Gioco, formazione e talento sono le parole chiave del programma che vede Maurizio Viscidi Direttore Tecnico e i campioni del mondo Simone Perrotta e Gianluca Zambrotta impegnati nel delineare le linee guida per il calcio di base. Maggiore coordinamento tra Settore Tecnico, Settore Giovanile e Scolastico e Club Italia con l’obiettivo di promuovere una rinnovata cultura sportiva nel calcio italiano
La Federazione Italiana Giuoco Calcio vara il nuovo ‘Progetto tecnico del calcio giovanile italiano’ e lo fa realizzando innanzitutto una complessa opera di coordinamento tra le realtà federali che si occupano di sviluppo in maniera trasversale: il Settore Tecnico, il Settore Giovanile e Scolastico e il Club Italia. Pur mantenendo le tre strutture una distinta autonomia politico-organizzativa, ognuna per le rispettive competenze, il presidente Gabriele Gravina, come anticipato nella piattaforma programmatica depositata per la candidatura dello scorso febbraio 2025, ha voluto creare un unico coordinamento tecnico allineando la FIGC alle altre federazioni europee e affidando il ruolo di Direttore Tecnico a Maurizio Viscidi. Professionista esperto con una militanza ultradecennale nel ruolo di Coordinatore delle Nazionali Giovanili, a partire dall’inizio dell’attuale stagione sportiva, si è fatto promotore dell’avvio del Progetto federale Under 14, che rappresenta l’anello di congiunzione tra i settori giovanili e l’attività internazionale delle selezioni azzurre a partire dall’Under 15. Sarà lui ad interfacciarsi con i responsabili di progetto dei tre settori per armonizzare al meglio il programma di rilancio dei vivai e rispondere finalmente alla crescente domanda di valorizzazione del talento nel calcio italiano.
“Il progetto che presentiamo oggi interessa il cuore del calcio italiano – dichiara il presidente Gabriele Gravina, che si avvarrà anche del prezioso contributo di Cesare Prandelli quale consulente esperto su questo tema – e nasce dalla necessità di dare nuovo slancio all’attività giovanile. È una riforma che nasce da una profonda riflessione, supportata da un ampio studio di benchmarking internazionale, e che avvicina la nostra Federazione al resto d’Europa, anche grazie alla nomina di Maurizio Viscidi quale Direttore Tecnico per l’attività giovanile. Nel mio programma elettorale avevo già messo a fuoco le problematiche, oggi sotto gli occhi di tutti, e tracciato alcune soluzioni definite grazie al confronto con le componenti federali e con il contributo dei cosiddetti ‘esperti di campo’, che ringrazio. Sulla base di questi riscontri abbiamo deciso di completare il nostro progetto per avviare una sorta di new deal nella valorizzazione delle ‘radici azzurre’, con l’obiettivo di creare una vera e propria officina del talento italiano. La nostra Federazione, a differenza di altre realtà europee, non ha mai avuto negli enti di coordinamento una figura di direttore tecnico: per questo abbiamo ritenuto opportuno introdurla, nel pieno rispetto delle autonomie del Settore Tecnico, dei relativi consigli del Settore Giovanile e Scolastico e del Club Italia. Non è stato semplice trovare linguaggi comuni sotto il profilo tecnico, ma era un passaggio necessario per costruire una visione condivisa. Vogliamo incidere in maniera sempre più positiva sul divertimento e sulla formazione dei bambini, per poi coltivare talenti attraverso un programma ambizioso e molto strutturato”.
A margine della presentazione del progetto, lo stesso Viscidi ha sottolineato la filosofia che guiderà il nuovo percorso tecnico federale: “Ringrazio il Presidente per questo nuovo incarico e penso che la scelta sia caduta su di me perché sono un uomo pratico e perché conosco a fondo tutte le componenti di questo progetto, oltre a vivere il calcio giovanile ventiquattr’ore al giorno. Il mio compito sarà rendere sinergiche le aree tecniche della FIGC, che hanno tutte puntato sul calcio giovanile. Mi confronterò con le varie componenti tecniche, affinché ci sia un’idea condivisa. Vogliamo porre l’accento sull’aspetto tecnico, perché stiamo notando che, in Italia, si sta forse un po’ esagerando con la tattica e con la ricerca del risultato. Cercheremo, come Federazione, di far presente che la tecnica deve tornare al centro della formazione dei giovani calciatori. Proporremo un modello di allenamento ai club e affiancheremo tecnici e società nel lavoro quotidiano, perché se miglioriamo il singolo, miglioriamo il collettivo”.
La tecnica individuale sarà al centro del progetto, coniugata in tutte le sue forme metodologiche in base ad età e capacità dei ragazzi. Quindi più gioco attraverso la tecnica e meno ricerca esasperata del risultato attraverso la tattica. Un concetto diffusamente condiviso, ma di non semplice applicazione, a causa dell’eccessiva cultura competitiva del calcio.
Fedele al concetto “bisogna toccare di più la palla”, Viscidi avrà il compito di armonizzare i differenti programmi con un obiettivo dichiarato: avere un ‘modello Italia’ nella formazione del giovane calciatore. Anche grazie alla collaborazione di un team di esperti e sfruttando la moderna tecnologia, sarà necessario aumentare la qualità tecnica attraverso un numero elevato di corrette ripetizioni del gesto, per poi calarsi al meglio nella realtà del gioco. Per fare ciò, verrà prodotta una guida tecnica semplice ed estremamente pratica, al fine di uniformare il lavoro su tutto il territorio nazionale.

Ma come ogni nuova costruzione bisogna partire dalle fondamenta, che devono essere solide e in grado di sostenere il progetto partendo dalla base del nostro calcio. Questa competenza è stata sviluppata dai campioni del mondo Simone Perrotta e Gianluca Zambrotta che, nell’ambito specifico del Settore Giovanile e Scolastico, hanno aggiornato le linee guida del modello nel suo complesso. Il corpo della riforma, infatti, è il processo formativo dei bambini dai 5 ai 12 anni, il cui percorso umano e sportivo deve coincidere con il miglioramento di competenze tecniche e di vita.
Al centro del programma, dunque, ci sono le bambine e i bambini, con una cura del dettaglio che non è mirata alla formazione del talento fine a sé stessa, quanto piuttosto alla promozione di una nuova cultura sportiva. Secondo questa impostazione, infatti, i campioni e il talento sono la conseguenza di un modello formativo più ampio.
In questo contesto si inserisce anche il contributo diretto delle leggende azzurre impegnate nel progetto. Simone Perrotta ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa:
“Oggi, a questo tavolo, ci siamo io e Gianluca (Zambrotta, ndr), ma questo progetto ha più padri. L’idea nasce dalla nostra esperienza e dal confronto con Maurizio Viscidi, con cui condividiamo il concetto che la tecnica debba tornare al centro della formazione dei giovani calciatori. Sono a conoscenza del grande lavoro che svolge il Settore Giovanile e Scolastico, del quale sono vicepresidente, ma c’era l’esigenza di implementare ciò che già esiste. Vogliamo investire sulla formazione dei tecnici, per i quali organizzeremo corsi gratuiti online (aggiornamento UEFA C, ndr). La Federazione deve pensare anche ai ragazzi che non diventeranno calciatori, fornendo loro basi etiche e morali, oltre che tecniche”.
Sulla stessa linea anche Gianluca Zambrotta, vicepresidente del Settore Tecnico:
“Questo è un progetto importante e fondamentale per i ragazzi dai 5 ai 12 anni, quindi per l’Attività di Base. Sarà un progetto condiviso, con tutte le componenti. Insieme al Settore Tecnico, Scuola Allenatori e Settore Giovanile e Scolastico cercheremo di portare una nuova ventata di metodologie. Sarà un progetto ad hoc, che vuole offrire qualcosa di importante per gettare le basi del futuro del calcio giovanile italiano”.
Il nuovo percorso dell’attività di base, che sarà sviluppato in stretta sinergia con il Settore Tecnico e la Scuola Allenatori di Coverciano, è incentrato sulle seguenti linee direttrici: incrementare i corsi per ‘responsabile per l’attività di base’; maggiore qualificazione dei formatori; introduzione della ‘programmazione per categoria’, attraverso un percorso formativo ad hoc; riorganizzazione e valorizzazione delle Aree Sportive Territoriali, con la figura del tecnico AST che intensifichi la collaborazione con le singole società.
Questo è quanto riporta il sito ufficiale della FIGC.
Come avrete letto si parla di sinergie tra “esperti di campo”, tra tutte le componenti federali, si parla del coinvolgimento dell’ex CT Prandelli, di Simone Perrotta e Gianluca Zambrotta. Si parla di una maggiore attenzione alla tecnica e che si stia esagerando con la tattica: insomma il solito ritornello che ancora una volta nega come la tecnica risieda nella tattica… pazienza. Lodevole l’obiettivo di porre maggiore attenzione al processo formativo e non all’esito delle partite così come quello di coordinare il lavoro del settore giovanile scolastico con quello del settore tecnico finora piuttosto slegati tra loro. Infine si parla di una introduzione di una ventata di metodologie ed è proprio questo il punto: non tanto il cosa (la fantomatica tecnica individuale) ma il come. Davvero curioso di capire come si svilupperà il progetto e quali saranno le annunciate innovazioni.
Buon lavoro











6 risposte
Chiedo scusa della mia estrema ignoranza in materia, ma esiste un progetto calcio nelle scuole? Se qualcuno può rendermi più edotto in materia. Sono molto curioso, poichè al di là di qualche partita tra scuole non vedo altro. Ovviamente è colpa mia (non sono ironico).
Ciao Giuseppe, non si fa riferimento alle scuole ma alle scuole calcio o al mondo dei settori giovanili dilettantistici.
Alcune scuole ce l’hanno ma private non pubbliche e si iscrivono ai campionati dei settori giovanili della Figc.
A parte che vorrei capire quale sia la funzione del settore scolastico. Magari esistesse una profonda connessione tra la scuola ed il calcio. In Germania, così facendo; hanno costruito un movimento dalle macerie post Euro 2000. Ma soprattutto; ancora con questa storia della “tecnica che verrà privilegiata alla tattica”? Nel 2026? E poi dicono di essersi ispirati al lavoro di altre federazioni(ma quando mai? Chiunque riceva gli aggiornamenti ai corsi ed i seminari online FIGC, sa che è meglio stendere un velo pietoso)e però aggiungono che dobbiamo avere un nostro metodo(quale, di preciso?) Inoltre vorrei ricordare che Viscidi, che è sicuramente una persona perbene; è lì da svariati lustri. Non mi pare che le cose siano migliorate, anzi. Ricordo quando spingeva molto sui giochi di posizione e voleva implementare la metodologia spagnola; facendola applicare però a tecnici che non la conoscevano e non erano cresciuti con quell’impostazione. Forse sarebbe il caso di integrare qualche tecnico straniero? Giammai…
Sinceramente fatico a comprendere. A me sembra che si usi un po’ il metodo de “Il gattopardo”: “bisogna pur cambiare qualcosa, affinché tutto rimanga uguale…”
Prandelli; Perrotta; Zambrotta. Vorrei sapere con quale criterio sono stati scelti. Lo dico senza polemica. Solo per capire.
Molti dubbi onestamente…
Credo che l’ultima riga di Filippo Galli sia la giusta conclusione:” Buon lavoro”.
Però mi chiedo, da ignorante (colui che ignora): quanto tempo hanno a disposizione per produrre risultati?.
Ecco, vorrei che Gravina (tra l’altro, sino ad oggi, non è andato proprio brillantemente) dicesse in termini di risultati e di tempi, quali siano gli obiettivi.
Dopo il 1974, si sapeva che l’obiettivo non poteva essere l’europeo, ma in Argentina fummo i migliori per qualità di gioco.
Stessa cosa, per certi aspetti, dopo Messico 1986.
Qui, temo che il percorso sarà più lungo, perché siamo molto indietro.
Attenzione a parlare di “percorso umano e sportivo”, perché non si può cadere in area e cedere alle pressioni di Nedved…
Tutto bello quello che dice la Figc ma poi quando dopo la Primavera c’è l’imbuto e gli dicono torna alla casella di partenza?