TORINO – MILAN 2-3 : GRANDE RIMONTA ROSSONERA

Smaltita la delusione dopo la prova opaca e la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia, il Milan si è rituffato nel campionato, unico obbiettivo ormai di una stagione inevitabilmente “graffiata” dalla precedente partita. Tante riflessioni in questi giorni, con una predominante, il mercato di gennaio e, più precisamente, la scelta di una eventuale altra punta: Gimenez con la sua perdurante assenza e le non brillanti prestazioni è sembrato essere, ai più, il sacrificato naturale. Sento parlare di Mateta del Crystal Palace, Fullkrug già nel mirino in estate ed infine Moise Kean della Fiorentina; credo che, difficilmente, a gennaio possa arrivare uno di questi nomi, al netto di un’apertura di scenari repentini francamente poco probabili, speriamo che la società possa essere lungimirante e coraggiosa, perché un uomo di peso e caratura in area avversaria serve assolutamente e ieri sera lo abbiamo visto abbondantemente. 

Personalmente oltre alla punta cercherei di identificare velocemente anche un difensore forte e di qualità: De Winter è sembrato ad oggi ancora molto acerbo nelle letture e nella gestione del pallone quando chiamato in causa, anche in questo caso è uscito un nome che ci ha fatto venire più di un brivido: Thiago Silva che sarà libero a gennaio con il campionato brasiliano che si chiuderà il 21 dicembre. Perché “certi amori non finiscono”, tredici anni fa Thiago ci lasciava, destinazione Parigi, da quell’esatto momento la nostra difesa in particolare nei centrali non è mai stata più la stessa roccaforte che ci ha sempre contraddistinto in tutto il mondo, come carisma e qualità, parlo di Nesta, Baresi, Maldini, Filippo Galli, Costacurta, Stam; neanche quella dell’ultimo scudetto, malgrado gli ottimi Tomori e Kalulu.

La partita allo stadio Olimpico di Torino vedeva i nostri ragazzi affrontare una squadra granata in cerca disperata di punti per non correre il rischio di essere risucchiata nella zona retrocessione, Il Milan per rispondere alle vittorie di Inter e Napoli, rimanendo così agganciato alla vetta della classifica, malgrado le ultime tre trasferte finite in parità.

Anche nelle ore prima del match la cattiva sorte si è presentata chirurgica, togliendo dai titolari Pulisic (5 partite dall’inizio su 14) colpito da un attacco influenzale.

Mister Allegri (stasera sostituito in panchina da Landucci per la nota squalifica) si è visto costretto a riproporre la coppia d’attacco Leao – Nkunku, per la perdurante assenza di Santi Gimenez, ormai da oltre 40 giorni fuori dai giochi. A centrocampo i muscoli di Loftus Cheek sono stati preferiti alle geometrie di Ricci, per una mediana composta dall’inglese, Modric e Rabiot, sugli esterni tornava titolare il nostro gioiellino Bartesaghi con Alexis in fascia opposta, dietro si ricomponeva il trio Pavlovic, Gabbia, Tomori.

Il Torino anch’esso con formazione 1-3-5-2, proponeva in avanti lo spauracchio Duvan Zapata con il guizzante Adams, a centrocampo il dinamismo di Vlasic , Anjorin e Asllani. Baroni almeno dall’inizio faceva a meno di Casadei giovane interessantissimo centrocampista.

PRIMO TEMPO

Primo tempo che inizia in maniera pessima per il Milan. All’ 8° minuto calcio di rigore per il Torino causato da un intervento scoordinato di Tomori che, in area, colpisce con il braccio largo, un pallone spiovente: calcia Vlasic che batte Maignan, il nostro nr.16 intuisce ma non arriva sul pallone. Il Milan “rumina” gioco lento e senza idee, facile per i granata attendere i rossoneri nella propria metà campo, pronti a ripartire con Vlasic e Pedersen. In difesa il loro sistema diventa un compatto 4-5-1 con la nostra manovra che non trova sbocchi per il movimento evanescente delle due punte e degli esterni, specialmente Alexis, mai capaci di saltare l’uomo.

Al 17° minuto, Tameze recupera palla e fa partire in contropiede il solito Vlasic al quale si apre un’autostrada in mezzo al campo, palla allargata per Zapata che controlla e calcia sul secondo palo battendo di potenza Maignan.

