INTER – MILAN 0-1: IL DERBY DI MILANO È ROSSONERO!

Il Derby di Milano non è stato e mai sarà una partita come le altre, tradizione, blasone, storia e cultura da sempre lo caratterizzano e conseguentemente lo differenziano dagli altri match. Non è snobismo, assolutamente, ma una sorta di alchimia che si è generata negli anni alimentata dai personaggi che hanno ruotato attorno a questo evento, personaggi dei variegati mondi della storia italiana. L’omaggio di stasera ad una Signora milanese che negli anni 50 iniziò una carriera fenomenale nella nostra musica cantando la “LIGERA” (malavita) milanese e poi l’amore infinito degli uomini e delle donne, unendo ancora una volta questa città meravigliosa sotto un unico cielo, senza divisioni di colori rossoneri o nerazzurri, San Siro ha reso omaggio ad Ornella Vanoni. Perché Milano e la sua partita sono questo da molti anni, tifosi insieme allo stadio, seduti accanto con colori diversi, ma uniti dalla setssa passione e dalla consapevolezza di vivere un evento unico, in quello che da pochi giorni, dopo i noti fatti, è diventato il loro Stadio. 

Il nostro Milan reduce da un periodo complicato si trovava ad affrontare un Inter in salute, in piena rincorsa a quella vetta che la Roma non vuol mollare. I ragazzi nell’ultimo mese hanno palesato un calo evidente, sia come qualità di gioco sia come perdita di quella compattezza difensiva che ci aveva caratterizzato fino a metà ottobre. L’emergenza infortuni, inevitabilmente, ci ha tolto due tra i principali artefici dell’inizio brillante di stagione, Pulisic e Rabiot, ma questo non doveva diventare un inconscio alibi mentale, è mancato l’apporto delle seconde linee quando chiamate all’appello da Max Allegri. Stasera però tornavamo compatti con il nostro 1-3-5-2, con Tomori al rientro in difesa,  Rabiot a centrocampo con Luka e Fofana. Il ballottaggio sugli esterni ha visto la scelta dell’ottimo Bartesaghi con Alexis in fascia opposta,  ma soprattutto il ritorno in attacco di  Captain America Pulisic accanto a Rafa Leao (per la prima volta in tandem da inizio partita  in questo campionato ), pronti a fare male ai nerazzurri. L’importante era non farsi schiacciare negli ultimi venti metri, la forza dell’Inter e la capacità di fraseggio nello stretto delle sue punte rappresentava il pericolo maggiore per la nostra squadra, occorreva quindi una prova complessiva di tutti nella fase difensiva fin dalle prime battute,  già con i nostri attaccanti, un match che da affrontare con personalità, attenzione e coraggio.

PRIMO TEMPO 

La partenza dei nerazzurri come da copione è feroce nell’aggressione, facendoci arretrare proprio in quella porzione di campo dove mai avremmo dovuto finire. Il giro palla veloce specialmente sulla sinistra crea non pochi grattacapi alla nostra difesa che si schiera a cinque in ripiego, al 3 minuto proprio un cross da quella posizione dell’arrembante Di Marco fa correre il primo brivido alla nostra porta, salvata da un prodigioso balzo di Maignan che para su un colpo di testa in torsione di Thuram. Siamo bassi.. troppo, non riusciamo a ripartire con i fraseggi, spesso aggrediti dai nerazzurri che come riconquistano palla ripartono veloci, Thuram è assolutamente il giocatore che fa girare l’attacco dell’Inter, prezioso non solo nell’attaccare la profondità, ma anche ad effettuare preziose sponde per gli inserimenti dei centrocampisti.

