luogo comune da smentire.
Contro l’Austria, la Roja chiude la gara senza subire gol e mette a referto il quarto clean sheet in 4 gare, unica squadra insieme al Messico con la porta inviolata.

La Selección comanda e non incassa, privilegiando l’equilibrio ma senza rinunciare alla libertà e concedendosi licenze creative. Anche gli assist di Cucurella sono una delizia, perché servire quei palloni, in quel modo, con precisione e confidenza, significa avere intuizione e conoscenza calcistica, di spazi e di tempi. E questo sottolinea quanto l’arte dei fondamentali sia la base su cui edificare una cattedrale di tecnica, esecuzione e visione.

Gli ottavi sono stati raggiunti, ora Yamal e soci affronteranno il Portogallo di CR7 nel derby iberico per un posto ai quarti. Giocando così e mantenendo un certo livello, la Spagna può togliersi tante soddisfazioni.

BIO: Andrea Rurali
Brianzolo Doc, classe 1988. Da sempre appassionato di cinema, tv, calcio, sport e viaggi.

  • Lavoro a Mediaset dal 2008 e attualmente mi occupo del palinsesto editoriale di Cine34.
  • Sono autore del programma di approfondimento cinematografico “Vi racconto” con Enrico Vanzina e co-regista dei documentari “Noi siamo Cinema” e “Vanzina: una famiglia per il cinema”.
  • Dal 2014 dirigo la rivista web CineAvatar.it (http://cineavatar.it/)
  • Nell’autunno 2022 ho fondato la community Pagine Mondiali e nell’estate 2023 la piattaforma sportiva Monza Cuore Biancorosso.
  • Da agosto 2023 collaboro con la testata giornalistica Monza-News, scrivendo le analisi delle partite dei biancorossi e partecipando alla trasmissione Binario Sport.
  • Dal 2019 collaboro con la casa editrice Bietti, in particolare per la realizzazione di saggi sul cinema inseriti nelle monografie di William Lustig, Manetti Bros, Dario Argento e Mike Flanagan.
  • Tra le mie pubblicazioni, il saggio “Il mio nome è western italiano” nel volume Quando cantavano le Colt. Enciclopedia cine-musicale del western all’italiana (F. Biella-M. Privitera, Casa Musicale Eco, 2017).

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