Nelle scorse settimane su questo blog si è acceso un dibattito molto interessante a proposito di Nazionale, settori giovanili, calcio di strada e oratori. Per molti, compreso chi scrive, è stata l’occasione di riassaporare ricordi impolverati, dinamiche giovanili e persino individuare nella soffitta /cantina di casa, il più classico degli album di figurine.
Gli adulti che siamo oggi, seguono a stretta mandata, i bambini che eravamo un tempo, con le rispettive fragilità e contraddizioni, a loro volta elaborate, in maggiore o minore parte. Confesso che nello scrivere queste righe, oltre ad osservare il carosello di episodi del passato (ricordate nei precedenti articoli? Il cervello umano non sa riconoscere le negazioni e “lavora per immagini”), affiorano il campetto polveroso vicino casa e quel compagno “più avanti”, “più portato”, “più bravo”. Quello con cui tutti volevano essere in squadra, quello ammirato, persino osservato con invidia fanciullesca, non necessariamente tossica…Erano i tempi di priorità di vita molto diverse da quelle dell’età adulta e proprio per questo tempi di sogni che bussavano alla porta ammirando le gesta di grandi campioni (e pensare che alcuni di loro oggi hanno un blog su cui attualmente leggiamo queste parole!), moderne versioni dei Patroclo e degli Ulisse che si alternavano fra Iliade e Guerin Sportivi…
Mi ricollego alle parole del collega Andrea Ciccone e del mentore Roberto Civitarese, a proposito dell’importanza per un giovane di proteggere il proprio sogno dell’universo razionale che lo relega a una dimensione di illusione intangibile.
Il sogno, per chi crede alla sua reale forza, è volontà trasformata in azione e c’è pertanto da riflettere su quale sia il più importante driver capace di tenere “agganciato” un giovane alla sua velleità più potente e farlo sentire a proprio agio nel piacere di vivere tutto questo: e allora che il calcio giovanile, ma più in generale, qualsiasi laboratorio di sogni, di qualsiasi disciplina si parli, in palestre, piscine e piste da atletica, sia sempre e comunque centrato sull’importanza del far divertire i ragazzi. E ai genitori venga veicolato un unico, imprescindibile, leit motiv, cosi sapientemente espresso dalle parole di un genitore, prima ancora che allenatore ed ex calciatore appartenente a quella schiera di eroi giovanili di cui sopra.
“Lasciate tranquilli i vostri ragazzi. Non interferite con il ruolo dell’allenatore e non sovraccaricate di attenzioni vostro figlio… se segna gol o se non segna gol. Lasciate che si diverta. Solo l’1% e anche meno di tutti i bambini in Spagna raggiungerà il livello professionale.
Se l’unico obiettivo che tuo figlio ha e che tu hai per tuo figlio è che sia felice, allora che cresca come persona. All’interno di una squadra di calcio può apprendere quei valori, quegli insegnamenti che si chiamano vita. Si vince e si perde, imparerà a fare l’uno e l’altro. Imparerà a gestire la pressione e la frustrazione. Capirà l’importanza di una squadra e del rapporto coi compagni… perché l’universo non gira solo intorno al tuo ombelico. Quando finisce la partita non chiedetegli come ha giocato o del risultato. Chiedetegli: ti sei divertito? Hai davvero dato tutto? Ditegli che oggi può andare bene e domani male perché questa è la vita”. (Luis Enrique)

Bio: Francesco Borrelli è un Mental Coach certificato Acsi – CONI. Oltre alla Laurea in legge presso l’Università degli Studi di Genova, si è formato in PNL attraverso corsi e Master conseguiti nell’ambito di aziende private di cui ha fatto parte. Negli anni ha coltivato la sua passione per lo sport scrivendo per testate giornalistiche liguri, oltre a svolgere il proprio lavoro di consulente d’azienda in ambito bancario. L’attività di Mental Coach lo porta da diverse stagioni ad accompagnare sportivi impegnati a preparare Olimpiadi e Mondiali, oltre a calciatori di tutte le età, agevolandone i rispettivi percorsi e seguendone tutta la trafila giovanile fino all’approdo in prima squadra. Il suo sogno è condividere come Coach il suo ufficio a fianco alla “palestra delle leggende” di Milanello con Ibra.
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