I nostri ragazzi intorno al quindicesimo minuto iniziano piano piano a sciogliersi, Modric detta il gioco coadiuvato da un Rabiot in crescita, sfruttiamo qualche buona ripartenza, ma manchiamo di precisione nell’ultimo passaggio, il movimento di Pulisic e Leao non riempie l’area nerazzurra, per cui i cross  sia di Bartesaghi (pericoloso il suo) che di Saelemaekers non trovano nessuno all’appuntamento. La difesa regge l’urto nerazzurro, ma al 27 minuto rischiamo grosso su anticipo di testa di Acerbi dopo un corner di Calhanoglu, la palla sbatte sul palo e ci salva. Pulisic prova qualche bella ripartenza ma viene risucchiato dalla difesa dell’Inter pronta a disinnescare l’americano parso comunque in buona forma, i nostri attacchi sono con pochi uomini e solo un bel tiro dalla al 44 minuto distanza proprio di Pulisic  interrompe un predominio evidente dei nostri avversari, poco prima al 37 minuto, siamo salvati da un ennesimo palo su girata di Lautaro, deviato ancora una volta da un reattivo Maignan. Finisce così un primo tempo di grande sofferenza.

SECONDO TEMPO 

La ripresa si apre sulla stessa lunghezza d’onda della prima frazione, nerazzurri che premono ed i ragazzi stretti e compatti negli ultimi venti metri che chiudono i varchi con un po’ di apprensione, al 54 minuto la svolta, il Milan riparte con Rabiot che recupera l’ennesimo pallone della sua  partita, serve Fofana che vede Saelemakers arrembare dalla destra, Alexis scaglia un diagonale che Sommer con poca reattività non respinge con forza, Pulisic è intelligente, segue l’azione ed indisturbato  di piatto segna a porta sguarnita 0-1.  L’Inter attonita reagisce rabbiosamente continuando a premere e, con Bastoni, al 59 minuto manda sopra la traversa un tiro pericoloso. I ritmi si alzano e le squadre tendono ad allungarsi, i ragazzi nella sofferenza riescono pure ad imbastire un paio di bei contropiedi creando pericoli prima con Leao che di testa viene anticipato da Akanji su perfetto cross di Saelemakers, e poi con un tiro di Fofana pescato in area da un Alexis scatenato.  Al 72 minuto altro episodio determinante , Thuram si invola sul fondo area sinistro della nostra difesa e crossa, Pavlovic in corsa pesta il piede del francese dopo il suo traversone. Sozza richiamato da Var assegna il calcio di rigore, situazione a mio parere discutibile, Thuram è vero viene toccato dal piede di Pavlovic, ma ampiamente dopo aver effettuato il cross, il difensore non può arrestare improvvisamente lo slancio della sua corsa e il “pestone” non inficia la giocata dell’avversario già liberatosi della sfera.

Sul dischetto si presenta il turco, Maignan lo guarda sfidandolo, posizionandosi in porta lasciando volutamente la propria parte destra sguarnita, come voler invitare l’avversario a calciare come di solito fa, incrociando il tiro. Calhanoglou tira come suo solito e Mike prima vola come un airone andando a piena mano a respingere il tiro, e dopo con un balzo felino schiaffeggiando la palla lontano, fantastico. Allegri corre ai ripari mettendo forse fresche, escono Pulisic e Fofana per Ricci e Nkunku . L’Inter con la forza della disperazione cerca il pareggio, ma la retroguardia rossonera compatta ed attenta non corre grossi pericoli, se non all’89 minuto, con un tiro del nuovo entrato Bonny che però colpisce male la sfera. La partita termina dopo cinque minuti di recupero, con i ragazzi attenti a non compiere leggerezze ed un Inter ormai priva di forze dopo un forcing a tratti estenuante.

Fermo restando la gioia immensa e legittima per la vittoria di un Derby dalla valenza importantissima ai fini della classifica e del morale, occorre riconoscere che il Milan abbia per lunghi tratti sofferto troppo la spinta feroce e l’aggressione nerazzurra, e che una buona dose di fortuna sotto forma dei legni ci abbia salvato. Altresì vero che la squadra ha saputo soffrire compatta,  il ritorno sulla mediana di Rabiot ha dato nuovamente quel peso specifico troppo importante per il reparto e lo abbiamo percepito tutto. Bene la difesa sempre attenta, un Bartesaghi ormai padrone assoluto del ruolo ed un Pulisic sempre determinante. Rafa Leao ha giocato una partita volenterosa ma è palese il ricercare lo spostamento sull’out sinistro a lui più congeniale per attaccare la difesa avversaria, Alexis meglio il secondo tempo, Luka sempre preciso e affidabile in cabina di regia. Ma il protagonista principe della serata è stato lui Mike Maignan, immenso con la sua reattività, prima sul colpo di testa di Thuram e dopo sul rigore del turco, in quel balzo e nella successiva respinta abbiamo ritrovato l’essenza di uno dei portieri più forti del mondo.  

Godiamoci questo successo, restando con i piedi per terra continuando a crescere, soprattutto nella proposta del nostro gioco. Una menzione speciale alla nostra meravigliosa curva, per la geniale trovata di creare la coreografia con la sola luce dei cellulari. Il cielo di San Siro stasera ha i colori rossoneri, i colori di un amore “SENZA FINE”.

FORZA MILAN!!

TABELLINO

INTER-MILAN 0-1
Marcatori: 54’ Pulisic

LE FORMAZIONI
INTER (1-3-5-2):
 Sommer; Akanji, Acerbi (dal 85’ Esposito), Bastoni; C. Augusto, Barella (dal 85’ Diouf), Çalhanoğlu (dal 78’ Zielinski), Sučić, Dimarco; Thuram, L. Martínez (dal 66’ Bonny). A disp.: Calligaris, J. Martínez; Alexiou, Bisseck, Cocchi, De Vrij, Frattesi, L. Henrique. All.: Chivu.

MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Fofana (dal 78’ Ricci), Modrić, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic (dal 78’ Nkunku), Leão (dal 86’ Loftus-Cheek). A disp.: Pittarella, Terracciano; De Winter, Estupiñan, Odogu; Jashari. All.: Allegri.

Arbitro: Sozza di Seregno.

Ammoniti: 47’ Leao, 61’ Calhanoglu, 72’ Pavlovic.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

12 risposte

  1. Abbiamo imparato e essere squadra. Siamo cinici e vinciiamo soffrendo. Quando è cosi ti chiami addosso anche un po’ di fortuna. E ora abbiamo anche la certezza che l’allenatore in questo sport fa la differenza eccome. Essendo un amante del calcio che fu però mi vorrei soffermare sul rigore assurdo dato all’Inter che avrebbe potuto costarci la vittoria. Credo che ogni uomo di calcio che ha un minimo di voce in capitolo in Italia dovrebbe insorgere contro il VAR e contro l’assurda regola dello “step on foot”specialmente se interpretata così male come ha fatto ieri Sozza. Se il piede del difensore va verso il piede dell’attaccantr e lo pesta, posso anche capire, ma la dinamica di ieri dice esattamente il contrario.
    Dopo non aver concesso il rigore, richiamato dal var (basta!!!) Il genio ha cambiato la decisione e persino ammonito Pavlovic.
    Pavlovic è a trenta centimetri da thuram e fa il movimento per impedire il cross, mantenendo parallelo il suo piede a quello di Thuram il quale crossando continua lo slancio , (perché non può fare altrimenti) della gamba che va verso quella di pavlovic, (e non viceversa) e si infila sotto il piede del difensore che non può certo smaterializzarsi. Rigore assurdo, ridicolo, ancor di più se rivisto al var. Per me questo non è più calcio, si risxhia di falsare le partite.

