GLI ALLENATORI BRITANNICI E LA LORO SCUOLA: CENNI DI STORIA, IMPRESE E CURIOSITÀ

Siamo soliti sostenere che la scuola allenatori britannica, nonostante il calcio sia nato proprio lì, non abbia una tradizione pari a quella di altre scuole europee. Proviamo a fare un po’ di chiarezza in particolare per quanto riguarda l’Inghilterra.

Il primo allenatore che dobbiamo menzionare è Herbert Chapman. Iniziò la sua carriera al Northampton Town nel 1907 rivestendo il doppio ruolo giocatore-allenatore. Passò poi al Leeds e all’Huddersfield dove ebbe l’intuizione di far giocare Prima squadra, Riserve e Terza squadra utilizzando lo stesso stile di gioco. I successi ottenuti gli valsero le attenzioni dell’Arsenal che lo ingaggiò nel 1925. Innovatore tattico con il modulo WM, modernizzò il calcio introducendo, tra i primi, la preparazione atletica e il protrarsi degli allenamenti anche nelle ore serali grazie all’utilizzo di impianti di illuminazione.

Gli inglesi facevano parte della F.I.F.A. dal momento della sua fondazione (1904) ma ne uscirono nel 1928 “offesi” dal fatto che l’Organo internazionale volesse organizzare un Campionato del Mondo per stabilire chi fosse la nazionale migliore. L’Inghilterra pertanto non partecipò alle prime tre edizioni dei Campionati del Mondo disputatesi nel 1930, 1934 e 1938. Le cose cambieranno con l’arrivo di Walter Winterbottom.

Winterbottom venne nominato dirigente dalla Federazione inglese nel 1946 e, di fatto, a partire dal 1947, fu il CT della Nazionale guidandola per 16 anni in 4 campionati mondiali. Nel suo ruolo, dopo aver ricevuto le segnalazioni dei club della FA definiva la lista dei convocati ed impostava la squadra. Venne inoltre incaricato di coordinare il Settore Allenatori della Federazione inglese, organizzò corsi nazionali per allenatori, preparatori atletici e dirigenti a Lilleshall e Loughborough e introdusse le squadre nazionali giovanili (U23, B, schoolboys) contribuendo, con questa struttura al successo mondiale del 1966. Sotto la sua guida si formarono allenatori che a cavallo degli anni 50 e 60 contribuirono allo sviluppo del calcio nel Paese. Tra questi si ricordano:

  • Bill Nicholson, il primo tecnico a conquistare, con il Tottenham, il ‘double’ (Campionato e FA Cup) nel secolo scorso. Fu lui a riportare in Inghilterra Jimmy Greaves, il miglior bomber inglese dell’epoca che militava nel Milan. Molto preparato dal punto di vista tattico era un amante del gioco offensivo oltre che un abile motivatore. 
  • Ron Greenwood, molto bravo nella formazione dei giovani calciatori qualità che mise a disposizione del vivaio del West Ham, accompagnando nella loro crescita tre giocatori che hanno segnato la storia degli Hammers: Bobby Moore, Martin Peters e Geoff Hurst.  
  • Bobby Robson, si affermò come allenatore di successo all’Ipswich Town in cui restò per 13 stagioni facendo acquistare solo 14 giocatori da altri club affidandosi ai giocatori del settore giovanile.  
  • Altri ottimi formatori nonchè sperimentatori furono Don Howe, Malcolm Allison, Joe Mercer, Vic Buckingham.

Tra questi proprio Vic Buckingham fu il precursore di ciò che sarà poi il calcio totale del grande Ajax (Rinus Michels). Passò ai Lancieri nel 1959 vincendo l’Eredivisie al primo tentativo. Fu lui a sviluppare l’idea di un calcio di possesso, basato sul movimento e sulla qualità tecnica dei giocatori cui veniva richiesto di giocare il pallone il più possibile rasoterra.

Lo stesso accadde nella penisola iberica: Rinus Michels, che allenò il Barcellona in due periodi differenti (1971-75 e 1976-78), dopo aver già rivoluzionato l’Ajax con il “calcio totale, contribuendo a plasmarne l’identità, raccolse e sviluppò il lavoro svolto in terra catalana proprio da Buckingham ereditandone idee e base tattica Michels. A Buckingham si deve l’esordio di Johan Cruijff nell’Ajax, nel 1964, riconoscendone il talento e dandogli spazio in una struttura di gioco organizzato. Cruyff stesso riconobbe l’importanza dell’ambiente costruito da Buckingham, un allenatore definito calmo, riflessivo, molto “continentale” nello stile, che puntava sul dialogo, sull’alimentare la cultura del club e sulla valorizzazione dei talenti.

