TUNÌ! UN GRAN RADIOAMATORE ROSSONERO!

Roma – Stadio Olimpico – 31.12.1966

Correva il pomeriggio del giorno di San Silvestro quando il sottoscritto assieme a due suoi carissimi compagni di classe, Maurizio G. e Antonio M. (quest’ultimo da tutti soprannominato Tuní, nome in codice da lui usato nelle ricetrasmissioni essendo un appassionato radioamatore CB regolarmente iscritto) e frequentanti l’ultimo anno dell’Istituto Tecnico Industriale Guglielmo Marconi   si trovavano sugli spalti della curva Nord allo stadio Olimpico per assistere al match tra Roma e Milan valido per la 14ma giornata del campionato Serie A ’66/’67 che vide la Juventus vincitrice di un solo punto sopra il Bologna mentre Roma e Milan si dovettero contentare rispettivamente del decimo e ottavo posto.                                                 

Massimo e Tuní, ambodue incalliti tifosi rossoneri nonostante i loro natali capitolini, non mancavano mai di seguire il Milan quando scendeva nella capitale per affrontare Roma o Lazio, ma quella volta volle aggregarsi, onde smuovere una sana rivalità anche Maurizio, abitante in Trastevere e, ca va sens dire, vantandosi un portafortuna e fervente tifoso “Lupacchiotto”! Lo Stadio, nonostante il clima natalizio di quel sabato, risultava praticamente in sold-out e le squadre si presentarono in campo agli ordini dell’arbitro Sig. Monti della sezione di Ancona con queste formazioni:

Roma: (casacca bianca e striscia diagonale rossa e gialla) Pizzaballa, Sirena, Sensibile, Scala, Losi, Carpenetti; Colausig, Peiró, Enzo, Tamborini, Pellizzaro.

All.: Oronzo Puglese (detto “Il mago di Turi”)

Milan: (classica divisa rossonera) Barluzzi, Noletti, Rosato, Trapattoni, Santin, Schnellinger; Lodetti, Rivera, Innocenti, Maddé, Mora.

All.: Arturo Silvestri (detto “Sandokan”)

La partita fu avvincente e combattuta da ambo le parti e nel finale, dopo il vantaggio ottenuto da Gianni Rivera al 31°della ripresa con uno spunto da autentico campione nato dal fulmineo scambio col centravanti Innocenti il cui cross riuscì a tagliare in diagonale l’intera difesa giallorossa ed imbeccare al millimetro  la testa del golden boy che indirizzó da pochi passi un preciso colpo sulla destra di Pizzaballa rimasto spiazzato da una sua precedente finta. Seguirà un’immediata reazione degli uomini di Oronzo Pugliese rintuzzata da un’arcigna quanto nervosa difesa delle retrovie rossonere che obbligherà il Sig. Monti ad espellere a distanza di pochi minuti i nostri Lodetti prima e Noletti dopo. Sarà un Diavolo arcigno e cinico che, ridotto in soli 9 uomini riuscirà comunque a sbancare eroicamente l’Olimpico per la gioia immensa di Tuní e Massimo mentre il trasteverino Maurizio, ingobbendo rosicamente il suo collo, masticó goffamente un arcaico ma pur sempre valido detto romanesco:

“ Ragazzi!!..a chi tocca n’un s’engrugna!“

Roma – Marzo 2010

È un lunedì mattina, sono da poco passate le 9, ho appena terminato di fare colazione e squilla il telefono di casa…

