“Presto, tutti quanti ci troviamo faccia a faccia con la scelta tra fare quello che è più giusto o quello che è più facile fare”, dice Albus Silente in Harry Potter e la pietra filosofale.
Harry, ti presento Graham. Un britannico sulla panchina della Svezia, cappello da cowboy in allenamento e rodeo nel giorno libero. A Houston, però, c’è un problema per i gialloblù, figlio un approccio sbagliato e di scelte inappropriate: giocare o rinunciare a farlo?
Se poi dall’altro lato c’è un’Olanda che di vertigini non soffre, la sfida si complica notevolmente. Ronald Koeman è astuto a incartare gli avversari, sia tatticamente sia fisicamente, e la sua squadra, con qualità, padroneggia gioco e partita.
L’ultimo precedente ai Mondiali risale al 1974: 0-0 in Germania Ovest, con l’Arancia Meccanica di Rinus Michels e le Tre Corone ad annullarsi – come Brera comanda – nel risultato. Il 14, neanche a dirlo, era il numero del Profeta, Johan Cruijff, che di spazio e nello spazio regnava indisturbato. Quello spazio che, in Olanda, è impronta culturale e patrimonio. Koeman lo sa bene e anche i giocatori.
LO SPAZIO, IL TEMPO E IL CALCIO
Rimpicciolire una parte di campo per liberare l’altra: l’Olanda concentra la manovra in un fazzoletto di terra per svuotare intere zone e creare lo spazio. Nel 2026 il 14 è sulle spalle di Reijnders, che risale la trequarti e propizia l’1-0: apertura a destra per Gakpo, filtrante in area dell’attaccante del Liverpool e appoggio facile di Brobbey. 1-0 e palla al centro. Nel cuore del campo gli Orange dominano e disinnescano le fasce della Svezia: Dumfries e Van de Ven sono vigili a schermare le avanzate dei quinti di Potter.
Difendere, attaccare e, soprattutto, reagire rapidamente al cambio di possesso: la prerogativa olandese è chiarissima e i gol nascono tutti dall’interno. Con l’ampiezza che diventa il mezzo per colpire. E mentre Verbruggen neutralizza gli squilli di Gyokeres e Ayari, è Dumfries a sfornare assist. Il neo acquisto del Real Madrid prima imbecca Brobbey (la mossa a sorpresa di Koeman) per la doppietta, e poi Gakpo per il 3-0, sempre con un rasoterra teso a bucare le maglie svedesi in area.
Ma per Long Neck c’è ancora spazio e tempo per impiattare il bis, servito dall’incursione centrale di Summerville. E proprio Crysencio a firmare la cinquina su un’azione tutta di prima e verticale dell’Olanda: il tiro dalla lunetta dell’area coglie di sorpresa Nordfeldt e termina in rete. Il gol della bandiera per la Svezia, però, arriva già al 58’ con un contropiede velocissimo e sinistro chirurgico. La verticalità governa il match, con gli Orange più abili a sfruttarla e i gialloblù meno efficaci (e con troppe occasioni dilapidate).
All’NGR i Paesi Bassi strappano il sipario con tanto di vijftal (cinquina): 5-1 e tracce di calcio totale sul taccuino di Koeman, che vola in testa al girone con 4 punti e intravede i sedicesimi. Per la Svezia, invece, l’ultima gara contro il Giappone sarà decisiva per misurare la tenuta e le ambizioni di qualificazione.

BIO: Andrea Rurali
Brianzolo Doc, classe 1988. Da sempre appassionato di cinema, tv, calcio, sport e viaggi.
- Lavoro a Mediaset dal 2008 e attualmente mi occupo del palinsesto editoriale di Cine34.
- Sono autore del programma di approfondimento cinematografico “Vi racconto” con Enrico Vanzina e co-regista dei documentari “Noi siamo Cinema” e “Vanzina: una famiglia per il cinema”.
- Dal 2014 dirigo la rivista web CineAvatar.it (http://cineavatar.it/)
- Nell’autunno 2022 ho fondato la community Pagine Mondiali e nell’estate 2023 la piattaforma sportiva Monza Cuore Biancorosso.
- Da agosto 2023 collaboro con la testata giornalistica Monza-News, scrivendo le analisi delle partite dei biancorossi e partecipando alla trasmissione Binario Sport.
- Dal 2019 collaboro con la casa editrice Bietti, in particolare per la realizzazione di saggi sul cinema inseriti nelle monografie di William Lustig, Manetti Bros, Dario Argento e Mike Flanagan.
- Tra le mie pubblicazioni, il saggio “Il mio nome è western italiano” nel volume Quando cantavano le Colt. Enciclopedia cine-musicale del western all’italiana (F. Biella-M. Privitera, Casa Musicale Eco, 2017).











Una risposta
I Paesi Bassi non perdono una gara in occasione della fase finale della Coppa del Mondo dal 2006.
23 partite senza sconfitta nei regolamentari, nonostante abbiano affrintato un paio di volte Argentina e Spagna.
E’ un record di cui nessuno parla ama 20 anni senza sconfitte non è cosa da poco.