Per chi tifa Milan la trasferta allo stadio Bentegodi di Verona rappresenta da sempre il riacutizzarsi di due ferite mai completamente chiuse: 1973 e 1990 le date entrate nella carne e nell’anima del popolo rossonero come una lama affilata, segnando inevitabilmente la storia di un Club che, malgrado i successi in tutto il mondo, mai ha potuto dimenticare tutta la drammaticità di quei due scudetti persi inopinatamente.
Il MIlan tornava su quel campo oggi, alla 33^ giornata di campionato, reduce dai tre schiaffi casalinghi dell’Udinese, duri e perentori, che hanno visto palesarsi in maniera netta tutte le difficoltà che ci trasciniamo dietro da tutta la stagione. Una stagione iniziata positivamente ma che, con l’inizio del nuovo anno pian piano ha iniziato ad assumere contorni talvolta non soddisfacenti: per atteggiamento e proposta di gioco involuta che non può essere ascritta unicamente alla pioggia di infortuni che, a onor del vero, ci hanno colpiti in alcuni uomini chiave. Siamo mancati, specie negli ultimi due mesi, in alcuni passaggi chiave che avrebbero potuto far prendere tutt’altro aspetto al nostro campionato.
Verona quest’ oggi ci offriva l’ennesima occasione da non lasciare andare, le sconfitte del Napoli e del Como e il pareggio casalingo della Roma, mettevano sopra un piatto d’argento l’occasione di mettere un punto esclamativo al sospirato posto Champions. Occorreva mettere da parte blocchi mentali, fischi, atteggiamenti non costruttivi e tirare fuori quella ferocia agonistica e attenzione che tante volte abbiamo chiesto ai nostri ragazzi in questa stagione, situazioni sulle quali Mister Allegri con il suo staff doveva intervenire assolutamente per non vedere sfumare inopinatamente l’obiettivo Champions, non solo per la società, ma soprattutto per i milioni di tifosi rossoneri che mai hanno lasciato sola la squadra.
Dopo il naufragio del modulo 1-4-3-3-della partita con l’Udinese, Allegri tornava all’ 1-3-5-2 con Gabbia di nuovo titolare al centro della difesa insieme a Tomori e Pavlovic, a centrocampo Fofana, Modric e Rabiot, sugli esterni Athekame a dx e Bartesaghi a sx. In attacco ancora Leão con Pulisic con la speranza che potessero accendere tutto il loro talento.
Il Verona di Sammarco fermo a quota 18 punti conquistati fino ad ora e con la retrocessione all’orizzonte, avevano il compito di onorare il finale di un campionato che ha riservato poche soddisfazioni ai tifosi scaligeri.
PRIMO TEMPO
La partita parte con il Milan che prova a prendere il comando del gioco, il Verona rintanato nella propria metà campo fa densità, lasciando pochi spazi alla manovra rossonera che con il passare dei minuti evidenzia le solite difficoltà che ci portiamo dietro da inizio stagione: trasmissione della palla lenta ed orizzontale in particolare da parte dei nostri centrocampisti che non riescono mai a verticalizzare, poca presenza in area avversaria da parte degli attaccanti costretti ad indietregguare per trovare qualche pallone giocabile, senza però riuscire in uno spunto che desse un cambio ritmo determinante.
Pulisic e Leão provano a cercarsi con continuità ma vengono inevitabilmente inghiottiti dalla ragnatela scaligera che senza difficoltà riesce a contenere i nostri attacchi. Gli uomini di Sammarco sono attenti in marcatura ed aggressivi a centrocampo: Modric viene preso da Orban già sul nascere delle nostre azioni, Rabiot è forse l’unico che con un paio di strappi riesce a creare superiorità numerica, dando un pò di velocità ad una nostra azione troppo “ruminata”. Manca inventiva e soprattutto spinta agonistica, Leão in tandem con Bartesaghi cerca qualche spunto sul lato sinistro ma entrambi sono ben contenuti.
Sulla destra Athekame è troppo timido e mai coinvolto, Fofana cerca qualche incursione senza incidere. I due portieri completamente inoperosi sono lo specchio di un primo tempo deludente. La tanto sospirata scintilla si accende al 40° minuto, con una bella imbucata di Leao per l’inserimento di Rabiot che in diagonale batte Montipò in uscita. Al 43° minuto è il Verona con Belghali ad avere la palla gol in contropiede, è bravo Maignan a respingere e salvare. Il primo tempo finisce 1-0 per il Milan, un primo tempo tutt’altro che indimenticabile.
