MONDIALI 2026 – GRUPPO J – ARGENTINA: APPUNTAMENTO CON LA STORIA

SQUADRA

I campioni uscenti dell’Argentina affrontano questo Mondiale con la consapevolezza della grande possibilità di entrare nella leggenda dei Mondiali di calcio e della storia intera del calcio.

Due trionfi Mondiali consecutivi come solo l’Italia nel 1934 e nel 1938 o il Brasile del 1958 e del 1982.

E per il loro capitano, Lionel (io continuo a chiamarlo così!) Messi, l’occasione di mettere il sigillo definitivo ad una carriera straordinaria quanto longeva.

Analizzando la rosa della Nazionale di Lionel Scaloni appare immediatamente evidente che la qualità dei giocatori a disposizione, in alcune zone del campo in particolare, sia di altissimo livello.

Un centrocampo solido e al tempo stesso creativo, “fisico” e con l’esperienza giusta per non sentire la pressione di un Mondiale lungo e drenante dal punto di vista fisico e psicologico.

Rodrigo De Paul, Alexis Mac Allister, Enzo Fernandes e Leandro Paredes sono una garanzia assoluta. Saranno loro quattro a giocarsi i tre posti di centrocampo nel 4-3-3 ormai marchio di fabbrica di Lionel Scaloni anche se la tentazione di osare un ancora più offensivo 4-2-3-1 stuzzicherà in più di una occasione il bravo Commissario Tecnico dell’Argentina.

Perché affermo questo? Molto semplice. Perché dalla trequarti in avanti la Nazionale Albiceleste ha dei giocatori di una qualità straordinaria come Julian Alvarez, Nico Paz, Giuliano Simeone, Thiago Almada e Nico Gonzalez … più un certo Lionel Messi …

Dove sorgono dei dubbi è invece quando si parla della difesa della Nazionale argentina.

Nicolas Otamendi è stato uno dei più forti difensori centrali del panorama mondiale degli ultimi 15 anni … ma 38 primavere sul groppone sono tante, soprattutto per un torneo ad alta intensità, di ritmo e partite, come questo Mondiale.

Al suo fianco si contendono un posto Cristian Romero e Lisandro Martinez che vengono dal campionato di calcio più competitivo e richiedente del mondo, la Premier League, ma che hanno entrambi nella “disciplina” il loro punto debole. La loro aggressività, la loro determinazione e la loro “garra” hanno creato ad entrambi problemi perfino in un campionato dove ancora (pur non essendo più come un tempo) si può giocare “da uomini”, con i tackle e i duelli aerei ancora possibili senza che ci sia ogni volta un intervento arbitrale.

Questo è probabilmente il punto di domanda più delicato parlando della nazionale argentina.

E proprio per questo sorprende un po’ l’esclusione di un centrale del valore di Marcos Senesi, che viene da una straordinaria stagione con il Bournemouth di Andoni Iraola.

Senesi, che a differenza dei tre difensori citati sopra, sa impostare il gioco da dietro grazie ad un piede sinistro educatissimo.

I due esterni di difesa sono tutti esperti e affidabili.

Gonzalo Montiel a destra e Nicolas Tagliafico a sinistra dovrebbero essere i due titolari anche se le prestazioni di Nahuel Molina dell’Atletico Madrid lo terranno in ballottaggio con Montiel fino all’ultimo.

IL COMMISSARIO TECNICO

Dai dubbi sollevati da buona parte dei media argentini nel giorno del suo insediamento nell’agosto del 2018 (ad interim all’inizio) fino al trionfo mondiale del 2022.

Questa la parabola di un allenatore che nonostante le limitate esperienze precedenti (assistente di Sampaoli al Siviglia e poi dello stesso con la Nazionale argentina) si è rivelato un meraviglioso “gestore di uomini” riuscendo con il suo equilibrio, la sua intelligenza e la sua etica professionale a costruire un gruppo coeso e strutturato, dove Messi è si il leader assoluto ma dove la personalità di giocatori come Otamendi, De Paul o Tagliafico si è rivelata fondamentale nel percorso di questi anni ai vertici del calcio mondiale.

Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Newell’s Old Boys (potendo ammirare da vicino il lavoro di Marcelo Bielsa, all’epoca allenatore dei “Leprosos”) ha poi avuto una carriera da calciatore eccellente spesa in buona parte con il Deportivo La Coruna nella Liga (ben 9 stagioni) e dopo una breve parentesi al West Ham in Premier un continuo “vai e vieni” tra Spagna (Racing Santander e Maiorca) e Italia (Lazio e Atalanta).

Proprio con i bergamaschi chiude la carriera nel 2015, a 37 anni, per iniziare la carriera di allenatore.

Due anni da “vice” (uno al Siviglia e uno con la Nazionale argentina) e l’incarico di Commissario Tecnico come detto nel 2018.

