PRESSIONE E CAMBIAMENTI: IL RUOLO GENITORIALE ALL’ALBA DELL’ADOLESCENZA

Nella mia attività di Mental Coach, quella dell’ascolto è una competenza molto ricercata, da allenare e mettere in pratica variandone la modalità a seconda di ogni interlocutore. L’ascolto non è soltanto quello attivo con l’atleta, fatto di empatia e domande. I rapporti con i calciatori, specie a confronto con la variabile dell’età, hanno spesso un peso specifico diverso a seconda di contesto sociale e ambiente di provenienza. Pensate agli adolescenti. Potete immaginare l’impatto e la pressione che certe famiglie, consapevolmente o meno, producano sulle spalle dei rispettivi rampolli, chiamati, cooptati o talvolta addirittura reclutati a schierarsi “ogni maledetta domenica” ma tutt’altro che pronti a sostenere il peso di aspettative altrui. La parte preponderante del lavoro è proprio quella con i genitori del ragazzo e riguarda la costante gestione e lo scambio dei rispettivi feedback. Ho continui riscontri su quanto sia importante la figura del Mental Coach ma niente e nessuno potrà mai sostituirsi ad una figura genitoriale presente e consapevole. Rapportandomi via social con alcuni colleghi, abbiamo condiviso il fatto di non aver ancora incontrato un genitore che ci abbia relazionato su quanto la propria figlia adolescente sia sicura di sé, oppure sulla grande fiducia che essi ripongano nelle sue capacità, oppure sulla consapevolezza dei talenti del proprio ragazzo.

No. Non a questa età, visto che il corpo di un adolescente cambia dentro e fuori e gli scompensi ormonali li obbligano a ricercare costantemente nuovi equilibri. La trasformazione che stanno vivendo è talmente repentina che li confonde.

L’evoluzione in atto è molto ampia e li coinvolge dal punto di vista cognitivo, sociale ed emotivo. Improvvisamente perdono ogni certezza e si rendono conto che Qualcosa di non identificato li ha sfrattati dal regno incantato dell’infanzia.

Cito il responsabile tecnico della Ravenna Tennis Academy Pat Remondegui. Altro sport, certo. Ma le metriche e le dinamiche emozionali non hanno una matrice trasversale in ogni sfida in cui si cimentano i propri ragazzi?

“Caro genitore voglio solo rincuorarti sul fatto che è normale ció che stai notando e che a volte desta la tua preoccupazione. È normale la sensazione di avere una nuova persona in casa che si è impossessata del tuo bambino/a. È normale che tuo figlio sia scombussolato, arrabbiato, triste, scontroso, insicuro, poco consapevole. È normale che faccia il contrario di ciò che gli suggerisci. 

È normale che diventi pigro, disordinato, poco organizzato, fissato. È normale… e se ci pensi ci siamo passati tutti – ognuno a suo modo – attraverso l’adolescenza. Non sei sbagliato tu come genitore, e non è sbagliato il tuo ragazzo adolescente.

Bisogna avere pazienza, rispettare il processo. Ed esserci. Sì, la cosa migliore che puoi fare è esserci. Certo, puoi aiutarti affidandoti a chi può offrirti degli strumenti e nuove vie da percorrere. Ma la cosa più importante di cui ha bisogno tuo figlio in questi anni è che tu ci sia. Fatti sentire, stagli vicino in silenzio, abbraccialo, riprendilo, concedi, fai in modo che rispetti le regole, ripetigli la stessa cosa cento volte, parlate, sgridalo ove necessario, lasciagli i suoi spazi. Contienilo passivamente, come fa un guard rail di una strada di montagna.

Non puoi facilitargli il compito di ciò che sta attraversando, ma puoi tendergli la mano le volte – probabilmente poche – che ti chiederà di farlo. Anche quando ti sembra perso, anche quando non sai da che parte cominciare, anche se hai la percezione di sbagliare tempi – modi – parole. Sii una certezza e digli che tu ci sei, ci sono. Non me ne vado. Quando vuoi sono qui. Ti supporto.”

Nonostante tu stia pensando il contrario, lui ha bisogno di sapere dove può trovarti. Che può trovarti. Ha bisogno di sapere che nonostante le sue mancanze di rispetto, le litigate, la chiusura, le parole forti che userà verso di te, tu ci sei che lo ami. Non darlo per scontato: diglielo. Fai in modo che lo recepisca forte e chiaro. Fai in modo che lo senta dentro. E poi… e poi guardalo da lontano mentre affronta le sue sfide in autonomia. È tutto ok caro genitore. Stai andando bene. Puoi farcela”. 

Bio: Francesco Borrelli è un Mental Coach certificato Acsi – CONI. Oltre alla Laurea in legge presso l’Università degli Studi di Genova, si è formato in PNL attraverso corsi e Master conseguiti nell’ambito di aziende private di cui ha fatto parte. Negli anni ha coltivato la sua passione per lo sport scrivendo per testate giornalistiche liguri, oltre a svolgere il proprio lavoro di consulente d’azienda in ambito bancario. L’attività di Mental Coach lo porta da diverse stagioni ad accompagnare sportivi impegnati a preparare Olimpiadi e Mondiali, oltre a calciatori di tutte le età, agevolandone i rispettivi percorsi e seguendone tutta la trafila giovanile fino all’approdo in prima squadra. Il suo sogno è condividere come Coach il suo ufficio a fianco alla “palestra delle leggende” di Milanello con Ibra.

Contacts: fraborrelli40@gmail.com / IG. fraborre24_ / https://www.facebook.com/healthybrainnutrition / 0039 328 6212598

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *