Contro il Napoli, tre punti per i ragazzi di Renna con doppietta del capitano (che forse potrebbe ambire a un campionato più sfidante). Belle prove di Zaramella e Borsani, sicuro Bouyer; da rivedere i nuovi, Cissé e Idrissi
Un’altra vittoria per il Milan Primavera, dopo quella in casa del Genoa, che ci porta a quella quota 37 punti individuata come la linea da cui inizia la lotta play-off (che si è leggermente alzata): da qui in avanti bisognerà stare attenti a non commettere altri passi falsi, ma nel frattempo godiamoci questi tre punti.
L’avversario di giornata era il Napoli, 31 punti contro i nostri 34. Una partita non proibitiva, certo, ma neppure scontata. Renna ha schierato sul prato dello Sportitalia Village praticamente la stessa formazione di una settimana prima, con una (grossa) eccezione. In porta Bouyer, davanti a lui la linea a quattro composta da Nolli, Cissè, Cullotta e Borsani, tutti classe 2008; un centrocampo a tre con il 2005 Hodzic in prestito dal Milan Futuro a fare da play-maker al posto dello squalificato Pandolfi, con ai lati Mancioppi e Perera; davanti un attacco a tre, con capitan Scotti al centro, Zaramella a destra e il nuovo arrivato Idrissi a sinistra.
Partenza elettrica
La partita ha un avvio spumeggiante, con il Milan a pressare alto, ad aggredire il pallone e a ripartire in velocità, portando al tiro Scotti (al 5’) e poi Idrissi (al 12’) che controlla male. Poco dopo è Zaramella che sulla fascia destra dribbla e cambia gioco per Borsani che irrompe da sinistra e tira fuori. Un minuto dopo, bel cross di Nolli da destra, che tuttavia arriva in un’area priva di giocatori del Milan e soprattutto di quella prima punta che manca da anni. Al 16’ Cissè regala la palla in area a Cimmaruta, costringendo Bouyer al miracolo. Al 22’ una delle più belle azioni della partita: Bouyer lancia lungo, Zaramella controlla in modo perfetto e di nuovo apre verso sinistra dove questa volta arriva Idrissi, il cui tiro è parato dal gigantesco Ferrante. Intorno al 30’ la spinta del Milan si attenua e il Napoli si rende pericoloso, guadagna calci d’angolo, conquista tutte le palle in uscita e non lascia respirare il Milan. Il primo tempo si conclude sullo 0-0, con la sensazione che – malgrado qualche minuto di sofferenza – siano i rossoneri ad avere maturato qualche credito.
Arrivano i gol
E infatti. Il secondo tempo si è avviato da poco, quando Borsani parte in dribbling dalla sua fascia di competenza accentrandosi, un po’ alla Theo Hernandez, e guadagnandosi una bella punizione poco fuori dall’area. Sul pallone va capitan Scotti, che di destro scavalca la barriera e la mette in fondo alla rete: 1-0. La partita resta aperta, con il Napoli che ovviamente cerca il pareggio e il Milan che riparte. Al 59’ Domnitei sostituisce Idrissi (che forse non ha ancora 90 minuti di autonomia), l’assetto tattico non cambia. Il Milan sfiora il gol al 65’ con Zaramella, premiato da un’apertura sinistra-destra di Scotti; un minuto dopo altra occasione per Zaramella, parata da Ferrante. Al 69’, un bell’anticipo di Cissè ribalta l’azione e mette Perera in condizione di tirare, ma la palla va ampiamente fuori. Poco dopo esce Hodzic e Cissè (quello piccolo, Hamadoun), va a occupare la posizione di play-maker a centrocampo. Al 77’ altra bellissima azione in ripartenza, innescata da Borsani che, avendo fatto una diagonale difensiva profondissima, si trova sulla fascia opposta alla sua, corre con la palla, cerca Scotti che la passa a Domnitei, il quale glie la restituisce davanti alla porta: 2-0 e doppietta personale per il capitano. Il finale di partita vede il Milan, forse stanco e appagato, lasciare spazi pericolosi: servirebbe un cambio, magari un centrocampista al posto di Scotti (che ha corso tantissimo), e invece arriva il rigore per il Napoli: tira Gorica che spiazza Bouyer, regalandoci così un finale – inclusi i cinque minuti di recupero – ad alta tensione. Per fortuna la partita finisce senza danni, diversamente dall’andata, e il Milan può festeggiare i tre punti.
I singoli: largo ai 2008
L’eroe della giornata è naturalmente Filippo Scotti: due gol per lui, di cui uno su punizione davvero pregevole, ma anche tanta, tantissima corsa sia per accompagnare l’azione d’attacco, sia per proteggere la difesa. Una partita da vero capitano. Qui, però, sorge un dubbio: Scotti è un ottimo giocatore: non una prima punta naturale, piuttosto un attaccante esterno che ha confidenza con il gol, dotato di un buon dribbling, di forza fisica, di carattere; è nato nel 2006 ed è pertanto il più vecchio della squadra, fatta eccezione per il “prestato” Hodzic. Ebbene, non sarebbe ora di testarlo in qualche contesto più probante? A che cosa serve il Milan Futuro, se non a giocatori come lui? Il suo contratto, peraltro, scade nel 2026: quali saranno i progetti del Milan e del suo entourage (Team Raiola)? Staremo a vedere.
Detto di Scotti, oggi mi sono piaciuti molto Zaramella (2008), che ha giocato non moltissimi palloni – un po’ schiacciato fra le avanzate di Nolli e gli scivolamenti a destra di Scotti – ma che ha mostrato un bel controllo, movimenti eleganti e anche tanta corsa per andare a fare quasi il quinto di difesa in ripiegamento; insieme a lui Emanuele Borsani (altro 2008), che conferma quanto avevo scritto una settimana fa: da terzino sinistro (nasce esterno offensivo) sta mettendo in mostra un passo e un controllo di palla in grado di fare la differenza. Da rivedere Malick Cissé (il difensore, per intenderci): ha commesso un errore quasi fatale nel primo tempo, ma bisogna considerare che ha 18 anni appena compiuti (anche lui 2008, come gran parte di questa squadra), è arrivato nel mercato invernale da una realtà completamente diversa (giocava in Senegal) ed è solo alla sua seconda partita, buttato in campo da titolare. Dalla sua parte ha grande forza fisica, diamogli fiducia. Bene, infine Leo Bouyer (2008), chiamato in causa proprio per l’errore del suddetto compagno e sempre sicuro sulle uscite alte: quanto a portieri, il giovane Milan sembra messo piuttosto bene.


BIO: Luca Villani è nato a Milano il 31 gennaio 1965. Giornalista professionista, oggi si occupa di comunicazione aziendale e insegna all’Università del Piemonte Orientale. Tifoso milanista da sempre, ha sviluppato negli anni una inspiegabile passione per il calcio giovanile e in particolare per la Primavera rossonera. Una volta Kakà lo ha citato in un suo post su Instagram e da quel momento non è più lo stesso.









