30 luglio 1966: attorno alle 17:15 ora locale (le 18:15 in Italia), Bobby Moore alzava al cielo, dentro l’Empire Stadium di Wembley, la Coppa Del Mondo Jules Rimet consegnatagli da Sua Maestà la Regina Elisabetta II, al termine della vittoriosa finale per 4-2 contro la Germania Ovest. L’Inghilterra, guidata all’epoca dal selezionatore Sir Alf Ramsey, suggellò la storica vittoria impressa negli occhi e nelle menti di un intero popolo, grazie alla tripletta di Sir Geoff Hurst e all’immortale frase del commentatore BBC Kenneth Wolstenholme: “Pensano che sia tutto finito… Ora lo è davvero!!!!”, riferito ai tifosi già pronti all’invasione di campo in occasione dell’ultimo gol dell’attaccante. Per la nazionale dei Tre Leoni questo momento di trionfo rimarrà fino ad oggi l’apice dell’identità calcistica inglese in termini di vittoria, un’identità che, malgrado i fallimenti e le delusioni a ripetizione nella competizione più prestigiosa (solo due quarti posti 1990 e 2018), non riescono a scalfirne né l’appeal né l’aura assolutamente unica e magica che questo paese e questo football genera dentro il profondo dell’anima di noi appassionati.
Inserita in un girone che la vedeva opposta ad Albania, Andorra, Lettonia e Serbia le partite di qualificazione sono state come una passeggiata di salute, registrando otto vittorie su otto partite, 22 gol segnati e nessuno subito. Ma, come spesso accade, la domanda che sorge spontanea è sempre e solo la stessa …come se la caveranno i Tre Leoni quando si troveranno di fronte ai migliori in particolare in una fase a eliminazione diretta? Il percorso sarà pieno di pericoli, intrighi e scontri epici, come quelli che caratterizzano i Mondiali, tutto dipenderà dalla posizione dell’Inghilterra nel proprio girone L (che comprende Croazia, Ghana, Panama), e da come si comporteranno le altre favorite nei rispettivi gruppi. Cosa attenderà quindi l’Inghilterra se dovesse vincere il Gruppo? E quanto cambierebbe radicalmente la situazione se non ci riuscisse? Da scenari da sogno a possibili sorteggi da incubo, ecco come potrebbe svolgersi il cammino dell’Inghilterra verso la gloria agognata da oltre mezzo secolo.
IL COMMISSARIO TECNICO
È sembrato paradossale ma in molti se lo sono chiesto: “Un tedesco alla guida dell’Inghilterra?”. Potrebbe sembrare strano per alcuni ma la particolarità di Thomas Tuchel è che è un vero anglofilo. Egli comprende perfettamente la cultura inglese ed è uno dei migliori allenatori al mondo. Tuchel ha vinto campionati con Bayern Monaco e Paris Saint-Germain, mentre la vittoria della Champions League con il Chelsea nel 2021 ha dimostrato la sua maestria nel calcio a eliminazione diretta, cosa tutt’altro da sottovalutare. Tuttavia, questa è la sua prima esperienza con una nazionale. Southgate era stato eccezionale nel creare l’ambiente giusto durante la sua gestione, riuscirà Tuchel, che ha recentemente prolungato il suo contratto fino a Euro 2028, a far sì che la maglia non diventi un peso?
Un peso sicuramente sono state le scelte della rosa, molto criticata in Inghilterra. L’annuncio della lista dei convocati diramata a Wembley è stato, come sempre, dominato dalle ombre dei giocatori esclusi, principalmente: Cole Palmer, Phil Foden e Harry Maguire e Alexander-Arnold. Tuchel ha dichiarato che Palmer non è riuscito a esprimere un rendimento costante nella stagione ed ha ammesso di non conoscere più la posizione ideale in campo di Phil Foden. Maguire, diversamente, ha reagito in maniera veemente al momento della sua esclusione: il difensore centrale si è sfogato sui social media dichiarandosi “scioccato e distrutto”. Tuchel ha liquidato le parole di Maguire così: “sono state una sorpresa …e non necessarie”. Molto chiacchierata anche l’esclusione di Adam Wharton, metronomo del Crystal Palace. Tuchel opterà per un 4-2-3-1 con una gerarchia ben definita: due mediani, Rice a fare da perno difensivo, al suo fianco Elliot Anderson, Bellingham libero di agire da trequartista e Kane a chiudere la linea difensiva per permettere agli esterni Gordon e Saka di attaccare verso l’interno. L’intento è quello di esercitare un pressing alto e una difesa aggressiva anche se il caldo e l’altitudine di molti stadi americani giocheranno un ruolo importante all’interno dei novanta minuti. I Tre Leoni avranno bisogno di un pressing molto ragionato e selettivo piuttosto che arrembante.
