A Roma il Milan ha schierato il suo campionario di limiti al completo, senza riserve. L’elenco è lungo ed è anche il motivo per cui i 60 punti costituiscono un patrimonio assoluto e ascrivibile al lavoro di Allegri, piacciano o non piacciano la sua filosofia, la sua strategia, il suo calcio.
Il gruppo è immaturo, senza costante ferocia: si accende nelle partite importanti, non coglie le occasioni ma le margherite in tutte le altre. In questi anni Tomori non ha mai fatto progressi nelle letture e nei posizionamenti: si esalta in una squadra dominante quando c’è da rincorrere gli avversari, è smarrito e nervoso quando la linea resta bassa e dovrebbe funzionare con meccanismi precisi. Gabbia è cresciuto poco, De Winter si vedrà, Pavlovic è l’unico a metterci sempre rabbia e fisicità, con dei limiti che potrebbero essere ovviati se una guida alla Kjaer (o alla Kim…) lo istruisse. Estupinan resta Estupinan anche dopo il derby, con obbrobri difensivi evidenti e modestia offensiva: meglio far maturare e salire di livello Bartesaghi, senza dubbio. Modric e Rabiot sono le granitiche certezze, per filtro e proiezioni, mentre Fofana si accende e si spegne come una luce di Natale. Ricci lo aspettiamo a livelli più alti, come Jashari. Saelemaekers è generoso e pulsante, ma pensa poco: è istintivo, umorale, sbaglia le scelte qualche volta sopravvalutando il suo bagaglio tecnico, ma – senza eccellenza – il suo contributo è positivo. L’attacco è il tallone di Achille, in questa fase: non bastavano i problemi di condizione di Leao e Pulisic, ora si scopre anche una presunta mancanza di empatia. Senza centravanti (Fullkrug mai esploso del tutto, Gimenez out senza aver inciso quando era in, Nkunku praticamente non pervenuto salvo sporadici sussulti), Allegri si è arrangiato provando in quel ruolo persino Loftus Cheek, altro altalenante nel parco giochi rossonero.
Dunque, con l’elenco dei limiti individuali che Max conosce bene, si è industriato a dare loro una parvenza di squadra, un’idea di compattezza almeno difensiva, ma la prima linea è disidratata, insufficiente. Labile. Il modulo è una costrizione dettata da una rosa costruita a otto mani, Tare e l’allenatore su un binario, Furlani e Moncada sull’altro: così sono sbocciate dal nulla le topiche Boniface e Mateta, sono stati spediti Hernandez e Reijnders, è sbucato dal nulla Nkunku alla modica cifra di 35 milioni. Così anche la prossima sessione di mercato è un bel punto di domanda.
Contro la Lazio è emersa anche una lacunosa lettura tattica, specie nel primo tempo: squadra di Sarri ai minimi termini per le molte assenze, la classifica asfittica, una rosa modesta e un ambiente ostile salvo radunarsi per fare quadrato proprio domenica sera. Senza fare assolutamente niente di trascendentale, ma con giudizio, determinazione, ordine e idee chiare, i biancocelesti hanno incartato gli avversari imbucando sulle fasce e muovendo Maldini finto centravanti. Nella ripresa Allegri (non subito) è passato al 4-4-2 e i biancocelesti, peraltro con Isaksen e Zaccagni stremati, non hanno più imbastito nulla, ma la disidratazione offensiva rossonera era compiuta con l’uscita di Leao e l’impalpabile ingresso di Fullkrug e Nkunku.
Leao…È Rafa il riassunto di tutti gli orpelli che stiamo elencando e analizzando: maturità professionale rimasta in gestazione, mordente e ferocia mai apparse, miopia tattica assoluta, nessun progresso nelle conclusioni, in realtà può far tutto e vincere le partite da solo (dai tempi di Shevchenko un giocatore del Milan non arrivava in doppia cifra per 5 anni di seguito), ma la sensazione di avere sempre in acqua una medusa annoiata è troppo frequente, troppo evidente. Sposo il commento di Massimo Ambrosini: “La cattiveria che ha mostrato al momento della sostituzione dovrebbe metterla in ogni partita”, e – come Ambrosini – ho detto nell’immediato dopopartita che non lo avrei tolto mai e poi mai.
Peraltro si è proposto almeno 3-4 volte attaccando la profondità, ma nessuno si è preso la briga del filtrante o semplicemente dell’imbeccata e questo ha certamente contribuito ad innervosirlo. E questo è certamente un altro problema, l’ultimo in ordine di tempo. Non mi priverei mai di Leao, in rosa e nei 90′, ma è necessario metterlo nelle condizioni migliori per nuocere, cosa che devono fare la squadra e l’allenatore, altrimenti ad ogni partita siamo punto e a capo. E infatti con il Milan e con Leao, ogni partita siamo punto e a capo.

