Corto muso, giochisti, risultatisti, una settimana di contraddittori spesso fini a sé stessi con l’intento di ridimensionare un successo sicuramente sofferto ma che non può nella maniera più assoluta essere ascritto solamente alla mera fortuna di Max Allegri. Il Milan vince a Como con sofferenza, tanta, ma anche con i colpi dei suoi campioni, Maignan il miglior portiere del campionato, Rabiot un leader principesco in mezzo al campo autore di una doppietta, un Leao che a meno di mezzo servizio serve un assist perfetto al francese per il gol del vantaggio, quei campioni che con tutto il rispetto per una bella realtà come il Como, a parte Nico Paz, non li ha (qualcuno lo diventerà), ed i nostri campioni contro il Como (ricordo fino al match contro di noi imbattuto in casa) hanno fatto tutta la differenza di questo mondo.
Il bravo Cesc Fabregas si goda la sua squadra , ben allenata e con un gioco piacevole, comprensibile la sua amarezza nel dopogara ma quando dice “Il Milan ha Maignan Rabiot e Modric” avvalora quanto spiegato prima, così come mi pare eccessiva l’ affermazione “Se questo è il Milan…” . Chiarisco, non mi sento il difensore d’ufficio del gioco di Allegri, ma non mi sento nemmeno di metterlo alla gogna, lui è comunque l’allenatore del nostro Milan che può e deve migliorare nella proposta di gioco della squadra, non ci sono dubbi, ma definirlo un male necessario come etichettato da qualcuno, lo trovo onestamente esagerato.
Mike Maignan sempre più vicino alla permanenza in rossonero, giovedì scorso ha disputato la più bella partita con la nostra maglia. Abbiamo rivisto il vero SuperMike all’ennesima potenza, la squadra, pur nella sofferenza della prima frazione, completamente appannaggio di un bel Como, ha saputo con i colpi dei suoi campioni ribaltarla appena i ritmi si sono abbassati e, successivamente, metterla al sicuro, segno di grande spirito di gruppo/squadra, resilienza e cinismo.
Ieri sera tornavamo a San Siro, nel nostro stadio, contro il Lecce di Di Francesco in cattive acque di classifica, un incontro che, visti i nostri precedenti con questo tipo di compagini, andava affrontato con grande determinazione per non vanificare l’impresa di Como.
Qualche cambio di formazione per Max Allegri. Pavlovic ancora out in difesa e spazio a DeWinter insieme a Gabbia e Tomori, a centrocampo dentro Ricci e Jashari con Rabiot, fiducia ad Estupinian per Bartesaghi con Alexis dall’altro lato, in avanti la velocità di Rafa con l’acume tattico e l’intelligenza di Christian Pulisic.
PRIMO TEMPO
Primo tempo deludente del Milan, dopo i primi munti incoraggianti iniziati con un bel tiro di Saelemaekers al 5° minuto che termina non lontano dal palo della porta difesa da Falcone. L’azione torna lenta e perimetrale, il centrocampo non riesce mai a trovare l’imbucata che sarebbe fondamentale per perforare un Lecce completamente arroccato nella propria metàcampo. Leao e Pulisic faticano in avanti, tanto movimento ma mai un attacco deciso alla profondità anche per il troppo portare palla dei centrocampisti . Ricci prova ad orchestrare ma senza dare ritmo, Jashari, sufficiente, si fa vedere solo con un paio di buone chiusure, l’unico è Rabiot che cerca con un paio di “scavallate” a scompaginare la partita, ma non trova interlocutori, anche Alexis dopo l’inizio promettente, viene risucchiato dall’involuzione del nostro gioco. Il Lecce rimane ben compatto senza rischiare praticamente niente, e senza impensierire la nostra difesa, solo un brivido al 34° minuto quando Pulisic, servito da Alexis, incrocia il tiro, Falcone inizia il suo show e respinge. Serve altro per sbloccare la partita.