 – Rispondo io! -chiosa mia moglie Antonietta mentre asciuga una pentola – no..grazie cara! lascia stare vado io!… “Pronto… è casa Baldoni? -sì certo!..ma mi dica con chi vuol parlare?-… C’è mica il Sig. Massimo…? – Sono io in persona.. ma lei chi è mai? – Sono Maurizio G. – Ma quale??.. Maurizio G. quello della 5a D all’istituto Tecnico Guglielmo Marconi dove abbiamo frequentato insieme il triennio di specializzazione in Telecomunicazioni?? – Sì Massimo sono proprio io, ma tu come stai?…- …E come sto… ma che ti possino!!… dopo tutti questi anni, ma quanti ne sono passati… ho perso il conto? – 43 Massimo! ben 43!…- Ohh!!..Gesù!!..Come vola il tempo!!..ed ora tu cosa fai di bello nella vita?…su!..dai!!..raccontami!!..sono ansiosissimo!!…-Ascoltami bene Massimo, per narrare di tutti questi anni staremmo due ore al telefono, io tramite Internet e Facebook sto cercando di rintracciare tutti, o almeno tutti quelli che riuscirò a contattare, i vecchi compagni del nostro ultimo anno al Marconi,  quel mitico 1967, e vorrei che ci riunissimo per rivederci dopo così tanto tempo e poter rivivere l’atmosfera di quell’irripetibile periodo raccontandoci le nostre vite…ehhh!!…cosa ne pensi?…ti andrebbe se riuscissimo a vederci e magari organizzarci per una bella pizza??…- E me lo domandi pure Maurizio?!?.. Dai!! quando??…domani sera?!?…- Ehhh!!!…come corri Massi!!..non essere Fantozziano!! dammi almeno il tempo di organizzare, dai ti richiamo e ti faccio sapere, ok??… –

 Ok Maurizio!! però non tardare..mi raccomando!!! Ciao!!..e a presto!!

E quella notte la passai letteralmente in bianco, non ci fu verso di prender sonno, troppi i ricordi, troppi gli anni passati!! 

Ma il prode Maurizio mi richiama solo dopo due giorni per fissare l’appuntamento per il sabato successivo, alle h.21 presso una Pizzeria Ristorante sulla Via Tiburtina nelle vicinanze del raccordo anulare, rispondo militarmente con un secco: “Va bene Maurizio a sabato sera, grazie!”   

Arrivai con la mia auto nell’ampio parcheggio ghiaioso antistante il locale dove ne trovai già delle altre parcheggiate e mentre terminavo la manovra ecco entrarne altre tre. Mancavano soltanto dieci minuti alle 21, ma mi si materializzo’ d’improvviso in mente un flashback risalente a 43 anni prima ….era come se stessimo entrando nell’atrio del nostro vecchio Istituto Tecnico Marconi con il tipico chiacchiereccio mattutino prima di affrontare le quotidiane ed interminabili sei ore di lezione….poi…ad uno ad uno si cominciarono ad aprire le portiere delle auto e uscendo ognuno di noi un po’ per la penombra creata dai lampioncini e un po’ per i quattro decenni trascorsi nessuno, dico nessuno, fra noi si riconobbe…. seguirono dei secondi di perfetto e glaciale silenzio…poi… guardandoci tutti negli occhi alla ricerca di qualche vago ricordo cominciò a serpeggiare la rituale domanda di rito: “…Scusi ma lei chi è??”…  “Ma sono Marco, non mi riconosci!…- E tu chi sei?…- Ma sono Massimo e di là ed io sono Giorgio e tu?…- E io sono Aldo… e così via per una decina di minuti fra risate, lacrime, caricature di amici assenti e soprattutto battute sui nostri vecchi professori.

Insomma di quegli otto che eravamo al parcheggio, nessuno tra noi si è riconosciuto a prima vista, dopo 43 anni un uomo, specie se ha perso i capelli o magari si è ingrassato diventa praticamente irriconoscibile..sì!!! ma la cosa valse per tutti… tranne uno…!!

Erano ormai le 21.20 quando il mancante all’appello entro’ nel parcheggio con una Porsche bianca decappottabile e ne uscì una persona alta di statura, longilinea, fisico atletico, vestito sportivamente con jeans e giubbotto in pelle, capelli brizzolati, un aspetto da attore vagamente somigliante a Roger Moore e tutti noi all’unisono a corrergli incontro e gridare in coro Lorenzo!!… Lorenzo V. ma come stai?!?… Fatti abbracciare!..ma non sei cambiato affatto, ma hai fermato il tempo!!…come hai fatto?? (poi, durante la pizza, ci spiegó che il segreto sarebbe racchiuso in un binomio: essere rimasto celibe ed aver ereditato venti anni prima da una sua zia la proprietà di una clinica privata ad Anzio destinata alla  cura degli anziani!)

