Dovevamo saperlo!!! I nostri ragazzi, reduci dalla vittoria sofferta ma alla fine meritata contro la Roma nel turno precedente, non potevano cullarsi sugli allori abbassando la guardia nell’ostica trasferta di Parma. Il Milan in questo primo indicativo spezzone di campionato ha mostrato due facce: la prima quella con le squadre coinvolte nella lotta per i vertici della classifica, l’altra quella più oscura , che ci ha fatto perdere punti importanti contro Cremonese e Pisa e conquistato, solo faticosamente nel finale ,la vittoria contro la Fiorentina, ultima in classifica . La partita al Tardini rappresentava un banco di prova non indifferente, un ulteriore step di maturità e consapevolezza, da non prendere assolutamente sotto gamba prima della sosta con vista Derby. Per il Parma di Cuesta (7 punti in campionato) l’incontro era importante per allontanarsi dalla zona retrocessione, un un match affrontato in grande emergenza anche per i gialloblu per la situazione infortunati.
La situazione dell’infermeria in casa Milan piano piano sembra fortunatamente essersi risolta, la notizia delle mancate convocazioni con le rispettive nazionali per Rabiot, Pulisic ed Estupinan ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo, dopo queste settimane di sofferenza.
Chi invece non ha mollato un centimetro è stato il nostro meraviglioso immarcescibile Luka Modric: 92% la percentuale dei passaggi riusciti (circa 650) in 10 partite, questo giocatore fantastico non solo si è fatto apprezzare per questa statistica ma lo abbiamo ammirato e scoperto anche per i suoi preziosi ripiegamenti difensivi e le rincorse vincenti su avversari di venti anni più giovani, segno di grande leadership e volontà di immergersi totalmente nel mondo rossonero. Menzioni importantI per Leao, finalmente continuo per giocate ed atteggiamento, soprattutto nelle ultime tre partite, in cui, nelle difficoltà, Rafa è risultato determinante, per il guerriero impavido Pavlovic e per le belle scoperte dei giovani Bartesaghi (perchè fuori dai titolari?) e Ricci.
Stasera tutto questo doveva essere azzerato nella nostra mente, la partita nascondeva più di un’insidia, proprio per l’atteggiamento di un Parma rintanato in difesa, preoccupato a fare densità in mezzo al campo per renderci la manovra quanto meno farraginosa e poco fluida. Occorreva pazienza e concentrazione.
Il Milan si schierava sempre con il consueto 1-3-5-2 , confermato De Winter con Gabbia e Pavlovic, cosi come il centrocampo con Ricci, Modric e Fofana, sugli esterni Saelemaekers ed il rientrante Estupnan, in avanti ancora Leao e Nkunku, con Pulisic in panchina.
PRIMO TEMPO
Il match parte con un Parma sorprendentemente aggressivo, il Milan però è in controllo e con il palleggio guidato da Modric e Ricci vanifica l’aggressione costringendo i gialloblù ad allungarsi durante il pressing. Al 12° minuto in un veloce ribaltamento dei rossoneri, Nkunku dal limite dell’area, allarga intelligentemente per Saelemaekers che, con il mancino, con un diagonale preciso batte Suzuki colpevolmente in ritardo su una conclusione non irresistibile, 0-1. Dopo tre minuti il Parma segna con Cutrone in evidente fuorigioco. Il Milan gira bene il pallone e dal lato destro con Saelemaekers costruiamo le azioni più interessanti: al 21° minuto , quando Alexis si invola in slalom in area, Ndiaye, in evidente ritardo, lo tocca sul piede causando un rigore solare, non per il Var , il quale richiama l’arbitro alla rewiew e dopo ben due minuti Di Bello conferma la decisione. Dal dischetto Leao con precisione segna il 2-0. Continuiamo a comandare il gioco, talvolta “gigioneggiando”, cosa che fa imbestialire Max Allegri. Ed il nostro allenatore vede lungo, quando, in totale controllo, commettiamo una leggerezza a fine tempo con uno svagato Estupinan che non va deciso su un pallone innocuo, Britschgi lo precede servendo Bernabè che dal vertice dell’area con un bel mancino a giro batte Maignan, rimettendo in partita il Parma.