SECONDO TEMPO
La ripresa vede i ragazzi spingere sull’acceleratore e subito in apertura una splendida azione in verticale tra Leao e Pulisic fa gridare al gol, Falcone con un miracolo sventa il diagonale dell’americano. Il Milan cresce specialmente a centrocampo con Ricci e Jashari, ed un Rabiot imperioso che corre, smista ed ispira, bene pure Estupinian in proiezione offensiva con cross pericolosi che però non trovano nessuno alla deviazione vincente. Il Lecce arranca, la linea della difesa a cinque perde graniticità sotto la spinta rossonera. Falcone si supera ancora al 58° minuto, su un gran tiro di Ricci vicino al palo, deviato a mano aperta.
Al 61 °minuto Leao viene fermato sul più bello da Ramadani, Rafa non è al meglio, come Christian, ma l’impegno c’è, ci manca però una presenza consistente in area, Max provvede immediatamente: dentro Loftus e Fullkrug, per Pulisic e Ricci. Il tempo di battere un corner e Füllkrug sfiora il gol al 75° minuto, con una deviazione sottoporta respinta da Falcone, passa un minuto e Gabbia con un lancio meraviglioso di quaranta metri trova Alexis, controllo in corsa tutt’altro che semplice e cross in mezzo all’area, “Iron Man” Füllkrug si fa trovare all’appuntamento, balzo imperioso in sospensione e colpo di testa che si insacca imparabile all’angolo, sulla destra di Falcone. Il tedesco ebbro di gioia va sotto la Sud travolto dall’abbraccio di tutti i compagni corsi addirittura dalla panchina per festeggiarlo. Un’immagine forte e meravigliosa che certifica quanto questo ragazzo sia entrato nelle viscere più profonde dei nostri colori, come testimonia il suo scalpitare per l’entrata in campo un attimo prima del corner precedente al gol.
Il Milan si scioglie completamente e gioca bene, entrano Athekame per Alexis e Nkunku per Rafa e proprio quest’ultimo ha l’occasione in due ripartenze per raddoppiare. La partita finisce 1-0, possiamo dirlo, completamente dominata dai rossoneri.
Buona prova complessiva della squadra che risponde così alle vittorie di Napoli, Inter e Roma. In crescita con il passare dei minuti tutti i singoli schierati al posto dei titolari, Ricci, Jashari e anche Estupinian in fase di spinta. Rabiot, autore di una prova maiuscola che lo fa entrare di diritto nel podio dei centrocampisti più forti del campionato e poi Niclas Füllkrug, il ragazzone tedesco con il cuore latino, il suo sbracciarsi, sorridere con i compagni e lottare è quanto di più bello ci potesse accadere. Il gol è stato il coronamento di prestazioni ottime: Niclas in tre spezzoni di partite ha fornito anche tre assist, due a Firenze ed uno a Cagliari. I rossoneri proseguono spediti verso Roma, per un match difficile quanto affascinante, con qualche certezza in più ed una consapevolezza della propria forza che non può essere messa in discussione da nessuno.
FORZA MILAN!!!
TABELLINO
MILAN-LECCE 1-0
Marcatori: 76’ Füllkrug
LE FORMAZIONI
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, De Winter; Saelemaekers (dal 80’ Athekame), Ricci (dal 73’ Loftus-Cheek), Jashari (dal 87’ Modric), Rabiot, Estupiñan; Pulisic (dal 73’ Fullkrug), Leão (dal 87’ Nkunku). A disp.: Terracciano, Torriani, Bartesaghi, Odogu, Pavlović; Fofana. All. Allegri.
LECCE (1-4-3-3): Falcone; Ndaba, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo (dal 85’ N’Dri); Gandelman, Ramadani (dal 85’ Maleh), Coulibaly; Sottil (dal 54’ Banda), Stulic (dal 68’ Morente), Pierotti. A disp.: Fruchtl, Samooja; Jean, Kouassi, Pérez; Fofana M., Helgason, Kaba, Marchwinski, Ngom, Sala. All. Di Francesco.
