Nella scorsa tornata di convocazioni la critica più grande rivolta a Roberto Mancini era stata di avere avuto il braccino corto.
Complice una classifica nel girone di Nations meno drammatica delle aspettative iniziali ed il fatto che l’Under21 ha staccato il pass per i prossimi Europei di categoria, il tecnico jesino si è fatto ampiamente perdonare in questo senso. Non che gli sia “scappata” la mano come fece Baldini in estate, ma un’ottima ondata di linea verde.
Certo, in un Paese di 59 milioni di CT ci sarà sicuramente chi avrebbe voluto un calciatore al posto in un altro, tipo noi con Cristante al posto di Ricci, Maldini al posto di Zaniolo e magari anche Calò a piacere.
Però, c’è tanto altro da commentare. Ad esempio, posto che Donnarumma è il totem in porta ed il resto è puro contorno, la difesa appare il reparto sul quale Mancini sembra avere le idee più chiare. Coppie di centrali confermate e qualcosa da affinare lato terzini. Infatti, con il ritorno in carreggiata di Palestra, forse la necessità di avere Di Lorenzo nel pacchetto arretrato potrà venire a mancare a favore di una maggiore esuberanza atletica.
A centrocampo la continuità della convocazione di Fagioli, che segue il nuovo corso “gagliardiano” di proporre un calcio più relazionale e associativo, si controbilancia con la voglia di provare qualche elemento come Lontani, che ha ben figurato in questo primo scorcio di campionato. La chiamata di Cassano, centrocampista del Como classe 2008, di cui si parla un gran bene a partire da Fabregas, la inseriamo provocatoriamente sulla scia del feticcio Pafundi. Sembra che Mancini voglia dimostrare a sé stesso e agli altri di essere “giovane”, smaliziato e allegro come una cazzo di lambada cit..
In attacco francamente ci piace il trittico Liberali, Cisse e Koleosho per tecnica, fiuto del gol e dinamismo. Liberali sta seguendo il percorso di ambientamento a Como che fu di Baturina ed ogni minuto in palcoscenici come quello della serata di Lens è ottimo in chiave nazionale. Cisse non lo scopriamo ora, il Koleosho visto contro la Polonia ha quello strappo che forse solo lo Zaniolo dei bei tempi aveva.
Insomma, francamente è una delle prime volte da tempo che non guardiamo ai convocati con la sensazione di dire “è questo purtroppo il materiale umano a disposizione”.
Voi che ne pensate? Siamo così lontani dalla realtà?











Una risposta
La lista dei convocati di settembre era già una buona lista tenendo presente che Mancini aveva un raggio di azione molto limitato : non poteva convocare molti U21 perché Baldini doveva assolutamente staccare il pass per gli europei di categoria, che permetteranno poi di qualificarsi per le olimpiadi (grande obiettivo dichiarato di Baldini).
La cosa interessante è stata proprio che questo vincolo ha permesso a diversi giocatori di 23, 24, 25 anni che non fanno più parte dell’under 21 e che non avevano mai giocato o quasi con la nazionale maggiore di mettersi in luce e di avere la loro opportunità (S.Esposito, Doumbia, Cambiaghi, Vergara, Scalvini, Ghilardi, Coppola).
Adesso direi che stiamo assistendo alla seconda fase del lavoro, molto interessante, dove i migliori elementi dell’under 21 vanno aggiungersi ai giocatori che avevano dato soddisfazione a settembre.
In una lista molto allargata, la scelta di giocatori come Cassano, che non giocano ancora in serie A, non deve essere vista come una provocazione : non potendo organizzare degli stage Mancini sfrutta semplicemente gli allenamenti della nazionale per vedere da vicino i giovani talenti che potrebbero diventare utili in futuro.
Il fatto che abbia lasciato a casa Cristante, preferendogli centrocampisti del Como come Ricci e Cassano la vedo come una cosa positiva : vuol dire che Mancini ha grande fiducia nel proprio progetto. Penso che il suo ideale calcistico sarebbe attuare un gioco propositivo abbastanza simile a quello del Como o della sua prima Nazionale, ma per trasmettere in fretta le sue idee in un contesto particolare come quello della nazionale ha bisogno di un gruppetto di giocatori che conoscono già certi principi di gioco (Liberali, Ricci, Cassano), che parlano lo stesso linguaggio calcistico.