WOLFSBURG: UNA CRISI SENZA FINE E IL RISCHIO DI UNA STORICA RETROCESSIONE

Una crisi inattesa tra le big europee
Anche la Germania ha la sua “Fiorentina”. E si chiama Wolfsburg. Il club della Bassa Sassonia sta vivendo una stagione da incubo, che lo accomuna ad altre realtà europee come Tottenham e Fiorentina: squadre stabilmente a ridosso dell’élite nei rispettivi campionati, abituate a frequentare le coppe europee, ma sprofondate in una crisi tanto inattesa quanto profonda.

Numeri impietosi e classifica drammatica
I numeri raccontano meglio di ogni altra cosa il momento dei “Lupi”. Nonostante il quinto monte ingaggi della Bundesliga, il Wolfsburg ha raccolto appena 21 punti in 26 giornate. Un bottino insufficiente, aggravato da un rendimento casalingo disastroso: appena 9 punti in 13 partite. Oggi la classifica è impietosa: penultimo posto e retrocessione diretta sempre più concreta. L’unica ancora di salvezza resta il terzultimo posto, che garantirebbe lo spareggio contro la terza della Zweite Bundesliga.

Cambi in panchina e rivoluzione societaria
Il pesante 4-0 incassato a Stoccarda ha segnato un punto di non ritorno. L’8 marzo è arrivato l’esonero dell’allenatore Bauer, subentrato solo pochi mesi prima a Simonis. Ma la rivoluzione non si è fermata alla panchina: via anche il direttore generale Christiansen, nel tentativo disperato di invertire la rotta.

Il ritorno di Hecking per salvare la stagione
Per provare a rimettere insieme i pezzi, il club ha deciso di affidarsi all’usato sicuro: in panchina è tornato Dieter Hecking, a distanza di dieci anni dalla sua prima esperienza. Fu proprio sotto la sua gestione, tra il 2012 e il 2016, che esplosero talenti come De Bruyne e Perišić, poi ceduti nell’estate 2015 per una cifra complessiva vicina ai 95 milioni di euro.

Una rosa con pochi punti fermi
La rosa attuale, però, non sembra offrire le stesse certezze. Non mancano volti noti al calcio italiano: Eriksen, arrivato a parametro zero, Lindstrom, oggetto misterioso in prestito dal Napoli, e diversi elementi con trascorsi in Serie A come Rogério, Vavro e Mæhle. Tra i pochi a salvarsi c’è Svanberg, ex Bologna, uno dei migliori marcatori stagionali.

Il rifiuto simbolico di Džeko
A rendere il quadro ancora più emblematico, il rifiuto di Edin Džeko. L’attaccante bosniaco, protagonista dello storico titolo del 2009, a gennaio ha detto no al Wolfsburg, preferendo ripartire dalla seconda divisione con lo Schalke 04, nel tentativo di riportarlo in Bundesliga a suon di gol.

La crisi Volkswagen e il riflesso sul club
Le difficoltà del club riflettono anche quelle della proprietà. La Volkswagen, che controlla il Wolfsburg, arriva da un 2025 complicato e starebbe pianificando un taglio di circa 50mila posti di lavoro entro il 2030. Una crisi industriale che sembra trovare un inquietante parallelo con quella sportiva.

Lo spettro di una retrocessione storica
Se la stagione dovesse concludersi nel peggiore dei modi, si tratterebbe di una retrocessione storica. Dal 1997, anno della prima promozione in Bundesliga, il Wolfsburg non è mai sceso di categoria. Dopo 29 anni, lo spettro della Zweite Bundesliga è più concreto che mai. Restano otto giornate per evitarlo. Otto partite per salvare una storia che, fino a pochi mesi fa, sembrava impossibile mettere in discussione.

BIO: Federico Locarno, 21 anni, studente di Management dello Sport con una grande passione per il calcio. Scrivo articoli da circa un anno e mi dedico con entusiasmo e curiosità ad esplorare e analizzare il mondo del calcio, sia quello attuale che quello passato. Inoltre, condivido i suoi miei approfondimenti sul calcio attraverso lo story-telling sui miei profili Instagram e LinkedIn.

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