SECONDO TEMPO
La rete nel finale di tempo consegna all’incontro del Tardini un Parma totalmente diverso, e così anche il Milan. I ragazzi totalmente in balia dei gialloblù subiscono il ritmo e la spinta incessante, non riusciamo più a costruire gioco, chiusi nella morsa di una squadra che con i minuti prende vigore e forza e soprattutto consapevolezza di avere davanti un Milan timoroso. Il Parma spinge con i suoi centrocampisti e trova in Pellegrino un prezioso riferimento offensivo che spesso mette in difficoltà un incerto De Winter. Consapevolezza che si materializza con le occasioni al 50° minuto, con Pellegrino anticipato ad un passo dal goal da Estupinan e con Delprato al 53° minuto, che, di nuovo sugli sviluppi di una rimessa laterale, di testa impegna Maignan.
Non usciamo dalla nostra metà campo e quando sporadicamente lo facciamo, Modric e Ricci non riescono a trovare gli attaccanti troppo fermi. Allegri prova a cambiare qualcosa con la sostituzione di Nkunku, impalpabile stasera, inserendo Loftus Cheek ma non basta. Chiusi nei nostri ultimi venti metri subiamo il ritmo di un Parma avvolgente che carica a testa bassa, la nostra risposta sono lanci lunghi senza costrutto. Il pareggio è nell’aria, ed i gialloblù ci vanno vicino con Pellegrino, che al 61° minuto, con un gran colpo di testa, centra in pieno il palo, ed infine lo trovano meritatamente al 62° minuto con il solito Delprato, ancora lui, che di testa anticipa Fofana e corregge un perfetto cross di Britschgi che per l’ennesima volta salta di slancio Estupinian con disarmante scioltezza.
Siamo sotto shock è innegabile che la rete subita con leggerezza nel finale di tempo abbia ridato ossigeno ad un Parma che sembrava spento ed innocuo. Il campionato italiano, dovremmo ormai averlo capito, è questo, dobbiamo essere in controllo ogni singolo minuto perchè i match possono cambiare in maniera repentina ed inaspettata. La partita non è finita, cerchiamo di organizzarci di nuovo, al 70° minuto , Max fa entrare Pulisic per Ricci e Bartesaghi (perchè non dall’inizio?) per Estupinan. Mancano venti minuti e, complice il calo del Parma, costruiamo tre occasioni colossali, una con Pulisic al 76° minuto che, liberato da un’invenzione di Leao, solo davanti a Suzuki, calcia fuori aprendo troppo l’interno piede. Tre minuti dopo con Saelemaekers, che cerca un ardito colpo di tacco su invenzione illuminante di Modric. All’82° minuto, quando Alexis in contropiede solitario scarta Suzuki ma, pressato da Sorensen, manda la palla clamorosamente fuori. Da segnalare, un minuto prima, il miracolo di Maignan su punizione di Hernani. La partita si avvia così verso i minuti finali con il Milan che cerca di abbattere il muro davanti a Suzuki, costruito dal resto della squadra gialloblù compatta e concentrata che, con grande merito, strappa un pareggio preziosissimo.
Come detto in apertura il Milan conferma la parte oscura del suo volto, quella parte che ci è costata già 7 punti con squadre non esattamente di prima fascia, squadre capaci di mettere in difficoltà anche quel sistema difensivo che sembrava essersi finalmente consolidato dopo gli incontri con Napoli, Juventus, Roma e Bologna. Possiamo dire che stasera abbiamo visto il peggior Milan della stagione, peggio anche dei precedenti passaggi a vuoto. Non è ammissibile farsi completamente travolgere dopo essere stati in controllo totale per un tempo, subendo in maniera preoccupante la reazione di una squadra fino a quel momento innocua.
