Il Lecce che ha cominciato la nuova stagione di Serie A 2026/2027 è partito già con il piede giusto. La squadra di Eusebio Di Francesco è alla caccia della quinta salvezza consecutiva. Merito non solo del tecnico, di cui parleremo ampiamente a breve, ma anche della società del patron Damiani Sticchi che la guida con oculatezza e impegno, mantenendo i conti a posto e godendo di un buon team di scouting che pesca giocatori sempre interessanti. La vera notizia di questo inizio di stagione è la fine del rapporto con Pantaleo Corvino. “Al presidente ho detto che non ho più le forze per poter continuare. Ho fatto il massimo per mantenere la sostenibilità del club. Arriva un momento nella vita in cui la corsa si deve fermare” ha detto nella conferenza stampa d’addio. Dopo sei anni e quattro promozioni, il Lecce ha perso forse il suo pezzo più pregiato. Abile scopritore di talenti soprattutto dell’Est europeo, fu colui che portò proprio a Lecce i vari Bojinov, Vučinić e, in tempi più recenti, Krstović.
La sostituzione di Corvino resta però nel segno della continuità.
Stefano Trinchera, uno degli uomini che ha lavorato a stretto contatto con Corvino, ha preso il posto di direttore sportivo.
Eusebio Di Francesco è stato confermato sulla panchina del Lecce. Dopo aver raggiunto meritatamente la salvezza, il tecnico abruzzese potrà lavorare con un gruppo che conosce e con il quale ha già avviato un lavoro tattico importante. DiFra cerca sempre il risultato attraverso il bel gioco, partendo dal collaudato 4-3-3. La squadra cerca di essere propositiva, di sfruttare l’ampiezza degli esterni e di arrivare rapidamente nei pressi dell’area avversaria. Il centrocampo deve garantire equilibrio e accompagnare una prima linea costruita intorno a più soluzioni. L’anno scorso il Lecce ha fatto fatica nel trovare il gol e questo ha complicato il cammino che ha portato alla permanenza in Serie A. È stato tra gli attacchi meno prolifici (26 gol), meglio soltanto di quello di Verona e Pisa, entrambe retrocesse.
Il mercato ha dato, il mercato ha tolto: una dinamica che da queste parti conoscono perfettamente. Le cessioni sono state importanti: hanno cambiato aria giocatori come Ramadani, Helgason, Camarda, Früchtl, Sottil e Cheddira. In particolare, le uscite di Ramadani e Helgason hanno modificato parecchio il centrocampo. Importante aver trattenuto giocatori come Falcone, Coulibaly, Berisha e Gallo che costituiscono lo zoccolo duro su cui Di Francesco può dare continuità alle sue idee. Il Lecce è riuscito a trattenere Tiago Gabriel. Il portoghese era finito nel mirino del Milan. Ci si attende tanto da Štulić. L’attaccante serbo ex Partizan, chiamato a prendere il posto di Krstović, l’anno scorso ha parecchio faticato nel trovare la via del gol.
Il colpo più significativo è Willem Geubbels, arrivato a titolo definitivo dal Paris FC. L’attaccante francese aumenta le possibilità di Di Francesco davanti e si aggiunge a Štulić per il ruolo di centravanti.
A centrocampo sono arrivati Ivan Ilić, ancora giovane ma già con grande esperienza in Serie A e Joël Monteiro, che può essere utilizzato come attaccante esterno. Sono rientrati Youssef Maleh e Mohamed Kaba. In difesa sono stati aggiunti altri giovani, tra cui Ali Dembélé.
A questo punto del campionato i salentini hanno più punti della passata stagione, ben quattro. La cosa che colpisce è che la squadra di Di Francesco ha già vinto due scontri diretti su tre, contro Venezia e Monza, perdendo invece contro il miracoloso Cagliari di misura. Alla prima giornata era arrivato il successo in trasferta contro i lagunari, in una partita nella quale i giallorossi avevano forse ottenuto molto più di quanto meritassero, vincendo per 2-0 grazie alle reti di Gorter e Tiago Gabriel. La prima partita stagionale in casa con la Roma ha messo in evidenza le difficoltà dei salentini contro le squadre qualitativamente più forti. A Cagliari la squadra di Di Francesco ha fatto un ulteriore passo indietro, anche dal punto di vista del gioco, subendo per gran parte della partita gli attacchi di un Cagliari apparso più avanti nella condizione e nella qualità del gioco. Importante è stata la vittoria contro il Monza scaturita anche dai gol sulle palle da fermo, che possono diventare l’arma in più.
La serata di San Siro contro il Milan ha ripresentato le difficoltà dei giallorossi nelle partite in trasferta. A caldo Di Francesco si è espresso così: ”La differenza di valori tra noi e il Milan obiettivamente c’è, però bisogna essere comunque più coraggiosi e provare qualche giocata di qualità per mandare in porta i compagni.” Contro il Milan il Lecce ha giocato a sprazzi. Ha mostrato una certa fragilità difensiva e non è riuscito a rendersi pericoloso. Štulić ha giocato un’altra partita complicata. Come ha dimostrato l’esperienza di Krstovic, a Lecce sanno dare tempo e il giovane attaccante avrà modo di farsi valere.
Salvarsi per il quinto anno consecutivo sarebbe un’impresa per il Lecce. Significherebbe confermarsi tra le realtà calcistiche più importanti nel Sud Italia. Non passa inosservato il restyling del Via del Mare, che ambisce a togliere la leadership degli impianti sportivi pugliesi al decadente San Nicola.
Due realtà agli antipodi, Bari e Lecce. La prima che vive una confusione societaria che l’ha portata alla clamorosa ma meritata retrocessione in Serie C; la seconda che ha fatto della solidità dei conti e della programmazione i propri punti di forza, nel segno della continuità.

BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.











2 risposte
Altro articolo gradevolissimo Vincenzo! Hai ben illustrato la realtà del calcio pugliese ormai ridotto per quel che conta alla sola sponda salentina. Del resto Lecce è una città meravigliosa tra mare e storia barocca e merita a mio avviso la quinta permanenza di fila nella massima serie.
Un caro abbraccio e buona giornata!
Massimo 48 ❤️🖤
Grazie, carissimo Massimo! Lecce è una città stupenda e la sua realtà calcistica merita un plauso. Seguo il Lecce da pugliese con tanta attenzione. Mi auguro che possano ancora salvarsi