TE LI RICORDI GLI SPOT CALCISTICI DI NIKE?

C’è stato un tempo in cui Nike ci accompagnava, poche settimane prima del kick off di un Mondiale o di un Europeo, con i suoi spot televisivi, belli ed innovativi, con “in campo” i migliori giocatori del Mondo che indossavano le scarpe con il woosh.

E si gli spot del colosso di Beaverton sono stati un must ed un must to watch in tv: spot Nike = spettacolo garantito. E ognuno di noi rimaneva a bocca aperta nel vedere la grafica ed il tema dello spot. In mezzo, i migliori calciatori che, con trick pazzeschi, facevano sognare i tifosi seduti a casa, con gli stessi che al campo con gli amici cercavano di emulare le gesta di quei campionissimi.

In media, dal 1995, Nike usciva ogni due anni con uno spot: negli spot si poneva l’accento sulle nuove scarpe da calcio in uscita o sull’abbigliamento tecnico delle squadre di Club o Nazionali che sponsorizzava.

Prima che Nike entrasse di prepotenza nelle nostre tv, gli spot di sponsorizzazioni calcistici erano di basso profilo, non erano elaborati e meno belli ma, ugualmente, efficaci. La svolta per l’azienda americana arriva il 26 ottobre 1984, quando un allora 21enne Michael Jordan firma il contratto, un accordo che cambierà la storia dell’azienda stessa, dello stesso “MJ”, dello sport mondiale e del marketing. Ma per capire al meglio il tutto dobbiamo capire cosa sia Nike.

Nike nasce nel 1971 sulle ceneri di Blue Ribbon Sports per mano di William Bowerman e Phil Knight: la sede dell’azienda è a Beaverton, nell’Oregon. Fino al 1984, Nike è specializzata in scarpe da running, ma questo mercato le sta stretto e vuole espandersi: non ha praticamente pubblicità, non è conosciuta. Vuole aumentare la sua forza nel mondo del basket ma deve vedersela con due marchi che hanno il dominio, la tedesca Adidas e l’americana Converse, che hanno endorsement pesanti (Marcus Johnson dei Milwaukee Buckse e Kareem Abdul Jabbar dei Los Angeles Lakers per il “trifoglio”, Larry Bird e Erwin “Magic” Johnson per la società con la stella nel cerchio).

In casa Nike sognano il grande colpo e l’agente Sonny Vaccaro ha una idea tra l’assurdo e l’essere pazzo: sponsorizzare il terzo all’NBA Draft 1984. Un azzardo forse, ma secondo lui Nike avrebbe svoltato. Vaccaro parla con l’allora capo di Nike, Knight, e gli propone la sua idea: all-in su quel ragazzo di 21 anni che avrebbe debuttato quella stagione in NBA, il “campionato del Mondo di basket”. Dopo un po’ di reticenze Jordan, grazie anche alla spinta della madre che voleva che il figlio sentisse l’offerta di Nike, accettò l’offerta di Nike e, ancora oggi, nel 2025, Nike è il maggior produttore di abbigliamento e attrezzature sportive, in particolare calcio, basket e tennis con un fatturato annuo di oltre 46 milioni di dollari.

Nel 1988, proprio con Jordan, la Nike dà il via al primo spot televisivo (nel gergo “commercial advertising”) per promuovere la linea di scarpe “Air Jordan”, nate con la firma del giovane talento dei Bulls. Il successo è globale e, a partire dal 1994, poco prima del Mondiale di calcio americano, Nike si “getta” nel calcio. Da quel momento la società dell’Oregon coinvolge i suoi giocatori sotto contratto e li mette al centro di una serie di spot tv che, ancora oggi, a distanza di anni, sono dei veri capolavori tra ambientazioni e performance (leggasi skills and tricks) da parte dei calciatori Nike.

Ecco una carrellata dei “commercial” Nike: fino al 2008 sono passati in tv, dopo di allora hanno avuto solo diffusione on line in quanto veri film, troppo lunghi per passare in tv durante la réclame.

1994 – (spot senza nome)

Calciatori presenti: Eric Cantona, Michael Schulz, Paolo Maldini, Ian Wright, “Tab” Ramos, Romario, Bebeto, Jorge Campos

Canzone trainante: nessuna

In occasione del Mondiale di Usa ’94, organizzato per la prima volta negli States, Nike abbraccia il calcio e mette in tv il suo primo “commercial”: non ha un titolo, se non il fatto che lo spot inizia con un pallone che attraversa diverse città del Mondo. La palla si dirige verso un muro dove c’è un murale raffigurante un calciatore che, mentre la palla arriva, si muove come pilotato. Ogni calciatore tira e la palla attraversa il Mondo per arrivare ad un altro murales dove c’è un altro giocatore Nike che non appena si vede arrivare la palla incontro si muove e la calcia.

Per far conoscere anche l’atleta, Nike scrive il cognome del giocatore: si parte da Eric Cantona, attaccante francese del Manchester United, per passare al tedesco Schulz del Borussia Dortmund, al “nostro” Paolo Maldini, a Ian Wright, Tab Ramos, il duo brasiliano Romario-Bebeto e il portiere messicano Jorge Campos che, con indosso la sua celebre divisa coloratissima, para il tiro dell’attaccante brasiliano toccando con la mano il pallone che colpisce il logo Nike su un altro muro.

1996 – Good vs Evil

Calciatori presenti: Tomas Brolin, Jorge Campos, Paolo Maldini, Manuel Rui Costa, Eric Cantona, Luis Figo, Ronaldo Nazario, Patrick Kluivert, Ian Wright, Edgard Davids

Canzone trainante: nessuna

Con “Good vs Evil” (come è conosciuto), Nike fa il salto di qualità. In occasione di Euro ’96, la società americana fa le cose in grande: in una sorta di Colosseo, si affrontano due squadre che vedono da una parte i “Good” (dieci giocatori Nike) e dall’altra gli “Evil”, una squadra di demoni. Questi ultimi commettono ogni tipo di fallo intenzionale contro i giocatori Nike, graziati da un arbitro cieco che sventola cartellini gialli a caso. In porta, c’è un demone alato grosso come tutta la porta. Ad un certo punto tutti i demoni sono lanciati in attacco ed il solo Campos li deve contenere. Come al suo solito, l’allora portiere della Nazionale tricolor parte di corsa verso gli avversari ma Maldini sistema tutto entrando su un giocatore nemico con il suo famoso tackle che porta via in maniera pulita la palla all’avversario e la fa ripartire. Tutti i giocatori Nike si passano la palla tra colpi di testa, sforbiciate e doppi passi fino a che la palla arriva a Enric Cantona. Il numero 7 dello United (con maglia Red devils d’ordinanza) si trova a tu per tu con il portiere avversario e cosa fa? Prima di calciare, tira su il colletto della sua maglia e dice l’iconica frase “Au revoir” (“arrivederci” in francese). Il giocatore fa partire un tiro fortissimo di destro che colpisce in pieno petto il portiere nemico facendogli un buco. Poco dopo, sul “Colosseo” (che poi era l’anfiteatro romano di El Jem in Tunisia) spunta il sole mentre la partita si è giocata di notte con il tifo sugli spalti e ora lo stadio è deserto.

Iconici le figure di Maldini e Cantona in quello spot: il “magari sono buoni” (trad. Maybe they’re friendly) detto da Maldini dopo che dagli spalti hanno lanciato un pezzo di carne insanguinata e l’”au revoir” di Cantona. Con questo video, Cantona diventa l’uomo immagine “calcistico” dell’azienda americana

1997 – The beach

Calciatori presenti: Ronaldo Nazario, Ibrahim Ba, Hernan Crespo, Ariel Ortega, Luis Enrique, Roberto Carlos, Nwanku Kanu, Christian Vieri

Canzone trainante: Soul Bossa Nova (Quincy Jones)

Con “The Beach”, Nike cambia il suo uomo immagine: Cantona si è ritirato e Ronaldo Nazario subentra al francese nel ruolo di “uomo Nike”. Lo spot vede due squadre affrontarsi in una partitella sulla spiaggia di Tenerife: la partita, a base di trick e skills da spiaggia, dura tutta notte e termina all’alba del giorno dopo con Crespo che, nell’intento di calciare, spedisce la palla dentro un camion della spazzatura che si porta via il pallone tra le risate (e la stanchezza) di tutti.

1998 – L’aeroporto

Calciatori presenti: la Nazionale di calcio del Brasile

Special guest: Eric Cantona

Canzone trainante: Mas que nada (Sérgio Mendes)

Con lo spot noto come “l’aeroporto”, Nike supera sé stessa. In occasione del Mondiale di Francia ’98, la società dell’Oregon capisce che i “commercia” stanno dando molto alla società che ha un grande ritorno economico e di visibilità. Lo spot è incentrato su due soggetti: Ronaldo, uomo immagine del woosh, e la Nazionale del Brasile, campione del Mondo in carica e da due anni diventata squadra Nike firmando un contratto che dura ancora oggi che siamo nel 2025. La Nazionale verde oro è in un aeroporto semi deserto e accaldato. Tutta la Nazionale è annoiata tra un Ronaldo che guarda gli aerei muoversi, Juninho Paulista che dorme e Romario che usa un telefono a gettoni. Ad un certo punto il numero 9 brasiliano tira fuori da un borsone un pallone e coinvolge tutta la squadra in una sorta di passaggio collettivo dello stesso, con tricks impressionanti che lasciano di stucco gli altri viaggiatori e che fanno rincorrere i giocatori da parte dei poliziotti. Il video si conclude con Ronaldo che si libera della “marcatura” di un poliziotto e che, dopo aver fatto tricks su tricks, a tu per tu con una sorta di porta, calcia ma la palla sbatte contro il palo ed esce, con lo stesso Ronaldo, in chiusura di spot, che fa una smorfia mettendosi le mani in testa.

2000 – The mission

Calciatori presenti: Edgard Davids, Oliver Bierhoff, Dwight Yorke, Ian Wright, Lilian Thuram, Hidetoschi Nakata, Francesco Totti, Luis Figo, Josep Guardiola

Special guest: Louis van Gaal

Canzone trainante: nessuna

In occasione di Euro 2000, gli stessi ideatori del video “Good vs Evil” (il team olandese Wieden + Kennedy) dirigono un video commercial che è una vera missione: nove calciatori devono entrare nel “Colosseo quadrato” e portare via un pallone da un piedistallo. Ovviamente la difficoltà è portarlo via senza intoppi, visto che la sala dove è contenuto quell’oggetto è un antifurto unico. Davids per vedere i raggi dell’antifurto indossa i suoi iconici occhiali e fa andare Thuram verso il piedistallo. Il difensore francese entra in tackle e lancia la palla verso l’olandese. Davids però, nello stoppare la palla, muove i suoi dread che toccano i raggi e che fanno partire l’antifurto. Arrivano decine e decine di samurai-robot che cercano di impedire ai calciatori di portare via il pallone. Alla fine la missione sarà svolta grazie a Bierhoff che, rialzatosi dopo un aver subito un colpo da un samurai robot, riceve la palla da Davids (che aveva appena fatto un tricks incredibile) e di destro tira un missile che colpisce il capo dei samurai-robot in pieno petto, spedendolo dentro un ascensore che lo distruggerà (sulla falsa riga dell’”Au revoir” di Cantona di cinque anni prima). Davids e Bierhoff poi raggiungeranno la squadra saltando direttamente sull’elicottero aggrappandosi ad una corda mentre il “Colosseo quadrato” implode.

La cosa che colpisce è che i nove calciatori arrivano sul posto dentro un furgone guidato da Louis Van Gaal che dice ai ragazzi di muoversi. Bierhoff gli fa notare che è “solo una palla”, mentre l’allora tecnico della Nazionale olandese gli dice “No! E’ rotonda””.

2002 – The cage

Calciatori presenti: Triplo espresso (Henry, Totti, Nakata), The Onetouchables (Vieira, van Nistelrooj, Scholes), Toros locos (Ljungberg, Saviola, Luis Enrique), Cerberus (Davids, Thuram, Wiltord), Funk Seoul Brothers (Denilson, Ronaldinho, Seol Ki-Hyeon), Equido del Fuego (Lopez, Mendieta, Crespo), Tutto bene (Cannavaro, Rosicky, Ferdinand), Os Tornados (Figo, Ronaldo, Roberto Carlos).

Special guest: Eric Cantona

Canzone trainante: A little less conversation (Junkie XL)

Con “The cage”, Nike, in previsione di Giappone-Corea del Sud 2002, porta un torneo di calcio tre contro tre in tv. Spot lungo (oltre 3 minuti), in tv passa a pezzi ed è ancora oggi uno dei più apprezzati. 24 giocatori Nike sono divisi in otto squadre da tre: vince chi fa gol per prima nelle sfide una contro l’altra. Chi perde, deve lasciare la nave lanciandosi, mentre chi vince rimane. Arbitro del torneo è Eric Cantona. In questo spot c’è un passaggio di consegne nel Mondo calcistico del woosh: debutta Ronaldinho che poi diventerà uomo immagine della società al posto di Ronaldo.

“La grand final”, come dice Cantona, vede di fronte i Triple espresso (che hanno battuto Onetouchables e Cerberus) contro gli Os Tornado (che hanno estromesso i Funky Seoul Brother e l’Equipo del fuego). “The Cage” è uno degli spot dove i giochi e i trucchi dei giocatori toccano l’apice: è la quintessenza del freestyle (ancora di più che nello spot dell’”aeroporto”), anche se il team che vincerà il torneo (i Triple espresso) non lo farà grazie ad un trick: poco prima che la palla scendesse dall’alto della gabbia, Henry dice qualcosa a Totti nell’orecchio e non appena la palla scende Totti si abbassa fingendo di allacciarsi le scarpe. Ronaldo lo guarda stranito e Henry, partito da dietro, sale di corsa sulla schiena del compagno e colpisce la palla di testa. La palla va veloce verso la piccola porta e Roberto Carlos, andando di corsa all’indietro, non può fermarla. I Triple espresso rimangono sulla nave mentre gli Os Tornado devono gettarsi in mare perché, come dice Cantona, “chi perde va a casa”:

Esiste anche un secondo finale dello spot, dove le squadre non sono nella gabbia ma nella stiva della nave: vince chi arriva a cento gol prima dell’avversario e le porte sono disegnate di bianco sui muri della nave. A furia di tirare “bordate”, il muro si rompe, l’acqua invade la nave e tutti i giocatori sono portati via. L’ultimo gol (il centesimo, quello della vittoria) lo segna Figo che è il primo ad essere travolto dall’acqua.

Da quel momento in tante città italiane sono state realizzati tanti campi di calcio dentro gabbie dove si giocavano partite 3 contro 3.

2004- Olè

Calciatori presenti: Brasile e Portogallo

Special guest: Eric Cantona, Francesco Totti, Ruud Van Nistelrooj

Canzone trainante: Papa loves mambo (Perry Como)

