Nella scorsa puntata, quella in cui Davide da Erba mandava al tappeto i Golia del pessimismo, vi sarete imbattuti in un riferimento riguardante quella credenza riguardante un certo omone vestito di rosso, con barba bianca e occhiali, impegnatissimo in questo periodo a rifornire di regali i bambini di tutto il mondo.
Quello di Babbo Natale non è che un esempio di come le credenze possano, più o meno profondamente, influenzare le nostre vite, soprattutto durante l’infanzia. Ma cosa ci insegna questa credenza sulla natura delle convinzioni e sul loro impatto sulla nostra vita?
Colpisce come spesso, ad un pensiero così radicato si associ un senso di magia e di meraviglia, capace di influenzare la nostra percezione del mondo e le nostre azioni.
La credenza di Babbo Natale ha un valore importante nella nostra vita, proprio perché ci insegna a credere nella magia e nella possibilità addirittura di lavorare per fare accadere eventi straordinari (da quanti giorni le letterine sono state imbustate in direzione Polo Nord?), anche se non sono spiegabili razionalmente.
Questo stato mentale è particolarmente efficiente nel consentire di costruire relazioni con gli altri, poiché ci permette di condividere un senso di meraviglia e di gioia con i nostri cari. Inoltre ci ispira la generosità e il contributo, nutrendo la necessità di essere consapevoli dell’importanza di dare e di ricevere.
Vorrei sottolineare come la credenza di Babbo Natale ci aiuti (o abbia aiutato) a crescere e a maturare, poiché ci insegna a distinguere tra realtà e fantasia, mantenendo l’ambizione nei confronti di obiettivi realistici a cui lavorare, anche quando molti se ne dissociano.
Nella sua innegabile positività dunque, questa sensazione di certezza, mantenendo connotati di assoluta irrazionalità, segue uno schema che riporta fedelmente il meccanismo con cui noi Mental Coach accompagniamo altri bimbi “più grandi”, a riconoscere le credenze quando queste ne stanno inficiando il percorso: il primo passo è proprio individuare l’opinione e capire come influenza la vita del ragazzo. Valutarne insieme la tipologia consente di chiedersi se questa è basata sulla realtà o se è irrazionale, se ha valenza performante e funzionale, o se depotenziante e negativa. Ecco qui scattare l’eventuale necessità di cambiare la credenza stessa, adattandola alla sopraggiunta età o comunque alla maturità e sostituendola con una più realistica, espressa in forma positiva e funzionale ai propri obiettivi.
Condividere la nuova convinzione, associandole un’analoga forza e, perché no, un’altrettanto efficace magia, aiuterà il diretto interessato nelle relazioni, dal campo, all’ufficio, dalla coppia alla famiglia, ribadendo il sempre valido principio per cui succede solo a chi ci crede.

Bio: Francesco Borrelli è un Mental Coach certificato Acsi – CONI. Oltre alla Laurea in legge presso l’Università degli Studi di Genova, si è formato in PNL attraverso corsi e Master conseguiti nell’ambito di aziende private di cui ha fatto parte. Negli anni ha coltivato la sua passione per lo sport scrivendo per testate giornalistiche liguri, oltre a svolgere il proprio lavoro di consulente d’azienda in ambito bancario. L’attività di Mental Coach lo porta da diverse stagioni ad accompagnare sportivi impegnati a preparare Olimpiadi e Mondiali, oltre a calciatori di tutte le età, agevolandone i rispettivi percorsi e seguendone tutta la trafila giovanile fino all’approdo in prima squadra. Il suo sogno è condividere come Coach il suo ufficio a fianco alla “palestra delle leggende” di Milanello con Ibra.
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