La nazionale dei Paesi Bassi che parteciperà all’imminente rassegna iridata è disegnata nel segno della continuità rispetto all’ultimo campionato europeo che l’ha gratificata nel risultato più di quanto il gioco avesse fatto intendere.
L’aver incrociato Romania e Turchia, rispettivamente agli ottavi ed ai quarti di finale, ha garantito agli orange un cammino non impossibile sino alla semifinale persa contro l’Inghilterra a causa di una rete subita in prossimità dello scadere, dopo che gli uomini di Koeman erano passati in vantaggio
Non che sia una novità per gli olandesi quella di soccombere a pochi passi dal traguardo secondo un canovaccio che, ad esclusione di Euro 88, li ha visti sempre vittima di un destino beffardo.
A riprova di ciò basti ricordare come la selezione dei Paesi Bassi non conosca sconfitta nei minuti regolamentari di una gara del campionato del mondo oramai da 20 anni se è vero, come è vero, che in occasione della finale del 2010 si è inchinata alla Spagna solo durante i supplementari e nelle edizioni del 2014 e del 2022, entrambe affrontate sotto la guida del santone Van Gaal, si è vista rimbalzare ai calci di rigore sempre al cospetto dell’Argentina.
Nel mezzo la mancata qualificazione all’edizione del 2018.
Nonostante siano oramai 19 le partite consecutive senza sconfitta nelle fasi finali della coppa del mondo, i Paesi Bassi sembrano scontare una di maledizione che, al momento opportuno, allontana la buona sorte dal loro raggio di competenza e li costringe a masticare amaro, talvolta oltre i loro demeriti.
In previsione della prossima edizione della coppa del mondo, va specificato che, non fosse per gli infortunati di due anni fa e quelli attuali, la rosa dei convocati agli ordini del C.T.Ronald Koeman sarebbe stata pressoché la medesima. Calcisticamente parlando, l’attuale commissario tecnico può essere considerato il meno olandese dei C.T. olandesi Nonostante avesse ricevuto da Johan Cruijff le chiavi della prima costruzione del meraviglioso Barcellona dei primi anni 90, le sue squadre non hanno mai brillato per costrutto, possesso e proposta ad alta gradazione estetica
Tra i figliocci del 14 per eccellenza è di sicuro quello che meno ha seguito i dettami ed i principi proposti dal profeta del goal. C’è poco della cultura calcistica orange nel suo calcio anche se, durante il percorso alla guida della nazionale, ha fatto si che si “ricristallizzasse” il postulato della difesa a quattro, mantenuto in essere nonostante la poca propensione difensiva garantita da Dumfries, schierato in nazionale da esterno difensivo destro e vero “unicum” nel modo di attaccare l’area di rigore anziché cercare il fondo per il cross.
L’avvicinamento alla rassegna iridata si è rivelato esente da complicazioni. Il girone di qualificazione non rientrava tra i più complicati considerata la presenza della sola Polonia quale avversario credibile. Per il resto Finlandia, Lituania e Malta non potevano rappresentare ostacoli rilevanti sul cammino degli arancioni che, al netto del doppio pareggio con i polacchi, hanno stravinto tutte le gare.
La squadra si è quasi sempre conformata sul sistema 1433, con qualche spruzzo di 14231, senza mai modificare l’assetto di una configurazione propensa, da un lato, ad una discreta circolazione palla e, dall’altro, a qualche eccesso di prudenza poco incline al gusto per la proposta calcistica tipico di quelle parti. Analizzando l’elenco dei convocati appare chiaro come il reparto di forza della squadra sia il centrocampo.
Due anni fa la compagine dei Paesi Bassi arrivò alla semifinale europea pur scontando le assenze del trio titolare formato da Koopmeiners, De Roon e De Jong. Dette assenze favorirono l’ascesa esponenziale di Tijjani Rijnders, oggi titolare inamovibile e vera anima della nazionale. Al suo fianco sembra sicura la presenza di De Jong che, in assenza di infortuni, innesterà il gioco di visione, tempi di gioco e capacità di delineare (oltre che di disegnare) le linee su cui far scorrere la palla. Che lo faccia da mezzala o da componente di un centrocampo a due poco importa: la fluidità della manovra passerà giocoforza da lui. Ad oggi il terzo posto di centrocampo risulta ancora di incerta paternità in considerazione dell’abbondanza di reparto. Gravenberch sembra leggermente più avanti, nelle gerarchie attuali, rispetto a Koopmeiners e De Roon ma, qualora gli orange avanzassero nel torneo, tra temperature elevate, cinque sostituzioni consentite e naturale rotazione, è legittimo pensare che tutti i summenzionati si alterneranno in mezzo al campo.
Meno bene vanno le cose dietro.