  2. Grazie Gianluca purtroppo in alcune circostanze l’applicazione di un regolamento ancora non chiaro porta a decisioni controverse , anche per me quarta storia dell step on foot specie dopo un tiro o un cross deve essere cambiata , i difensori non possono arrestarsi di colpo e’ contro logica .. sulle ammonizioni lasciamo perdere … il povero gabbia dopo pochi minuti ha ricevuto una evidente gomitata non sanzionata . Detto ciò occorre crescere nel gioco

  3. San Siro era vestito a festa, dei colori nerazzurri però. La Curva rossonera ha deciso ancora di fare uno sciopero bianco. Tutto sembrava protendere in favore dell’Inter e della sua furia agonistica che nei primi quindici minuti ci ha messo in difficoltà. Il Forte Apache del team Allegri ha retto, la fortuna ha dato una mano sulla capocciata di Acerbi. Non è sempre 22 aprile e forse i giocatori nerazzurri l’hanno avvertito soprattutto quando il Milan ripartiva. Ma l’Inter ha continuato ad attaccare e il palo di Martinez sulla deviazione di Magic Mike (prestazione da portiere più forte del mondo) sembrava il preludio per un meritato vantaggio. Pulisic da fuori sfiorava il palo. Un avvertimento che al 54′ minuto ha trovato conferma nel contropiede orchestrato da Saelemaekers e nel tap-in di Capitan America. Il rigore parato da Maignan al Turco ha reso la vittoria in questo derby memorabile. Allegri ha perso la prima volta nel 2010/2011 con una neopromossa e vinto il derby per 0-1. Coincidenze? Vedremo. Il Milan ha giocato di cuore ieri sera, non certo una partita propositiva ma senza dubbio un successo da corto muso. Grande partita di Rabiot, Modrić ha anche gli occhi dietro alla testa, bravo Bartesaghi. A parte i pali, la difesa sembrava quella versione 1993/1994. Una muraglia invalicabile. Leao rivedibile: alcuni contropiede poteva gestirli meglio. Ora bisogna dare continuità perché come dice Max questa vittoria potrebbe essere vana. Ma intanto, che goduria!

    1. Grazie Vincenzo sempre puntuale… la difesa è vero ha retto però sarebbe auspicabile un po’ più di proposizione nel gioco e nell’atteggiamento , portarseli in venti metri poteva essere letale ma godiamoci la vittoria e guardiamo con fiducia

      1. Analisi perfettamente condivisibile Stefano, ennesimo Chapeau! Scrivi bene nel finale del tuo articolo quando attribuisci il vero merito della vittoria rossonera all’autentico mattatore della serata alias Magic Mike Maignan. Da amante della storia paragonerei il penalty parato allo specialista Chalanoglu alla furbata escogitata da Ulisse per sfuggire alla cattura del vorace e cieco Polifemo che elise nasconendosi assieme ai suoi compagni sotto il ventre delle pecore. Quel gesto studiato equivale all’astuzia del ns. Mike che di proposito ha lasciato più spazio libero alla sua destra…inducendo il turco a calciare nello spazio piú ampio…e come dall’Olimpo si sollevò l’ira funesta di Calliope che di lì a breve avrebbe scatenato un maremoto (anche se Ulisse raggiunse ugualmente Itaca)
        parimenti Il Dr. Marotta si scatenerà sugli amati/odiati cuginastri!
        Buona giornata e buon Milan!

        Massimo 48

  4. Nell’anno della Stella, il Enrico Albertosi paro’ un rigore nel secondo tempo ad Altobelli…chissà se il ricorso storico ci sarà favorevole.
    Mike come Ricky, Gimenez come Chiodi: bastassero queste coincidenze, non interverrei sul mercato, ma sappiamo che, nonostante la vittoria, questa squadra per arrivare sino in fondo avrebbe bisogno di quella punta in grado di aprire le porte di coloro che non ti fanno hiocare.
    Parere assolutamente personale e magari non condiviso.
    Ottimo l’articolo, Stefano.

