MONDIALI 2026 – GRUPPO D – TURCHIA: L’ORGOGLIO PER ANDARE IL PIÙ LONTANO POSSIBILE

Nel basket europeo le squadre turche, Fenerbahce e Efes Anadolu su tutte, sono tra le più importanti e competitive dell’ultimo decennio, giocandosi le vittorie di Eurolega con le greche Panathinaikos e Olympiacos, quest’ultimo vincitore dell’edizione 2026.

Nella pallavolo femminile, la Turchia è tra le nazionali più forti e titolate a livello mondiale. La nazionale turca, allenata dall’italiano Daniele Santarelli, è campione europea in carica (titolo vinto nel 2023), vice campione mondiale (sconfitta dall’Italia nel 2025), e quarta classificata alle ultime Olimpiadi di Parigi nel 2024. 

Tutto questo testimonia la grande floridità, a prescindere dal panorama calcistico, del movimento sportivo turco, sia a livello di club sia a livello di federazioni, un fedele specchio della nazione Turchia, ponte ovvio e logico tra occidente e oriente, liaison naturale di culture, una nazione giovane che impazzisce per lo sport, e ovviamente che impazzisce per il calcio.

Il calcio turco ha vissuto alterne fortune nel corso dei decenni, dalla prima partita disputata nel 1923 (pareggio 2-2 con la Romania), fino ad arrivare ad oggi.

Qualche alto e molti bassi nella loro storia, lunghissimi periodi senza lasciare il segno a livello europeo e mondiale, fino ad arrivare a veri e propri momenti di gloria ad inizio millennio, con gli Osmanlılar finalmente protagonisti agli Europei 2000, eliminati 2-0 ai Quarti di Finale dal Portogallo.

Era la Turchia di Umit Davala, Hasan Şaş, Hakan Şükür, İlhan Mansız e Emre Belozoglu, una squadra solida che salì ulteriormente di livello due anni più tardi ai Mondiali di Corea del Sud e Giappone:

guidati in panchina da Şenol Güneş, nella fase a gironi i turchi vennero sconfitti nella gara inaugurale dal Brasile, ma racimolarono quattro punti contro Costa Rica e Cina, qualificandosi agli Ottavi di Finale, dove affrontarono i padroni di casa del Giappone, battendoli per 1-0 con rete di Davala, e vincendo anche nei quarti di finale eliminando il quotato Senegal al Golden Goal (Mansız), soccombendo poi in semifinale contro i futuri campioni del mondo del Brasile, 1-0 per i Verdeoro, rete di Ronaldo.

La compagine turca riuscì però a conquistare il gradino più basso del podio sconfiggendo nella finale 3°-4° posto l’altra squadra di casa, la Corea del Sud, 3-2 con reti di  Şükür (dopo soli 11 secondi) e doppietta di Mansız.

Una grande e solida Turchia a quel tempo, tra le tre nazionali più forti del mondo, ma solo in quell’anno, prima di ricadere nelle retrovie nelle successive edizioni, a dispetto delle semifinali raggiunte all’Europeo 2008, sconfitta a tempo scaduto 3-2 dalla Germania, un colpo di coda di quel gruppo, guidato allora da Fatih Terim, che dimostrò grande carattere e spirito combattivo.

Arrivarono poi altri anni di anonimato e mancate qualificazioni, fino alla svolta vera, l’avvento in panchina di Vincenzo Montella, una svolta tecnica arrivata il 21 settembre 2023, con l’ex attaccante di Sampdoria e Roma a prendere il posto dell’esonerato Stefan Kuntz.

Grazie all’arrivo di Montella, il gruppo si cementò rapidamente e fece quadrato attorno all’allenatore italiano, e i risultati arrivarono subito.

Vi fu infatti una buona prova per i turchi agli Europei 2024, che grazie al secondo posto nel Gruppo F dietro al Portogallo si qualificarono per gli Ottavi di Finale, eliminando la favorita Austria 2-1, con doppietta dell’ex giocatore dell’Atalanta Demiral. Nei Quarti di Finale invece la Turchia dovette inchinarsi all’Olanda, sconfitta 2-1 (rete di Akaydin), disputando comunque un buon torneo.