Non ha sbagliato un solo reparto ma l’intera squadra, perdendo le distanze sul campo e nell’approcciarsi agli eventi che si palesano nel corso di una partita. Sul 2-0 dovevamo chiudere il tempo ed iniziare la ripresa con personalità e vigore affidandoci al palleggio, invece ci siamo sciolti come neve al sole, rischiando la sconfitta. Le tre occasioni sbagliate nell’ultimo quarto d’ora testimoniano una preoccupante forma di insicurezza che una squadra che ambisce a determinati obiettivi, non può avere. Arriva la sosta che ci permetterà di recuperare spinta emotiva e condizione negli uomini determinanti. Alla ripresa ci attende il Derby, una partita da affrontare da vero Milan.
FORZA RAGAZZI!!
TABELLINO
MARCATORI: 12′ Saelemaekers, 25′ Leao (R), 46′ Bernabé, 62′ Delprato
PARMA (1-3-5-2): Suzuki; Ndiaye (dal 46′ Troilo), Valenti, Britschgi; Delprato, Bernabè (dall’81’ Hernani), Keita, Sorensen, Lovrik (dal 68′ Valeri); Cutrone, Pellegrino. A disp. Corvi, Rinaldi, Benedyczak, Begic, Cremaschi, Djuric, Trabucchi, Pilicco, Cardinali, Tigani, Konate. All. Carlos Cuesta.
MILAN (1-3-5-2): Maignan; De Winter (dall’87’ Athekame), Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Ricci (dal 70′ Pulisic), Estupinan (dal 70′ Bartesaghi); Nkunku (dal 60′ Loftus-Cheek) , Leao. A disp.: Terracciano, Torriani, Tomori, Odogu, Jashari. All. Massimiliano Allegri.
ARBITRO: Di Bello
AMMONITI: Modric, Sorensen
RECUPERO: 4′ PT, 5′ ST

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










11 risposte
Completamente d’accordo con i tuoi commenti.
Perché Estupian invece di Bartezzaghi? Non si mai visto davanti e inaffidabile dietro.
Ed anche Nkuku ha ricordato il peggior Gimenez. Come si è già commentato la panchina è corta e vi sono elementi che appaiono già a corto di fiato.
Speriamo che la sosta ci sia d’aiuto.
Grazie Stefano saluti
Vero Alessio purtroppo la realtà al momento dice questo. Però la colpa ieri è stata complessiva proprio nell’atteggiamento generale dei ragazzi inteso come squadra. Sono sicuro che ci rialzeremo un caro saluto
Bruttissima battuta di arresto che speriamo non mini il morale e le certezze che ci eravamo costruiti. Con le grandi non può andare sempre bene, e perdere punti con le piccole può risultare fatale. Considerato che Allegri va dicendo da anni che per vincere i campionati bisogna prima di tutto non prendere gol, concedere due gol al Pisa e due al Parma è francamente preoccupante. Se ci aggiungiamo che manca un centravanti da 20 gol senza il quale ( questo Allegri non lo dice ,ma lo dico io) è altrettanto difficile vincere in Italia, credo che si debba porre rimedio se davvero abbiamo delle ambizioni di classifica superiori a quelle del quarto posto. Siamo una bella squadra e manca veramente poco a essere la migliore ma quel “manca poco” va eliminato anche grazie a degli interventi mirati della dirigenza. Quando Allegri disse che l’obbiettivo è rientrare in champions non stava bluffando. Spero poi di essere smentito
Grazie Gianluca d’accordo con te, l’obiettivo è il rientro in champions , non abbiamo ancora una struttura per ambire a qualcosa di più dobbiamo prenderne atto. Assolutamente serve il centravanti continuo a ripetere che Leao dà il meglio quando parte in fascia e come abbiamo visto anche ieri spesso lo trova i la posizionato . Speriamo che a gennaio la società faccia quei passi necessari
Torrone, Torre e Prosciutto, è con questi tre eufemismi che vengo a sottolineare i 7 punti su 9 persi da un Diavolo, più incenerito che infuocato, nelle gare contro le così dette provinciali quali son state Cremonese , Pisa e Parma.
