Abbiamo già analizzato questo Campionato Mondiale per Club nell’articolo scritto da Gianmarco Comai lo scorso 3 luglio, appena teminati gli ottavi di finale.
Stasera, alle ore 21.00 al MetLife Stadium nel New Jersey (U.S.A.), Luis Enrique ed Enzo Maresca guideranno PSG e Chelsea nell’evento conclusivo.
Entrambi ex giocatori professionisti, terminata la carriera di calciatore, hanno intrapreso quella di allenatore.
Vediamo, in sintesi, il loro percorso professionale cominciando dal più grande, non solo in termini d’età.
Luis Enrique è nato a Gijon, nella regione delle Asturie, nel nord della Spagna, nel 1970. Da giocatore ha respirato l’aria del grande Club. Cresciuto nelle giovanili dello Sporting Gijon dove esordirà e giocherà per due stagioni nella Liga, Luis ha infatti, successivamente, vestito la camiseta del Real Madrid (157 presenze) e quella del Barcellona (207 presenze) oltre ad aver collezionato 62 presenze nelle “Furie Rosse”, la Nazionale spagnola.
La prima esperienza da allenatore è proprio con il Barcellona B, tre stagioni dal 2008 al 2011, sostituendo proprio Pep Guardiola passato ad allenare la Prima squadra. Gli ottimi risultati gli aprono le porte della serie A. Nella stagione 2011-12 siede sulla panchina della Roma dove non riesce però a condividere con i giocatori la propria idea di calcio. Alla sua inesperienza si aggiungano un ambiente, quello della Roma, sempre difficile e, certamente diverso da quello che fino a quel momento lo avevo protetto. Protezione ottenuta grazie ai risultati ma anche per un “idem sentire” di tutto il contesto rispetto ad una filosofia di gioco propositivo che, culturalmente, ne costituiva un terreno fertile per la sua implementazione.
Luis dall’Italia rientra in Spagna e nella stagione 2013-14 allena il Celta Vigo per poi tornare al Barcellona questa volta per guidare la prima squadra degli azulgrana sulla cui panchina siederà dal 2014 al 2017 vincendo due volte la Liga, tre Coppe del Re, una Supercoppa di Spagna, una Champions League e un Mondiale per Club.
Terminata l’esperienza azulgrana, dopo un periodo sabbatico, Luis Enrique viene nominato CT della Nazionale spagnola ruolo che manterrà dal 2018 al 2022. Si dimetterà nel giugno del 2019 per stare vicino alla figlia Xana, malata di tumore alle ossa che si spegnerà il 29 agosto all’età di 9 anni.
Il 19 novembre 2019 Luis Enrique torna sulla panchina della Nazionale spagnola conducendola fino alla semifinale del Campionato d’Europa che perderà, ai rigori, contro gli azzurri a Wembley
Nel Mondiale del 2022 in Qatar (20nov – 18dic) guida le “Furie rosse” fino agli ottavi venendo eliminato, ai rigori, dal Marocco. L’8 dicembre verrà sollevato dall’incarico.
Nel 2023, ai primi di luglio, inizia una nuova sfida sostituendo Cristophe Galtier alla guida del PSG. Per i parigini si tratta della svolta. Il Presidente Al-Khelaifi, stanco di investire ingenti somme senza esser mai riuscito a vincere la Champions League gli affida la squadra. Luis Enrique, facendo a meno di alcune grandi stelle e riuscendo convincerne altre che solo mettendosi a disposizione del progetto tecnico avrebbero ottenuto il successo per sè e per la squadra. Ed ha ragione perchè la vittoria della più importante e prestigiosa competizione europea per club la ottiene il 31 maggio 2025 con un clamoroso 5-0 inflitto, in finale, ai neroazzurri dell’Inter.
Facile giungere alla conclusione che la squadra a disposizione fosse nettamente la più forte, che con gli ingenti investimenti prima o dopo il PSG avrebbe trionfato in Europa, sta di fatto che l’abnegazione vista a favore della squadra, non solo nella finale, in ciascuno dei giocatori, uno su tutti Dembelè, non si era mai vista e, il merito, a mio avviso, va ascritto al tecnico asturiano.
Enzo Maresca (1980) nativo della provincia salernitana, ha un passato nelle giovanili rossonere da cui si trasferisce, a soli 14 anni, nel vivaio del Cagliari. Terminato il percorso nel settore giovanile sarà uno degli italiani ad approdare nella Premier League, al West Bromwich Albion, in cui giocherà per due stagioni diventando un beniamino dei “Baggies”.
Nel 2000 viene acquistato dalla Juventus per 10 miliardi di lire ma non riuscirà ad essere un vero protagonista. Dopo i prestiti al Bologna e al Piacenza, gioca una buona stagione per la Fiorentina che gli vale il passaggio al Siviglia dove collezionerà 96 presenze e 13 goal nonostante i problemi fisici accusati nelle ultime due stagioni. Giocherà in Grecia, per una stagione, nell’Olimpiakos, per poi ritornare in Spagna, al Malaga. Concluderà la carriera con la maglia del Verona, annunciando il suo ritiro il 10 febbraio 2017, giorno del suo trentasettesimo compleanno, dopo aver vestito quelle di Sampdoria (2012-14) e Palermo (2014-16). In nazionale ha fatto tutta la trafila delle giovanili senza essere mai convocato per la maggiore.
La carriera di allenatore inizia ad Ascoli, quando deve ancora terminare il percorso per l’ottenimento della licenza a Coverciano, accanto a Fulvio Fiorin, storico allenatore delle giovanili del Milan, e si conclude a novembre con le dimissioni dopo 4 sconfitte consecutive.
Nel 2017 è il secondo di Montella al Siviglia e l’anno dopo di Manuel Pellegrini al West Ham ma lascia l’incarico immediatamente dopo le dimissioni di quest’ultimo, nel dicembre del 2019.
Il 28 agosto 2020 viene ingaggiato dal Manchester City come allenatore della Elite Development Squad, con cui vince la Premier League 2. Nel maggio 2021 viene nominato nuovo tecnico del Parma, appena retrocesso in B, con propositi di risalita. Ho avuto modo di conoscerlo in questo contesto ed apprezzarne le doti umane e le conoscenze calcistiche certamente, gran parte, figlie del suo vissuto in un ambiente influenzato da Pep Guardiola. Ancora in fase di maturazione e forse senza uno staff adeguato che lo supportasse nello sviluppo delle idee, Enzo viene esonerato il 23 novembre del 2021 con la squadra al 17° posto.
Il 5 luglio 2022 fa ritorno al Manchester City, questa volta all’interno dello staff della prima squadra guidata da Pep Guardiola con il ruolo di collaboratore tecnico. Con i Citizens si aggiudica il treble o triplete, vincendo Premier League, FA Cup e la Champions’ League battendo in finale l’Inter. Un’altra esperienza importante che, probabilmente, gli ha permesso di approfondire le sue conoscenze stavolta vicinissimo al maestro Pep.
Il16 giugno 2023, arriva un’altra chiamata importante e suggestiva: è il nuovo allenatore del Leicester City, appena retrocesso in Championship. Si ripete lo scenario di Parma ma questa volta Enzo, che si è portato dal Parma l’allenatore dei portieri Michele De Bernardin, ha fatto tesoro dell’esperienza italiana e guida le Foxes alla promozione immediata in Premier League con due giornate d’anticipo. Il suo lavoro non resta inosservato e il 3 giugno 2024, risolve anticipatamente il contratto che lo legava per altri due anni al club per firmare con il Chelsea un accordo quinquennale. L’impatto è subito positivo e con la conquista del 4º posto finale riesce a riportare i Blues in Champions’ League.
Anche qui si dirà che la qualità della rosa è straordinaria, che gli investimenti della nuova proprietà, post Abramovich, siano stati, a dir poco, ingenti. Tutto vero ma prima di Maresca i risultati erano stati fallimentari. Aggiungiamo che il 28 maggio 2025 il Chelsea vince la Conference League, sconfiggendo in finale il Betis Siviglia per 4-1, non la Champions’ ma pur sempre una competizione europea.
Al di là di ciò che accadrà stasera, mi sento di poter dire che abbia vinto il calcio, un calcio che vuole essere efficace ma che vuole anche divertire la gente, un calcio che riconosce l’importanza del risultato e vuole raggiungerlo attraverso il comando del gioco (Psg con media possesso palla superiore al 70%, 17 goal fatti e 1 subito, Chelsea poco sopra il 61%,14 goal fatti, 5 subiti), un calcio che, per essere vincente, non deve, come in molti siamo portati a pensare, essere, necessariamente, speculativo.
Che spettacolo sia!