Vista tutta la parziale troupe riunita si  affaccia cosí sull’atrio del locale Maurizio G., l’organizzatore della pizza e per quella serata nelle vesti di anfitrione che  ci inviterà a prendere posto accomodandoci in una graziosa saletta dove trovammo un tavolo apparecchiato con nove coperti.

 “Allora ragazzi!! -esordisce Maurizio – dove eravamo rimasti?!?”

Risatona generale…cui seguirà  l’appello…e pure in ordine alfabetico …e poi una voce dal fondo del tavolo…”Ah Maurì!.. ma che ce voi prenne ‘n giro?!… Dicci piuttosto di tutti gli altri assenti…”

“Se mi date il tempo ragazzi stavo giusto per dirvi quanto segue; ai nostri esami di maturità, 43 anni fa, eravamo in 27 in quella mitica 5a D, l’unica sezione dell’appena nata specializzazione in Telecomunicazioni e come ben vedete noi stasera siamo solo in 9!

 E tutti gli altri dove sono??… vi domanderete??…ebbene – replica Maurizio – nonostante mi sia prodigato con tutti i mezzi di ricerca possibili più della metà dei nostri ex compagni non risultano raggiungibili mentre alcuni li ho trovati chi in Germania, chi in Inghilterra, addirittura due sono negli States ed un paio che sono qui in città vicino a noi, ma con vivo rammarico non possono venire per seri motivi di salute… eh!!.. ragazzi!!! il tempo passa…e purtroppo a volte non bene e comunque e sempre con una inmisurabile fretta!!”

 Il cameriere ci serve un plateau di antipasti e cominciamo a conversare, a fare foto, a ricordare quei mitici anni con tutte le nostre invenzioni, quelle trovate burlesche tipo film Amici miei … insomma, un salotto che è andato avanti mentre si pasteggiava per un paio di ore a ricordare tutte quelle bravate che solo un manipolo di giovani scapestrati come noi allora poteva fare, del resto eravamo quasi sessantottini e sappiamo bene  quale radicale cambiamento di vita ci fu in tutto il mondo in quel peculiare periodo.

Io ero seduto al tavolo vicino ad Antonio M. chiamato da noi tutti Tunì, era un mago in elettronica e, pur non avendo mai sfogliato un solo libro di teoria dove aveva costantemente un 4, riusciva sempre ad esprimersi alla grande in laboratorio dove otteneva  con scioltezza degli invidiabili 8. Alcuni mesi dopo il conseguimento del nostro diploma di Perito Industriale accettai l’invito di andare con lui in un paesino appollaiato sui colli Sabini dove  coadiuvammo nelle riparazioni di apparecchi Tv presso il laboratorio di  proprietà di un suo stretto parente.

Passammo un periodo stupendo fatto di lavoro, ma anche di tanti momenti di vita spensierata, avevamo tutti e due lo scooter, io una Lambretta e lui una Vespa e terminato il lavoro portavamo in sella le nostre ragazzette alle volte sulle solitarie rive del lago del Turano per fare un picnic mentre delle altre si raggiungeva la rinomata spiaggia del mare di Fregene, e qualche volta la sera, ma per quei tempi era vietato far nottata, si andava a mangiare una pizza in una piccola locanda con un jukebox alle nostre spalle intonante le inconfondibili note dell’appena uscita “Hey Jude“ dei Beatles a farci da sottofondo mentre si ballava l’un con l’altra stretti…stretti!! 

E poi io e Tunì con la collaborazione di Vincenzo N. che emigró successivamente in Germania fondammo nell’ultimo anno del triennio un giornalino scolastico proprio dell’Istituto Tecnico Guglielmo Marconi, che così battezzammo: La Treccani (quei tre professori non troppo digeribili!), si trattava di un bisettimanale satirico/umoristico che narrava delle vicende del “Marconi” e tra le varie news prendeva talvolta bonariamente di mira i professori con vignette e storielle tipo fumetto. Il sottoscritto ne curava i testi, Tunì l’impaginazione e la stampa, mentre Vincenzo N. un vero maestro di disegno realizzava le caricature. Ottenne un enorme successo ed anche i professori ridevano di sè stessi, peccato che non ne esista più una copia, ma tutti noi quella sera ricordammo la Treccani come un’opera unica nel suo genere nata quasi per diletto ma ancora impressa come un testo didattico nelle nostre indelebili memorie!

