Una partenza così non si era mai vista, per lo meno appare molto difficile da ricordare: dopo un terzo del campionato abbiamo in vetta 7 squadre in 5 punti, dai 28 di Milan e Napoli ai 23 della Juventus. In mezzo due splendide realtà come Bologna e Como, assolutamente in grado di dare fastidio alle grandi che le circondano.
La quota scudetto si è abbassata per forza, attualmente gravita intorno agli 84 punti: è normale che possa erodersi negli scontri diretti, dove – come abbiamo visto – a turno tutte lasciano per strada qualcosa, salvo i rossoneri che però hanno scialacquato contro squadre di seconda o terza fascia. Al di là dei sofismi sulla qualità, sul livello, sul gioco e sul valore della Serie A (un esercizio sterile, visto che gli scettici sono stati smentiti dal cammino delle italiane nelle coppe europee in queste ultime stagioni) riflesso anche sullo spessore della Nazionale di Gattuso, la lotta è appassionante perché coinvolge molte piazze.
L’equilibrio è l’unica costante nell’analisi di queste 13 giornate, certificato appunto dallo spazio ristretto al vertice. Il pronostico è complicato. Il Milan di Allegri, si dice da questa estate, ha il vantaggio di giocare una volta la settimana. È un fatto però che fino a questo momento le soste abbiano falcidiato la rosa, che in mezzo – al momento – ci siano anche la Coppa Italia e la Supercoppa italiana, ma soprattutto che è lo stesso club ad essersi complicato la vita, con quell’idea davvero cervellotica di andare a giocare in Australia (a febbraio) la partita “casalinga” con il Como. Una trasferta massacrante per gli atleti, con ripercussioni che potrebbero durare qualche settimana. I soldi non possono essere un’argomentazione valida quando in ballo c’è uno scudetto…
Al di là del calendario, la squadra di Allegri difetta di un cannoniere e della capacità di tenere alta guardia e livello contro le squadre meno forti. Se dovesse risolvere questo problema, potrebbe veramente candidarsi come favorita: da qui al 2 gennaio avremo risposte chiare dai rossoneri, impegnati con Torino, Sassuolo, Verona e Cagliari (in mezzo c’è Napoli-Milan il 18 dicembre e l’eventuale finale di Supercoppa in Arabia Saudita).
Sono scettico sulla reale possibilità di rinforzi incisivi dal mercato invernale. Il Napoli in vetta senza mai aver avuto Lukaku e con qualche singhiozzo durante la corsa, rappresenta una certificazione di forza. Alle prese adesso anche con la grave assenza di Anguissa, va sottolineato come Conte sia stato capace di ricompattare un gruppo che tendeva a sfaldarsi qua e là. L’Europa succhia energie ed entusiasmo, visti i risultati altalenanti fino ad ora, ma il ritorno del centravanti belga sarà un aiuto fondamentale. Per me, resta la favorita insieme con l’Inter.
L’Inter, appunto. Tornata pazza e vagamente inaffidabile (5 sconfitte in 18 partite tra campionato e Champions, troppe), ma sul valore assoluto è difficile discutere. I suoi 4 attaccanti sarebbero titolari in quasi tutte le squadre di vertice, il centrocampo recupera Mkhitaryan perfetto per far risalire la china a un Chalanoglu offuscato, far rifiatare Barella e ridare sostanza a un reparto rimescolato anche a causa dell’assenza di Dumfries, altro elemento vitale per Chivu. I nerazzurri devono risolvere la loro tendenza a correre sulle montagne russe, devono appiattire la strada in orizzontale verso il traguardo: non sempre ci si riesce a rialzare dopo le cadute, specie quando l’autostima si abbassa. L’impianto è comunque il più ricco e completo, solo i troppi impegni su vari fronti possono influire a rallentare ancora la marcia.
Credo che la Roma sia la sorpresa più grande fino a questo momento, insieme al Milan con cui condivide il peso specifico – assente… – dei centravanti (Ferguson e Dovbik) e quindi l’incapacità ricorrente di finalizzare l’organizzazione di gioco, che verte – non a caso – su un impianto difensivo d’eccezione. Siamo alle solite: lassù ci stanno le squadre con meno gol subìti: Roma e Como 7, Bologna 8, Milan 9. Gasperini sta facendo volare i giallorossi, non so onestamente fin dove e fin quando. Al di là della sconfitta in casa con il Napoli domenica scorsa.
Di Bologna e Como ho accennato: sono le grandi, insidiosissime incognite per chi insegue lo scudetto. Nessuna di queste due lo vincerà, ma non si possono mettere limiti a priori all’entusiasmo, alla preparazione dei loro allenatori Italiano e Fabregas, alla qualità del gioco e degli interpreti. È evidente che le altre 5 del gruppo di testa abbiano tutte qualcosa in più, ma negli scontri diretti e nel computo finale della classifica non potremo stupirci se Bologna e Como saranno protagoniste.
Infine, la Juventus che questo trenino chiude in coda. È strano, perché nemmeno Spalletti è riuscito finora a ridare continuità ai bianconeri. Non dipende solo da Openda e David, sul valore dei quali sono pronto a scommettere, né dalla costanza di Vlahovic – fosse andato al Milan a giugno, credo fortemente che i rossoneri sarebbero stati i favoriti per lo scudetto -, né in generale dalla qualità del reparto avanzato se ci aggiungiamo Yildiz, Conceiçao, di recente Kostic recuperato da Lucianone.
Le dolenti note sono dietro, dove la qualità non è eccelsa, e soprattutto in mezzo: Koopmeiners in bianconero non si consacra, McKennie e Locatelli non credo sarebbero titolari in nessun centrocampo delle rivali, Zhegrova resta un punto di domanda condiviso con Joao Mario e Miretti (i quali peraltro, in assoluto, non appaiono in grado di incidere nella lotta al primato…).
Siamo comunque in un Mondiale della MotoGP: ogni curva, ogni condizione meteo, ogni imprevisto possono determinare un sorpasso, una caduta, un errore, un allungo. Sarà così fino alla fine: serviranno preparazione, lucidità, attenzione, qualità. E un po’ di fortuna, ovviamente.

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di Sportitalia e Direttore della Fiera Digitale dello Sport. Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.










2 risposte
Buongiorno, sono d’accordo su tutto, in particolare sul valore assoluto di Inter e Napoli e su centrocampo della Juventus.
Raramente ricordo un valore tecnico così basso dei bianconeri.
Sottolineo il finale del tuo puntuale e condivisibile articolo grande Luca…”e un po’ di fortuna ovviamente!”
Se il Diavolo se ne procurasse una piccola fetta ogni qualvolta si trovasse ad affrontare squadre così dette “provinciali” (quasi a soffrire di quello strano malessere che oserei definire, onomaturgicamente parlando, in “paesite”, avrebbe di fronte un autostrada senza casello per raggiungere la sua seconda ed agognata Stella!
Buona serata.
Massimo 48