Il potenziale dei Sultani in questo momento storico è comunque altissimo, con i giovani Arda Güler del Real Madrid e Kenan Yıldız della Juventus, assieme al veterano dell’Inter Hakan Çalhanoğlu e al difensore della Roma Zeki Çelik, oltre ovviamente ad altri ottimi talenti come il portiere del Manchester United Altay Bayındır, il bomber del Galatasaray Barış Alper Yılmaz, o il centrocampista dell’Eintracht Francoforte Can Uzun.

Il cammino di qualificazione ai Mondiali non è stato facile, per la Turchia:

classificatasi seconda nel Gruppo E, dietro la Spagna e davanti a Georgia e Bulgaria, la squadra di Montella ha affrontato i Playoff contro la Romania, vincendo 1-0 a Istanbul con rete di Ferdi Kadıoğlu, andando poi a prendersi la qualificazione a Pristina sul Kosovo, vincendo 1-0 (a segno l’attaccante del Fenerbahce Kerem Aktürkoğlu), dando il là ai liberatori festeggiamenti per le strade del paese, che mancava da 24 anni alla fase finale mondiale.

Il Gruppo in cui è inserita la compagine di Montella sarà il D, tutt’altro che facile, con i padroni di casa degli Stati Uniti, con la temibile Australia e con il combattivo Paraguay, nessuna corazzata vera e propria, ma tutte squadre per un motivo o per un altro, estremamente ostiche.

Le parole di Vincenzo Montella a riguardo delle aspettative della sua squadra sono eloquenti:

“Il nostro sogno è quello di dare il massimo e arrivare il più lontano possibile. Mi piace, però, fare tutto step by step. Bisognerà calarci nella mentalità giusta del torneo, il primo obiettivo sarà superare i gironi. L’Australia è abituata a queste competizioni, il Paraguay è abituato a giocare contro squadre di alto livello in Sudamerica. Poi ci sono gli Stati Uniti, una squadra altamente competitiva. Nulla è scontato. Anche se non abbiamo squadre come Spagna o Argentina nel girone, il livello è altissimo” (fifa.com)

Vedremo fin dove potrà arrivare la Turchia, una squadra giovane, ben allenata, dal grande orgoglio nazionale, e che sta bene e si diverte a giocare insieme.

Perchè quando il calcio è ancora un gioco e i ragazzi si divertono a giocare assieme, a prescindere dai contratti miliardari e dal futuro dei loro club di appartenenza, e soprattutto al netto delle preferenze e degli affari dei procuratori, tutto può sempre succedere.

I CONVOCATI:

PORTIERI: Ugurcan Cakir (Galatasaray), Altay Bayindir (Manchester United), Mert Gunok (Besiktas)

DIFENSORI: Ferdi Kadioglu (Brighton), Merih Demiral (Al Ahli), Zeki Celik (Roma), Ozan Kabak (Hoffenheim), Mert Muldur (Fenerbahce), Abdulkerim Bardakci (Galatasaray), Eren Elmali (Galatasaray), Caglar Soyuncu (Fenerbahce), Samet Akaydin (Rizespor)

CENTROCAMPISTI: Arda Guler (Real Madrid), Can Uzun (Eintracht Francoforte), Orkun Kokcu (Besiktas), Hakan Calhanoglu (Inter), Ismail Yuksek (Fenerbahce), Kaan Ayhan (Galatasaray), Salih Ozcan (Borussia Dortmund).

ATTACCANTI: Kenan Yildiz (Juventus), Baris Alper Yilmaz (Galatasaray), Kerem Akturkoglu (Fenerbahce), Yunus Akgun (Galatasaray), Oguz Aydin (Fenerbahce), Deniz Gul (Porto), Irfan Can Kahveci (Fenerbahce).

BIO: Daniele Vecchi è un giornalista, scrittore, commentatore, TV producer e Communication Manager di Ferrara. Ha scritto 12 libri di basket, calcio e narrativa, è appena uscito il suo nuovo libro “QUANDO ERAVAMO LA PREMIER”. Ex musicista, da sempre nel mondo dello sport, commenta la Bundesliga per Sky Sport Switzerland, il Guinness Six Nations di rugby, collabora con La Giornata Tipo, con la Lega Volley Maschile e con la CEV (Confédération Européenne Volleyball).

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