Con lo spot “Olè”, il motto è: stare sempre attenti, che l’avversario ti fa passare la palla tra le gambe. Lo spot vede di fronte due Nazionali di calcio “marchiate” Nike: il Brasile ed il Portogallo. Da un lato Ronaldo, Roberto Carlos e Ronaldinho contro Figo, Quaresma ed un giovane Cristiano Ronaldo, al suo primo spot. Prima di entrare in campo le due Nazionali, guidate dai capitani Ronaldo e Figo (allora compagni nel Real), sono allineate fuori dal tunnel molto concentrate. Ronaldo si sta sistemando le scarpe quando Figo, che ha preso la palla dall’arbitro, fa un tunnel all’attaccante verde-oro dicendogli “Olè”. Ronaldo non prende bene la cosa. La palla arriva, dopo uno scontro con Figo, a Roberto Carlos il quale dice (anche lui al compagno di club), con fare provocatorio, “Olè”. Da lì parte una sfida nella sfida con le due squadre disinteressate alla partita ma che vogliono portare via la palla all’avversario. La palla, dopo una sfida Ronaldo-Figo, esce dallo stadio ed arriva nel parcheggio dove, in due video diversi, Totti e Van Nistelrooy, la ridanno ai giocatori. Per prendere la palla, i giocatori fanno di tutto, cadono e si fanno anche male.

Alla fine dello spot, Ronaldinho è lanciato in campo dove supera un avversario con il suo “elastico”, ma l’attaccante bel Barcellona è fermato da un brutto fallo da parte dell’…arbitro, stufo di aspettare che le due squadre entrino in campo, La scena finale vede le due Nazionali schierate a centrocampo per gli anni ed un malridotto Figo guarda due altrettanti malridotti Ronaldo e Carlos ascoltare l’”Hino Nacional Brasileiro”.

2007 – Joga bonito

Calciatori presenti: Nazionale di calcio del Brasile; Zlatan Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo; Thierry Henry

Special guest: Eric Cantona

Canzone trainante: Mas que nada (Sergio Mendes); Party 7 (Big Boss Man); The return of the Tres (Delinquent Habits)

Joga bonito in italiano significa “gioca bene”. E per questa serie di spot, Nike dà ancora una volta il meglio di sé. O meglio, i suoi calciatori danno il meglio di sé stessi. Sono video tutti incentrati sul concetto di freestyle, ovvero una serie incredibile di trucchi, giocate e colpi che fanno innamorare il telespettatore che, se può, quando vede un pallone, cerca di imitare le gesta di quei giocatori. Oppure si chiede: “ma come fa Ronaldinho a palleggiare e ridare nel contempo a Robinho la ciabatta?”, “Come fa Henry ha segnare un gol con un colpo ad effetto dietro la porta?”, “Come fa Ibra ha colpire dalla distanza un cilindro in testa ad una persona distante oltre 30 metri?” “Come fa Ronaldinho ha colpire cinque volte la traversa dallo stesso punto? Molta intensa è anche la sfida a colpi di…tricks tra un Ibra “rasato” ed un CR7 che non fa ancora “siuuuu!” ma che comincia a farsi conoscere come uno dei giocatori più forti di quel periodo a soli 22-23 anni.

Come detto, Joga bonito è, in pratica, la filosofia del calcio brasiliano ed infatti nello spot incentrato sulla Nazionale verde-oro si vede come vivono il pre-partita quei giocatori: dalla festa sul pullman, ai palleggi e ai trick spensierati nello spogliatoio, dalla preghiera collettiva al vincere la partita. Tutto con il sorriso. Tipico dei brasiliani. Ah: nasce anche una sorta di tv, la “Joga Tv”. Perché del resto, come dice Cantona: “il calcio è come la scherma, è un’arte nobile”.

2008- Take It To The Next Level 

Calciatori presenti: Bakary Sagna, Wayne Rooney, Carlos Tevez, Cristiano Ronaldo, Cesc Fabregas, Marco Materazzi, Zlatan Ibrahimovic, Rafa Marquez, Bojan, Andres Iniesta, Ronaldihno, Klaas Ian Huntelaar, Nani, Ruud Van Nistelrooj, Wesley Sneijder,

Special guest: Arsene Wenger

Canzone trainante: Don’t speak (Eagles of Death Metal)

