DANTE E RONALDINHO

Funambolico.

Spregiudicato.

Sorridente e mai irridente nel suo più intrinseco significato semantico.

Gioioso, superbo, estroso.

Felicemente ed intimamente brasiliano nelle accezioni più pure dell’espressione individuale.

Ronaldinho è stato un inno all’enfasi, alla ricerca della bellezza e della felicità quali finalità etiche della vita professionale.

Controllo e conduzione della sfera semplicemente sublimi, dribbling divinamente rivoluzionari quasi a decorare, leggiadri, terreno di gioco, spalti  ed avversari.

Parigi, Barcellona, Milano, le tappe europee del genio sudamericano, fra assist visionari (al punto tale da fingere, in un ossimoro quale solo agli eletti, di non guardare), giocate auliche, reti ad eludere l’intervento altrui dopo discese sinuose fra sagome confuse.

Una delle più qualitative espressioni della più tecnicamente sublime scuola calcistica del pianeta.

Ergo, dell’ intera storia del football.

Dal “bairro” di Porto Alegre al trionfo mondiale, dal Gremio al pallone d’oro e alla Champions League, Ronaldo de Assis Moreira ha conservato la genuinità artistica del talento da donare al popolo, per rendere il calcio ciò che maggiormente dovrebbe ragionevolmente essere:emozione e gioiosa condivisione.

Or dunque, in virtù di ciò, chi se non lui, chi meglio di lui, dopo quarantasei moti di rivoluzione attorno al sole dall’anno della sua nascita, può dispensare allegria contagiosa nei meandri di un’ambiziosa provincia italica, sapientemente guidata dalla competenza e dall’esperienza di Ariedo Braida, negoziatore formidabile, uomo ironico e arguto, oggi vicepresidente del Ravenna.

Proprio lì, ove giace il Sommo Poeta.

Entrambi hanno ridefinito i limiti del proprio linguaggio.

Dante con l’ italiano.

Ronaldinho con la sfera per antonomasia.

Sfera.

O sfere.

Poiché più opportunamente ne sarebbero servite un paio con Dinho in campo.

Presumibilmente celestiali.

Come le nove della Divina Commedia.

Già.

Le sfere celesti sono i nove cieli concentrici e trasparenti che compongono il Paradiso dell’Alighieri.

I movimenti dei beati nel cielo dantesco sono coreografie perfette, rotazioni armoniche che sfidano le leggi terrene.

Alla stregua delle movenze di Ronaldinho.

Canto XVIII, vv. 73-75: “E come augelli sorti di riviera, / quasi congratulando a lor pasture, / fanno di sé or tonda or altra schiera”.

Ronaldinho si muoveva in campo ridisegnando lo spazio, come un’anima fluttuante nel cielo d’un Paradiso calcistico.

Ravenna è la città dove Dante ha completato la terza cantica.

 Ma è anche il luogo in cui ha metabolizzato la nostalgia dell’esilio.

C’è una componente di pura estasi artistica che unisce il poeta e il calciatore.

L’incanto della musica e del tocco.

Nel Purgatorio (Canto II, vv. 112-114), Dante chiede all’amico musicista Casella di cantare per consolare la sua anima: «”Amor che ne la mente mi ragiona” / cominciò elli allor sì dolcemente, / che la dolcezza ancor dentro mi suona».

Questa stessa sensazione di “dolcezza che ancora dentro suona” è ciò che provavano gli spettatori (anche rivali, come nel celebre applauso del Santiago Bernabéu) guardando Ronaldinho accarezzare il pallone.

Il suo tocco era poesia acustica.

Una melodia che sospendeva il tempo.

Dante e Ronaldinho.

Entrambi, a loro modo, hanno mostrato agli uomini cosa c’è “oltre l’umano”.

BIO: ANDREA FIORE

Teoreta, assertore della speculazione del pensiero quale sublimazione qualitativa e approdo eminentemente più aulico della rivelazione dell’essenza di sé e dello scibile, oltre qualsivoglia conoscenza, competenza ed erudizione quali esclusive basi preliminari della più pura attuazione di riflessione ed indagine. Calciofilo, per trasposizione critico analitico di ogni sfaccettatura dell’universo calcistico, dall’ambito  tecnico-tattico all’apparato storico, dalla valutazione individuale e collettiva ai sapori geografici e culturali di una passione unica. La bellezza suprema del calcio è anche il suo aspetto più controverso: è per antonomasia di tutti e tutti pensano di poterne disquisire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *