BRYAN KING IL GUARDIANO DEI LEONI DEL MILWALL CI RACCONTA COME ERA LA FIRST DIVISION

È trascorso quasi un anno da quando ho iniziato a pubblicare i miei post su Linkedin raccontando la storia del calcio britannico e dei suoi grandi protagonisti. Non sapevo a cosa sarei andato incontro, un esperimento rischioso ma che alla fine mi ha ripagato ampiamente. Ho cercato di farlo al meglio delle mie possibilità scavando nella mia memoria e nei ricordi di oltre mezzo secolo e più di passione e letture. Ho avuto l’onore di conoscere persone fantastiche e tanti grandi calciatori, inglesi, scozzesi, irlandesi, gallesi che da piccolo ammiravo in tv, sempre gentilissimi con me pronti a raccontarsi, che mi hanno insegnato molto e con cui ho stretto amicizie sincere .

Bryan King è uno di loro, un gentleman, uno dei grandi portieri inglesi tra gli anni ’60 e ’70. Difese la porta del Millwall in cui giocò dal 1967 al 1975 e divenne una leggenda del The Den. Oltre 300 partite con i Lions, la convocazione nella nazionale inglese nel 1974 per una partita contro il Portogallo. Un grande riconoscimento per lui, in un’epoca di grandi portieri come Banks, Clemence e Shilton che si alternarono nella porta dell’Inghilterra. Era un portiere dotato di un’eccellente tecnica, di grande senso della posizione, guidava la sua difesa con personalità ed era capace di interventi spettacolari per salvare la propria porta. Bryan ha gentilmente risposto ad alcune mie domande sulla sua carriera e su come era la First Division.

Brian, tra gli anni ’60 e ’70 eri tra i migliori portieri inglesi, tra i tuoi colleghi dell’epoca chi apprezzavi di più?

I portieri che ammiravo in ordine sono stati, Gordan Banks il piu’ grande di tutti e mio caro amico purtroppo scomparso sono stato invitato al funerale a Stoke, Pat Jennings grandi mani, fantastico tra i pali, Jim Montgomery del Sunderland, Peter Bonetti leggenda del Chelsea, Peter Shilton, Ray Clemence li conosciamo tutti, Phil Parkes del QPR e West Ham , Alex Stepney del grande Man United di Busby, ho apprezzato anche Grobbelaar personaggio pazzesco dentro e fuori dal campo, l’ho ritrovato in Norvegia in alcune scuole per giovani calciatori

Hai giocato in uno degli stadi più caldi d’Inghilterra, com’era l’atmosfera al The Den?

The Old Den a Cold Blow Lane, atmosfera fantastica, agli avversari non piaceva giocare, c’era paura e tensione, giocavano con 40.000 persone che cantavano e ti urlavano addosso per 90 minuti…incredibile!!

Tra i grandi attaccanti e centravanti dell’epoca, chi ti ha impressionato di più e quali caratteristiche avevano?

Jimmy Greaves il piu’ forte… scaltro veloce, spietato, Geoff Hurst completo, John Toshack e Martin Chivers potenti, Trevor Francis un genio, Malcolm McDonald talvolta immarcabile ,Brian Kidd, Denis Law imprevedibile, Joe Royle devastante, Frank Worthington eccentrico e geniale, John Charles un grandissimo potenza e forza fisica , grandi giocatori con grandi caratteristiche tipici central forward dell’epoca…. tutti mi hanno segnato almeno una volta. In particolare ricordo Best e Charlton, George era un giocatore che se entrava in area in dribbling era pericolosissimo e devastante, Bobby oltre ad essere un grande attaccante era un ottimo passatore con un tiro potente preciso dai 25/30 metri…… sono riuscito a paragli qualche tiro.

Sei stato anche convocato per la nazionale inglese, che ricordi hai?

Essere chiamato da Sir Alf Ramsey fu un grande onore per me e per il Millwall, allenarmi con questi grandi giocatori Gordan Banks , Bobby Moore il nostro capitano, Alan Ball ,Martin Peters l‘immenso Bobby Charlton ci penso ancora oggi e mi emoziono.

Come vedi il ruolo del portiere oggi rispetto alla tua epoca?

E’ cambiato tutto,dai campi perfetti all’allenamento, la preparazione, l’equipaggiamento, guanti ecc. ma soprattutto la protezione che i portieri hanno oggi dagli arbitri , noi nn l’avevamo… eravamo Kamikaze nella giungla dell’area di rigore, poi l’ uso maggiore del gioco con i piedi ha rivoluzionato il ruolo completamente.

Com’era affrontare grandi squadre dell’epoca come Manchester United, Liverpool, Leeds United e Tottenham?

Giocare in questi grandi stadi con queste squadre meravigliose era ciò che sognavo da scolaro, quando correvi fuori dal tunnel con la tua squadra ed entravi nei loro campi e vedevi tutti quei campioni, ti rendevi conto di aver realizzato ciò per cui avevi lavorato duramente..il tuo sogno.

Questo e’ Bryan King il Guardiano dei Leoni dell’inferno un Campione ed un Gentleman

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

3 risposte

  1. Grazie a te Stefano, per aver condiviso la tua passione per il calcio inglese, la cui mia memoria resta ancorata agli anni 90 e 2000. Il tuo lavoro è stato davvero eccellente, avendo praticamente seguito i tuoi passi dagli albori. Bryan King è stato un gran portiere, un eccellente interprete del ruolo per me il più difficile del calcio. Certo che è stato chiuso da fenomeni, ma resta per tutti un esempio di un calcio che non c’è più

  2. Grazie mille per aver condiviso con noi questo articolo sul leggendario Bryan King, un caro amico, un grande calciatore e un vero gentleman. Sebbene viva in Norvegia da molti anni, “Kingy” è presente a The Den almeno una decina di volte all’anno per supportare il nostro amato Millwall. Da sempre attivo nelle iniziative del Millwall Community Trust, Bryan è un esempio per le vecchie e le nuove generazioni dei tifosi dei Lions. Amante anche dell’Italia e del Coventry City (con cui ha militato in First Division nella stagione 1975-76), detiene tutt’ora il record di presenze fra i portieri del Millwall, che quest’anno celebrate i suoi primi 140 anni di storia. Forza Millwall sempre!

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