Con “Take it to the next level”, Nike porta il telespettatore ad immedesimarsi in un uomo Nike: il video è girato dal punto di vista di un giocatore olandese sconosciuto che partendo dai campi dilettantistici inglesi fa impressione a Arsene Wenger che lo porta all’Arsenal. (squadra che ha in Nike lo sponsor tecnico). Qui la sua vita cambia, sotto tutti i punti di vista: dalla maglia con il suo nome (che però non si legge), agli allenamenti asfissianti, dalle feste, alle donne, dalla macchina sfarzosa a partite dove viene sbeffeggiato da Ronaldo a partite dove diventa un eroe (e quasi baciato da Fabregas) o dove fa a sportellate con Materazzi (e viene rimproverato da Fabregas). Fino ad arrivare in Nazionale, dove in un Olanda-Portogallo subisce un fallo e deve tirare una punizione dal limite, spronato da Sneijder. Il “commercial” si interrompe poco dopo che il giocatore sconosciuto ha calciato, lasciando tutti con il dilemma se ha segnato o meno. Ma con una certezza: se ti impegni, puoi passare dai campi impolverati della periferia a tirare un calcio di punizione in Nazionale.

Questo commercial, come i prossimi, non ha mai avuto un passaggio tv (anche perché sono dei mini-film, troppo lunghi per un passaggio tv).

2010 – Write the Future 

Calciatori presenti: Didier Drogba, Fabio Cannavaro, Wayne Rooney, Franck Ribery, Andres Iniesta, Cesc Fabrega, Gerard Piqué, Thiago Silva, Ronakdihno, Cristiano Ronaldo

Special guest: Bobby Solo, Roger Federer, Kobe Bryant, Gael Garcia Bernal, Homer Simpson

Canzone trainante: nessuna

Con questa campagna, Nike spiega in parole semplici che la vita è sempre uno sliding door, ma che la vita è nostra e dobbiamo decidere noi cosa fare di lei. Basta un attimo per diventare star ed un attimo dopo per finire odiati e dire addio ai sogni di gloria. Con “Write the future”, l’azienda americana fa capire a tutti che siamo noi a scrivere il nostro destino. Per la prima volta entra in uno spot anche un cartone animato: è Homer Simpson. Il protagonista “giallo” sente suonare il campanello di casa, va ad aprire la porta della sua casa di Springfield e si trova davanti un “R7” cartoonizzato che gli fa un tunnel sull’uscio di casa: Homer dice “Ronald’oh”.

2012 My time is Now 

Calciatori presenti: Gregory Van der Wiel, Wesley Sneijder, Hugo Lloris, Kevin Strootman, Rafael Van der Vaart, Yann M’vila, Ribery, CR7, Mesut Ozil, Mark Gotze, Chicharito Hernandes, Gerard Pique’, Andres Iniesta, Neymar, Pato,

Special guest: Josep Guardiola, Lebron James, Laurent Blanc,

Canzone trainante: Chicken (The Eighties Matchbox B-Side disaster)

Per l’Europeo 2012, Nike ridisegna il concetto espresso in “Take it to the next level” dove uno sconosciuto giocatore impegnandosi può diventare un campione. Questa volta partendo da un Olanda-Francia (Nazionali griffate Nike), una marea di ragazzi vestiti da calciatori entra in campo, mandano a ramengo la partita ma questi si giocano la possibilità di scendere in campo e cercare di portar via la palla alle superstar del pallone. L’idea del video è “il mio momento è ora e me lo gioco tutto”.