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.










5 risposte
Tutto perfettamente condivisibile Luca! Hai dettagliatamente descritto pregi e difetti della nostra squadra nella deplorevole istantanea scattata all’uscita dall’Olimpico domenica sera.
Tutta l’equipe Rossonera sembrava una squadra liceale accompagnata dal preside in gita premio a visitare la città eterna. L’impegno che avrebbe dovuto essere espresso per superare il mero ostacolo bianco celeste è semplicemente naufragato nelle fulgide pensate del preside valdarnese del team casalingo che è riuscito a comporre e consegnare in tempo il miglior tema in classe della sua stagione …mentre il nostro Diavolo è titanicamente affondato con la tragicomica effige scolpita sulla polena della prua ritraente Max e Rafa in un
avvolgente, beffardo e forse ultimo e melanconico abbraccio!
Forza Milan sempre e comunque!
Massimo 48 ❤️🖤
D’accordo con Luca. Aggiungo solo che quest’anno Leao e’ continuamente schierato in ruolo non suo: schierato come punta o mezza punta nel 352 ci priviamo del campione Leao sulla fascia, per avere una punta inesperta e improvvisata in attacco. Se poi, come con la Lazio, quando fai entrare la punta vera invece cheutilizzare Leao al meglio ricollocandolo nella sua posizione, lo sbatti nello spogliatoio, ha tutte le ragioni per infuriarsi. La debacle di domenica è’ tutta colpa di allegri e della società, e questo tentativo della società e dei media di scaricare Leao e’ lo stesso vergognoso copione che abbiamo visto con Theo e con Maignan (in questo caso fallito)..
Non sono completamente d’accordo : la difesa la salvo, sicuramente ben coperta dal centrocampo, ma Gabbia mi sta piacendo ed è cresciuto tanto. DeWinter non male domenica ha fatto due/tre recuperi all’ultimo che mi sono piaciuti, e bene Pavlovic, siamo comunque la miglior difesa della serie A. Ricci, fa si il compitino come lo chiamano tutti, ma non sbaglia mai gioca semplice e le cose semplici fatte bene premiano. Malissimo il resto, in serie A non si possono fare delle porcherie come quella di Estupinan. Nessuno che tira in porta da fuori e nessuno che alza la testa, da qua le mancate imbucate per Leao. Fofana è uno scarpone e ha poco da lamentarsi e lo vedono tutti anche nel riscaldamento.
Qui va capita la direzione della società, ok al budget imposto , al famoso tetto : vuoi fare player trading riciclando giocatori dalla premier per foraggiare qualche procuratore facoltoso o vuoi costruire una squadra anche dal basso facendo emergere magari qualche giovane italiano che non guasta come si faceva in passato? A no quest’ultima linea no perchè non ingrassa le tasche di prcuratori e sciacalli vari ( magari amici di Moncada/Ibra Co. ).
Buongiorno Luca, condivido il 95 per 100 dell’analisi, un’analisi che avrei voluto scrivere io, in modo così chiaro, se ne fossi capace.
Manca un centrale difensivo leader, che possa far diventare Pavlovic un grande difensore; per Tomori, anche io provo la medesima sensazione, così come per tutti gli altri elementi descritti nell’articolo: in particolare, ancor oggi, dopo quasi otto mesi, non ho capito l’acquisto, dal punto di vista tattico, di Nkunku, con quello sperpero di denaro, seppur oggi, 35/40 milioni, sono per altre società una fumata di sigaretta.
Tuttavia, pensavo che si preparassero a vendere Leao, proprio grazie all’acquisto del sopracitato: attenzione, non sto dicendo che Nkunku sia più bravo o meno di Leao, ma il mio pensiero era, che fossero giunti in gran segreto alla cessione del portoghese, ad un prezzo nettamente superiore dell’esborso effettuato e, non perché Leao possa essere effettivamente valutato tanto, quanto perché, immaginavo si fosse mosso il mercato arabo ed il suo amico Theo.
Cosa una mente contorta, può arrivare a pensare….
Invece no, avevano deciso di buttare via 40 milioni ed hanno preso il primo giocatore che avrebbe potuto fare notizia così, a mio avviso Nkunku è arrivato a Milano, sotto la parte della Madonnina lucente.
