NB: Foto di copertina da Skysport
Le mani di Mbappé al collo di Haaland, la rissa durante Argentina-Olanda ai Mondiali del 2022 con Messi che dà dell’idiota a un avversario in diretta planetaria, gli insulti reiterati di Lautaro a Conte e la mini-rissa durante l’ultimo Napoli-Inter, ancora Conte scatenato durante Parma-Napoli della scorsa stagione, gli insulti pesantissimi tra Folorunsho e Hermoso nell’ultimo Cagliari-Roma. Butto lì a caso i primi flash della memoria, senza stilare elenchi dettagliati o stare a ricordare gli insulti ai giornalisti in sala stampa o a bordocampo a fine partita da parte di allenatori, giocatori, presidenti…
Tutti episodi deplorevoli, tutti eventi da censurare, tutti protagonisti da punire in modo esemplare, tutto da commentare facendosi il segno della croce implorando la pietà divina. Adrenalina e carenza di ossigeno al cervello giocano spesso brutti scherzi, ma questi (diamine!) sono professionisti milionari e dunque dovrebbero avere un autocontrollo superiore, un comportamento ineccepibile, un’educazione rigorosa.
Il problema è che questo è diventato uno sport dove regna l’inganno, dove il raggiro è una consuetudine, dove il dribbling alla legalità è il fondamentale più diffuso in campo e fuori: dagli uffici amministrativi alle commissioni per i procuratori, dalle plusvalenze agli ammanchi, dalle fidejussioni fasulle alle miopie federali, dai fallimenti dei club più prestigiosi a quelli più reconditi – magari nemmeno citati dai media -, fino alle simulazioni reiterate in campo, le urla straziate alla minima carezza, i trucchi… Oggi a me domani a te, avanti a braccetto, complici nel turpe, nel torbido. Nella volgarità.
Come avviene ormai dopo qualsiasi decisione arbitrale, o del VAR, che ci fa prendere posizione a seconda della squadra per cui tifiamo, infischiandocene di un regolamento così cervellotico da poter lasciare libertà di interpretazione come meglio aggrada, allo stesso modo ci si scaglia contro chi perde le staffe, chi sbrocca, chi esplode, esprimendo poi valutazioni e giudizi di pesi assai diversi rispetto alle simpatie di chi si pronuncia. Vale per opinionisti, giornalisti, ex tesserati che lavorano per giornali e tv, gli ululanti influencer che ormai lanciano strali dal divano, dalla cucina, dal salotto, tutti bardati con maglia e sciarpa della propria squadra (non mancano insulti e offese nemmeno ai propri beniamini e alle loro mamme, quando perdono). Sboccati, villani, maleducati, insolenti.
In questa jungla incontrollata, in questo porto franco acclarato, quasi legalizzato, che è diventato il calcio, l’indignato comunicato stampa del Napoli e l’insurrezione dei moralisti finti preti dopo il pesante diverbio tra Allegri e Oriali durante la partita di Supercoppa, fanno sorridere. Anzi, fanno proprio ridere. “Diamoci tutti una regolata” è il mantra insozzato che accompagna i dopo-partita a qualsiasi latitudine: tanto, dalla prossima si ricomincia. Quindi per favore piantiamola con Allegri e andiamo avanti, che domani tocca a qualcun altro.

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.










7 risposte
Fa parte di un popolare sport praticato nello sport più popolare: dagli al Milan comunque e ovunque!! FVCRN
Caro Filippo, la posso chiamare per nome?,
vede, Il problema è proprio quello!
É il piantarla di dare addosso contro chi sbaglia, il lasciare passare In galanteria le offese,
le bestemmie, le risse verbali e virtuali, la maleducazione e la volgarità spinta, gli atti antisportivi e le cadute di stile, le cafonate e gli atteggiamenti di bassa lega.
E sa perché?
Perché come scrive l’editorialista sulla sua pagina, in fondo COSI FAN TUTTI!
Eh no, proprio questo è il punto, é l’ assuefarsi e l’ abituarsi al brutto, al cattivo, all’Amorale, al turpiloquio, alla rissa e alla vergogna.
Perché così fan tutti.
Sdoganare e licenziare tutto quello che é opposto al FairPlay, alla violenza, seppur verbale, il patteggiamento sugli errori e sulla malafede, sono il male vero che mina le fondamenta e la credibilità di questo calcio.
Che allontana la gente perbene, e certamente non li invoglia a farsi un abbonamento per vedere un circo dí maleducati e infimi personaggi.
Poi lo vogliamo dai bambini, dai loro genitori che litigano sugli spalti durante una partita di Pippo contro Topolino, o persino dalle giornate truccate di rosso per ricordare che le donne non si toccano.