2014 – Risk everything

“Risk everything” ricalca ciò che è stato fatto anni prima con “Joga bonito”: una serie di film (non più commercial) imperniati sul concetto di rischiare il tutto per tutto. Principalmente sono tre i video più noti di questa campagna: The last game (dove otto giocatori Nike cartoonizati devono far ritornare l’amore per il calcio sconfiggendo dei loro cloni); Winner stays on (dove da una partitella tra ragazzi in un campo di calcio in un parco dove “chi vince rimane”, parte una sfida che si trasforma in una partita all’ultimo gol trasmessa in tutto il Mondo in uno stadio gremito di gente dove, sul punteggio di 2-2, un ragazzino toglie a Cristiano Ronaldo la possibilità di segnare il gol decisivo che avrebbe permesso ai suoi di poter continuare a giocare in quel campo); The Switch ( dove durante una fase di un Inghilterra-Portogallo, Cristiano Ronaldo corre sulla fascia, crossa in mezzo per un compagno ma per la troppa corsa non vede dove sta andando e si scontra con un ragazzo che fa il raccattapalle, l’urto è violento tanto che i due svengono ed il giorno dopo si trovano l’uno nel corpo dell’altro, con Ronaldo che si trova nel corpo del ragazzo che vive in una periferia inglese e parla in portoghese e il ragazzo inglese che si sveglia nel corpo di CR7 e che gode dei suoi privilegi, ma che non sa come si giochi a calcio. Il “falso” CR7 con il tempo riesce a mettersi in pari con quello “vero” e vince un Pallone d’oro, mentre il “vero” CR7 capisce di vivere in un contesto diverso dal suo ma si impegna e fa vincere i campionati alla sua squadra. Alla fine i due si ritrovano a giocare la rivincita di quell’Inghilterra-Portogallo, si “riconoscono” e ad un certo punto i due si avventano sul pallone ed in puro stile Nike, si vede che i due giocatori calciano contemporaneamente la palla ma non si sa cosa accade dopo).

The last game

Calciatori presenti: Cristiano Ronaldo, Andrés Iniesta, Zlatan Ibrahimovic, Neymar, Wayne Rooney, David Luiz, Franck Ribery, Tim Howard

Special guest: Ronaldo Nazario

Canzone trainante: Miss Alissa (Eagles of Death Metal)

Winner stays on

Calciatori presenti: Cristiano Ronaldo, Neymar, Wayne Rooney, Zlatan Ibrahimovic, Gonzalo Higuain, Eden Hazard, Gerard Piqué, David Luiz, Andres Iniesta, Mario Gotze, Tim Howard, Thibaut Courtouis, Thiago Silva

Special guest: Kobe Bryant, Irina Shayk, Andrea Pirlo, Kobe Bryant, Jon Jones, Anderson Silva

Canzone trainante: Miss Alissa (Eagles of Death Metal)

2018: The Swicht

Calciatori presenti: CR7

Canzone trainante: Turn up (The Heavy)

2022 – The Football Verse

Calciatori presenti: Kylian Mbappe’, Ronaldinho, Ronaldo Nazario, Cristiano Ronaldo, Alexandra Morgan, Phil Foden, Virgil Van Dijk, Edgard Davids, Leah Williamson, Carli Lloyd, Kevin de Bruyne, Samantha Carr

Canzone trainante: Weird Science (Oingo Boingo)

“The FootballVerse” è il film meno entusiasmante di tutti, ma simpatico nel complesso: in una società svizzera degli esperti di laboratorio fanno un esperimento: far giocare contemporaneamente giocatori di diverse epoche tra loro in una sorta di multiverso. Si parte dal sapere chi è più forte tra l’odierno Mbappé ed il Ronaldinho del Barcellona 2006 per poi vedere sul campo verde costruito dentro l’azienda altri giocatori. Per la prima volta nello spot-film ci sono anche tre calciatrici, segno che anche Nike si sta aprendo al calcio femminile. E’ lo sport che introduce al Mondiale in Qatar del 2022.

BIO Simone Balocco: Novarese del 1981, Simone è laureato in scienze politiche con una tesi sullo sport e le colonie elioterapiche nel Novarese durante il Ventennio. Da oltre dieci anni scrive per siti di carattere sportivo, storico e “varie ed eventuali”. Tifoso del Novara Calcio prima e del Novara Football Club dopo, adora la sua città e non la cambierebbe con nessun altro posto al Mondo. Collabora da tempo con la redazione sportiva di una radio privata locale e ha scritto tre libri, di cui due sul calcio. I suoi fari sono Indro Montanelli e Gianni Brera, ma a lui interessa raccontare storie che possano suscitare interesse (e stupore) tra i lettori. Non invitatelo a teatro ma portatelo in qualunque stadio del Mondo e lo farete felice.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *