Sbagliamo a pensare che la sera del 24 maggio sia stato il punto più basso della nostra storia recente.
Purtroppo il peggio deve ancora arrivare.
Una congrega di sprovveduti si è impossessata del Milan, rendendolo un contenitore vuoto, privo di rispetto per il passato, con un presente imbarazzante ed un futuro senza prospettive.
Chi si è arrogato il diritto di decidere la nostra sorte è un acclarato egocentrico, al quale interessa solo la propria visibilità e non certo il bene della squadra e della società.
Per un capriccio personale ha sabotato l’area tecnica creando al club un danno patrimoniale, d’immagine e di credibilità senza precedenti.
In mezzo a tutto ciò ci siamo noi, i tifosi.
I nostri sentimenti sono stati mirabilmente sintetizzati da Marco Calabrese in un pezzo di qualche giorno fa e questi sentimenti ci uniscono, sono condivisi.
I problemi arrivano allo step successivo e cioè su come comportarsi.
Sento cose surreali tipo ” Non guardo più il calcio “, ” Non guardo più il Milan “, ” Non vado più allo stadio ” e via dicendo.
A supporto di queste tesi proclami sul boicottaggio di abbonamenti e biglietti.
Vorrei essere chiaro.
In questo momento storico il vero atto rivoluzionario è fare l’abbonamento, difendere il proprio posto ed il diritto all’esistenza.
Lasciarlo libero significa essere sostituiti in tempo reale dal turista di turno.
Lasciarlo libero significa sembrare quel patrimonio di socialità che sono i gruppi organizzati, veri custodi del milanismo.
Intorno ad essi nascono storie di amicizia e solidarietà che non hanno prezzo.
Lasciarlo libero non significa lasciare lo stadio vuoto, perché vuoto non sarà mai, ma accelerare la pulizia etnica posta in essere dai nuovi padroni del Milan.
Non facciamoci abbindolare da facili ed inutili populismi, combattiamo fino a che avremo un briciolo di energia.
Resistere per non morire e per non sparire.

BIO: Massimo Elice nato a Genova il 25/11/63, laureato alla Bocconi in Discipline Economiche e Sociali, imprenditore nel settore carni, lungo passato in Curva Sud nonché presidente di Old











6 risposte
Vera verita’ mai mollare, farlo oggi vorrebbe dire dargliela vinta a quelli la’
Nessun turista con pop corn siederà al mio posto, milanisti si nasce e nel bene o nel male il vero milanista è su gli spalti sempre, più abbonati meno lucro con i biglietti
Vero anche questo, almeno non trovano posto i turisti …
Sarebbe bello se Filippo, scrivesse un articolo su questa tematica per avere il suo punto di vista sullo sprofondo rossonero
Grandissimo articolo Massimo, sostenere chi porta la Maglia, contestare all’inizio, nell’intervallo , alla fine, boicottare tutti gli store e far boicottare, boicottare tutti gli online, indossare le gloriose “ vecchie “ magliette, e vediamo come andrà a finire .
Essendo un tifoso rossonero dai primi anni 60 posso vantarmi del fatto di aver visto il nostro vecchio e glorioso Milan in acque ben più torpide e con altrettanti proprietà di semplice facciata economica ma vuote nell’amore per i nostri colori. Ciononostante siamo sempre riusciti a risorgere e con tanto di interessi. Voglio credere che avverrà anche questa volta nonostante la scioccante tabula rasa dirigenziale.
Buona giornata!
Massimo 48 ❤️🖤
Proverò a fare l’avvocato del diavolo, e non intendo la nostro amato Milan ma chi se ne è impossessato.
Cardinale deve essersi convinto; con qualche ragione a mio avviso, che è (quasi) impossibile costruire una squadra vincente a livello nazionale, senza dover ricapitalizzare ogni anno.
Prove dell’impossibile: L’Inter ha perso 700 milioni complessivamente negli ultimi 10 esercizi per costruire la squadra degli ultimi che ha vinto 3 scudetti ed ha perso due finali. La Juve una cifra anche maggiore per continuare (senza successo) la propria striscia vincente quanto l’Inter iniziava la propria. Non ho le cifre a mente ma x i cultori cercate ricapitalizzazioni exor juve.
Prove del Quasi: ADL ha vinto 2 scudetti e ne ha persi un paio di poco guadagnando una trentina di milioni di compensi agli amministratori per se e famiglia, portando un investimento di circa 30 mil a moltiplicarsi fino a quasi 1MLD (varie fonti tra cui calcio e finanza) clap clap
Altra prova del quasi: Percassi ha macinato utili ed ha senz”altro moltiplicato il valore del marchio coniugandolo con una vittoria in EL che vale più o meno uno scudetto.
Gli altri non competitivi e/o in torbide acque finanziarie.
Ricordiamo che i successi finanziari di ADL e Percassi sono frutto di plusvalenze (compro a poco vendo a molto) che presuppongono uno scouting di alto livello, il fiuto per riconoscere l’affare in uscita ed il controllo delle aspettative della Piazza. Ovvero senza plusvalenze perdite anche x loro.
Su come il contratto di un prestatore d’opera diventi un asset societario ognuno si faccia la propria idea.. transeat
Cosa accomuna ADL e Percassi (che peraltro ha iniziato a monetizzare con l’ingresso di Pagliuca)?
Usano soldi propri, con tutto quello che ne consegue.
Cardinale non ha “comprato il Milan”. Non ho maniera di dimostrarlo ma la vendita a Cardinale era la maniera di Singer di assumere uno sviluppatore del business che avevano ricevuto in pegno per aver combattuto Vivendi in Telecom affinché mollasse la scalata di Mediaset.
Cardinale è di passaggio e punterei il mio eurino su una sua uscita nei pressi della fase operativa del progetto stadio. Non è quindi interessato nel breve a sviluppare la parte di incassi sportivi( anche quando pessimi spostano poco) ma la parte di aumento del valore tramite conferimento di asset (stadio). Nel momento in cui può dire che il Milan diventerà (com)proprietario dello stadio ed avrà x incassi futuri che corrispondono ad un x incremento del valore del bene cederà agli investitori di seconda fase; quelli che forse si ritroveranno un ambiente di serie A che tra diritti tv ed incassi commerciali possa paragonarsi almeno al Bayern. Con il collegato rischio tempo per lui e rischio fegato per noi tifosi.
A noi poveri appassionati purtroppo non reste che attendere il passare del tempo o perché no magari una botta di ..
Forza Milan