… alla faccia di chi dice che nel calcio “l’esperienza è tutto” …

IL MIGLIORE

Beh, scelta decisamente facile in questo caso. Lionel Messi non ha mai smesso di segnare, fornire assist a nastro, inventare giocate che per tutti gli altri non sono nemmeno nelle fantasie più recondite. Con Lautaro Martinez e Julian Alvarez come finalizzatori l’Argentina potrebbe diventare letale per qualsiasi nazionale al mondo.

Certo, la zona di campo che copre è sempre più limitata, qualche pausa in più durante la partita è diventata necessaria e di certo nessuno gli chiederà “fatica” in fase difensiva.

Ma giocatori in grado di innescare un attaccante come è in grado di fare Lio ancora in giro non se ne vedono. Senza contare che nei “26” c’è un ragazzino con un talento conclamato come Nico Paz che potrà permettere al capitano dell’Albiceleste di tirare ogni tanto il fiato.

LA RIVELAZIONE

Con l’abbondanza di qualità di cui dispone l’Argentina in attacco per lui diventerà estremamente difficile ricavarsi uno spazio. Questa è una certezza. Ma per José Manuel Lopez (per tutti “El Flaco” considerati i suoi 190 centimetri per 78 kg di peso) è la ricompensa più gratificante di una carriera in salita, con un infortunio gravissimo a sedici anni che rischiò di compromettere in maniera definitiva la sua carriera calcistica.

Dopo essere stato scartato dall’Independiente approda al Lanus, ripartendo dalle giovanili fino a ricavarsi un posto in prima squadra nel 2021, a ventuno anni. El Flaco non si fa sfuggire l’occasione. Segna 14 reti e l’anno dopo arriva l’offerta del Palmeiras brasiliano dove si consacra uno dei più forti attaccanti del “Brasileiro”. Le sue caratteristiche sono uniche nella rosa della Nazionale argentina. È fortissimo nel gioco aereo, ha una eccellente tecnica di base e sa giocare spalle alla porta. Oltre a segnare con regolarità è eccellente in fase di appoggio e di sponda per i compagni.

In un recente incontro di Copa Libertadores vinto dal Palmeiras per quattro reti ad una non è entrato nel tabellino dei marcatori … fornendo però tre assist ai compagni! Insomma, con difese chiuse, arroccate nella propria area potrebbe essere proprio lui la chiave per scardinarle.

I “26” PRESCELTI

PORTIERI

Emiliano Martinez (Aston Villa) Geronimo Rulli (Olympique Marsiglia) Juan Musso (Atletico Madrid)

DIFENSORI

Gonzalo Montiel (River Plate) Nahuel Molina (Atletico Madrid) Lisandro Martinez (Manchester United) Nicolas Otamendi (Benfica) Leonardo Balerdi (Olympique Marsiglia) Cristian Romero (Tottenham H.) Nicolas Tagliafico (Olympique Lione) Facundo Medina (Olympique Marsiglia)

CENTROCAMPISTI

Leandro Paredes (Boca Juniors) Giovanni Lo Celso (Betis Siviglia) Rodrigo De Paul (Inter Miami) Exequiel Palacios (Bayer Leverkusen) Enzo Fernandez (Chelsea) Alexis Mac Allister (Liverpool) Valentin Barco (Strasburgo)

ATTACCANTI

Lionel Messi (Inter Miami) Nicolas Gonzalez (Atletico Madrid) Giuliano Simeone (Atletico Madrid) Lautaro Martinez (Inter) Julian Alvarez (Atletico Madrid) José Manuel Lopez (Palmeiras) Thiago Almada (Atletico Madrid) Nico Paz (Como)

BIO: Remo Gandolfi è nato e vive a Parma. Ha già 9 libri all’attivo. Dopo “Matti miti e meteore del calcio dell’est” che aveva fatto seguito al precedente libro di gran successo intitolato “Matti, miti e meteore del futbol sudamericano”, Remo, in collaborazione con Cristiano Prati, figlio dell’indimenticato campione, ha scritto, pubblicato da Urbone Publishing: “PIERINO PRATI – Ero Pierino la Peste” . L’ultimo suo lavoro era: “IL CALCIO DIMENTICATO – Tragedie, leggende e follie del pallone”.

Ha una rubrica fissa sul popolare Calciomercato.com (“Maledetti calciatori”) e con gli amici di sempre gestisce un blog www.ilnostrocalcio.it . Quanto all’amato pallone, è profondamente convinto che la “bellezza” e “il percorso” contino infinitamente di più del risultato finale.

Una risposta

  1. Buongiorno Remo, concordo ed aggiungo che la nazionale Argentina emana un fascino incredibile nei miei confronti.
    Rimane la nazionale da Battere
    Viva il tango.

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