Dal sogno Champions alla retrocessione in Segunda División nel giro di appena due anni. La parabola del Girona è una delle più sorprendenti e amare del calcio spagnolo recente: nel 2023/24 il club catalano aveva chiuso al terzo posto in Liga, oggi invece si ritrova penultimo e condannato alla discesa di categoria.
La mancata continuità
Un progetto ambizioso, sostenuto dal City Football Group — la holding proprietaria, tra le altre, del Manchester City — che però non è mai riuscito a trovare costanza. Da quando il gruppo ha acquisito il club nel 2017, il Girona ha alternato stagioni esaltanti ad altre profondamente deludenti, arrivando persino a retrocedere già un’altra volta in Segunda. L’unico punto fermo delle ultime annate è stato l’allenatore Míchel, sulla panchina catalana dal 2021.
L’esaltante stagione della Champions
L’exploit della stagione 2023/24 aveva però fatto immaginare un futuro completamente diverso. Con 81 punti conquistati, il Girona aveva chiuso il campionato da terzo, alle spalle soltanto di Barcellona (85) e Real Madrid (95), vantando anche il secondo miglior attacco della Liga. Una squadra brillante, offensiva e spettacolare, capace di valorizzare numerosi talenti e di imporsi come una delle grandi sorprese del calcio europeo.
Cessioni pesanti
Ma quell’incantesimo si è progressivamente spezzato sul mercato. Negli ultimi due anni il club ha perso molti dei protagonisti della cavalcata europea: dal bomber Artem Dovbyk — poi protagonista di una stagione difficile alla Roma — a Savinho, passando per Aleix García, Miguel Gutiérrez, Herrera e Krejčí. Gli innesti successivi, tra cui Ounahi, non sono riusciti a mantenere alto il livello competitivo della squadra né a invertire il declino tecnico.
Difficoltà continue
Già nella stagione successiva, quella della storica prima partecipazione alla Champions League, erano emersi segnali evidenti di difficoltà. In Europa il Girona aveva chiuso la League Phase al 33° posto su 36 squadre con appena 3 punti conquistati, mentre in campionato aveva ottenuto una salvezza sofferta: 41 punti, gli stessi del Siviglia, e soltanto una lunghezza di vantaggio sul Leganés terzultimo.
Quest’anno, però, gli stessi 41 punti non sono bastati. Il Girona ha chiuso il campionato al penultimo posto retrocedendo ufficialmente in Segunda División. Decisivo l’1-1 contro l’Elche nell’ultima giornata, risultato che non ha evitato il verdetto finale.
Al termine della partita, Míchel si è assunto pubblicamente le responsabilità del fallimento: «La responsabilità è mia e della dirigenza», ha dichiarato l’allenatore in conferenza stampa, chiudendo una stagione che segna il crollo di una squadra che solo due anni fa sembrava destinata a stabilirsi ai vertici del calcio spagnolo.

BIO: Federico Locarno, 21 anni, studente di Management dello Sport con una grande passione per il calcio. Scrivo articoli da circa un anno e mi dedico con entusiasmo e curiosità ad esplorare e analizzare il mondo del calcio, sia quello attuale che quello passato. Inoltre, condivido i suoi miei approfondimenti sul calcio attraverso lo story-telling sui miei profili Instagram e LinkedIn.
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