GIOCATORI CHIAVE
Harry Kane, chi se non lui? Il più forte centravanti del mondo senza discussioni. Il solo pensare che c’erano dubbi sul valore di Harry Kane dopo la sconfitta contro la Spagna nella finale di Euro 2024, è stato semplicemente assurdo. Vero, Harry ha faticato durante quel torneo, le sue prestazioni furono quelle di un giocatore chiaramente non al 100%. Ma questo immenso campione rimane l’ispirazione e il leader assoluto della squadra. Semplicemente, l’Inghilterra non funziona senza il suo capitano e capocannoniere di tutti i tempi. Tuchel ha un bisogno vitale di Kane.
L’attaccante del Bayern Monaco ha avuto un’altra stagione pazzesca, un ottimo Mondiale lo metterebbe in lizza per la corsa al Pallone d’Oro. Fondamentale sarà anche l’apporto di Jude Bellingham, centrocampista dal potenziale immenso ma non totalmente espresso, tanto da essere messo in concorrenza con Rogers. Ma è innegabile che se il centrocampista del Real Madrid prenderà finalmente piena coscienza delle proprie possibilità di incidere nella costruzione del gioco offensivo dell’Inghilterra, sarà lui l’uomo decisivo. Il centrocampista dell’Arsenal Declan Rice sarà il vicecapitano dell’Inghilterra per i Mondiali ed uno degli uomini fondamentali dello scacchiere inglese, vero e proprio perno del centrocampo ed equilibratore, dotato un’eccellente intelligenza tattica nel chiudere le linee di passaggio, intercettare palloni e preziosissimo nell’impostare il gioco dal basso, Declan avrà un ruolo fondamentale nella protezione della difesa inglese.
LA ROSA
La rosa inglese, inutile nascondersi, è fortissima e Tuchel avrà a disposizione parecchie opzioni interessanti, un gruppo ben assortito con tanti giovani dall’indubbio talento e uomini dalla grande esperienza . Pickford (Everton)ormai una certezza sarà ancora tra i pali per l’ennesimo mondiale, con Trafford(Man City) e Dean Henderson (Crystal Palace) alle sue spalle. In difesa, James (Chelsea) sarà il terzino destro con O’Reilly (Man City) a sinistra, Konsa (Aston Villa) e Stones (oppure Guehi) al centro con i loro centimetri e strapotere fisico. Dalla panchina pronto a subentrare Quansah (B. Lever) reduce da una buona stagione, Chalobah(Arsenal) che sostituisce Livramento (Newcastle) infortunato, infine Spence (Tottenham).
I due mediani titolari dovrebbero essere Anderson (Nott. Forest) e Rice (Arsenal). Tanta scelta dalla panchina per Tuchel con giocatori pronti a dare il loro contributo senza abbassare il livello tecnico: come la freschezza di Kobbey Mainoo (Man Utd) ex mediano adesso regista celebrato per la sua eccezionale visione di gioco, l’esperienza del trentaseienne Jordan Henderson (Brentford) abile nel gestire i ritmi di gioco, e Rogers (Aston Villa) giocatore fortissimo fisicamente, dotato di grande tecnica, capace di unire la potenza atletica a un dribbling elegante. I tre baluardi della fase offensiva saranno Saka (Arsenal) ala destra moderna, veloce ma anche molto acuto tatticamente, ormai stella internazionale, Bellingham (Real Madrid) ed Eze (Arsenal) trequartista spesso adattato ala.