Notte fonda, continuiamo con il nostro palleggio perimetrale con il Toro che ci pressa, costringendo Modric a portare palla senza sbocchi offensivi, Leao spalle alla porta è costantemente anticipato, Nkunku vaga per il campo facendo arrabbiare Landucci che lo vuole centrale e più avanti. Ci pensa Rabiot a ridurre lo svantaggio al 24° minuto con un meraviglioso missile dai venticinque metri dando una boccata d’ossigeno ai rossoneri. Il gol però non scuote i ragazzi, ancora farraginosi e ben controllati dai granata, non riusciamo a sviluppare un attacco, come se non bastasse si infortuna Leao dopo un tiro da fuori area senza esito. Si chiude una prima frazione che ci fa preoccupare, con il solo Rabiot ( che sfiora il pareggio nel finale) a salvarsi.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa entra in campo un altro Milan, ed è il Milan che più ci piace, grintoso e volitivo, con giocatori finalmente centrati nel match, focalizzati a ribaltare un andamento non consono al nostro tasso tecnico. Modric smista veloce e Loftus percuote, i granata vacillano in evidente affanno, riempiamo l’area e diamo la sensazione di essere vicini al pareggio, cui andiamo vicini ,al 55° minuto, con un cross di Rabiot deviato splendidamente di testa da Bartesaghi, Israel compie una prodezza, prima deviando la sfera, poi respingendo il tap in di Ricci. Non ci perdiamo d’animo, siamo vivi, anche Nkunku dà il suo contributo con qualche accelerazione, ma è al 66° minuto  che il destino del match cambia, ed ha il volto meraviglioso di Christian Pulisic. Tempo un minuto dal suo ingresso in campo e su un cross di Alexis dalla sinistra Captain America, in piena area, stoppa il pallone e di piatto batte Israel, 2-2! Esplode la gioia nel settore dei tifosi rossoneri, Pulisic corre verso di loro braccia al cielo a raccogliere quell’abbraccio che ci scalda il cuore.

Il Toro, di fatto, esce completamente dal match ormai in balia del gioco rossonero che sgorga fluido: ottimo Ricci autoritario e preciso nel palleggio, Alexis cresce, vivace sulla fascia dando brio alle nostre azioni. Proprio Ricci al 77° minuto, imbeccato da Loftus Cheek pennella un cross meraviglioso in piena area, Pulisic di sinistro in controbalzo batte Israel per la rete del sorpasso rossonero. Il Milan in piena trance agonistica non si ferma e sfiora il quarto gol in ripartenza con un Torino ormai alle corde. Al 90° minuto Nkunku si invola solitario e serve Christian per la tripletta, l’arbitro Chiffi fischia l’off side. Dopo cinque minuti di recupero finisce con un trionfo rossonero una partita spettacolare, almeno nel secondo tempo.

Il Milan, dopo un primo tempo troppo brutto per essere vero,nella ripresa riesce finalmente a sprigionare tutto il suo potenziale, mettendo in mostra innanzitutto quel carattere che è lo specchio fedele del suo  allenatore, stasera squalificato. Un plauso a Mister Landucci per essere riuscito a non farne sentire l’assenza. Non era semplice ribaltare il risultato, complice l’ennesimo infortunio a Rafa Leao, i ragazzi hanno avuto il merito di crederci fino alla fine. Nel secondo tempo il gioco più veloce grazie anche al calo granata, ha evidenziato il diverso valore tecnico delle due squadre. Il centrocampo con Rabiot, Modric e Ricci ha praticamente cancellato quello del Torino, attuando una pressione sulla trequarti a tratti asfissiante, bene gli esterni Alexis e Bartesaghi, inutile parlare di Chris Pulisic, miglior giocatore del campionato italiano, vero ago della bilancia del nostro attacco. La capacità di leggere le situazioni e l’intelligenza  calcistica di questo giocatore sono immensi. Non ci voleva l’infortunio a Rafa, la speranza che non si tratti di un lungo stop.