SECONDO TEMPO
La ripresa purtroppo non porta quella scossa che era lecito attendersi. Entriamo in campo con il medesimo atteggiamento della prima fazione ed è gioco forza che,con il passare dei minuti, la squadra cominci ad arretrare ed addirittura andare in un paio di occasioni in difficoltà. Il Verona rinfrancato dal nostro atteggiamento e volenteroso nel cercare il pareggio alza il ritmo. Niente di trascendentale ma sufficiente a vedere riaffiorare tutta la sterilità del nostro gioco e ia sensazione, preoccupante, di una squadra scarica.
Pulisic e Leao anche oggi lontani parenti dei giocatori che conosciamo: Rafa appare come un proiettile inceppato che non riesce mai a sprigionare la forza propulsiva irresistibile della sua corsa, Pulisic salta il primo uomo ma non ha la continuità per bucare la difesa con i suoi inserimenti in verticale, marchio di fabbrica dell’americano. Si salvano solo Rabiot, con la sua presenza e saggezza tattica, e Pavlovic, con la sua grinta da vecchio pirata, sempre pronto e reattivo. La mancanza di risorse fisiche e nervose ci rende inoffensivi, peccato perchè il Verona lascerebbe spazi in contropiede. Corriamo due rischi: al 70° minuto con Vermesan che prima impegna Maignan e poi va vicino al bersaglio con un tiro pericolosissimo che esce di poco. Al 72° minuto riusciamo anche a segnare con Gabbia, ma il nostro difensore era in offside e la rete viene annullata. Nel finale soffriamo oltremodo, il Verona ci chiude negli ultimi trenta metri e neanche con il triplo cambio Ricci, Saelemaekers e Gimenez per Fofana, Athekame e Leão raccogliamo i frutti sperati, anzi, l’involuzione del nostro gioco diventa preoccupante e nel finale rischiamo grosso. All’84° minuto Gabbia in recupero ci salva su Orban e all’88° minuto Modric ribatte un tiro del guizzante Orban. Allegri è una furia con Gimenez, reo di non allungare la squadra e tenere palla per fare rifiatare la difesa. Potremmo raddoppiare al 90° minuto quando un cross teso di Bartesaghi viene deviato dalla retroguardia veronese, la palla arriva a Ricci il cui tiro è respinto, sulla ribattuta la palla arriva a Saelemaekers la cui conclusione è fermata sulla linea di porta da Valentini. I minuti di recupero non offrono più emozioni certificando la vittoria di misura dei nostri ragazzi.
Da salvare solo il risultato e soprattutto gli otto punti dal quinto posto (Como). Non fa piacere sottolinearlo ma occorre essere onesti e sinceri, questa squadra sembra fisicamente in difficoltà e terribilmente a corto di idee di gioco. Sembra mancare la spinta emotiva, anche oggi contro una squadra in evidente difficoltà, pur dopo il nostro vantaggio infatti abbiamo messo poco o niente nella prestazione in termini di personalità e di volontà di mettere il risultato al sicuro.
L’attacco è un vero problema, Leão e Pulisic faticano a dialogare quando schierati assieme, i loro sostituti sono praticamente impalpabili. Nkunku che ad un certo punto della stagione sembrava essersi sbloccato è precipitato in un’involuzione senza fine, le prestazioni di Gimenez, pur con tutte le attenuanti legate all’infortunio, appaiono l’evidente conferma di una scommessa persa. Regge ancora il centrocampo, grazie ad un Rabiot gigantesco e ad un Modric che, anche se non più quello di qualche mese fa, con intelligenza, sagacia tattica ed il carattere, riesce sempre ad essere determinante. La difesa ha visto il ritorno in buone condizioni di Matteo Gabbia ed un Pavlovic guerriero indomabile.
Nel prossimo turno affronteremo la Juve a San Siro. Servirà un altro Milan per assestare la spallata finale per il tanto sospirato posto Champions.
FORZA MILAN!!!
TABELLINO
HELLAS VERONA-MILAN 0-1
Marcatori: 41’ Rabiot
LE FORMAZIONI
HELLAS VERONA (1-3-5-2): Montipò; Edmundsson, Nelsson, Valentini; Oyegoke (dal 21’ Lirola), Akpa Akpro (dal 64’ Al Musrati), Gagliardini (dal 83’ Lovrić), Bernede (dal 83’ Isaac), Belghali; Bradarić (dal 46’ Vermeșan), Orban. A disp.: Perilli, Toniolo; Bella-Kotchap, Cham, Frese, Slotsager, Harroui; Ajayi. All.: Sammarco.