Terminato il servizio militare Tuní prese il posto di suo padre andato in pensione in qualità di tecnico audio presso la RAI.

Si sposò attorno ai quarant’anni ma non ebbe mai figli. Da quell’ultimo televisore riparato nell’estate del ’68 lo rividi soltanto (e per l’ultima volta come purtroppo venni a scoprire ma molto tempo dopo!) nell’evento di quella storica serata che ci vide riuniti attorno ad una pizza dopo ben 43 anni!

Tra le varie chiacchiere si fece mezzanotte ed il padrone del ristorante entró in sala con una bella torta guarnita da 43 candeline accese. Maurizio spense le luci e prima che ci soffiassimo sopra tutti insieme intonammo il nostro inno che cantavamo in quegli indimenticabili anni 60, il mitico periodo dei Beatles e delle minigonne, e di tutto il mondo che orbitava intorno, dalle nuove tecnologie ad una diversa interpretazione degli stili di vita e così con le note di “Yellow Submarine” soffiammo sulle 43 fiammelle abbracciandoci felici mentre qualcuno fra di noi non riuscì a nascondere qualche lacrima. Terminammo la serata con un brindisi augurandoci di riunirci nuovamente tutti e soprattutto  quanto prima…tant’è che il proprietario ci  volle immortalare con alcuni scatti dicendo di non aver mai assistito nella sua trentennale conduzione del locale ad un evento commemorativo risalente ad accadimenti datati 43 anni prima. 

Da quella sera passò poco più d un mese ed in occasione della Pasqua ci si inviano per mezzo dell’e-mail i rituali auguri tra tutti i ritrovati ed ex diplomandi della 5a D. Tutti rispondono contraccambiando gli Auguri, eccezion fatta per Tuní.

 Passano altri mesi e rinnovo con la stessa formula i miei auguri per il Ferragosto, ottengo ringraziamenti da tutti tranne Tuní , mi comincio a preoccupare, ma sarà all’estero, o magari sarà distratto dal suo hobby di radioamatore … insomma si fa Natale e puntualmente ci scambiamo nuovamente gli auguri ma anche questa volta Tunì non mi risponde. È trascorso quasi un anno da quella sera ove ci riunimmo per quella pizza e la mia preoccupazione sale sempre più. E’ per puro caso che mentre vado a fare una ricerca su Google digitando il suo nome e cognome, solo un secondo dopo avverto una fortissima fitta che percorre il mio torace, sullo schermo del PC era comparso un articolo del Messaggero risalente all’aprile scorso e così titolato: “Rinvenuto sulle sponde del Tevere il corpo di Antonio Mazzolenis, l’uomo scomparso di 62 anni era stato visto l’ultima volta nella sua barca (Tuní appena andato in pensione acquistò con la sua liquidazione un piccolo cabinato che volle chiamare “Elisir” e  sul quale ovviamrnte installó l’inseparabile baracchino da radioamatore) ormeggiata in un canale nei pressi di Fiumicino, era intento a fare dei piccoli lavori di manutenzione allo scafo, forse colto da un malore è caduto in mare ed il suo corpo è stato trovato dalla squadra sommozzatori dei Vigili del Fuoco che scandagliavano giorno e notte i fondali del fiume dopo circa una settimana dalla denuncia di scomparsa nei pressi dell’idroscalo di Ostia”.

 Quella notizia mi gelò il sangue, rimasi impietrito, scosso, incredulo e piansi tanto quanto la morte del mio povero papà Renato.

Passa qualche altra settimana e arriva quel giorno, quando esattamente un anno prima eravamo radunati tutti e nove dopo un silenzio lungo 43 anni in quella pizzeria di Via Tiburtina. 