Torno sul mercato: occorre assolutamente un attaccante, la società deve fare uno sforzo. La partita di stasera ha ampiamente dimostrato che in attacco non possiamo sempre e solo appoggiarci a Pulisic o a Rafa Leao. Belle note dal centrocampo, specialmente nella ripresa, con un Ricci, autore della più bella prova con la nostra maglia, ed un Rabiot a tratti padrone del gioco. Luka come sempre importante, sopratutto in fase di copertura, magari non scintillante come in altre occasioni ma sempre prezioso per atteggiamento. Il Milan si riprende con merito la testa della classifica in coabitazione con il Napoli, dando un segnale forte al campionato, ci siamo anche noi ed è bellissimo.

FORZA MILAN!!!

TABELLINO

TORINO-MILAN 2-3
Marcatori
: 10′ pt Vlasic su rigore (T), 17′ pt Zapata (T), 24′ pt Rabiot (M), 22′ st, 32′ st Pulisic (M)

LE FORMAZIONI
TORINO (1-3-4-1-2)
: Israel; Tameze (33′ st Masina), Maripan, Coco; Pedersen (39′ st Nkounkou), Anjorin (14′ st Casadei), Asllani, Lazaro (39′ st Ngonge); Vlasic; Zapata, Che Adams (39′ st Aboukhlal). A disp.: Paleari, Popa, Ilkhan, Simeone, Dembelé, Biraghi, Gineitis, Njie. All. Marco Baroni.

MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers (43′ st Estupinan), Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi (21′ st Pulisic); Nkunku, Leao (31′ pt Ricci). A disp.: Torriani, Terracciano, De Winter, Odogu, Jashari. All. Massimiliano Allegri.

Arbitro: Chiffi della sezione di Padova

Ammoniti: 19′ pt Maignan (M), 8′ st Lazaro (T), 11′ st Anjorin (T)
Espulsi:

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

14 risposte

  1. Complimenti per il pezzo, Stefano!
    Questa gara era piena di insidie e i primi minuti l’hanno dimostrato. Siamo stati troppo brutti e la sensazione che la sconfitta di Roma avesse lasciato qualche scoria faceva capolino sulle nostre certezze. Il siluro di Rabiot, per la prima volta in gol nella “sua” Torino, ha ridato vigore ai Nostri che sono cresciuti già nel finale del primo tempo. La ripresa è stata tutta un’altra musica con il Milan che ha preso possesso del campo, non ha mai rischiato ripartenze, eccezion fatta per un tiro di Pedersen, e ha piazzato il colpo con Capitan America che sta confermando tutta la sua classe, lui che era stato inserito nella lista del Guardian dei cinquanta giocatori più forti nati nel 1998. Il guanto di sfida per la classifica marcatori è stato lanciato al “cugino” Lautaro Martinez. Lo statunitense è fondamentale per questa squadra, al pari di Rabiot e Modric. Rivedibile la difesa, Tomori ingenuo sul rigore, anche se ha l’attenuante di essere stato leggermente spostato. Bene Ricci e devo dire che Nkunku nella ripresa non mi è affatto dispiaciuto. Si vede che ha un problema con il gol e l’ha mostrato nell’assist a Pulisic sul gol annullato. Speriamo si sblocchi perchè abbiamo bisogno di gol, in attesa di una punta dal mercato di gennaio. Questa è stata una vittoria da sei punti e ci conferma tra le prime quattro. Sognare non costa nulla, ma dobbiamo rimanere coi piedi per terra. Tante sono le coincidenze con altre annate benedette, ma per il tifoso rossonero è già un piacere vedere una squadra che lotta e gioca.

    Forza Milan!
    Vincenzo

    1. Grazie Vincenzo hai detto bene nel finale per chi tifa questo colori e già importantete essere lì a lottare. Ieri non era facile , ci abbiamo messo del nostro il primo tempo , i due schiaffoni hanno evidenziato un approccio sbagliato totalmente. Pulisic che dire.. un grandissimo campione che sa mettersi sempre al servizio della squadra …credo che quest’anno possa raggiungere i 15/18 gol .