    1. grazie Gian Paolo gentilissimo, speriamo a gennaio la società faccia uno sforzo … poi ad aprile vediamo dove siamo e magari………

  5. Ciao Stefano.
    Allegri l’aveva detto che loro ci avrebbero attaccati subito, e proprio su questa cosa aveva lavorato con i ragazzi. Però all’inizio qualcosa non ha funzionato a dovere, infatti loro nel primo tempo si sono resi pericolosi in tre occasioni: la prima dopo pochi minuti sul cross di Di Marco per la testa di Thuram, dove Mike fa il primo miracolo della serata. Se si osserva bene l’azione al limite della nostra area Modrić “perde” il terzino dell’Inter che ha tutto il tempo e la libertà di guardare in area e crossare, e Thuram fa un movimento che disorienta Gabbia ma non Maignan. La seconda occasione arriva dal crossi di Barella, dove l’Inter è posizionata molto bene in area, ma anche lì una copertura un po’ moscia di Fofana e Tomori lascia spazio al colpo di testa di Thuram che libera Lautaro, poco chiuso da Gabbia, al tiro ma Maignan fa il secondo miracolo. La terza il palo, che è un’altra disattenzione grossa di Fofana, che nel primo tempo non ha brillato per reattività in ogni parte del campo, dobbiamo ammetterlo, ma ci è andata bene. Ma già dal 18simo minuto loro hanno allentato la pressione sui nostri difensori e siamo usciti meglio, avendo anche noi le nostre occasioni, con Bartesaghi, Saelemaekers e Pulisic che sfiora il palo al 44simo.
    Nel secondo tempo siamo usciti meglio di loro dagli spogliatoi, e infatti siamo stati premiati dal gol su un’eccellente azione di contropiede: ma tutto questo dominio nerazzurro io non l’ho visto, hanno tenuto palla, impostato gioco ma noi eravamo messi bene dietro, e occasioni clamorose non ne hanno avute, a parte il rigore che sa tanto di “regalo” per premiare il possesso palla. (Puntualizzo sulla sceneggiata di Thuram che batte la mano sul campo come per mimare un tam-tam per richiamare l’arbitro, e appena viene assegnato il rigore zompetta come un grillo: e meno male che era Gimenez l’attore, quello che simulava in area.) Un po’ come quando da bambini, al campetto sotto casa, si giocava fino a quando qualcuno gridava “chi fa questo vince tutto!” e qui il godimento per ogni milanista è salito alle stelle: un po’ come per Milan-PSG di Champions quando facemmo due gol a Donnarumma…
    Alla fine loro erano in campo con un 4-2-4 ma non sono mai stati pericolosi, potevamo giocare altri 30 minuti, non ci avrebbero mai fatto gol, un po’ come le partite con Napoli (dove siamo stati in 10 per mezz’ora) e Roma. Noi siamo imprescindibili da Rabiot-Modrić a centrocampo e da Pulisic davanti: manca il centravanti, Leão per quanto forte come 9 non gioca come quando gioca a sinistra, e anche un Santi Gimenez “spuntato” sicuramente avrebbe dato più profondità al nostro gioco, tenendo loro più chiusi dietro. A Gennaio serve intervenire sul mercato, ma con un 9 chi verrebbe tolto davanti? Alexis? Leão? Pulisic? Oppure verrebbe tolto Fofana a centrocampo? Un bel dilemma, che lascio volentieri ad Allegri e al suo staff, limitandomi come domenica sera a perdere la voce per tifare il mio amatissimo Milan.

    1. Grazie Lui per la bella disamina , speriamo a gennaio la società faccia quei 2/3 colpi necessari. Sì occorre una punta anche per me Leao non le caratteristiche per fare il centravanti .. diciamo così classico, rischiamo di perdere la sua forza propulsiva sulla fascia . Occorre anche un centrale / esterno come già detto dobbiamo tenere la posizione nelle prime 4/5 fino ad Aprile e poi vedere . un saluto

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