Ci auguriamo, come recita il vecchio detto popolare ” non c’è due senza tre ” che per il proseguo del campionato il nostro dazio da pagare con le squadre di fascia medio bassa sia già stato estinto anche perché nella recente e discussa finanziaria…non sembrano previsti nuovi condoni!
Comunque…Forza Milan sempre e ovunque!
Massimo 48
grazie caro Massimo
“Con Allegri un campionato di frustrazioni”, mia autocitazione di 2 settimane fa che ricorrerà spesso per il campionato del Milan 2025/2026.
Buongiorno Stefano. Perfettamente d’accordo con te. Ma è evidente che questo è il Milan di questo inizio stagione e temo lo sarà a lungo. Perché la squadra ha delle oggettive fragilità di reparto e nei singoli. E con una rosa volutamente ristretta quando usciamo dai titolari i problemi si vedono di più. Io continuo a pensare che Allegri stia facendo un buon lavoro anche perché è un allenatore che ha in mente l’unico modo di giocare adatto a questa squadra. Che è la accelerazione dei suoi giocatori più veloci in avanti.C’è un gruppo e una tattica che ci aiuta di più. Ma , i nomi sono quelli….pochi campioni veri modric, Pulisic..talvolta Leao molti buoni giocatori e qualche ardita scommessa. Si possono vincere le partite e qualche volta i campionati anche così, senza essere i più forti. C’era capitato con Pioli. Ma bisogna trovare altri ingredienti come il gruppo, la velocità, la sagacia tattica, l’esperienza e portarli al massimo livello. Il Milan, in assenza di altri innesti, come sapevamo,resta una scommessa.
Hai ragione Mirko servono innesto a gennaio per consolidare e possibilmente aumentare il nostro tasso tecnico, vero è ‘ che non possiamo buttare via partite e punti con squadre ampiamente alla nostra portata , credo sia l’approccio che deve cambiare radicalmente, un caro saluto
Preciso e puntuale come sempre, Stefano! Intanto, complimenti al Parma che è riuscito a rimettere in piedi una partita che sembrava persa, ma ci sono tanti, troppi demeriti da parte nostra. I punti persi diventano troppi, per qualsiasi tipo di obiettivo. Abbiamo perso due punti da polli, come dice Allegri e nella ripresa siamo stati messi sotto dal Parma con troppa facilità. Difficile non essere arrabbiati, il pareggio in questo caso equivale ad una sconfitta. Troppi cali di concentrazione contro le cosiddette piccole e troppi gol presi. Forse ieri si credeva di aver chiuso la partita. Sul 2 a 0 basta poco per rimettere tutto in discussione. Estupinian non ancora sul pezzo (ho dubbi sul gol), Leao fa quello che deve, Saelemaekers ottimo nella prima mezz’ora, poi anche lui preso dall improvviso turbine gialloblù. Dimenticare e pensare al derby, una partita che è sempre molto più e che ci ha visti imbattuti lo scorso anno. Ma questa è un’altra storia
Buonasera Stefano.
Premetto che non ho visto la partita, ma ho sentito la radiocronaca, per cui il mio giudizio è basato più su delle sensazioni, che però confermano quanto già penso.
Estupinan buon professionista, ma forse Bartesaghi non lo fa troppo rimpiangere.
Nkunku lascia perplessi quanto chi lo ha acquistato: giocatore di grande tecnica, non è però ciò che serviva al Milan.
Morale: manca il centravanti.
Ricci è scolastico o poco più: Rabiot è stato una grande perdita, così come Pulisic, al netto dell’errore di ieri.
Allegri sta facendo tutto molto bene, ma di più non può fare, anche perché per vincere lo scudetto, o andiamo sul mercato per il centravanti, oppure ci vorrebbe una “Liedholmata” (mi si passi il termine), come nel 1979, quando vincemmo la “stella” senza centravanti e Rivera a mezzo servizio.
In sostanza, sarebbe necessario che Allegri si inventi qualcosa di diverso (io non saprei!), per poter vincere lo scudetto, altrimenti il Milan sarà questo sino a fine stagione.
Detto ciò, con un altro allenatore, saremmo dietro alla Juventus.