I personaggi pubblici, gli eroi sportivi dei piccoli, gli idoli dei tifosi, HANNO IL DOVERE di rispettare le regole e persino la morale.
Devono essere baluardi e produttori e difensori del bello.
E il levar di scudi verso gli amici che sgarrano, che scivolano, che rozzamente si macchiano di errori marchiani, non fa bene a nessuno.
Allegri, recidivo del suo squallore morale, ha avuto fin troppi protettori, fin troppi amici che si sono spesi per lui, mentre non ho sentito nessuno elogiare il comportamento rassegnato e perbene di un campione come Oriali di cui non risultano repliche offensive o squallide.
La sua risposta da uomo di campo, é stata quella di piazzarsi al centro del gruppo al momento dell’alzata della coppa, con ADL e CONTE ai lati, ai margini, lasciandogli la scena.
Una risposta formidabile, una fotografia potentissima, un messaggio memorabile e dovuto che dimostra cosa sia il comportamento serio.
Percui, glielo dico con affetto, non cada anche Lei in questo tranello dove il colore della maglia, o la difesa dell’amico colpevole, viene prima delle regole e dell’insegnare ai posteri, il come si campa e quali siano i veri valori dello sport.
Con affetto
Gregorio Morrone
Caro Gregorio, nei miei articoli – di qualsiasi argomento trattino – rovescio ironia a palate. Quest’ultimo non fa eccezione: ho detto all’inizio che l’educazione, il controllo, il professionismo dovrebbero imporre comportamenti di un certo tipo. “Diamoci tutti una regolata” è il sarcasmo finale. Dopo di che, però, i processi agli atteggiamenti cambiano a seconda del colore delle maglie o delle bandiere e questo è indubitabile. Il che rende anche gli opinionisti complici di certe violenze, certi scatti, certe volgarità. Buone Feste.
Buongiorno a tutti.
Nel calcio manca l’educazione e la correttezza; credo ci sia poco da aggiungere.
Luca,
sono vere entrambe le affermazioni le tue e quelle di Gregorio.
Il fatto è che non sempre è l’ira del momento (impossibile controllo delle emozioni) a dettare certe situazioni spiacevoli.
Però che si ecceda troppo e soprattutto si continua la litigata sommandola nel tempo alle passate e future, mi sta meno bene.
Tutti possiamo passare un momento incontrollato, ma poi, con calma, anche in privato magari, ci si scusa.
Ovviamente è un mio principio, ma non mi sta bene vedere queste “scemeggiate” dei soliti noti. Comunque è pur vero che la signorilità non la si compra, ma la si conquista. Il signore non è quello che non sbaglia mai, ma quando lo fa si si scusa e si fa perdonare.
BUON NATALE A TUTTI. Gioia e serenità siano permanenti compagni di vita.
E ben venga la tua sana ironia decantata in tutti gli articoli recanti la tua firma grande Luca! Oggi il calcio rispecchia appieno la nostra vita quotidiana stracolma di improperi, insulti, in mezzo al traffico, ai mercati, per le strade e persino nelle sedi parlamentari…è di moda offendersi e crearne un gossip commerciale a latere..per parlare e sparlare..per trarne profitti e vantaggi oppure in alternativa lungaggini estenuanti nelle aule dei tribunali…per in conclusione ottenere il bel resto di un anemico niente! Il calcio ormai è questo! …dista anni luce dai veri palloni in cuoio con i lacci quando alcuni ragazzetti, appena dismessa la tonaca da chierichetto, se ne andavano a dare due calci al pallone nel campetto, solennemente in terra, della piccola parrocchia di periferia…e si divertivano ridendo da matti!!…quelli erano anni buoni ed onesti!!!…ora mala tempora currunt!!!….però è comunque…sereno e felice Natale a tutti!!
Massimo 48
Caro Serafini, sono d’accordo col tuo punto di vista. l’ipocrisia, anche e soprattutto del giornalismo, nel calcio italiano ha raggiunto vette irraggiungibili. Vedo picchi di tale malcostume nei momenti in cui il Milan si giova di presunti vantaggi arbitrali o come nel caso di Allegri, messo alla gogna per un episodio di quelli che succedono in campo tutte le domeniche. Penso che l’onda mediatica si orienti ormai da anni, salvo rare eccezioni, lontano da Milanello ma anche dall’equilibrio e dal buon senso. L’ultimo scudetto del Milan in questo senso è stato ancor più un miracolo contro tutto e tutti.
Apprezzo la tua onestà intellettuale, per la quale forse hai pagato dazio professionalmente, ma che ti distingue da tanti pappagalli che pensano solo a incensare il potente di turno,
Buone feste!!