La Coppa d’Africa è stata una grande delusione, ma le qualificazioni sono state superate con grande scioltezza. La Costa d’Avorio si presenta al Mondiale con una rosa di livello ma con diversi rebus da risolvere. Per la quarta volta nella sua storia parteciperà alla fase finale del Mondiale. L’esordio risale a vent’anni fa quando finì nel girone della morte con Argentina, Olanda e Serbia e Montenegro. In quella occasione arrivò la prima vittoria alla fase finale mondiale, nell’inutile partita contro i balcanici. Sfiorò la qualificazione al secondo turno del Mondiale sudafricano, anche lì inserita in un gruppo proibitivo con Brasile, Portogallo e Corea del Nord. Nella Coppa del Mondo del 2014 arrivò forse la prestazione più deludente degli Elefanti che chiusero terzi con tre punti. Quella nazionale poteva contare sulla migliore generazione che il calcio ivoriano avesse mai prodotto. Tuttavia, i vari Drogba, Kalou, Yaya Touré e Gervinho sono stati protagonisti di un’impresa incompiuta e hanno lasciato un vuoto incolmabile, fatto di fallimenti e insuccessi. Sembra che questa generazione di calciatori abbia fissato il proprio appuntamento con la storia.
Gli addetti ai lavori denotano una certa sterilità della Costa d’Avorio in fase offensiva. Effettivamente, fatta eccezione per le due goleade contro le modeste Seychelles (9-0 e 7-0), la compagine africana ha vinto la maggior parte delle partite di misura, assicurandosi il primato e la qualificazione diretta in America. C’è un dato importante: assieme a Tunisia e Inghilterra, ha chiuso il percorso di qualificazione senza subire una rete.
La Coppa Africa è stata un test probante. Forse, meglio dire, uno shock. La Costa d’Avorio ha deluso le aspettative, sconfitta ai quarti di finale dall’Egitto. Tuttavia, nelle ultime due amichevoli di marzo, sono arrivate due vittorie importanti: un sonoro 4 a 0 alla Corea del Sud e il successo di misura sulla Scozia.
Nella rosa che fece il suo esordio in Germania 2006 c’era Emerse Faè, all’epoca giocatore del Nantes. Dopo essere stato il vicario di Gasset, durante la Coppa d’Africa del 2023 ha preso il posto dell’allenatore esonerato, a seguito del clamoroso capitombolo contro la Guinea Equatoriale (0-4). Con lui al comando, gli ivoriani hanno vinto in casa il titolo continentale. Il commissario tecnico non ha paura di nessuno. Nemmeno dei tedeschi. Le partite di marzo hanno lasciato in eredità la consapevolezza di un gruppo forte in ogni reparto, che si giocherà le sue chance nella Coppa del Mondo.
La speranza degli ivoriani è quella di emulare il Marocco che ha portato il calcio africano alle semifinali in Qatar. Faè punta in alto, non nasconde l’ambizione di raggiungere uno dei primi quattro posti. Dal punto di vista tattico, però, gli Elefanti si affidano più all’imprevedibilità e alla velocità piuttosto che ad un assetto affidabile. I terzini assistono continuamente l’azione dei centrocampisti e i centrali di mediana, su tutti l’esperto Franck Kessie, danno sostanza e fisicità nel mezzo. Tatticamente, Faè adotta un 1-4-3-3, fedele al suo approccio mentale offensivo. L’eccessiva dipendenza dalle individualità può essere il suo tallone d’Achille. In difesa spicca la possenza di Ndicka della Roma. La sua stagione, come quella dei giallorossi, è stata positiva e i suoi gol hanno contribuito alla qualificazione in Champions League. Ousmane Diomande ha scalato le posizioni in nazionale. Dopo il prestito in Danimarca, ha fornito ottime prestazioni con lo Sporting Lisbona. Ha già attirato l’interesse di diversi operatori di mercato. Conosciamo già la potenza fisica di Franck Kessie che ha vinto lo scudetto con il Milan. È l’altro Diomande, Yan, il più talentuoso calciatore emergente del panorama calcistico ivoriano. Nato nel 2006, potenziale erede della generazione d’oro, ha studiato negli Stati Uniti e giocato per una squadra di Daytona Beach. È passato dal Leganes al RB Lipsia. Molto ci si attende da Amad Diallo e Christ Inao Oulai. Amad, in breve tempo, è diventato il talismano della squadra e il suo stato di forma è fondamentale per l’economia della formazione di Faè. Tra i convocati è presente Bonny che con l’Inter quest’anno ha fatto doppietta scudetto e Coppa Italia. Attaccante forte fisicamente e veloce può dare il suo contributo alla causa ivoriana.
Gli ivoriani si giocano il loro destino contro l’Ecuador. Le parole di Faè, sono incoraggianti e speranzose ma dovranno far seguito i fatti. La Germania è favorita nelle tre sfide del girone e per gli africani l’obiettivo sarà battere Curaçao e giocarsi tutto con i sudamericani. Poi, si vedrà. L’esperienza del Marocco nella passata edizione ha insegnato che l’Africa può recitare un ruolo di prim’ordine nel consesso delle nazionali del futuro. L’Africa è il continente del futuro. E forse lo è anche calcisticamente.
Giovedì 4 giugno gli Elefanti hanno battuto la Francia a Nantes, uno dei fortini portafortuna dei Blues. Una vittoria che certifica la crescita della Costa d’Avorio e che suona come un avvertimento per le avversarie.
Lunedì 15 giugno la Costa d’Avorio esordirà contro l’Ecuador. Gli altri due impegni saranno contro la Germania (20 giugno) e Curaçao (25 giugno).
CONVOCATI
Portieri: Yahia Fofana (Rizespor), Mohamed Koné (Charleroi), Alban Lafont (Panathinaikos) –
Difensori: Emmanuel Agbadou (Besiktas), Clément Akpa (Auxerre), Ousmane Diomandé (Sporting), Guela Doué (Strasburgo), Ghislain Konan (Gil Vicente), Odilon Kossounou (Atalanta), Evan Ndicka (Roma), Wilfried Singo (Galatasaray)
Centrocampisti: Seko Fofana (Porto), Parfait Guiagon (Charleroi), Franck Kessié (Al-Ahli), Christ Inao Oulaï (Trabzonspor), Ibrahim Sangaré (Nottingham Forest), Jean-Michaël Seri (Maribor)
Attaccanti: Simon Adingra (Monaco), Amad Diallo (Manchester United), Yan Diomandé (Lipsia), Oumar Diakité (Cercle Bruges), Evann Guessand (Crystal Palace), Ange-Yoan Bonny (Inter), Bazoumana Touré (Hoffenheim), Elye Wahi (Nizza), Nicolas Pepe (Villarreal).

BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.