      1. Grande secondo tempo dei ragazzi! Pero’ non sempre ci ‘girera’ bene regalare il primo tempo agli avversari. Effettivamente con rosa corta ed infortuni Max sta facendo miracoli. Senvono rinforzi a Gennaio, in primis la punta centrale che deve venire ai primi di gennaio e non a fine calciomercato! Ottima l’introduzione e la cronaca della partita’come di consueto. Ciao/a presto.
        Alessìo

  2. Buongiorno Stefano, ottimo articolo come sempre.
    Premetto che ho seguito la partita solo per quanto riguarda il primo tempo e mi permetto di dire che questa squadra non merita ancora l’attaccamento dei tifosi.
    Trovo la prestazione del primo tempo assolutamente irrispettosa ed indecente, una prestazione che ricorda troppo quelle della scorsa stagione e di tante altre stagioni.
    Come del resto, lo è stata quella con la Lazio.
    E non parlo di sviluppo del gioco, ma di atteggiamento: quell’atteggiamento costante di Leao e Nkunku.
    A proposito di Nkunku, qualcuno si chiede se sia giusto bocciarlo dopo così poco tempo: io chiedo invece quale sia il criterio che ha portato Nkunku al Milan.
    Però mi chiedo anche se Tomori pensa al Milan, oppure si sia impoverito in maniera così netta: nella partita con la Lazio ha sbagliato passaggi molto semplici e ieri sera ha mostrato ancora limiti evidenti.
    Se non avessimo Pulisic, anche il buon Allegri sarebbe in forte difficoltà: grazie allo statunitense, vero fuoriclasse della squadra, siamo primi in classifica.
    Pulisic è un grande campione ed un enorme professionista e se gente come Leao non ha ancora capito l’atteggiamento da tenere, beh forse è meglio monetizzare qualcosina e salutarsi.
    Mi spiace essere così duro, ma io non riesco a gioire per questo modo di approcciare le partite.
    Sono tanti anni che non frequento più San Siro, ma faccio parte di quei 50000 che erano a vedere Milan Cavese, per cui il mio attaccamento al Milan non può essere messo in discussione, anche perché la partita dopo (ancora a San Siro, doppio turno casalingo), col Foggia ero lì a spellarmi le mani per applaudire quel grandissimo gol di Francesco Romano.

    1. grazie Gian Paolo si vede tutta la tua passione . Credo che Nkunku non sia questo che stiamo vedendo, ho l’impressione che abbia problemi di ambientamento e ritmo partita, fino a due anni e mezzo fa era un signor giocatore se solo riuscisse a liberarsi di zavorre mentali sarebbe un grande valore aggiunto. Rafa ha 26 anni e credo che il suo ruolo sia esterno, non ha i movimenti ne la cattiveria della prima punta, può eventualmente farla per 15/20 minuti ma non di piu. Detto questo serve un attaccante di peso specifico che possa garantì lee nella seconda fase 8/10 reti un caro saluto

  3. Buongiorno Stefano.
    Il tuo commento alla gara direi perfetto, come sempre. Come spesso capita la nostra partita ha due facce: una nel primo tempo, e una nel secondo. Nel primo tempo siamo stati apatici, quasi sottomessi, a tratti svogliati, ma forse era dovuto anche ad un Torino messo bene in campo da Baroni: nella prima mezz’ora, cioè fino allo “scaldabagno” di Rabiot, hanno giocato speculari a noi, tenendo fermi Alexis e Mattia, infatti i due si sono visti molto poco perché sia Pedersen che Lazaro hanno frenato i loro movimenti. Poi si può andare a cercare il pelo nell’uovo e dire che forse Mike poteva uscire di pugno su quella palla alta che è caduta sul braccio di Tomori, e magari il rigore non ci sarebbe stato, possiamo dire anche che se Nkunku invece di cercare lo stop, avesse smistato la palla di prima a Rabiot non sarebbe caduto permettendo al Torino di ripartire per il 2-0. Sono episodi che però devono far riflettere Max e lavorare tanto sulla solidità mentale e il credere, soprattutto: non si capisce perché Nkunku non provi mai a saltare l’uomo, eppure fino a qualche tempo fa era un top 5 dei calciatori europei, non può essersi dimenticato come si gioca a calcio. Qui però appare chiaro il grande problema della nostra squadra, cioè la punta. Sentivo Di Gennaro ieri sera in cronaca commentare “il Milan non cerca mai la punta, mentre il Torino sì”: ora, sappiamo tutti che Di Gennaro non è che sia questa “aquila”, ma che giochiamo senza punta si sa da un pezzo, certo che non viene cercata, non c’è… ecco perché è importante il rientro di Gimenez, per dare profondità al gioco.
    Insomma, un Milan bifacciale, che porta a casa 3 punti non fondamentali: di più, e quindi se deve andare male, che vada così.
    Un’ultima cosa: ieri sera dopo i commenti su Dazn, ho girato sul secondo canale, e ho visto che c’era ospite Filippo Galli, quindi mi sono fermato per sentire le sue dichiarazioni, perché quando parla Filippo tutti dovrebbero tacere e ascoltarlo per imparare. Invece l’hanno fatto parlare sì e no 40 secondi interrompendolo continuamente, ma in una trasmissione di sport televisiva ci sta: però un giocatore del suo livello e un uomo della sua esperienza non può, e non deve, confrontarsi con un Mazzocchi che sembra il “so tutto io” del bar all’angolo, che fa battute fuori luogo, come quella sul fatto che il gol di Rabiot sia colpa del portiere del Toro, dimostrando di non capire nulla di calcio. Perfino Tardelli e Di Livio, oltre a Filippo ovviamente, gli hanno detto che era impossibile da parare, ma lui insisteva e si agitava come in preda all’alcol dopo 4 Negroni e 2 spritz… Filippo, tu sei un cuore rossonero, hai vinto quello che altri si sognano, non abbassarti a certi livelli ti prego: sei una persona educata ma soprattutto sei competente di calcio, la prossima volta dì che hai la raucedine e non puoi parlare…
    Forza MILAN sempre!!!

    1. Grazie Luigi sì un Milan dalla doppia faccia , speriamo nell’ arrivo di una punta ma anche di un difensore. Soprattutto occorre rimanere agganciati alle prime fino alla fine della stagione … i conti poi i li faremo in fondo un abbraccio rossonero

  4. Buongiorno Stefano, altra cronaca con commento del match semplicemente ineccepibile! Quel nostro Max relegato per squalifica in tribuna ha ricordato la base logistica della Nasa e proprio quando un certo Landucci, dopo le due marcature subite, lancia un grido di dolore: ” Houston Max!!!..abbiamo un problema! ”
    Ed il ns coach, in virtù del magico effetto di una doppia dose di paracetamolo, ordina di far scendere in campo Capitan America Chris Pulisic….ed il resto è storia per il Diavolo e noia, maledetta per i Granata ed i nostri famelico denigratori!
    Crediamoci!!..e forza Milan!
    Un caro abbraccio!

    Massimo 48

  5. Bella analisi Stefano, come sempre d’altro canto. C’è bisogno di un terminale offensivo, un uomo d’area, un centravanti, un numero 9, chiamiamolo come ci pare. 😀 Credo che se ne siano accorti tutti ormai. Secondo me essere primi in classifica a questo punto della stagione è un piccolo miracolo, che non credo possa protrarsi fino a fine stagione. L’ho già scritto e lo ripeto: i campionati si vincono con la difesa solida ma anche con i centravanti che fanno gol

  6. Complimenti a Stefano. Analisi perfetta e commento sul momento Milan su cui mi trovo assolutamente d’accordo. Aggiungo solo un personale compiacimento per la gestione di Allegri. Un allenatore che non amo per il tipo di gioco che lo caratterizza, ma che oggettivamente con la rosa precaria a disposizione sta facendo un ottimo lavoro. Perché questo Milan, allo stato attuale non è al livello delle top squadre italiane ( Inter e Napoli) e soprattutto europee, ma ha l’allenatore che più di ogni altro potrebbe tirare fuori il massimo dalle risorse che ha. Quindi, io non mi esalterei troppo e terrei le aspettative basse, guardando ad ogni partita con fiducia perché identità e gruppo ci sono. Il resto si vedrà. Forza Milan!

    1. grazie Mirko per l’apprezzamento sempre gentilissimo. Anche io riconosco o il calcio di Allegri non esaltante .. ma nel nostro momento storico e’ quello che ci voleva . Concordo anche io che come rosa complessiva Napoli e Inter hanno qualcosa in più, ed è giusto ciò che dici manteniamo le posizioni champions , sarebbe un ottimo risultato finale un. caro saluto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *