Tanger, danger e Amour fou.
C’è un solo posto al Gillette Stadium di Boston ed è quello con scritto “semifinale”.
Il Marocco non fa fuoco e fiamme e slama, perdendo quell’anima arrembante delle prime uscite mondiali.
Forze opposte e contrarie spingono i Leoni dell’Atlante a una posa contro natura, con un gioco attendista e kasbahiano, di molta difesa e poco attacco.
Le ragioni sono francesi, di natura romantica e per natura passionale: l’armata di Deschamps è arrembante, prende in mano le redini della gara e le impugna per tutti e 90 i minuti, affondando senza sosta il coltello nella piaga marocchina.

LÉON MBAPPÉ, ABSOLUTE CINEMA
“Io voglio amore… o morte. E basta”, diceva Mathilda (Natalie Portman) in Léon, capolavoro francese di Luc Besson che dialoga benissimo con forme d’arte affini. Come l’opera sublime di Kylian Mbappé, che prima sbaglia un rigore e poi, nella ripresa, sfodera il suo immenso talento con un gol che va oltre i confini dell’immaginazione. Seconda stella a destra, questo è il cammino.
Il 10 transalpino è al limite dell’area, arpiona la palla e la governa con tocchi “mordi e fuggi” che generano scompensi a Diop. Il difensore del Fulham, 194 centimetri d’altezza, si piazza davanti alla stella del Real oscurandogli l’intera visuale. Ma è un castello di carta, perché Mbappé fa quello che i campioni sanno fare meglio: eludere.
“Nessun problema”, dice, “ci penso io… voglio amore (per il calcio) e basta”: con la palla in custodia, sa che la porta è laggiù, oltre quell’armadio a due ante di fronte a sé. Non occorre osservarla troppo, serve visualizzarla nella mente e progettare una parabola a foglia morta per finire dove Bounou, eroe di giornata con parate prodigiose, non può arrivare. Parte il tiro, pittorico nella sua essenza, d’interno destro ad aggirare il difensore. Una carezza alla Del Piero, pennellata d’autore che finisce tra il portiere e il palo.
Il match si sblocca: 1-0 per la Francia.
TROPPA FRANCIA, POCO MAROCCO
La squadra di Deschamps scioglie il peso dell’insidia, mentre la formazione di Ouahbi crolla su sé stessa, incappando nella peggior partita del suo torneo. Merito dei vice campioni del mondo, che al 59’ raddoppiano con Ousmane Dembélé, sempre di destro, di nuovo a battere Bounou.
Cala il sipario: termina 2-0, come l’incontro a Qatar 2022, con i Galletti che volano meritatamente in semifinale. In una gara dominata, con una valanga di occasioni create e un punteggio che poteva essere decisamente più largo. I Bleus puntano sul controllo, non solo tecnico e tattico, ma anche mentale, mettendo pressione agli avversari e togliendo ai nordafricani la lucidità di ripartire, con una debole reattività nelle transizioni e pericoli rari dalle parti di Maignan. E così il Marocco, replicante in chiave minore dei transalpini, frena il suo gioco e perde convinzioni, spesso fermo sulle gambe e a ritmi blandi di crociera.
La Francia si conferma la miglior équipe della competizione e non delude le attese, avanzando con vigore la sua candidatura per la vittoria del titolo.
Ma la domanda vera è: chi può battere una squadra così rodata e devastante? Ai posteri, e alle altre pretendenti, l’ardua sentenza.

BIO: Andrea Rurali
Brianzolo Doc, classe 1988. Da sempre appassionato di cinema, tv, calcio, sport e viaggi.
- Lavoro a Mediaset dal 2008 e attualmente mi occupo del palinsesto editoriale di Cine34.
- Sono autore del programma di approfondimento cinematografico “Vi racconto” con Enrico Vanzina e co-regista dei documentari “Noi siamo Cinema” e “Vanzina: una famiglia per il cinema”.
- Dal 2014 dirigo la rivista web CineAvatar.it (http://cineavatar.it/)
- Nell’autunno 2022 ho fondato la community Pagine Mondiali e nell’estate 2023 la piattaforma sportiva Monza Cuore Biancorosso.
- Da agosto 2023 collaboro con la testata giornalistica Monza-News, scrivendo le analisi delle partite dei biancorossi e partecipando alla trasmissione Binario Sport.
- Dal 2019 collaboro con la casa editrice Bietti, in particolare per la realizzazione di saggi sul cinema inseriti nelle monografie di William Lustig, Manetti Bros, Dario Argento e Mike Flanagan.
- Tra le mie pubblicazioni, il saggio “Il mio nome è western italiano” nel volume Quando cantavano le Colt. Enciclopedia cine-musicale del western all’italiana (F. Biella-M. Privitera, Casa Musicale Eco, 2017).