Perché, parliamoci chiaro, questa società da l’impressione di muoversi a casaccio o quantomeno, soltanto per interesse economico, soprattutto in fase di cessioni.
Anche sull’allenatore, il mio pensiero coincide, con quanto esposto nell’articolo: Allegri non avrà un gioco brillante ma, senza lui e Rabiot, nonostante Modric, saremmo con Bologna e Lazio, o giù di li.
Il 5 per 100 per cui mi trovo in disaccordo, pur rispettando il parere di uno che ne sa più di me e che vive nell’ambiente tutti i giorni, è il valore e l’indispensabilità di Leao: i numero, non sempre dicono tutto e Leao che comunque di mestiere fa l’attaccante, è un giocatore che negli anni, come Tomori, non è assolutamente migliorato; quando poi, vado a vedere giocatori del suo ruolo in Europa, capisco perché Leao a 27 anni è rimasto in un Milan così mediocre.
Perché, personalmente non ho dubbi, Leao è nettamente inferiore a certi giocatori nel suo ruolo (o similari) del panorama europeo.
Ecco, io di Leao ne farei volentieri a meno, soprattutto se mi deve far peggiorare Pulisic che, sempre a mio avviso, è nettamente più bravo, più empatico e più utile alla squadra.
Non è un processo a Leao il mio, è semplicemente la constatazione (personale, sempre personale), che dopo lo scudetto, non è mai stato trascinante per una stagione intera e le sue pause, sono sempre state maggiori dei colpi di luce.
Shevchenko?: Beh, dai, Shevchenko era tutt’altro, al punto che ce lo invidiavano tutti, ma proprio tutti, come noi ammiravamo Ronaldo (quello vero) all’Inter.
Dei tanti campioni dell’era Berlusconi ho sempre messo in lista dopo Van Basten, Baresi, Gullit e Rjikaard inavvicinabili, Donadoni e Shevchenko, con grande rispetto per tutti gli altri grandi a cominciare da Maldini, Seedorf, Kakà ed altri, tanti ma veramente tanti.
Ma Leao, pur non essendo dell’era Berlusconi, non mi sognerei mai di poterlo minimamente accostare a questi “signori” e, se questi “signori” (tutti enormi professionisti, prima di essere grandi giocatori), sono stati sostituiti, figuriamoci un calciatore umorale come Leao che, tra l’altro, comincia a farci vergognare dopo l’uscita dal campo di domenica, perché non è il primo comportamento fuori dalle righe.
Proprio nello stile, non mi sembra di aver mai visto in gesti scomposti, Maldini o Baresi, giusto per fare due nomi di capitani storici, che per tutto quello che hanno dato al Milan, avrebbero potuto permettersi qualche atteggiamento, tipo scuotere la testa.
Storicamente, abbiamo sempre avuto uno stile da Nordhal a Paolo Maldini, passando per Liedholm, Cesare Maldini, Rivera e Franco Baresi………
Per cui questo Leao, a mio avviso, può e deve essere sostituito.
Posso dire bravo Luca?
Allegri corto muso: la miglior difesa d’Europa!
Prima deriso perché dichiara che 1 punto in casa col Sassuolo tornerà utile poi 60 punti!
Aggiungo che per i 12 milioni di Kalulu abbiamo dovuto spostare terzino dx Tomori, rendendo monca la costruzione dal basso di Maignan.
Leao cammina fa la sponda svogliato, manca due gol contro l’Inter? alla fine Pulisic non gli dà due assist piatti che Fofana lo avrebbe messo davanti al portiere.
Due volte e capisco Rafa.
Quest’anno Leao sta male non ha la progressione non può bruciare la fascia e allora credo che il mister lo abbia inventato centravanti anche per sfruttarne il guizzo breve, come ha fatto Rabiot contro il Como.
Ci vuole un mental coach per Leao, ed è Rabiot, il facilitatore che sistema la squadra, sembra un adulto tra i bambini.
All’Olimpico vincemmo lo scudetto di Pioli e Maldini, con Ibra che entra con i lacci sciolti e serve l’assist a Tonali, Massara rimase mezzo morto in panchina.
Ora invece come la finale col Bologna, piena di errori tecnici, paure, mollezze.
E anche il mister doveva dirlo a Pavlovic non a Pervis di restare dietro e cambiare subito dopo preso il gol.
Per il futuro Atekame che scende la fascia sarebbe migliore di Saele che si accentra, tira poi molto ma molto meglio…
Per finire, se in tribuna a Napoli tocca a Scaroni può darsi che si metta la sciarpa azzurra.
Grazie per l’opportunità