Mentre Buckingham iniziava la sua opera, altri manager britannici contribuivano all’evoluzione del gioco dedicandosi anche alla formazione degli allenatori. Si ricordano in particolare: Charles Hughes (Assistant Director FA, 1964–1997) e Allen Wade (Director of coaching FA, 1960-83) che redasse la“Guide to Training and Coaching”, il primo manuale della Football Association. Meno teorico e più pratico, Jimmy Hogan inventò quello che venne definito il “pass and move”, un calcio basato sul possesso palla e il movimento continuo, oppure Dave Sexton che, prendendo spunto dalla filosofia olandese, fu un ottimo formatore e vinse la Coppa delle Coppe con il Chelsea (70-71) battendo in finale il Real Madrid.

Tra i mostri sacri degli anni ’60 va ricordato colui a cui tutta la scuola sarà sempre grata poiché condusse la Nazionale dei Tre Leoni alla vittoria dell’unico Mondiale vinto fino ad oggi: Sir Alfred Ernest Ramsey. Sir Ramsey inventò il modulo “4-4-2 senza ali”, eliminando gli esterni classici, emblema della sua filosofia pragmatica nel vittorioso Mondiale casalingo del 1966. Restò CT fino al 1974.

Altro grande nome di quegli anni d’oro fu Sir Matt Busby (scozzese, manager del Man Utd dal 1954 al 1969). Fu lui a costruire la squadra in cui militavano Bobby Charlton e Duncan Edwards, passata alla storia come i “Busby Babes”

I “Busby Babes” vinsero il campionato nelle stagioni 1951-52, 1955-56, 1956-57. Poi la tragedia. Nel 1958 l’aereo che trasportava la squadra si schiantò nei pressi di Monaco di Baviera: 8 morti. Busby gravemente ferito dovette lasciare anche l’ncarico di CT della Nazionale scozzese che riprenderà successivamente. Prima di lasciare definitivamente la guida della Tartan Army fece esordire Denis Law non ancora diciannovenne. Busby riuscì a ricostruire una squadra divenuta poi leggendaria negli anni sessanta con un trio d’attacco (“United Trinity”) indimenticabile formato dallo stesso Law, da Bobby Charlton (sopravvissuto alla tragedia di Monaco) e da George Best. In quegli anni vinse la FA Cup nel ‘63, i campionati 1964-65 e 1966-67 e nel ‘68 condusse i Red Devils alla conquista della Coppa dei Campioni battendo in finale il Benfica per 4-1 a Wembley. Prima squadra inglese a vincere il trofeo.

Indimenticabile la figura di Jock Stein tecnico scozzese che guidò il Celtic dal 1965 al 1978 vincendo 10 campionati di cui 9 consecutivamente e la Coppa dei Campioni nel 1967 battendo 4-1 l’Inter a Lisbona con un calcio aggressivo a tutto campo, partita in cui gli scozzesi si guadagnarono il soprannome di Lisbon Lions. Per la prima volta una squadra britannica vinceva la Coppa dei Campioni.

Con l’inizio degli anni 70 troviamo due figure leggendarie che hanno legato i loro nomi al Liverpool Football Club: Bill Shankly (scozzese) e Bob Paisley. Il primo, nei Reds dal 1959 al 1974, fu una figura iconica del Club e contribuì a gettare le basi per i successi che verranno proprio grazie a Paisley che gli succederà e che vincerà ben 3 Coppe dei Campioni (1977-1978-1981). A Paisley succedette Joe Fagan (1983-85) che vinse la Coppa dei Campioni nel 1984 allo stadio Olimpico battendo la Roma ai calci di rigore. Fagan faceva parte della “boot room”, lo stanzino degli scarpini da calcio in cui Shankly convocava Paisley e Fagan per discutere di calcio.

Gli anni 70 accolsero quella che forse è stata la più grande rivalità del calcio inglese, quella tra Don Revie e Brian Clough. Revie, già allenatore del Leeds United, passò ad allenare la nazionale inglese nel 1974 (vi resterà fino al 1977), lasciando il suo posto proprio a Clough che aveva vinto il campionato inglese (1971-72) con il Derby County portandolo fino alla semifinale di Coppa dei Campioni. Negli anni precedenti Clough con il suo Derby County sfidava proprio il Grande Leeds United di Revie che giocava un calcio sporco, duro, intimidatorio, al limite del regolamento mentre Clough prediligeva un calcio diverso come testimonia una delle sue frasi storiche: “Se Dio avesse voluto il calcio in cielo, avrebbe fatto crescere erba al posto delle nuvole”, proprio a sottolineare l’attitudine ad un calcio che si basava sul gioco a terra, il controllo del pallone e non sui lanci lunghi in avanti per favorire il gioco aereo tipico delle squadre di Revie.