 Entro nel locale, è presto per cenare, stanno facendo le pulizie, il proprietario mi riconosce, mi stringe la mano ma nota nell’altra una rosa bianca, spiego in due minuti l’accaduto, e con aria confusa e commossa mi accompagna in quella saletta, deposito su quel medesimo posto dove era seduto Antonio Mazzolenis il mio piccolo fiore, mi scende una lacrima, mi asciugo con un fazzoletto ma ne esce un’altra, esco, e nel salutare mi volto sussurrando: “Ci mancherai tanto Tunì! Un forte abbraccio dai compagni di classe della quinta D, sarai per sempre nei nostri cuori! “

Se n’è andato per sempre un grande tecnico, un bravo radioamatore e soprattutto un appassionato tifoso del nostro Milan !

Riposa in pace Tuní!

BIO: MASSIMO BALDONI

Massimo 48 nasce a Roma nei primi anni del dopoguerra da mamma umbra e papà francese. Negli anni dell’adolescenza ama spesso frequentare l’agenzia di stampa ove il padre opera in qualità di telescriventista rimanendo particolarmente attratto dalla stesura  degli articoli nella redazione sportiva.

Si diploma Perito Tecnico in Telecomunicazioni e dedica tutta la sua vita lavorativa al settore radio elettronico in varie aziende. Poi, dopo i primi anni di grigia pensione, inizierà quasi per gioco a scrivere in qualità di blogger nella sezione Vivoperlei di Calciomercato.com dove oltre che di calcio si può scrivere di qualsiasi altro accadimento ad esso correlato. 

Viene insignito dal Direttore Stefano Agresti nella sede di CM a Milano con una targa risultando il miglior blogger dell’anno 2021 in quella specifica sezione.

Ora è alla ricerca di nuovi siti di scrittura, ed aver trovato l’incontro con “La complessità del calcio” con la regia di Filippo Galli è un’assoluta ed autentica vera chicca!

Buon Milan a tutti!

8 risposte

  1. È sempre un immenso piacere leggere i tuoi avvincenti racconti…
    Dal Turano al Trasimeno….
    Parafrasando il libro cuore ❤️
    Dagli Appennini alle Ande👏👋

  2. Ed è sempre uno squisito piacere per me avere degli attenti lettori del tuo stampo carissimo Dario!
    SÌ, i laghi del Turano e del Trasimeno accomunano per me, ed in un’unica radice, quelle piacevoli sensazioni che riescono alla mia età ormai ingrigita a smuovere la parte nobile dei ricordi che spesso è il vero salis vitae in questo mondo sempre più problematico.
    Buona giornata!

    Massimo 48

  3. Ciao Massimo, confesso che speravo in qualche colpo di scena che chiudesse in modo non drammatico il tuo racconto (magari uno scambio di persona) anche se la realtà quella è e bisogna sempre farci i conti.
    I nomi delle formazioni di Roma-Milan hanno riacceso in me una buona quantità di nostalgia per quei nomi letti sugli album della Panini che, quasi tutti, avevano un volto per via delle figurine trovate e incollate con pazienza. Nomi noti anche perché sentiti durante le telecronache di “Tutto il calcio…”
    Così sono riapparsi anche tutti i campetti improvvisati e polverosi che calcavo in Sicilia in quegli anni… Alcuni rimasti solo nella mia memoria perché adesso, quando vi torno, vi è altro al loro posto e sarebbe difficile immaginare quanta passione spendevamo in quelle povere aree tra periferia e campagna se non vi incontrassimo anche i fantasmi dei nostri sogni di allora a palesarsi con molta discrezione, che magari ci strappano pure un improvviso e incomprensibile sorriso per gli altri che ci stanno attorno.
    Quanto tempo!
    Un abbraccio.

  4. Leggere un tuo commento Calatino mi riporta alle letture di quegli splendidi quadretti della tua amata Sicilia quando ai tempi di Vivoperlei di Calciomercato.com riuscivi a spellennarli con la tua personalissima arte scrittoria e farceli rivivere come se contemplassimo una variopinta opera naif. Sì! anch’io avrei tanto voluto non leggere mai quella pagina del Messaggero decretante la scomparsa del povero Tuní …ma questo purtroppo è il destino che spesso ci oscura alcune parti della propria vita lasciando solo ricordi….a volte belli ma delle altre brutti ed alcuni dei quali li ho voluti narrare ….ed esattamente come accaddero.
    Buona serata e un forte abbraccio.

    Massimo 48

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