Ma attenzione, perché dalla panchina potranno subentrare gente del calibro del rigenerato Rashford (Barcellona), Toney (Al-Ahli), Ollie Watkins (Aston Villa) capace di attaccare la profondità come pochi , Madueke (Arsenal) la cui duttilità nel saper giocare sia a destra che e sinistra potrà tornare molto utile infine Gordon (Newcastle) ala sinistra di piede destro, giovane dalla spiccata personalità unita alla grande aggressività agonistica e determinazione. Infine, il terminale principale dell’attacco dei Tre Leoni, Harry “Uragano” Kane (Bayern Monaco), reduce da una stagione a dir poco pazzesca da oltre 60 reti, che non ha sicuramente bisogno di ulteriori presentazioni.
I CONVOCATI:
Portieri: Pickford(Everton), Dean Henderson (Crystal Palace), Trafford (Manchester City).
Difensori: Burn (Newcastle), Guehi(Manchester City), James (Chelsea), Konsa (Aston Villa), Chalobah (Arsenal), O’Reilly (Manchester City), Quansah (Bayer Leverkusen), Spence (Tottenham), Stones (Manchester City).
Centrocampisti: Anderson (Nottingham Forest), Bellingham (Real Madrid), Eze (Arsenal), Jordan Henderson (Brentford), Mainoo (Manchester United), Rice (Arsenal), Rogers (Aston Villa).
Attaccanti: Gordon (Newcastle), Kane (Bayern Monaco), Madueke (Arsenal), Rashford (Barcellona), Saka (Arsenal), Toney (Al-Ahli), Watkins (Aston Villa).
LE PARTITE
Giornata 1: Inghilterra-Croazia, mercoledì 17 giugno (ore 22), Dallas Stadium
Giornata 2: Inghilterra-Ghana, martedì 23 giugno (ore 22), Boston Stadium
Giornata 3: Inghilterra – Panama, sabato 27 giugno (ore 23), New York New Jersey Stadium

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .











3 risposte
Ciao Stefano,
come sempre articolo dettagliato e che si legge di un fiato.
Purtroppo per mia colpa, sono del ’60, in questo calcio moderno non riesco più a trovare il romanticismo la follia e la passione dei miei anni ’70 (i più romantici)’80 e ’90 anche se seguo sempre le partite del nostro Milan in piedi e sto male ai derby (mai come in questo periodo dove siamo in balia di un mercante indegno che sta calpestando la nostra storia e arrivato a farmi rimpiangere Giussy Farina….).
Rimpiango quel calcio che il grande Mondonico mio allenatore negli allievi alla Cremonese una vita fa definiva “pane e salame”.
Il calcio di George Best ma anche Ezio Vendreme Ginfranco Zigoni Alviero Chiorri Luciano Chiarugi….splendidi anarchici del pallone.
E poi di quegli stadi pieni di passione ore prima e non di clienti ingessati…
Dulcis in fundo ritengo il Var per come è ora pura follia dove in uno sport di contatto con un fermo immagine poi interpretare quel che vuoi e indirizzare le partite in un modo o nell’altro. In ogni caso come ti dicevo da sempre tifoso della storia e del fascino dei 3 leoni (anche se il primo mondiale che ricordo nitidamente è quello del ’70) e poi innamorato dell’Olanda del ’74 del mio idolo Johann Cruijff e del cognato Neeskens spero che 60 anni dopo sia la volta buona oppure prima per gli orange dopo i furti di Monaco e Buenos Aires.
È sempre un piacere leggerti.
Un abbraccio.
Maurizio
Grazie caro Maurizio il mio pensiero può essere il copia incolla del tuo … che condivido, approvo e sottoscrivo totalmente…., non so se sarà la volta buona per l’inghilterra …. lo. vorrei tanto davvero…. ma purtroppo ci vuole tanta fortuna ( come è successo ad altri) … anche a me farebbe piacere eventualmente una vittoria dell’olanda .. una nazionale che ho amato da ragazzo… sul nostro Milan ormai non ho più parole … spero che Amorim non venga abbandonato a se stesso come fatto con Fonseca … che tempi gli anni 70/80/90 un caro abbraccio