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlović; Athekame (dal 63’ Saelemaekers), Fofana (dal 63’ Ricci), Modrić, Rabiot, Bartesaghi; Leão (dal 63’ Gimenez), Pulisic (dal 80’ Nkunku). A disp.: Pittarella, Terracciano; De Winter, Estupiñan, Odogu; Jashari, Loftus-Cheek; Füllkrug. All.: Allegri.
Arbitro: Chiffi di Padova.
Ammoniti: 24’ Akpa Akpro, 85’ Al Musrati
Recupero: 2’ 1T, 4’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










10 risposte
Come sempre, articolo puntuale e competente, carissimo Stefano! Di questa trasferta, su un campo che ha segnato due pagine amare della nostra storia, salviamo il preziosissimo risultato che ci consente di allungare sulle dirette inseguitrici e di mettere il Napoli nel mirino. Mi fido di Allegri e delle sue parole. Il Progetto deve continuare ma sarà necessario inserire degli innesti di valori e migliorare dal punto di vista del gioco. L’anno prossimo bisognerà alzare il tiro. Non aggiungo altro a quanto si detto. Domenica arriva la Juventus: una bella vittoria confermerebbe l’ottimo andamento avuto con le grandi e chiuderebbe il discorso Champions League.
Forza Milan ♥️🖤
Vincenzo
Grazie Vincenzo… non abbiamo giocato bene .. ma adesso la cosa principale è l’obiettivo… spero il prossimo anno cambino alcune cose in primis la proposta di gioco
Condivido tutto Stefano! Di buono ci sono soltanto i tre punti conquistati sul campo della bifatal Verona! Questo Diavolo camomilla temo che ci farà soffrire, data la cronica mancanza di attaccanti realizzatori, sino all’ultima giornata in casa col Cagliari.
Comunque godiamoci questa tazza di camomilla Rabiotica in attesa di ricevere la Signora e alla quale dovremmo offrire, per forza di cose, una solenne tazza di bollente caffè arabica, auspicando verosimilmente un impulsivo risveglio del nostro impalpabile attacco. È l’unica via per non rivedere i fantasmi della no Champions!
Buona serata e un caro abbraccio.
Massimo 48 ❤️🖤
grazie Caro Massimo un abbraccio
Buongiorno Stefano, hai scritto tutto tu in modo preciso e corretto.
Di mio posso dirti che se domenica affrontiamo la Juventus con questo atteggiamento ne prendiamo altre 3: i ragazzi sembrano svuotati, la corsa scudetto frenata in malo modo nella brutta sorpresa pasquale di Napoli sembra avergli tolto vitalità.
La cosa che non capisco è come sia possibile che un giocatore professionista, in alcuni casi anche titolare nella propria nazionale, non sappia fare un passaggio di piatto o stoppare un pallone. In un video Ancelotti spiega quali siano i 7 fondamentali nel calcio: sono solo 7, non 7.000, 7. Uno di questi, forse il principale, è il controllo di palla: ecco, sembra che Gimenez, Fofana, Pulisic, Leão non siano in grado di avere questi fondamentali. Gimenez non ha stoppato un pallone che sia uno, tanto che Allegri voleva sostituirlo con Füllkrug, Pulisic fa dei passaggi nel vuoto, Rafa tenta un dribbling e la palla gli rimane in tasca: ma che sta succedendo? Come suggerisce il buon Filippo Galli fategli fare meno palestra e fateli giocare di più con la palla tra i piedi: non devono fare il concorso per mister universo, devono giocare a pallone.
Comunque prendiamoci questi 3 punti e portiamoceli a casa: come dice Allegri, per l’obiettivo Champions adesso mancano solo 7 punti in 5 partite, due vittorie e un pareggio, vediamo di portare a casa questo importante risultato, e per il prossimo anno speriamo in una gestione diversa.
Forza Milan sempre!!! ♥️🖤
Grazie Luigi contro la Juventus ci vuole una altro Milan assolutamente
Ottimo articolo Stefano!!
Si rischia di essere ripetitivi ma queste prestazioni sembrano la fotocopia l’una dell’altra. Con questa rosa, essere al secondo posto è un miracolo. Impossibile chiedere di più all’allenatore.
Bliindiamo la champion poi capiremo le intenzioni della proprietà, se puntare anche il prossimo anno sui risultati economico/finanziari o a quelli sportivi. In Europa si rischiano brutte figure!
Saluti Alessio
Ciao Alessio sì è un ripetere di concetti …. mi auguro che il prossimo campionato possiamo assistere ad altri spettacoli
Buongiorno Stefano, articolo perfetto.
Milan scadente: giocatori lazzaroni e di basso livello.
Con la Juventus servirà ben altro.
Grzxie Gian Paolo speriamo con la Juventus di trovare motivazioni