Tornando a Clough, la sua esperienza al Leeds fu breve, travagliata e durò solo 44 giorni a causa della sua difficoltà ad entrare in sintonia con l’ambiente e lo stile di gioco del Leeds. Esonerato, nel 1975, Clough approdò al Nottingham Forest.
Con i “Garibaldi Reds” Clough vinse un campionato inglese (1977-78), due Coppe dei Campioni (1978-79 e 1979-80), una Supercoppa Europea (1979) e quattro Coppe di Lega inglese (1977-78, 1978-79, 1988-89, 1989-90). Ancor oggi il Forest è l’unico club europeo ad aver vinto più Coppe dei Campioni che Campionati.

Dopo Don Revie alla guida della Nazionale inglese fu nominato Ron Greenwood (CT dal 1977 al 1982). Greenwood dopo aver allenato il West Ham dal 1961 al 1974 vincendo la Coppa delle Coppe nel 1965, riuscirà a qualificarsi alle fasi finali degli Europei 1980 e del Mondiale di Spagna 1982 dopo le mancate qualificazioni nelle ultime due edizioni di entrambe le manifestazioni.

A Greenwood succedette Bobby Robson (CT dal 1982 al 1990). Così lo definì Josè Mourinho che fu suo giovane assistente al Barcellona: “Robson è uno da prima linea, da contatto diretto con i giocatori, preoccupato soprattutto dell’attacco e della finalizzazione”. Come detto i primi successi li colse con l’Ipswich con cui vinse la coppa UEFA, partendo dalla serie B inglese proprio come Clough.

Ricordiamo anche Bob Houghton, inglese, che portò il Malmô, squadra svedese, fino alla finale di Coppa dei Campioni, persa con il Nottingham Forest nel 1979, applicando la marcatura a uomo nella zona di cui fu un precursore. Una menzione anche per Howard Kendall, scozzese, ex centrocampista dell’Everton che con i compagni Alan Ball e Colin Harvey costituì la “Holy Trinity” sponda blue di Liverpool. Kendall divenne tecnico dei Toffees vincendo, tra il 1984 e il 1987, 2 Campionati, 1 Coppa delle Coppe, 1 FA Cup e 3 Charity. Secondo la stampa inglese senza il bando dalle competizioni europee per le vicende legate alle violenze hooligans Kendall e il suo Everton avrebbero vinto la coppa dei Campioni.

Gli anni 90 sono gli anni di Sir Alex Ferguson. Nativo di Glasgow in Scozia, Ferguson ha legato il suo nome al Manchester United di cui è stato Manager dal 1986 al 2013! Contribuì alla formazione e al lancio dei talenti classe ’92: Beckham , Giggs, Butt, Gary e Phil Neville, Scholes. Valorizzò Eric Cantona ed è considerato il padre sportivo di Cristiano Ronaldo allora giovanissimo. Riconosciuto da tutti come uno dei migliori allenatori-manager della storia del calcio per il suo carisma, la sua influenza e le sue vittorie (49 trofei). Il 6 febbraio 2012 è stato nominato miglior allenatore del secolo XXI dalla IFFHS.

Riprendendo il susseguirsi dei CT alla guida della Nazionale inglese, a Bobby Robson succedettero, in ordine, fino agli albori degli anni 2000: Graham Taylor (1990-1993), non riuscì a qualificarsi ai Mondiali del 1994, Terry Venables (1994-1996), guidò l’Inghilterra agli Europei del 1996 raggiungendo le semifinali, infine Glenn Hoddle (1996-1999), portò l’Inghilterra al Campionato del Mondo in Francia, nel1998, dove venne però eliminata agli ottavi di finale. 

Sulla panchina della Nazionale dei Tre Leoni si sono poi seduti Kevin Keegan (1999-’00), Sven Goran Eriksson, Steve McLaren (2006-’07), Fabio Capello (2008-’12), Roy Hogdson (2012-’16), Sam Allardyce (2016) e Gareth Southgate (2016-’24).

In quegli anni va ricordato Howard Wilkinson (FA Technical Director dal 1997) che, dopo aver contribuito allo sviluppo del centro sportivo del Leeds a Thorp Arch, approdò alla FA e sviluppò, nel ruolo di Direttore Tecnico, il sistema delle Academy inglese pubblicando il Charter for Quality e ponendo le basi per la costruzione del St George’s Park National Football Centre il centro nazionale della Federazione calcistica inglese prendendo spunto dal modello del sistema francese a Clairefontaine.