Arbitro: Zufferli di Udine.
Ammoniti: 21’ De Winter, 84’ Ramadani.
Recupero: 1’ 1T, 4’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










13 risposte
Leggerti è sempre un piacere
Grazie 1000
Bravo Stefano bell’articolo, hai ripreso dal commento della partita di Como per completare la disamina e collegarti poi a quella di ieri sera. Mi associo al tuo pensiero per evidenziare l’importanza che avrà Fullkrug anche in futuro per aumentare con il suo entusiasmo, la forza fisica e l’efficacia nei colpi di testa le alternative offensive e quindi il peso specifico della nostra squadra. Inter e Napoli ora possono mettersi il cuore in pace, secondo me gli staremo tra i piedi fino in fondo per la conquista dello Scudo.
Grazie Claudio sì Fullkrug sempre il centravanti che aspettavamo piace l’atteggiamento e la grande passione
Altro gran bell’articolo Stefano!
Il nostro Max zitto zitto sembra un Toscanini ad orchestrare e questo tedesco Fullkrug mi riporta alla mente un certo Bierhoff!!!….e poi quel Falcone tra i pali ha sembrato emulare le gesta del dirimpettaio Maignan!!
Io voglio crederci…..e non aggiungo, per scaramanzia, nient’altro!!
Buona giornata e buon Milan!!
Massimo 48 ❤️🖤
un abbraccio Massimo
Grazie Stefano per l!articolo e per i commenti sempre puntuali ed appropriati.
Si, questa è una vittoria classica di Allegri. Ma va bene così. C’è ne fossero di queste prestazioni!
Bene il nuovo ariete ma ottimo anche il cross di Alexis autore di una gara generosa. Forza ragazzi.
grazie Alessio un saluto
Parafrasando Oscar Wild: “L’importanza di avere un centravanti”
Esatto il nostro Ernesto si chiama Niclas
Buongiorno Stefano, in mezzo a tanti pareri entusiasti, io trovo sempre qualcosa che non mi piace: questo Milan gioca un tempo: perché?.
Comunque ieri sera ha ben fatto Allegri a schierare quella formazione, dando fiducia a Jashari e Ricci: quest’ultimo mi sembra abbia fatto molto bene, ma anche Jashari sta prendendo fiducia.
Resto comunque preoccupato per entrambi e spero di poterli vedere all’opera anche in contesti più complicati per misurarne l’effettivo valore.
Ottimo lo zero nella casella subiti…
Adesso Roma, Bologna e Como, stabiliranno definitivamente il mostro percorso sino a fine stagione.
Con 9 punti forse potremmo insidiare l’Inter sino a fine stagione, altrimenti dovremo pensare di blindare un posto Champions.
Fullkrug, sino ad ora sta facendo benissimo: io ero perplesso, per cui devo chiedere scusa per aver dubitato; il ragazzo è determinato e determinante e, se dovesse andare avanti così, sino a fine stagione, sarebbe un ottimo acquisto che, però non deve far credere a questa società di non aver bisogno di ulteriori altro attaccante spacca-pullmann!.
Grazie Gianpaolo condivido la mancanza di prestazione per gli inter 90 minuti, Mi basterebbe anche 7 punti nelle tre sfide. Fullkrug sics proposto bene , chiaro che servirebbe una punta giovane e dinamica in più un abbraccio
Ciao Stefano, pezzo molto ben scritto, sta diventando una buona abitudine essere qui a leggerti e commentare.
Hai fatto bene a riprendere il discorso uscito fuori giovedì scorso dopo la partita di Como: non siamo siamo secondi per culo, siamo secondi dietro alla “werhmacht” (capisci a me…) che si trova dall’altra sponda del naviglio, e se per culo si intende che giochiamo senza avere le coppe europee beh, la possibilità c’è per tutti di avere quel “culo” lì, basta arrivare dal 7° posto in poi nella classifica del campionato. Per quello che mi riguarda basta e avanza così.
Venendo alla partita di ieri sera, e dando per scontato che il risultato di 1-0 ci sta stretto, ma veramente troppo stretto, ci sono un paio di sassolini che voglio togliermi dalla scarpa: il primo è stato l’atteggiamento di alcuni giocatori leccesi, che alla prima occasione si buttavano in terra e ci rimanevano alcuni minuti, anche senza apparenti falli subiti. Il primo è Ramadani: ma qualcuno gliel’ha detto che il calcio si gioca in piedi? Una sceneggiata dietro l’altra: salvo poi risorgere come Gesù dopo il gol del vantaggio, peccato che l’ha sostituito dopo pochi minuti, mi sarebbe piaciuto vederlo in piedi qualche istante.
Il secondo è Falcone: ad ogni parata, ad ogni tuffo aveva qualche problema fisico. Prima la coscia, poi la spalla: si vede che sta iniziando ad abituarsi a simulare, perché si dice sia il “prescelto” per sostituire Sommer.
Tornando su Milan Lecce, ieri sera ho scoperto che:
– Saelemaekers ha 4 polmoni, oppure ha un gemello che ogni tanto gli dà il cambio quando nessuno li vede: è umanamente impossibile correre così tanto come fa lui;
– Jashari e Ricci, insieme a Rabiot, ci danno belle garanzie;
– Leão ha qualcosa che non va: non surfa più come prima, forse ha paura di farsi male, ma quando non c’è si nota la sua assenza;
– Pulisic abbiamo capito che è umano: Captain America sta vivendo un periodo senza scudo e senza superpoteri, forse ci aveva abituato male, ma gli voglio un mondo di bene lo stesso;
– Füllkrug ha un dito del piede rotto, lui lo fascia e gioca, quando sorride si nota la mancanza di un incisivo laterale, ma è come il cavaliere nero della barzelletta di Gigi Proietti, quindi si sa che “AR CAVALIERE NERO NUN JE DEVI CAGÀ ER CAZZO!!!”
– Rabiot scavalla, zompa, combatte, tira, recupera. Per averlo si dice che Allegri abbia perso appositamente contro la Cremonese, ma mai sconfitta fu più dolce se ci ha portato un giocatore come lui;
– Gabbia: che dire su Mattew Cage? Serio, composto, leader silenzioso, dirige la difesa insieme a un De Winter ritrovato e un Tomori roccioso;
– Maignan: ma c’era? Tu l’hai visto?
– Estupinan: ___________ encefalogramma piatto;
-Allegri: lui ride, parla di “zona champions a 74 punti, poi dipende che farà la Juve che ora è quinta”, sembra tanto tranquillo, invece secondo me è un altro cavaliere nero.
Ora, senza soffermarmi su come è stato impostato il calendario, ci aspettano tre trasferte una più dura dell’altra: domenica a Roma, il 3 febbraio a Bologna e il 15 Febbraio a Pisa. Oltre al fatto che dovremo recuperare la partita che dovevamo giocare in casa contro il Como: e meno male che non hanno mandato le squadre a Perth! Queste tre prossime partite ci diranno molto del nostro futuro, perché dobbiamo consolidare la nostra ottima posizione in classifica, senza badare a nessuno che sta sopra o sotto di noi: scendere sotto i 9 punti da mettere nel nostro carnet sarebbe un rischio per la nostra stagione. Il primo scontro diretto poi ce l’avremo l’8 marzo nel derby in casa, poi il 4 aprile a Napoli, e poi il 25 aprile in casa contro la Juventus. In mezzo a queste date possono esserci i playoff di Champions sicuri per Juve e Napoli, chissà per l’inter, e di questo dobbiamo trarne vantaggio.
Quindi, testa bassa e pedalare: e magari adottare la formula dell’indimenticabile Paròn, Nereo Rocco: “una squadra deve ghe aver un portiere che para tutto, un assassino in difesa, un genio a centrocampo, un “mona” che segna e sette asini che corrono”.
Forza Milan sempre!!!