LA FIGC (IMPOSSIBILE) CHE VERRÀ

Poichè un po’ tutti si cimentano a suggerire i nomi di coloro che prenderanno il timone della nostra Federazione Giuoco Calcio, anch’io suggerisco dei candidati. I prescelti avranno il compito di togliere il calcio italiano da questa stagnante situazione che ci ha esclusi dagli ultimi tre mondiali. La mia proposta, per non far torto a nessuno tra gli italiani, prevede tre professionisti con passaporto straniero. Ma come, direte voi, la presenza degli stranieri nei nostri campionati è una delle ragioni della nostra disfatta e tu li vuoi persino mettere ai vertici del nostro sistema?

La mia risposta è…si! Del resto l’hanno fatto Brasile e Inghilterra, mettendo alla guida delle loro Nazionali, rispettivamente, Ancelotti e Tuchel. Andrei oltre e non mi fermerei alla scelta del CT ma allargherei l’apertura a professionisti d’oltreconfine anche ad altri ruoli strategici.

I miei nomi sono Julio Velasco, per la Presidenza FIGC, Jorge Valdano per la scuola allenatori di Coverciano e Marcelo Bielsa CT della nostra Nazionale. Tra l’altro tutti e tre non sono certo così giovani dal punto di vista anagrafico da poter urtare la suscettibilità di molti. (“l’Italia non è un Paese per giovani “- cit.)

Perché Julio Velasco? Perché, al di là del suo percorso sportivo straordinario, è l’unico che ha detto qualcosa di innovativo rispetto ai temi dell’apprendimento che poi ricadono sulle questioni metodologiche. Lo ha detto al Festival dello sport di Trento, se non erro nell’ottobre del 2024. Vi lascio comunque qui sotto parte del suo intervento.

La scelta di Valdano ha anch’essa presupposti basati sulle sue molteplici osservazioni e dichiarazioni relative all’approccio al calcio e su come si apprenda a giocare a calcio. Valdano critica i processi troppo accademici e rigidi dedicati ai giovani riguardanti l’apprendimento del gioco calcio sostenendo che tale modalità limiti la creatività. Creatività che nelle fasi di apprendimento, sostiene Jorge, ha bisogno di libertà d’espressione per potersi sviluppare e consolidare. A un giovane, ad esempio, si può togliere ciò che è superfluo, ma non si deve limitare il gioco imponendo il numero di tocchi al pallone. Valdano definisce la finta come un atto creativo e intelligente, non solo un movimento meccanico. La tecnica va insegnata educando il giocatore a pensare, a muoversi nello spazio e a usare il pallone per risolvere problemi collettivi, piuttosto che focalizzarsi solo sulla ripetizione meccanica dei gesti.

E ora veniamo all’ultimo, non certo per importanza, dei tre: al Maestro, “El Loco”, Marcelo Bielsa

Perchè Marcelo Bielsa? La statura dell’uomo parla da sè. Un allenatore che, oltre alle conoscenze tecnico-tattiche, riconosciutegli da tutti, dal punto di vista valoriale non ha rivali e direi che ha sufficiente esperienza per guidare la nostra Nazionale. Un allenatore che sa comunicare e arrivare al cuore dei giocatori portandoli ad esprimere il meglio di sè.

Infine, giusto per provare a portare altri motivi che riguardano la mia proposta ecco quanto dice Enrique Cesana, il coordinatore delle Nazionali Giovanili Argentine:

“Giocavo con i più grandi, mi davano la palla e un undicenne veniva a marcarmi, cosa facevo? Giocavo a un tocco e imparavo a giocare a calcio a un tocco. E quando avevo io dodici anni, e arrivava il ragazzino, lo superavo dribblando. Ho imparato a dribblare. Il contesto mi ha spinto a lavorare in un modo o nell’altro e mi ha fatto imparare in un modo o nell’altro. Ed è a questo che dobbiamo tornare a fare. Ora in modo un po’ più formale, più organizzato, all’interno della formazione.Dobbiamo tornare a questo. Giocare, lasciare che i bambini giochino. Anche in Portogallo fanno questo”.

Noi, ahimè, siamo ancora fermi al pensiero che la tecnica siano i 20′ di palleggio – “roba da vecchi questa, però si gioca ancora con il pallone e bisogna saperlo trattare” (cit.)- che pare siano ancora ritenuti fondamentali.

Così è se vi pare.