Recentemente abbiamo assistito alla crescita di alcuni giovani allenatori che hanno studiato, appreso e sono stati influenzati dai tecnici che hanno arricchito, con il loro pensiero e la loro proposta di gioco la Premier League. Su tutti Pep Guardiola, Klopp, Bielsa e, seppur per un breve periodo, De Zerbi.

Tra di essi ne citiamo solo alcuni Brendan Rodgers (1973), Graham Potter (1975), Eddy Howe (1977), Michael Carrick (1981) e Kieran McKenna (1986):

Brendan Rodgers dopo la carriera di calciatore trascorse molto tempo in Spagna studiando diverse metodologie di allenamento. Nel 2004 entrò nelle giovanili del Chelsea per poi iniziare la sua carriera tra i professionisti alla guida del Watford nel 2008. Rodgers predilige comandare il gioco attraverso il mantenimento del possesso palla e, in fase di non possesso, portando pressione forte sugli avversari mantenendo sempre alta l’intensità all’interno della gara.

Graham Potter, dopo aver giocato in Inghilterra iniziò la carriera di allenatore all’Ôstersunds FK in Svezia. I successi ottenuti in terra scandinava gli valgono il ritorno in Inghilterra, nello Swansea e poi al Brighton dove dimostra le sue qualità di valorizzatore dei giocatori. Verrà chiamato al Chelsea per sostituire Thomas Tuchel ma i risultati deludenti lo porteranno all’esonero. Dal gennaio 2025 è il tecnico del West Ham. Alle squadre di Potter viene riconosciuta un’identità precisa basata su un gioco fluido determinato dalla capacità di motivare i propri giocatori mettendoli nelle condizioni di esprimere al meglio il loro potenziale.

Michael Carrick, lo storico centrocampista inglese dello United di Ferguson, dopo aver smesso di giocare entra nello staff tecnico giovanile dei Red Devils e quando Solskjaer verrà esonerato sarà l’allenatore ad interim della squadra. La sua prima vera esperienza da Head Coach inizia nell’ottobre del 2022 alla guida del Middlesbrough con il quale perderà la semifinale dei playoff contro il Coventry nella medesima stagione. Certamente un allenatore più legato al pragmatismo di Ferguson.

Eddie Howe che, dopo aver fatto molto bene con il Bournemouth vincendo il Championship, passa al Newcastle dei nuovi proprietari sauditi che vogliono portare il Club ai vertici del calcio inglese. I suoi capisaldi sono legati ad una costruzione controllata del gioco, pressing alto, transizioni rapide. Nella stagione 2024-’25 ha vinto la League Cup riportando un trofeo in casa Magpies dopo averlo portato anche in Uefa Champions League.

Kieran McKenna, nordirlandese con una breve carriera da calciatore Kieran iniziò ad allenare molto presto all’Academy del Tottenham Hotspur nel 2014, dove ha lavorato con varie squadre giovanili. Nel 2018 è entrato a far parte dell’organico degli allenatori del Settore giovanile del Manchester United allenando l’U18, ottenendo un notevole successo nel suo primo anno vincendo il prestigioso FA Youth Cup. Nel dicembre 2021 ottiene l’incarico di allenatore dell’ Ipswich Town nella EFL League One. Ha implementato uno stile di gioco offensivo e ha dimostrato un focus sullo sviluppo dei giovani, guidando la squadra ad una doppia promozione raggiungendo così la Premier League, categoria che non riuscirà a mantenere retrocedendo nel Championship l’anno seguente (2024-’25)

Una citazione merita anche Lee Carsley, tecnico irlandese, salito alla cronaca per essere stato nominato CT ad interim dell’Inghilterra prima dell’arrivo del tedesco Thomas Tuchel (8gennaio 2025). Carsley ha portato l’U21 dei Tre Leoni alla vittoria degli Europei del 2023 disputati in Romania-Georgia e del 2025 in Slovacchia.

Le influenze di grandi allenatori hanno portato la cultura britannica ad una evoluzione anche nei loro programmi didattici dedicati ai loro tecnici. La Premier League oggi è uno dei campionati di calcio più prestigiosi e di alto livello tecnico al mondo, attira non solo giocatori ma anche allenatori di fama internazionale. Ciò permette agli allenatori autoctoni di assorbire, far propri nuovi contenuti, nuove idee, trasformarle, adattarle traendone beneficio per sè e per l’intero movimento britannico.

BIO: Vincenzo D’Aniello è nato ad Aversa (CE) il 25-5-1985 . È in possesso della licenza di allenatore UEFA/B e ha allenato in diverse categorie e in diverse scuole calcio della provincia di Caserta e Napoli.

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