Dopo anni di abbondanza al punto di lasciar fuori autentici top players, la difesa olandese deve fare i conti con l’abbandono di Blind, l’involuzione di De Ligt e i gravi infortuni patiti da Timber (comunque presente tra i convocati). Sarebbe risultato utile l’anziano De Vrij, stimatissimo dal C.T., se anch’egli non si fosse infortunato. Al centro, a fianco del totem Van Dijk, potrebbe agire Ake, abilissimo nell’uscita palla e nella visione di gioco, duttile, tecnico ed esperto, ancorché soggetto a problemi fisici che ne hanno ridotto l’impiego nell’ultima stagione. Qualora il difensore del City venisse dirottato nel mezzo è ragionevole pensare che a sinistra venga impiegato Hato. Nel caso tornasse, viceversa, ad agire da esterno, al centro della difesa potrebbe trovare posto Van der Ven. Di sicuro, se rapportiamo il parco delle scelte ad un paio di anni fa, quando il C.T. poteva scegliere tra Timber, De Vrji,Van Dijck, Ake, Blind, De Ligt tutti al massimo della condizione, il livello sembra essersi abbassato.
Per quanto riguarda il reparto offensivo, per un Malen propostosi in modo impetuoso negli ultimi mesi della nostra serie A c’è un Simons costretto a rinunciare al mondiale causa infortunio. Sarebbe stata la manifestazione in cui la stella del Tottenham avrebbe dovuto dimostrare d’aver compiuto il passaggio da promessa a campione ed invece la coppa del mondo la vedrà da casa. Un’assenza non da poco per Koeman che dovrà rivisitare il reparto offensivo. Non sembrano sussistere dubbi in merito alla circostanza secondo cui i titolari, almeno in partenza, saranno Gapko, Depay e Malen. Più complicato è stabilire come i tre attaccanti saranno disposti sul terreno verde.
Chi scrive, anche in virtù del pregresso, si sente legittimato a pensare che i suddetti possano modificare le rispettive posizioni in corso di gara, scambiandosi le zone di campo di competenza. Lasciare a Depay, per deferenza, il centro del fronte offensivo potrebbe penalizzare Malen in quel caso regalato sull’esterno. Allo stesso modo, avanzare Reijnders nei tre elementi dietro la punta in seno ad un sistema 14231 significherebbe retrocedere di qualche metro il raggio d’azione di Gapko e privarsi della sua capacità di attaccare la profondità. Il tutto senza tralasciare la capacità di incidere a partita in corso di Klujvert e Lang oltre a Werghost, abituato a risultare decisivo giocando pochi minuti e quasi sempre impiegato in condizioni emergenziali.
Toccherà a Koeman opzionare la scelta migliore e dovrà farlo con grande attenzione in considerazione del fatto che la sua squadra è inserita in un girone particolarmente insidioso in compagnia diGiappone che, affronterà ad Arlington il 14 giugno, Svezia, contro la quale giocherà a Houston il 20 giugno, e Tunisia, da affrontare a Kansas City il 24 giugno.
Impegni non agevoli per i Paesi Bassi, verso cui il destino non è mai stato tenero.
Per quanto la nazionale arancione rappresenti un parametro storicamente d’eccellenza nella storia del calcio mondiale, non può essere inserita tra le favorite d’ufficio della prossima competizione iridata. Riteniamo di affidare alla compagine olandese il ruolo di outsider, dietro al quartetto Francia-Spagna-Argentina-Brasile oltre che alla coppia Germania-Inghilterra. Di sicuro tra le nazionali in credito con la fortuna quella olandese occupa un ruolo di prim’ordine e prima o poi i conti con il destino dovranno essere regolati…
Convocati
Portieri: Flekken (Bayer Leverkusen), Roefs (Sunderland), Verbruggen (Brighton)
Difensori: Aké (Manchester City), Ato (Chelsea), Dumfries (Inter), Timber (Arsenal), Van Dijk (Liverpool)
Van De Ven (Tottenham), Van Hecke (Brighton)
Centrocampisti: De Jong (Barcellona), De Roon (Atalanta), Gravenberch (Liverpool), Koopmeiners (Juventus), Reijnders (Milan), Til (PSV Eindhoven), Timber (Feyenoord), Wieffer (Brighton)
Attaccanti: Brobbey (Sunderland), Depay (Corinthians), Gakpo (Liverpool), Kluivert (Bournemouth), Lang (PSV Eindhoven), Malen (AS Roma), Summerville (West Ham), Weghorst (Ajax)
C.T.Ronald Koeman

BIO: Alessio Rui è nato e vive a San Donà di Piave-VE ove svolge la professione di avvocato. Dal 2005 collabora con la Rivista “Giustizia Sportiva”, pubblicando saggi e commenti inerenti al diritto dello sport. Appassionato e studioso di tutte le discipline sportive, riconosce al calcio una forza divulgativa senza eguali. Auspica che tutti coloro che frequentano gli ambienti calcistici siano posti nella condizione di apprendere principi ed idee che, fatte proprie, possano contribuire ad una formazione basata su metodo e coerenza, senza mai risultare ostili al cambiamento.











3 risposte
interessante analisi della nazionale che dal 1974 mi fa battere il cuore. Sì l’ammirazione sfociata in amore per Ajax e Nederland è sempre nel cuore. Una sola osservazione: purtroppo Tijjani Reijnders non è più del Milan.
Fa battere il cuore anche a me, gentile Roberto.Ma la fortuna non è mai stata arancione…
Certo se ripenso al goal del pareggio (2-2) di quattro anni fa, non trovo nella storia recente dei mondiali uno schema così geniale…