SERENA PASQUA

15 risposte

  1. 3 nomi che sono una garanzia assoluta! Un sogno più che una proposta, ma un sogno che se si avverasse necessiterebbe di carta bianca e di tanta pazienza, perché ci vogliono anni per raccogliere i frutti della nuova metodologia.

  2. Nn ci crederai ma la mia idea era veramente di mettere persone nn Italiane e che difficilmente potevano farsi influenzare e ricattare, ma purtroppo la corruzione è talmente radicata nel mondo del calcio che difficilmente si riuscirà a trovare una linea comune, girano troppi camaleonti parassiti . Le brave persone e persone competenti verranno sempre messe da parte.

    1. Ciao Filippo,
      Condivido il tuo pensiero, estremamente innovativo.
      Nel nostro Paese, purtroppo, non passerebbe mai una proposta così articolata perché ormai anche il calcio è in mano alla politica, ergo, rassegnamoci!
      Un saluto caro.
      Amerigo

  3. Approvo Fililppo! Un mix equilibrato, professionale e privo di faziosismi ma legato ad una sola e precisa clausola: riportare la nostra Nazionale a giocarsi il rush finale ai Mondiali fra 4 anni. In mancanza di qualificazione saranno dimezzate le condizioni economiche pattuite. Ovviamente è un mio personale e stravagante pensiero.
    Buona Pasqua a tutti!
    Massimo 48 ❤️🖤

  4. Fantastici questi tre nomi… mix di coraggio di lungimiranza di intelligenza di carattere…. Sarebbe fantastico…. Ogni intervista sarebbe un insegnamento e ci sarebbe qualcosa da apprendere… il problema non è le persone che mettiamo ma il sistema che è molto più complesso a tutti i livelli… quello professionistico sarebbe complicato da scardinare visto le amicizie le relazione e i legami di certi personaggi oggi all interno… ma anche quello dilettantistico essendo più ramificato e nascosto e anche ben peggio da scardinare con ancora molti preconcetti… purtroppo avere il patentino per allenare purtroppo non sistema le cose perché molti tornano alle loro squadre mantenendo la stessa mentalità prima del patentino… purtroppo l unica cosa possibile è il controllo di quello che viene fatto presso questi mille ambiti… qui in Italia è molto difficile e complicato… ma penso che se non iniziamo da qualche parte sarà sempre tutto uguale…. Proviamoci!!!

    1. Proporre QUESTI 3 personaggi per fare cambiare il CALCIO ITALIANO lo trovo ASSURDO ed ILLOGICO giacché NON HANNO mai proposto UNA SOLUZIONE cosa che invece HANNO MANIFESTATO, da SEMPRE, Gianni Rivera, Roby Baggio, Alex DEL PIERO, TOTTI, Bruno Conti, Allegri, Capello, Albertini, Fascetti, Gasperini, attraverso RELAZIONI PROPOSTE E SCRITTE ed INTERVISTE SOSTENUTE!
      Si DEVE partire dalle SCUOLE CALCIO e COME IMPOSTARE il MODO di INSEGNARE un qualsiasi GESTO TECNICO, che è POI, IL VERO ed UNICO PROBLEMA!!
      SI INSEGNA e si ISTRUISCE, a mio modesto AVVISO, con i SOLITI CINESINI, OSTACOLINI, CERCHI, SCALETTE, CONETTI, PALINE, sparsi sui campi, COME FOSSERO DEI CAMPI MINATI, e, AL DI LÀ della GUIDA DELLA PALLA, della COORDINAZIONE ed imparare a CORRERE, dalla PARTE TECNICA si è praticamente… A ZERO!!
      NON VENGONO insegnati, IN MODO ANALITICO, né la TRASMISSIONE E RICEZIONE DEL PALLONE, gli STOP DI PETTO, in AVANTI né LATERALMENTE, né gli STOP con la COSCIA, di COLLO, con la PIANTA, né di INTERNO ED ESTERNO, né il COLPO di TESTA, né i TIRI AL VOLO E DI CONTROBALZO, né le ROVESCIATE né le MEZZE ROVESCIATE per NON PARLARE dei CROSS e dei CAMBI DI GIOCO!!
      Si fa una INFARINATURA della TECNICA DI BASE ed una TOTALE TRASCURANZA della TECNICA ACROBATICA!!
      INOLTRE, mancano gli INSEGNAMENTI dello SMARCAMENTO, delle FINTE DI CORPO e dei PIEDI, dei DRIBBLINGS e di certe ABILITÀ e FANTASIA!!
      OCCORRONO gente PRATICA e che abbiano GIOCATO A CALCIO, i MAESTRI DEL CALCIO, gli STUDIOSI ed i TEORICI, hanno fatto già i LORO DANNI, ed ecco perché Roberto Baggio, con la sua RELAZIONE di come CAMBIARE il calcio GIOVANILE, è l’unica PROPOSTA SERIA da dover APPLICARE ed ESERCITARE!!
      È il mio pensiero maturato in 50 anni di calcio INSEGNATO che guada caso trova CORRISPONDENZA con Allegri, Capello, Gasperini, Fascetti, Franco Cerilli, Bergomi, LIEDHOLM!!
      Cito inoltre Eranio, De Vecchi ed il primo Filippo Galli ed altri campioni, che nei MILAN CAMP insegnano in modo PRETTAMENTE ANALITICO!!

      1. Ciao Pasquale, hai almeno letto l’articolo o come al solito si commentano nomi e figure? Il nostro pensiero (sull’apprendimento) è lontano, lo sapevamo entrambi e lo si deduce ampiamente e chiaramente dal tuo commento. Detto questo, torno a chiederti, hai letto l’articolo?

  5. Filippo,

    premesso che nella vita reale ho avuto una formazione da economista aziendale, vorrei solo integrare il tuo schema.

    Sul piano tecnico, mi convince la logica da te proposta. La Roma imperiale imparava dalle sconfitte (di battaglie ne hanno perse diverse ma vincevano le guerre). Infatti, per loro, la sconfitta era un momento di grande riflessione di dove loro avevano sbagliato strategia e di cosa innovativo, per loro, avevano attuato i nemici.

    A questo punto arricchivano il loro bagaglio attingendo dalle tattiche nemiche o facendo entrare quei nemici tra le loro legioni.

    Ora, è evidente che un modello che non funziona più, non dico che va abbandonato, ma sicuramente integrato guardando ad altre scuole di pensiero calcistico.

    Per queste ragioni concordo perfettamente nella logica da te descritta. Per i nomi conosco Velasco ovviamente Bielsa, che sono nel top mondiale. Ma soprattutto mi fido della tua formazione, conoscenza ed esperienza

    Ma, c’è anche una struttura amministrativa, che non significa solo contabile, ma che come una sorta di consiglio di amministrazione, gestisce l’intera struttura. Ecco qui vedrei bene un Rivera Presidente, un Maldini dirigente e qualche persona esperta in gestione generale più che calcistica.

    Speriamo di aver toccato il fondo. Il fatto è che i nomi purtroppo continuano a declinare il passato recente.

  6. Oro colato cio’ che dice Filippo Galli in merito ai tre personaggi.
    Metterei anche lui nei compiti importanti ( a 70 anni non ho bisogno di sviolinare ………..credo che Filippo sia una punta titolare, non una riserva). Mi piace la sintesi di Totti a pagina 30 del suo bel libro. Poi, in alcuni Master che ho preso parte nei periodi della pandemia, ho capito che alcuni nostri tecnici sono avanti rispetto ad altri che ascoltavo dalla Francia, dal Portogallo, dall’ Olanda, dalla Germania, ecc… MV uno di quelli che ritengo validissimo ( lo seguo come un’ ombra da quando guidava con maestria Sartor, Alex D. e compagnia bella nel Padova 1989/90 ). Però, gli incompetenti, gli “squali” del calcio Italiano, fagocitano sistematicamente quelli bravi che fanno OMBRA!
    ______________________
    Un pensiero solo vorrei farlo sinteticamente, se riesco!!!
    In merito a cosa?
    Ai primi 2000 giorni di vita di un bimbo nel mio contesto
    Alto Garda Ledro ( Riva, Arco, Ledro, ecc…). 51.000 abitanti…ca. 45 parco giochi ( molto belli ma composti in modo irrazionale! e inutilizzati per molti mesi all’anno.
    Perche’?
    Costruiti irrazionalmente perchè chi ha deciso l’acquisto dei giochi non conosce le capacità senso percettive.
    Infatti nei 45 parco giochi a mala pena si sollecitano metà delle capacità s.p……e questo non va bene ! Se si aggiunge che i pargoli non ci vanno in massa ma alla piccola, piccola, spicciolata…..il danno è completato fino ai 5 anni.
    Parlo sempre dell’ alto Garda Ledro anche per l’acquaticità.
    Disastrosa la situazione!
    Perchè?
    Perchè dal 2006 per 5-6 anni circa, mi recavo costantemente con la mia bimba in piscina per un obiettivo fondamentale!
    Ritengo che un/a piccolo/a abbiano la possibilità di trovare al più presto confidenza con l’acqua e relativo galleggiamento spontaneo , senza supporto alcuno, perchè in acqua profonda ci può cadere chiunque senza volerlo. Se sai cosa fare , galleggi anche a 3-4 anni….altrimenti, è dramma!
    Marianna con frequenza continua nei giorni festivi e di vacanza ha raggiunto lo scopo ai tre anni e mezzo.
    Senza spinte e forzature. Son bastati diversi giochi collocati in acqua, alcuni gallegiavano sull’acqua e altri andavano sul fondale adeguato ai piccoli…e il gioco spontaneo, senza maestri di nuoto, si è realizzato.
    Per la cronaca devo dire che dal 1977 sono in possesso del brevetto di istr. nuoto e assistente bagnanti. Ma non ho fatto il MAESTRO!
    Cosa centra tutto questo?
    Solo per far comprendere che nel mio contesto, i primi 2000 gg di vita sono molto snobbati per ciò che riguarda la motricità!!
    E ai 5 anni i genitori si riversano in 60 e più discipline sportive dell’ Alto Garda e Ledro con difficoltà motorie di base che avviliscono il bimbo ….. ignaro dei pasticci che hanno combinato i propri genitori nella prima infanzia.
    Non è obbligatorio muoversi e coltivare passioni ( un mio amico ha 27 lauree e odia il movimento sportivo…..vive benissimo)!!
    Questo nella mia Comunità di Valle.
    Non so cosa possa succedere nelle altre 15 Comunità di Valle del Trentino….e neppure nelle altre 109 province d’Italia.

    La scorsa settimana son rimasto colpito dalla motricità dei bimbi di 4 scuole calcio di Casablanca con cui ho collaborato.
    Ho 70 anni il 10-04-26 e mi sono sentito catapultato indietro di quarant’ anni vedendo cosa riescono a fare i bambini di quel Luogo.
    Cordialmente,
    Bruno
    http://www.zucchellibruno.it
    ( molte cose obsolete del calcio dagli anni 60 ad alcune più attuali …..ritenute moderne)!
    P.S.
    Scusate ma la sintesi è andata a farsi benedire!

  7. Come sempre grandi proposte, motivate e spiegate.

    Per la metodologia nei centri di formazione o comunque lo sviluppo della metodologia da utilizzare nelle scuole calcio, il nome deve essere Filippo Galli.
    Troppo signore per candidarsi, ma se ci fosse qualcuno tra le persone che dovranno rifondare che ha visto, che ha letto o che ascolta nei vari interventi non avrebbe dubbi.

    Un saluto

  8. Complimenti per esserti preso la responsabilita’ di esprimere dei nomi. E complimenti anche per aver avuto la modestia di non auto-proporti. Del resto tutti noi che frequentiamo il tuo blog sappiamo benissimo che saresti all’altezza
    PS sara’ perche’ ho vissuto e lavorato all’estero, io metterei dei non-italiani anche a fare i sindaci delle grandi citta’ italiane

  9. La nuova metodologia prevede la situazionalita perché l allenamento analitico non serve a nulla e non rispecchia la realtà…. Oggi tutto quello che riguarda le attività devono essere in situazione quindi con porte avversari e direzione altrimenti si allena il nulla… ho anche avuto la fortuna di fare due corsi con il grande Fulvio fiorin che da questo punto di vista metodologico è un grande… il calcio è situazionale e relazionale è ormai con lo studio delle neuro scienze si comprende come gli allenamenti passati erano frutto di errata metodologia che oggi si sta evolvendo grazie a grandi muovi allenatori al calcio spagnolo olandese e grazie ad altre culture calcistiche invece noi siamo indietro di almeno 40 anni se va bene..: speriamo di migliorare anche noi e di progredire…. Come detto per far sì che l Italia si evolva abbiamo bisogno di scardinare un sacco di situazioni ormai incancrenite settori giovanili Federazioni allenatori dirigenti presidente e soprattutto mentalità molto più coraggiosa di quella attuale…. Forza ce la possiamo fare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *